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ELEZIONI OMCEO ROMA. "Basta con l'accentramento. Vogliamo un Ordine partecipato, vivo e attivo su tutta Roma e provincia". Intervista a Bartoletti (Medici Uniti)

mediciospital(Quotidiano Sanita') Il vice segretario vicario nazionale della Fimmg e candidato alle elezioni del prossimo 2, 3 e 4 dicembre con la lista "Medici Uniti" replica a chi li ha etichettati 'La lista dei sindacati': "Un'accusa mossa, peraltro, da una delle persone con il più lungo passato da sindacalista che la storia dei medici di Roma ricordi". E in caso di vittoria promette "grandi cambiamenti" rispetto al passato. "Vogliamo rendendo i medici di nuovo orgogliosi di essere medici". Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dell'Ordine dei Medici di Roma, Pier Luigi Bartoletti, medico di medicina generale, vice segretario vicario nazionale della Fimmg e candidato con la lista "Medici Uniti", risponde all'accusa di avere creato una "lista dei sindacati" e, in questa intervista esclusiva, illustra i progetti della squadra in caso di vittoria.
Primo tra tutti, "smettere di fare polemica e cercare di dividere i medici, come se non fossimo tutti medici. Il nostro impegno è quello di rappresentare tutta la categoria, di farla convergere su una visione unica e condivisa della professione. Vogliamo guardare al camice bianco, simbolo della professione, ai valori che rappresenta. E fare in modo che tutti i medici si riconoscano in quel camice e ne difendano l'integrità". Come? "Valorizzando il ruolo del medico, facendo emergere le eccellenze, portando la vita ordinistica in ogni parte di Roma e provincia, denunciando le irregolarità, facendo squadra e rendendo i medici di nuovo orgogliosi di essere medici".
Dottor Bartoletti, siamo alla vigilia delle elezioni. La competizione è viva e la vostra lista, Medici Uniti, è stata accusata di essere "la lista dei sindacati". Come risponde a questa accusa e in cosa "Medici Uniti" intende distinguersi rispetto all'attività sindacale svolta da molti dei suoi candidati?
L'accusa di essere "la lista dei sindacati" è ingiusta e ci viene mossa, peraltro, da una delle persone con il più lungo passato da sindacalista che la storia dei medici di Roma ricordi. Mi riferisco al presidente uscente dell'Ordine..
Ciò che caratterizza "Medici Uniti" e che ci differenzia dal presidente uscente Omceo è proprio questo: noi vogliamo unire i medici, non dividerli alimentando polemiche, come se non fossimo tutti medici. L'Ordine dei Medici rappresenta la categoria, tutta. Che deve avere in una visione unica, che è quella della professione medica, dei suoi valori portanti, al di là delle sfaccettature sindacali.

Chi guida un Ordine di medici non deve guardare se sotto il camice il medico indossa una maglietta verde o blu; deve guardare al camice bianco, simbolo della professione, e ai valori che rappresenta. Deve fare in modo che tutti i medici si riconoscano in quel camice e ne difendano l'integrità e la dignità.

È evidente che Lavra è concentrato sulle magliette che indossano i medici. La nostra lista, invece, guarda al camice, alla professione, che è unica e comune. E sia chiaro, il nostro camice non serve a nascondere nulla. Serve ad unire tutti i medici in nome della professione.

Come è nata la lista "Medici Uniti"?
È nata da medici e colleghi che, al di là delle logiche di appartenenza, si sono riconosciuti in questa unica visione. E hanno condiviso la necessità di un Ordine che sappia riunire e valorizzare tutte le menti e le eccellenze che abbiamo a Roma e provincia. Cosa che i passati vertici dell'Ordine non hanno fatto.

Quali sono i principali aspetti di questa visione unica nella quale vi siete riconosciuti?
Anzitutto abbiamo rilevato la necessità di promuovere l'immagine del ruolo del medico. Tra la popolazione e tra le istituzioni. E per farlo bisogna, come dicevo, valorizzare i medici e le migliori esperienze del nostro territorio, che nel panorama nazionale e internazionale non sono secondi a nessuno.
Questo è un traguardo che si può raggiungere solo se avremo un Ordine formato da persone che si rimboccano le maniche e, invece di fare polemiche, scendono in campo e vanno a conoscere i medici, le loro esperienze e le mille realtù che caratterizzano le diverse aree di una grande città come Roma e di un grande territorio come la sua provincia.

Questa, d'altra parte, è la missione di un Ordine. È quella istituzione pubblica che, promuovendo l'attività della professione medica e aumentandone la qualità, garantisce al cittadino un servizio migliore, che in questo caso è l'assistenza sanitaria. A Roma se ne sente l'urgenza, perché ci sono situazioni e quartieri in cui le condizioni di salute e dei servizi sono davvero preoccupanti.
Parlo di Roma, ma il nostro impegno è mantenere alta l'attenzione su tutta la provincia, che in passato è stata spesso dimenticata.

