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NEWS LAZIO

FORMAZIONE OBBLIGATORIA: in itinere il ricorso al Tar per la corresponsione dei 32 milioni di euro da parte della Regione

formazione Va avanti il ricorso presentato al TAR per la corresponsione degli emolumenti per la formazione obbligatoria
Nel mese di Dicembre 2012 e' stato presentato  un ricorso al TAR Lazio per la corresponsione degli emolumenti contrattuali ex art.20, AIR 2006. Tale ricorso e' motivato dal mancato recepimento delle nostre richieste negli ultimi quattro anni.  A scanso di equivoci gli emolumenti richiesti sono fondi contrattuali dedicati alla formazione obbligatoria e non prebende  richieste alla Regione Lazio .  La cifra richiesta riguarda 4 annualità contrattuali arretrate e comprendono:

1)     La remunerazione per l'attività di Tutor dei circa 600 colleghi che l'hanno svolta nei confronti del colleghi  neolaureati per la pre-abilitazione

2)      le somme dovute ai colleghi, eletti e/o nominati dalla Regione nelle specifiche Commissioni che hanno lavorato nel Centro di Formazione Regionale (CeForMeg).

3)     Formazione obbligatoria

Ci giunge ora notizia che si starebbe valutando la chiusura del   citato Centro Regionale che era previsto dall' accordo con la Regione Lazio sin dal 2006 .

Perderemmo cosi' il nostro centro Regionale che alla stregua della Regione Veneto, del Trentino e del Piemonte ci allineava tra le regioni piu' evolute.

La scelta di allora fu di evitare di disperdere tali preziose risorse in mille rivoli ma di finalizzarle a progetti formativi condivisi con la Regione, gestiti insieme alla Regione ed alle ASL e dedicati al conseguimento delle 40 ore di formazione obbligatoria con la corresponsione ai medici di famiglia del rimborso per spese per il sostituto.

La formazione contrattualmente prevista non è stata però purtroppo finanziata , ne capiamo le ragioni, ma trattandosi di fondi contrattuali di tutti i medici, tra l'altro regolarmente corrisposti ad altre categorie del comparto, SUMAI e Pediatri, esperiti tutti i tentativi possibili per cercare una soluzione con la passata Giunta non abbiamo potuto far altro, per tutelare i nostri diritti, di adire al TAR.

Nell'ambito del ricorso, la somma totale richiesta perché contrattualmente dovuta negli ultimi  anni, è di 32 milioni di euro, suddivisi come già specificato.

Si evidenzia che nelle Commissioni che fanno parte del Ceformeg relative a  Formazione Universitaria, Formazione Specifica, Formazione Obbligatoria, partecipano, oltre a MMG eletti o nominati dalla Regione, Professori Universitari, Colleghi Ospedalieri e Colleghi dipendenti dalle ASL.

E' prevista nel Centro Regionale la figura di un  Direttore, nominato dall'Assessore alla Sanità

L'Assessore è il Presidente  che direttamente od attraverso suo delegato dirige il Centro, che è amministrato da funzionari regionali.

E' da notare che i rimborsi per tali commissioni sono inferiori a quelli previste per l'accordo del SUMAI che tra l'altro sono state liquidati senza problema alcuno sino ad oggi, da quanto ci e' dato sapere.

L'attività delle Commissioni è stata regolare, verbalizzata ed il materiale didattico è stato regolarmente consegnato alla Regione che fin'ora non ha ottemperato a quanto previsto dall'Accordo nonostante alcune ASL abbiano richiesto il finanziamento .

L'attività di tali Commissioni è stata riconosciuta ed un componente, di parte pubblica, ha già vinto un ricorso per il pagamento delle spettanze di fronte al Tribunale Amministrativo  del Lazio che, nonostante la comparsa dell'Avvocatura Regionale,  ha condannato persino alle spese l'Ente soccombente (la Regione Lazio).

Noi pensiamo che cio' che facemmo 6 anni fa, sulla base di un Accordo Nazionale, di un Accordo Regionale e sul modello delle Regioni piu' avanzate sia tuttora razionale , trasparente, corretto ed  efficiente, tant'è che anche il Sumai ha seguito la stessa logica. Qualcuno oggi sta pensando che non lo sia. Bene. O male. Sia cio' che si deciderà in Regione. Su una cosa pero' chiarezza assoluta. Nessuno pensi di scippare cio' che è dei medici. E che ai medici, per contratto tornerà. Con o senza Centro.    

 

Per poter fornire opportuno riscontro a quanto sopra considerato si riporta l'intero articolo 20 dell'AIR 2006 e successive integrazioni.

ART. 20

FORMAZIONE

La formazione del MMG rappresenta uno strumento essenziale per promuoverne la

crescita professionale nell'ambito delle attività di sviluppo e qualificazione delle cure

primarie, centrate sui reali bisogni dei cittadini, nella garanzia dei LEA.

La Regione Lazio e i MMG convengono sulla necessità che le attività di formazione

perseguano gli obiettivi prioritari di carattere, regionale e aziendale, rispondano a effettivi

bisogni dei MMG e siano improntate a criteri di qualificazione ed efficacia.

