Mer26062019

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Lazio PRESTAZIONI SPECIALISTICHE : Maria Corongiu (Fimmg) caos nel Lazio. negligenze, agende disordinate, nomenclatori non aggiornati, i cup sotto accusa le segnalzioni in regione sono inascoltate

News Lazio

PRESTAZIONI SPECIALISTICHE : Maria Corongiu (Fimmg) caos nel Lazio. negligenze, agende disordinate, nomenclatori non aggiornati, i cup sotto accusa le segnalzioni in regione sono inascoltate

 fileasl33 thumb other250 250DOCTOR 33 di Mauro Miserendino : Scintigrafia ossea con leucociti, un esame specifico che il medico di famiglia prescrive con una certa urgenza. La signora chiama il Centro unico di prenotazione a Roma. Non rispondono subito. Quando lo fanno le dicono di contattare il Policlinico Gemelli ma la lista d'attesa è troppo lunga. Alternativa il Sant'Eugenio, che però l'esame non lo offre più. Una paziente romana e il figlio ci confermano quanto ha esternato il ministro della Salute Giulia Grillo dopo aver chiamato invano un grande Cup cittadino. «Ho provato per una mattinata intera- spiega il Ministro sui Social - ma nessuno ha risposto. Per monitorare l'efficienza delle liste d'attesa, da ottobre abbiamo attivato il 1500, un numero di pubblica utilità attraverso il quale potete segnalare i disservizi. Continuate a fare le vostre segnalazioni solo così possiamo individuare e risolvere i problemi». I Centri unici di prenotazione sono servizi in genere regionali collegati con le agende di tutte le strutture, ma questo sulla carta. Già un'indagine ministeriale del 2008 ne individuava di varie categorie, taglie e rilevanza, e scopriva che più grandi sono, meno offrono adeguata copertura in termini di prestazioni effettivamente prenotabili. C'è anche da dire che per prenotarsi oggi le regioni sostengono canali alternativi al telefono: fax, portale internet, e-mail, totem nei municipi o nei supermercati e naturalmente le farmacie territoriali, oltre a Pc e tablet, app regionali, contact center. Nel 2019 un'intesa della Conferenza Stato-Regioni dettò cosa dovevano fare i Cup ma evidentemente per migliorare l'accessibilità ci vuol altro, come conferma Maria Corongiu, segretario vicario Fimmg Roma (e già segretario laziale, è stata da poco avvicendata da Gianni Cirilli di Latina).
«Ben venga il lamento del Ministro, ma come medico di famiglia avverto, l'attesa è un problema non solo di negligenza, di non trovare un operatore all'altro capo del filo, ma anche e soprattutto di sistema. Oltre alla negligenza, ci sono altre espressioni di disorganizzazione, in tutta Italia, all'origine dell'insoddisfazione dei cittadini verso il Servizio sanitario. A Roma intanto dai Cup passa una percentuale molto bassa di prenotazioni pari al 20% dell'offerta di esami e visite specialistiche, o meno. Gli esami sono per lo più prenotati autonomamente da ospedali, università, strutture classificate, ogni azienda ha la sua agenda e la governa con sue regole. Strutture come il Policlinico Gemelli non accettano prescrizioni online ma solo cartacee, altrove ci sono sportellisti che rimandano i pazienti indietro chiedendo di cambiare la classe di priorità assegnata». I medici laziali -come ormai tutti - devono assegnare da tempo una classe di priorità nelle impegnative, «ma al momento di prenotare l'esame sorge un secondo problema: Ci sono discordanze tra la nomenclatura degli esami diagnostici regionale e quella in possesso dei centri di prenotazione». Per ovviare agli inconvenienti, In forza di un accordo specifico i medici di famiglia nel Lazio fruiscono di un'agenda ad hoc per le urgenze, «ma su tre telefonate ne va bene una. Per il resto i tempi d'attesa veleggiano verso l'anno per tutte le prestazioni». Sempre nel Lazio, una delibera imporrebbe a specialisti ospedalieri ed ambulatoriali non solo di fare la ricetta per i controlli dopo la prima visita ma anche la prenotazione, «ma questo iter non si vede quasi mai, e del resto raramente i colleghi ospedalieri hanno personale per prendere in carico i passaggi burocratici. I pazienti sono costretti a tornare da noi e purtroppo siamo costretti a re-indirizzarli ad altra struttura dove la loro prestazione torna "prima visita" e ricomincia il giro». Occhio: prescrizione e prenotazione sono due cose diverse «ma i pazienti non sono né prenotati né spesso nemmeno destinatari della ricetta dello specialista, le prescrizioni in Lazio alla fine le facciamo noi medici di famiglia al 94,6%», dice Corongiu. «Abbiamo segnalato i problemi in Regione varie volte. E fin qui, pochi i risultati concreti».