Dunque promuovere la salute promuovendo la professione. E per raggiungere questo obiettivo, avere una lista di candidati provenienti da mondi professionali molto diversificati può essere un valore aggiunto?
Sicuramente, ma la vera condizione necessaria è la partecipazione dei medici. L'Ordine che ci impegniamo a realizzare non è quello guidato da un leader (se non per motivi di Statuto), ma formato da una grande squadra, a sua volta impegnata a garantire la partecipazione di tutti i medici del territorio. È un grande cambiamento, quello che proponiamo.

In caso di vittoria, quali sono le prime azioni che intendete realizzare, anche per far percepire il cambiamento di cui parlava?
Come detto, puntiamo a una partecipazione collettiva. A un Ordine più vicino ai medici. A questo scopo verranno nominati dei delegati su tutto il territorio e anche a livello aziendale. Il Consiglio dell'Ordine sarà una regia, il punto di riferimento per tutti i delegati e per tutti i medici della città e della provincia.

I delegati porteranno sul territorio l'attività ordinistica, raccoglieranno le segnalazioni e svolgeranno attività di conciliazione. Avranno il compito di cercare di risolvere le problematiche che si dovessero presentare. Puntiamo a non lasciare solo nessuno. Perché i problemi si affacciano ogni giorno, e un Ordine non può limitarsi a visite spot o dimenticarsi di alcuni territori.

Una organizzazione, dunque, a raggiera, con un centro ma che si dirama in modo capillare in tutte le direzioni. Andremo a conoscere nel dettaglio cosa succede nelle aziende e negli ambulatori. Monitoreremo quel che accade ogni giorno. Superando la logica delle divisioni, di ogni tipo (medici ospedalieri, medici del territorio, privati, pubblici, dipendenti, convenzionati...), e la logica di un Ordine guidato da un leader e che non guarda oltre stretti confini.

Che rapporto avrete con i sindacati?
Ognuno si occuperà delle cose che lo riguardano. Il sindacato penserà al contratto, noi ci occuperemo della professione e degli aspetti che la caratterizzano: deontologia, autonomia e così via. Ci saranno ambiti e vicende su cui interverranno sia i sindacati che l'Ordine, ma non ci sarà nessuna confusione di ambiti e ruoli. Di certo non trasformeremo l'Ordine in un mega sindacato.

In caso di vittoria, che rapporto puntate ad avere, invece, con la Regione?
Vogliamo tornare ad essere protagonisti del rapporto con le istituzioni e della politica professionale, certi dell'importanza della collaborazione che può nascere con la Regione Lazio - o i Comuni - se questa ha davanti un interlocutore autorevole, dalla visione ampia e ben consapevole delle eccellenze e dei punti deboli della sanità del territorio.

Altre priorità di cui vi occuperete?
Delle situazioni in cui i medici sono sottopagati e sottoccupati. Situazioni che oggi vengono denunciate con difficoltà, per paura di rappresaglie, ma che puntiamo a far emergere e risolvere attraverso i nostri delegati e anche grazie alla nuova Legge sul whistleblowing, recentemente approvata in Parlamento, che tutela i dipendenti che denunciano gli illeciti.

Vogliamo inoltre puntare su nuovi servizi informatici ed app che facilitino la larga partecipazione dei medici alla vita ordinistica.
Non possiamo fare promesse, ma ci prendiamo l'impegno a fare tutto il possibile per rendere i medici di nuovo orgogliosi di essere medici.

Che partecipazione vi aspettate al voto?
Considerato l'umore della popolazione in generale e gli ultimi dati di affluenza alle elezioni politiche e amministrative, non vi è da essere ottimisti. Tuttavia ho ascoltato molti colleghi che hanno manifestato la volontà di venire a votare, perché sentono il bisogno di cambiamento e di vedere la professione valorizzata. Forse la nostra voglia di cambiamento porterà alle urne qualche medico in più del previsto.

Se la lista "Medici Uniti" dovesse vincere e portarle, dunque, un nuovo impegno, continuerà a fare il medico?
Certo. Credo che avere un Ordine formato da medici che esercitano sia un valore aggiunto. Troppo spesso gli Ordini sono stati il rifugio dei pensionati o un'alternativa al lavoro. Sia chiaro, non voglio togliere il merito a nessuno, ma il mondo cambia e chi è a capo delle istituzioni, come di un Ordine, deve conoscere bene i cambiamenti per affrontarli nel modo più efficace. È evidente che le situazioni si comprendono meglio e si conoscono più a fondo se si toccano con mano e si resta sul campo.

ELEZIONI ORDINE: Bartoletti Fimmg un impegno con i medici per i primi 100 giorni di governo basta doverci sempre difendere dobbiamo promuovere la professione medica

finalebartolettiUn patto con un crono programma per i primi 100 giorni di governo da fare con i medici in caso di elezioni . Questa una delle iniziatve anticipate da Pier Luigi Bartoletti nella serata conclusiva della campagna per le elezioni dell'Ordine dei medici di Roma che si è svolta ieri al centro congressi Frentani . Ha poi detto Basta alla sola difesa della professione l'ordine non si deve difendere ma promuovere la professione medica ed entrare in modo importante nella vita politica e sociale della societa' cambiando passo ovvero un ordine partecipato con l'istituzione di delegati aziendali con un governo non limitato ai 15 del consiglio.