La Regione Lazio, tenuto conto dell'ACN del 23.03.2005, riconosce, anche in accordo

con l'Università e per le parti di rispettiva competenza, attività formative relative alla

medicina generale nelle seguenti aree:

1. insegnamento universitario pre – laurea, tirocinio valutativo pre –

abilitazione alla professione medica;

2. formazione specifica in Medicina Generale;

3. formazione continua dei Medici di Medicina Generale;

4. ricerca clinico-epidemiologica.

Istituzione e compiti del 'Centro di Formazione Regionale per la Medicina

generale'

Allo scopo di orientare e governare centralmente le iniziative formative, le parti

concordano sulla necessità di istituire, ai sensi dell'art. 20 - comma 4 dell'ACN, un

"Centro di Formazione Regionale per la medicina generale" d'ora in poi denominato

"Centro".

Il Centro deve assicurare un'offerta formativa sufficiente a coprire i bisogni di tutti i

MMG presenti sul territorio ed omogenea – in termini di impostazione e contenuti - per

l'intera quota parte della formazione obbligatoria.

Tale Centro agisce in sinergia con le istituzioni regionali che si occupano di

formazione universitaria in ambito sanitario, le diverse articolazioni del SSR e gli

organismi regionali di interesse; tra questi ultimi, particolari forme di coordinamento e

collaborazione andranno perseguite, ai sensi dei rispettivi regolamenti, con il " Comitato

Regionale per la Medicina Generale" (articolo 24 ACN), e con "l'Osservatorio Regionale

per l'Appropriatezza" (art. 18 del presente Accordo), sulla base di strategie condivise, con

particolare riferimento al perseguimento dell'appropriatezza assistenziale.

Il Centro è costituito da:

- 1 Consiglio Direttivo;

- 3 Commissioni Permanenti, rispettivamente competenti per: la formazione

universitaria; la formazione specifica; la formazione continua.

A supporto delle diverse attività è previsto un ufficio con funzioni amministrative e di

segreteria; un funzionario amministrativo, senza diritto di voto, è previsto nel Consiglio

Direttivo e nelle tre Commissioni del Centro.

Le modalità funzionali del Centro, nelle sue diverse articolazioni, saranno

formalizzate attraverso un regolamento da approvarsi entro 30 giorni dalla costituzione

del Centro.

Il Consiglio direttivo (CD) è composto da:

 un Presidente, Assessore alla Sanità regionale o suo delegato;

 il Direttore del Centro di formazione, nominato dall'Assessore regionale alla Sanità;

 i presidenti delle 3 Commissioni;

 tre esperti di settore nominati dall'Assessore alla Sanità.

Il Direttore è un medico di medicina generale esperto di formazione, nominato

dall'Assessore alla Sanità su proposta delle OO.SS. firmatarie del presente Accordo,

sentiti gli Ordini MCeO per quanto di loro competenza, e rispondente ai seguenti

requisiti: in possesso di laurea da almeno 10 anni, con almeno 1.000 assistiti, animatore

da almeno 5 anni, che abbia partecipato in qualità di docente ad eventi formativi

accreditati ECM, che abbia partecipato a ricerca clinica e che abbia prodotto

pubblicazioni scientifiche.

I Presidenti delle Commissioni sono nominati dall'Assessore alla Sanità secondo i criteri

sotto esplicitati.

Tutti i Componenti hanno diritto di voto eccetto il funzionario regionale amministrativo;

il voto del Presidente assume valore doppio.

Il Consiglio Direttivo si riunisce, previa convocazione del Presidente o su richiesta di

almeno quattro Componenti, almeno una volta al mese e comunque tutte le volte che se

ne ravvisi la necessità, secondo un Regolamento interno del Centro, che sarà redatto e

approvato entro trenta giorni dalla sua costituzione.

Tutti i Componenti avranno diritto ad un "rimborso spese" di € 100,00 per ogni riunione

oltre ad un compenso mensile omnicomprensivo di € 1200 mensili al netto delle ritenute

fiscali. Le specifiche responsabilità e mansioni del Direttore, insieme al suo compenso,

saranno oggetto di definizione in sede di stesura del Regolamento interno.

Tutti i Componenti, fatto salvo il caso delle dimissioni personali, rimangono in carica per

quattro anni e possono essere confermati solo per un ulteriore quadriennio.

Il Consiglio Direttivo può convocare, a sua discrezione e senza diritto di voto, esperti di

vario settore per risolvere situazioni particolari e complesse.

Il Consiglio Direttivo ha il compito di valutare, approvare e rendere esecutive le proposte

trasmesse dalle Commissioni di Formazione Universitaria, Specifica e Continua.

La Commissione per la formazione continua (CFC) è composta da:

 un Presidente, MMG, scelto su indicazione delle Scuole di formazione regionali in

Medicina generale del Lazio e delle società scientifiche della medicina generale attive

nella Regione, accreditate come provider ECM e con attività documentata di

formazione; il conseguimento di una certificazione di qualità delle Scuole e delle

Società scientifiche riconosciuta a livello internazionale rappresenta titolo

preferenziale.

 sei MMG, rappresentativi delle Province della Regione, nominati dall'Assessore

regionale alla Sanità, a regime su indicazione dell'assemblea degli iscritti all'Albo degli

animatori di formazione;

 sei esperti di settore, nominati dall'Assessore regionale alla Sanità anche in

rappresentanza delle ASL.

La CFC si riunisce, previa convocazione del Presidente o su richiesta di almeno la metà

dei componenti, almeno una volta al mese e comunque tutte le volte che se ne ravvisi la

necessità, secondo il Regolamento interno del Centro. Tutti i Componenti hanno diritto

ad un "rimborso spese" e ad un compenso mensile omnicomprensivo € 950 mensili al

netto delle ritenute fiscali.

Tutti i componenti, fatto salvo il caso delle dimissioni personali, rimangono in carica per

quattro anni.

La CFC attiva presso il Centro può convocare, a sua discrezione e senza diritto di voto,

esperti di vario settore per risolvere situazioni particolari e complesse.

Si conviene che, a regime, i corsi di formazione continua:

- siano inquadrati negli obiettivi formativi, regionali e aziendali;

- siano accreditati ECM dalle Aziende sanitarie locali;

-siano realizzati con la collaborazione delle Scuole regionali di formazione in Medicina

generale e delle Società scientifiche della Medicina generale attive nella Regione;

- abbiano una durata di almeno sei ore;

- sulla base delle specifiche tematiche affrontate, prevedano un numero di discenti tale

da consentire un'adeguata interazione (in linea orientativa, 30 discenti).

La CFC si occupa della Formazione obbligatoria aziendale dei MMG, che deve essere

omogenea per almeno il 70% del totale delle 40 ore previste.

L'attività formativa di natura continua è svolta, nei confronti del MMG, preferibilmente

nella giornata di sabato, per 40 ore annue in un periodo che va dal 15 Gennaio al 15

Luglio e dal 15 Settembre al 15 Dicembre. Le Aziende e le OO.SS. firmatarie del presente

Accordo possono concordare l'organizzazione e l'espletamento di tali attività anche in

giorni feriali diversi dal sabato; poiché i corsi di formazione hanno la caratteristica della

obbligatorietà, sono previsti fondi per il rimborso del medico sostituto del medico

discente, nella misura di € 70 per ogni giornata formativa di sei ore al netto delle ritenute

fiscali del 20%.

Le parti concordano sulla necessità che il debito formativo annuale del MMG sia

soddisfatto, nella misura del 70%, da crediti ottenuti nell'ambito di corsi in linea con gli

indirizzi formalizzati dal Centro, in coerenza con gli obiettivi di interesse regionale o

aziendale.

Le parti concordano sulla necessità di definire e promuovere, a livello aziendale, percorsi

formativi comuni tra MMG ed altri professionisti sanitari che operano in servizi e

strutture territoriali e ospedaliere.

In coerenza con gli indirizzi generali suggeriti dal Centro, le Aziende Usl trasmettono alla

CFC i propri progetti formativi, nonché tutti quelli presentati dalle Scuole di formazione e

dalle Società scientifiche della Medicina generale attive sul territorio regionale,

accompagnandoli con un parere di merito; la CFC li valuta in ordine alla loro

approvazione, tenendo conto del parere aziendale.

Le Asl devono provvedere alla organizzazione dei corsi dandone comunicazione alla CFC;

in caso di inadempienza, trascorsi sei mesi dalla comunicazione alle Asl di approvazione

dei corsi, il Centro - attraverso la CFC - provvederà alla organizzazione e realizzazione

diretta dei corsi, secondo il principio della uguaglianza e della sussidiarietà.

Nelle more della realizzazione del Centro, i corsi di formazione continua sono organizzati

dalle Scuole di formazione e dalle Società scientifiche della Medicina generale attive nella

Regione, in collaborazione con le Aziende USL, previa valutazione da parte dello specifico

"Tavolo tecnico" istituito in Regione, formato da rappresentanti delle OO.SS. firmatarie e

delle Società Scientifiche della Medicina generale, in coerenza con la normativa vigente in

materia di ECM.

La Commissione per la formazione specifica (CFS) è composta da:

-  il Presidente, MMG, nominato dall'Assessore alla Sanità e scelto fra i coordinatori

regionali per le attività seminariali;

-  sei MMG coordinatori regionali per le attività seminariali, di cui uno con funzioni di

Presidente;

-  sei medici di appartenenza ospedaliera e territoriale, coordinatori per le attività

pratiche.

La CFS attiva presso il Centro, dotata di finanziamento autonomo da parte del Ministero

della Salute, dovrà occuparsi dell'organizzazione e realizzazione omogenea, su tutto il

territorio regionale, dei Corsi triennali per i Medici vincitori del concorso di ammissione.

La CFS si riunisce, previa convocazione del Presidente o su richiesta di almeno la metà

dei componenti, almeno una volta al mese e comunque tutte le volte che se ne ravvisi la

necessità, secondo il Regolamento interno del Centro.

Tutti i Componenti hanno diritto ad un "rimborso spese" e ad un compenso mensile

omnicomprensivo di € 950 mensili al netto delle ritenute fiscali. Tutti i componenti, fatto

salvo il caso delle dimissioni personali, rimangono in carica per quattro anni.

La CFS può convocare, a sua discrezione e senza diritto di voto, esperti di vario settore

per risolvere situazioni particolari e complesse.

La Commissione per la formazione universitaria (CFU) è composta da:

- il Presidente, MMG, nominato dall'Assessore alla Sanità fra i componenti delle

Commissioni universitarie per l'esame di abilitazione alla professione di medico

chirurgo (D.M. 455 del 9.10.2001);

- un MMG indicato dalle Commissioni universitarie per l'esame di abilitazione alla

professione di medico chirurgo per ciascuna delle Facoltà di Medicina attive nel Lazio;

- un medico universitario indicato dalle Commissioni universitarie per l'esame di

abilitazione alla professione di medico chirurgo per ciascuna delle Facoltà di Medicina

attive nel Lazio.

La CFU si esprime su tutte le problematiche inerenti l'insegnamento della Medicina

Generale nel corso degli anni di studio dello studente, condividendo gli elementi

essenziali per lo svolgimento dei seminari universitari con MMG in qualità di docenti, e

gli elementi inerenti la frequenza degli studenti negli ambulatori dei MMG tutors.

L'attivita' di tutor e' vincolata ai seguenti requisiti: frequenza di corso per Formazione

specifica, 10 anni di convenzionamento, 800 assistiti, preferibilmente con requisiti di

studio quali PC, collaboratore, e partecipazione a forme associative. Sono fatte salve le

posizioni preesistenti alla data di pubblicazione del presente accordo.

Tale attivita' sara' finanziata con la quota di € 400 netti per mese di attività.

La CFU si riunisce, previa convocazione del Presidente o su richiesta di almeno la metà

dei componenti, almeno una volta al mese e comunque tutte le volte che se ne ravvisi la

necessità, secondo il Regolamento interno del Centro.

Tutti i Componenti hanno diritto ad un "rimborso spese" e ad un compenso mensile

omnicomprensivo pari a € 950 mensili al netto delle ritenute fiscali. Tutti i Componenti,

fatto salvo il caso delle dimissioni personali, rimangono in carica per quattro anni.

La CFU può convocare, a sua discrezione e senza diritto di voto, esperti di vario settore

per risolvere situazioni particolari e complesse.

Funzioni e tempi di attivazione del Centro

Il Centro ha funzioni di programmazione e coordinamento centrale e persegue i seguenti

obiettivi:

-definire indirizzi e obiettivi generali di interesse regionale delle attività di

formazione continua, con particolare riferimento all'individuazione delle tematiche

oggetto di formazione obbligatoria da parte dei MMG e ai requisiti di qualità della

stessa (CD; CFC);

-coordinare e monitorare le attività di formazione continua a livello regionale (CFC);

-elaborare proposte in merito alla sperimentazione e all'adozione di specifici modelli

organizzativo – gestionali in ambito formativo (CD; CFC; CFS; CFU);

coordinare e gestire le attività di formazione a livello regionale rivolte ai medici

partecipanti al triennio di formazione specifica (CFS);

-promuovere la Ricerca clinico - epidemiologica (CD; CFC; CFS; CFU);

-definire i contenuti formativi dei corsi destinati ad animatori di formazione,

docenti e tutor (CD; CFC; CFS; CFU);

-pianificare e garantire la formazione di animatori di formazione, docenti e tutor

(CFC; CFS; CFU);

-istituire, entro un termine di 60 giorni, gli Albi degli animatori di formazione, dei

docenti, dei tutor e degli sperimentatori, dopo averne definito i rispettivi requisiti

di iscrivibilità e curarne l'aggiornamento (CD);

-gestire, in accordo con le Facoltà di Medicina attive nel Lazio, progetti formativi

per gli studenti di medicina nell'ambito del tirocinio pre-laurea e valutativo preabilitazione

(CFU);

-promuovere la valutazione dei processi formativi (CD; CFC; CFS; CFU).

L'istituzione del Centro dovrà avvenire entro 90 giorni dalla firma del presente Accordo

Integrativo.

Sistema di finanziamento per le attività di formazione

Al fine di assicurare l'effettiva realizzazione della formazione continua per la Medicina

generale nel Lazio, la Regione si impegna a erogare al Centro, lo specifico fondo, pari

all'1,5 % dello stanziamento regionale per la Medicina generale, per il periodo 2005-2008,

(incrementato del 5% annuo per coprire il recupero inflativo). Il Centro provvederà a

finanziare annualmente le Aziende sanitarie locali, con modalità da definirsi all'interno di

atti normativi specifici, al fine di coprire le esigenze formative complessive dell'assistenza

primaria e della continuità assistenziale.

Gli stanziamenti per la formazione continua previsti ed impegnati in seguito alla DGR

1156/2002, se non già utilizzati per tale finalità, saranno recuperati, per tutti gli anni di

validità temporale della Delibera, ed immessi nel fondo della formazione.

Poiché, come è noto, la Formazione specifica gode di un finanziamento autonomo (D. Lgs.

8 luglio 2003, n. 277) - che attualmente viene trasmesso dal Ministero della Salute alle

Regioni in base al numero di Medici che superano il Concorso di Ammissione - si

conviene che tale finanziamento venga messo a disposizione del Centro, che dovrà poi

utilizzarlo per tutte le necessità organizzative e formative della Formazione specifica, che,

pertanto, non graverà sul presente Accordo Regionale per la Medicina Generale sotto

l'aspetto economico.

La Regione ammette la possibilità di attingere, per le diverse attività formative e di

ricerca, ad ulteriori finanziamenti di natura pubblica o privata, di cui affidare la gestione

al Centro.

Protocollo d'intesa relativo all' Accordo Integrativo 2009 per i medici di medicina generale della Regione Lazio 

Articolo 6

(Formazione)

1. La Regione nel confermare nel Centro di Formazione Regionale per la Medicina Generale (CEFORMEG Lazio) lo strumento operativo per la promozione della crescita professionale della Medicina Generale nell'ambito delle attività di sviluppo e qualificazione delle cure primarie, centrate sui  bisogni dei cittadini, adotta le seguenti modifiche ed integrazioni all'articolo 20 dell'AIR di cui alla DGR 229/96.

2. Il CEFORMEG ha funzioni di programmazione e di coordinamento centrale ed esercita i seguenti compiti afferenti alle attività formative relative alla Medicina Generale :

- insegnamento universitario pre – laurea, tirocinio valutativo pre – abilitazione alla professione medica;

- formazione specifica in Medicina Generale;

- formazione continua dei Medici di Medicina Generale.

3. Per lo svolgimento delle attività previste, si procede, entro 60 giorni  dalla pubblicazione del presente Accordo, ad una centralizzazione  ed unificazione delle sedi operative ed ad una razionalizzazione delle funzioni, attraverso sia la concentrazione delle attività amministrative che di quelle di indirizzo formativo.

4. Per la progettazione delle specifiche attività formative di cui al comma 2,  Il Consiglio Direttivo del CEFORMEG può avvalersi, di specifiche commissioni tecniche.

5. Al fine di assicurare l'effettiva realizzazione della formazione specifica per la Medicina generale nel Lazio, la Regione si impegna a mettere a disposizione del Centro in tempi reali , il fondo di cui al D. Lgs. 8 luglio 2003, n.  277; tale finanziamento viene assegnato Centro, che dovrà poi utilizzarlo per tutte le necessità organizzative e formative della Formazione specifica, che, pertanto, non graverà sul presente Accordo Regionale per la Medicina Generale sotto l'aspetto economico;

6. Per facilitare l'espletamento  delle attività formative del triennio di formazione specifica, la Regione garantisce un flusso di cassa corrente, a valere sulle risorse statali di cui al precedente comma, individuando a tal fine un ufficio regionale dedicato che sia in grado di rendere le somme esigibili entro 90 giorni dalla relativa delibera di recepimento dei fondi statali. Inoltre la Regione, qualora ci siano ancora debiti verso ASL  docenti, animatori e fornitori provvederà al saldo del dovuto entro 90 giorni dalla pubblicazione del presente AIR.

7. La Regione si impegna ad attivarsi al fine di reperire, per le diverse attività formative e di ricerca, ulteriori finanziamenti di natura pubblica o privata, da  affidare alla gestione del Centro.

AMBUMED : Fardelli (lista bongiorno); chiude ambmed frosinone e cassino ma i risultati sono eccellenti

pronto-soccorso (AGENPARL) - Roma, 24 apr - "Neppure un anno di attività e gli ambulatori AmbMed di Frosinone e Cassino vengono chiusi senza per nulla considerare il risparmio che con essi si era ottenuto e livello di spesa sanitaria regionale e senza tener conto di quanto il servizio in questione ha in questi mesi agevolato pazienti e azienda ospedaliera". Lo dichiara in una nota Marino Fardelli, consigliere regionale del Lazio che ha già presentato sulla questione una interrogazione al presidente Zingaretti. "La provincia di Frosinone ha subito tagli di posti letto e chiusure di ospedali in un piano sanitario che non l'ha risparmiata. Non ci aspettavamo di certo una decisione così improvvisa dalla giunta Zingaretti, tantomeno su un servizio che ha sottratto quasi quattromila pazienti ai Pronto soccorso". La notizia della chiusura degli ambulatori AmbMed di Frosinone e Cassino ha sorpreso anche gli stessi operatori sanitari che attraverso le organizzazioni sindacali si chiedono quale futuro ci sarà per la sanità in provincia di Frosinone. Ed in proposito il consigliere regionale Marino Fardelli sollecita il Presidente Zingaretti "a rivedere la decisione di chiusura dei due ambulatori e a rivedere e riorganizzare la sanità in provincia, considerando la geografia del territorio, le strutture esistenti e le potenzialità oltre che l'utenza e le esigenze dei cittadini".

FIMMG LAZIO: attribuzione degli incarichi di sostituzione di Continuità Assitenziale Trasparenza e rispetto delle regole

guardiamedica COMUNICATO STAMPA Roma 24 aprile 2013
Un'operazione trasparenza nell'attribuzione degli incarichi di sostituzione di Continuità Assistenziale del Lazio (La Guardia Medica) , in risposta a numerose segnalazioni di anomalie nella loro assegnazione da parte delle ASL della Regione .
Queste le linee di principio della lettera inviata dalla   Fimmg Lazio e Fimmg Formazione Lazio, a tutti i direttori delle Asl e  ai rispettivi comitati aziendali,  con l'adesione anche di FederSpecializzandi e dello SNAMI Lazio (unico sindacato  della Medicina Generale che ha aderito all'iniziativa proposta dalla Fimmg).
Si tratta di  un'operazione di chiarezza nell'attribuzione degli incarichi di sostituzione di Continuità Assistenziale, che parte da una segnalazione congiunta   delle principali sigle rappresentative dei Medici che attualmente  frequentano  il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, dei Medici Specializzandi Universitari e dei Medici di Medicina Generale che hanno registrato le notevoli difficoltà da parte dei giovani medici  nell'accedere ai suddetti incarichi di Continuità Assistenziale, ovvero una serie di anomalie che, se confermate, inquadrerebbero una grave situazione di illecito e discriminazione.
L'attività di sostituzione nella Continuità Assistenziale, per molti Colleghi non occupati, rappresenta la sola fonte di reddito, e anche per i Medici del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, che vivono una difficilissima condizione di disagio economico, percependo una borsa di studio di solo 800 euro mensili.
In questa profonda fase di rinnovamento del SSR è improponibile  pensare ad incarichi attribuiti solo attraverso presunti favoritismi o conoscenze, con procedure  lacunose e difformi nel territorio regionale.
Necessaria quindi la  massima trasparenza e rispetto delle regole che, per troppo tempo, sono state ignorate creando delle grosse anomalie amministrative, a sfavore proprio di quanti hanno più necessità di un maggiore introito economico. La Fimmg Lazio e la sua sezione formazione chiedono  pertanto  una revisione delle procedure amministrative, graduatorie aziendali trasparenti e consultabili facilmente anche via web, l'attribuzione degli incarichi tramite mezzo tracciabile come la PEC e la pubblicazione dei nominativi dei Medici incaricati con la relativa posizione all'interno della graduatoria.

IL TESTO DELLA LETTERA

AMBMED : Abbruzzese (PDL): "errore non di poco conto chiudere progetto"

Abbruzzese-Mario"Credo sia un errore non di poco conto chiudere gli ambulatori AmbMed di Frosinone e Cassino.  A prescindere dal ruolo rilevante che hanno avuto in questi mesi non è da sottovalutare come testimonia la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale del Lazio, il risparmio ottenuto a livello regionale. La sanità deve essere riorganizzata facendo leva su questi presidi territoriali, importantissimi per il trattamento dei codici bianchi e verdi ed efficaci per smaltire le lunghe code ai pronto soccorso". Lo ha dichiarato in sostanza, Mario Abbruzzese, Vice presidente dell'VIII Commisione consiliare della Regione Lazio, in una nota inviata al Presidente della Giunta Regionale.

"Sostengo da tempo l'importante funzione dei medici di base e la necessità di avere dei presidi territoriali di zona che possano assistere l'utenza per quanto concerne patologie non gravi o che non richiedono ricovero ospedaliero. Soltanto affiancando queste professionalità all'azione dei nosocomi potremmo avere una sanità migliore e organizzata in modo da soddisfare le esigenze dei cittadini. Dunque, non posso che ribadire la mia contrarietà al provvedimento della Direzione Salute che, ha bloccato da ieri, il progetto AmbMed . Invito, altresì, il Presidente Zingaretti a riflettere attentamente su  tale scelta se, egli stesso, vuol mettere in pratica i grandi programmi di riorganizzazione della sanità tanto annunciati. Perchè è su questa filosofia, e sui medici di medicina generale che si deve rifondare il sistema sanitario. Ricordo che soltanto l'AmbMed affiancato al pronto soccorso dello Spaziani di Frosinone ha trattato fino a ieri 3.724 pazienti (tutti di codice bianco e verde) sottraendo gli stessi alle lunghe code ed aiutando l'attività dell'azienda ospedaliera nello smaltire il congestionamento all'interno dei reparti di emergenza".Ha concluso Mario Abbruzzese.

LE VOSTRE LETTERE : Ambmed :;Una storia Infinita

bustaCi risiamo .Un'altro progetto sperimentale , una mole di dati che altri mai nella nostra realtà erano stati in grado di produrre , la possibilità di dimostrare con dati di fatto un concetto di messa in produzione della spesa sanitaria e di razionalizzazione delle risorse  

e chiudiamo anche questa volta...

Flulyne , Medical corneer , progetto domino , ci provano e riprovano tutti i giorni ma non riescono ancora a chiuderci  Casa Iride nonostante 5 anni di mancati pagamenti.., ma hanno chiuso tutto il resto

E' una storia che si ripete ancora , quella di chi  cerca una categoria , a detta loro , di MMG che lavorino con disponibilità  per l'influenza o altre emergenze 12 h ,

che vuole MMG più pronti a confrontarsi con realtà come la gestione di un ospedale di comunità ,

che si aspetta che il MMG diventi e si sappia destreggiare in un P.S.. con  i codici minori ,

magari tenendosi in casa famiglia sette ragazzi in stato vegetativo persistente solo con i loro compagni di lavoro infermieri e le loro famiglie .

M a di cosa sto parlando , altro non è che quello che abbiamo fatto negli ultimi sette anni e che ho prima menzionato

Tutti progetti sperimentali della durata di un anno due anni al massimo tranne che casa iride che regge alle intemperie dei politici che vogliono chiuderla sempre perché costa troppo , come tutte le altre , anche se tutti i calcoli di spesa fatti dimostrano come negli AMBUMED attuali  , che si risparmia e si produce una migliore sanità .

M a allora dove è il problema ??

Siamo noi non al passo con i tempi , con le nuove tecnologie , non inseriti nella rete o forse sono altri i problemi.

Azzardo a trovare una risposta

Una categoria molto particolare di medico ospedaliero che vede nella evidente consapevolezza delle  potenzialità professionali il MMG come un suo antagonista responsabile della chiusura del suo feudo reparto e del suo titolo primaziale ? si può essere.

Oppure una classe politica che appena vede , come in questi giorni , che si è prodotto un qualcosa che può diventare sistema e garantire l'inizio di una rete tra ospedale e territorio e si spaventa anzicchè compiarcersene , perché se le cose poi vanno così bene nei P.S. poi come  si fa a mettere in moto la macchina della necessità perenne di interventi produttivi ..

Ma produttivi per chi ? sicuramente non per i cittadini , non per  realizzare un  miglior servizio . A questo punto siamo giunti al termine  della breve analisi. Le motivazioni sono sempre le stesse  e cambiando gli attori non cambia la farsa ahimè, e si perché è una farsa .Quindi non illudiamoci , non cambierà nulla neanche adesso :  le illusioni e promesse della campagna elettorale sono oramai un tiepido ricordo , Nessuno vuole che Noi si diventi SISTEMA integrante in modello a 360

Farà forse paura ??

UIL: "Al San Camillo per codici rossi attesa media di 12 ore" abbattimento dei tempi con i medici di famiglia

medingrandaSecondo il sindacato nel 2012 i tempi d'attesa sono aumentati del 14,5% rispetto al 2011. Peggioramento anche per i gialli (+20%) e per i verdi (+13%). Diminuisce l'attesa solo per i bianchi "grazie all'apertura dell'Ambulatorio medico di famiglia in pronto soccorso".

24 APR - "La situazione è drammatica", non usa mezzi termini Paolo Dominici, segretario organizzativo della Uil Fpl di Roma, per commentare i dati, diffusi dal suo sindacato, sui tempi d'attesa al San Camillo-Forlanini.

In base ai riscontri effettuati dall'indagine della Uil, nel corso del 2012, i codici rossi, che corrispondono a emergenza con accesso immediato alla sala, sono stati 2355 con una permanenza media che si aggira intorno ai 710 minuti, circa 12 ore. Si tratta di un peggioramento del +14,5% rispetto al 2011 che ha una media di 620 minuti. I codici gialli sono stati 12.284 con una permanenza media che si aggira intorno ai 650 minuti, circa 11 ore: emerge un peggioramento del +20% circa, rispetto al 2011 che presenta una media di 540 minuti. I codici verdi rappresentano il 70,2% dei ricoveri generali e sono stati 43.129 con una permanenza media di circa 7 ore, in aumento del + 13% circa, rispetto al 2011 che presenta una media di 380 minuti. I codici bianchi rappresentano il 5,8% degli accessi. In questo caso - sottolinea la Uil -  il tempo di permanenza è diminuito a seguito dell'apertura dell'Ambulatorio medico di famiglia in pronto soccorso voluto dalla Regione".

"Il 2012 è stato assolutamente negativo per questa azienda ospedaliera – ha osservato Dominici - ex  fiore all'occhiello della Regione Lazio e dell'Italia intera, con un netto peggioramento, tra le altre cose, sia dei tempi di attesa  per le visite specialistiche ed esami diagnostici, fatta eccezione per chi può permettersi di pagare la libera professione, sia per i tempi di permanenza nel Pronto Soccorso, mentre il direttore generale ai tavoli con i sindacati parla ancora di progetti per il futuro                           

Una pacata riflessione sul rapporto tra Ospedale e Territorio, finalizzato al miglioramento al servizio pubblico dei cittadini.

pronto-soccorsoNegli ultimi giorni la "sospensione" del servizio Ambumed, creato dalla giunta Polverini e  che ha totalizzato circa 35000 accessi nel periodo di esercizio in sole 10 strutture, ha scatenato una polemica, anche aspra, tra colleghi primari di Pronto Soccorso e la Fimmg del Lazio. Non abbiamo mai avuto alcuna intenzione di innescare polemiche ma solo di utilizzare il buon senso evitando disagi ai cittadini. Soprattutto a cavallo di un periodo con 2 ponti festivi. Abbiamo anche proposto soluzioni alternative, la verifica dei risultati per determinare la chiusura o meno di alcuni punti,  sospesi per decorrenza dei termini. Niente, la struttura Commissariale ci rispedisce al mittente in attesa dei dati. Una prognosi che somiglia  a quella dei malati in coma irreversibile. Stato vegetativo. I primari di Pronto Soccorso, nel Lazio ce ne sono, a spanne,  quasi tre decine, tra PS, Dea di I e DEA di 2 livello, dichiarano la loro contrarietà al progetto, fallimentare secondo alcuni, ma lo dicono dal primo giorno di avvio e mi sembra un tantino  pregiudiziale la loro posizione. Mentre un primario, il Prof. Modini del Policlinico, persona assolutamente stimabile ed onesta intellettualmente dichiara la verità circa il congelamento in attesa di tumulazione del progetto Ambumed : "I capi dipartimento hanno inviato una nota congiunta per dire che non solo questo progetto fa si' che arrivino piu' cittadini nei pronto soccorso, ma e' dannoso per l'azienda dal punto di vista economico perche' non incassiamo le rimesse regionali per i codici bianchi e verdi, che sono l'unica risorsa di finanziamento. Parliamo di un danno consistente. A questo, poi, il danno si aumenta con le spese sostenute dall'azienda per le stanze, gli infermieri". Modini, quindi, fa una proposta: "Se lo facessimo in casa, dimezzeremmo le spese e potremmo utilizzare specialisti a contratto. Io ragionerei su questo" (agenzia Dire del 23.4.13). Ovvero, gli Ambumed, selezionando gli accessi, rischiano di mettere in crisi il sistema di finanziamento dei Pronto Soccorso, togliendo all'Ospedale la possibilità di gestire con specialisti a contratto (precari) gli accessi inappropriati. Se contiamo i 2000.000 di accessi annui ai Pronto Soccorso non parliamo di bruscolini. Una legittima ed onesta rivendicazione di categoria. Ma il punto è che poi non si puo' lamentare, scrivere articoli a piene pagine sui giornali con lo scandalo dei Pronto Soccorso, quantomeno è incoerente. Abbiamo a Roma piu' di 3 volte gli Ospedali di Londra e abbiamo Pronto Soccorso a "la carte" in tutta la Regione, investiti negli anni centinaia di milioni di euro, impiegate migliaia di persone. E' chiaro come questo sistema di offerta, tralaltro gratuito per gli utenti,a prescindere dai codici, in una Regione come il Lazio, con tempi di attesa biblici e croniche e datate supercarenze del sistema di cura territoriale, in particolare l'assistenza domiciliare, determina un polo di attrazione fatale per i cittadini, che a tutte le ore del giorno e della notte, nelle giornate feriali e festive, trovano a costo zero tutte quelle prestazioni diagnostiche e strumentali e gli specialisti che invece non trovano se non dopo mesi e con pagamento di ticket in altre strutture. Certo si attendono ore, ma in tempi di crisi non tutti possono permettersi una tac od una risonanza ed ore di attesa sono ben spese. Come si fa a rimproverare questi cittadini? Certo lo paghiamo caro questo, in tasse, accise, un clima da far west nelle sale di attesa degli Ospedali, ma quando ad ognuno di noi serve qualcosa in termini di salute a questo non ci pensa. Chi ci dovrebbe pensare, magari, è chi ci amministra, chi ricopre incarichi dirigenziali che evidentemente negli ultimi 25 anni non ci ha pensato. La soluzione del territorio? Oggetto del desiderio e dichiarazione abusata nel corso degli ultimi 20 anni? Cosi' come il grano non cresce tra la gramigna, se non si risolve con una profonda revisione, che non vuol dire taglio, il sistema di offerta Ospedaliera non ci saranno mai né l'attenzione, né le risorse per fare alcunché sul territorio. I dati sono impietosi, 1600 Primariati, 28 Pronto Soccorso (compresi i declassificati in punti di primo intervento), 21 DeA di primo livello, 5 Dea di 2 livello.(dati ASP). La medicina generale fa quel che puo', ed i codici negli anni dimostrano un trend in diminuzione con un aumento degli codici gialli e rossi e diminuzione dei bianchi e verdi, che pero' rimangono il 50%. Abbiamo pronto il piano di riorganizzazione, e siamo sempre stati disponibili a collaborare con l'Istituzione nell'interesse dei cittadini, ma senza illusioni, se non si razionalizza l'offerta ospedaliera non c'e' possibilità di sviluppo. E, tristemente,  gli Ambumed, insieme alla povera  e sola  Piazza Istria sono le uniche risposte, assolutamente inadeguate a risolvere un enorme problema per i cittadini. C'e' molto lavoro da fare ed una nuova l'etica della responsabilità da promuovere,  abolendo il pregiudizio, le chiusure ideologiche, e le difese d'ufficio di rendite di posizione.