Ecco il video dell'intervento e dell'intervista

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ELEZIONI ORDINE : Pier Luigi Bartoletti a Radio incontro (video)

incontrolimpipiaUn ordine diverso che afrronti i problemi dei medici e cittadini in modo diverso, questo il senso dell'intervista rilasciata lunedì a Radio Incontro da Pier Luig Bartoletti segretario della Fimmg Roma e candidato alle prossime elezioni ordinistiche a Roma

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ELEZIONI OMCEO ROMA: L' Andi sostiene la lista "Medici Uniti"

andiromaL'ANDI Roma sosterra' la lista "Medici Uniti" alle prossime lezioni dell'Ordine dei medici di Roma lo ha dichiarato la presidente dell'Andi Roma, Sabrina Santaniello annunciando l'accordo con la Lista "Medici Uniti" che hanno siglato un accordo che prevede la condivisione del programma per la tutela e il rilancio della professione medica. "Per dare massima forza alla rappresentanza Ordinistica Odontoiatrica è fondamentale la piena sinergia del comparto medico con quello degli odontoiatri. " ha dichiarato Sabrina Santaniello "Per tale motivo ANDI Roma, valutati i programmi delle liste mediche che si presenteranno alle prossime elezioni ordinistiche per il triennio 2018-2020, ha deciso di sostenere la lista "Medici Uniti" con queste parole, spiega i motivi della scelta dei dentisti per la lista "Medici Uniti" in previsione delle imminenti elezioni dell'organo di rappresentanza dell'Ordine dei medici di Roma e Provincia che si svolgeranno dal 2 al 4 dicembre prossimi. "Nella lista Medici Uniti – prosegue Santaniello - è presente il nostro socio Andi Roma, Antonio Manieri, Medico Odontoiatra, candidato revisore dei conti supplente".

LA LISTA E IL COMUNICATO ANDI

REGIONE LAZIO: Dal 1 Dicembre fuori dal commissariamento che sara' ufficializzato il prossimo Consiglio dei Ministri

Regione-Lazio(Affari Italiani) di Luca Lotti Sanità, il Lazio dopo 9 anni è fuori dall'emergenza del commissariamento iniziato nel 2008 da Piero Marrazzo e proseguita con Renata Polverini e Nicola Zingaretti.
Il 1 dicembre, secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, il Consiglio dei ministri approverà il decreto che sancirà la fine della gestione commissariale e il ritorno ad ordinarie modalità di governo di quello che resta l'asset più ingombrante del bilancio regionale visto che vale circa 11 miliardi. Però non si chiude la stagione del piano di rientro che dunque resta in vigore. Si da credito insomma e si riconosce il gran lavoro fatto, tuttavia si certifica anche che il suo sistema di governance non è ancora solido abbastanza ma resta fragile. E dunque per evitare sbandamenti si preferisce che restino in vigore le stringenti coordinate del piano. Misura preventiva contro derive amministrative indotte da euforia.
La fine del commissariamento, iniziato con l''ex presidente Piero Marrazzo dopo che il tavolo di verifica di inizio 2008 aveva accertato che con la gestione assessorile non si erano fatti passi avanti sul fronte del risanamento e attuazione delle misure previste, comporta che dalla prossima Giunta tornerà ad esserci un assessore alla sanità, che torneranno a giocare un ruolo più incisivo Consiglio e Commissione della Pisana. Insomma si ritorna ad una gestione più democratica. La road map verso questo che è un oggettivo successo dell'amministrazione Zingaretti, prevede che mercoledì 29 novembre si i terrà l'ultima riunione 2017 del Tavolo tecnico, in quella sede si prenderà atto che tecnicamente non esistono più le ragioni che hanno giustificato fino ad oggi e per 10 lunghi anni l'incarico di commissario ad acta e di subcommissari governativi per governare la sanità del Lazio.
Il via libera dei tecnici sarà comunicato al Consiglio del ministri che nella riunione il 1 di dicembre che ne prenderà atto chiudendo l'epoca della gestione straordinaria. I conti sono a posto e, come dice Il Sole, la Regione Lazio non è più nella lista di quelle definite canaglia dove ha stazionato per almeno 20 anni, non è più quella che produce un terzo del deficit totale nazionale. Il disavanzo finanziario, che nel 2013 era ancora di 670 milioni di euro, nel 2016 si è ridotto a 136 e nel 2017 le proiezioni dicono che sarà ridotto del 50%. Buone notizie anche sul fronte della qualità delle cure erogate il punteggio sui livelli essenziali di assistenza a 178 punti ben oltre la soglia minima stabilita a 160. Le assunzioni sono riprese e nel biennio 2016/18 saranno assunte 3000 persone e di queste la metà saranno precari... Tutto bene dunque? No, il lavoro da fare resta tantissimo, la parte maggiore, però è certo che ora con un sistema risanato medici e infermieri lavorino meglio e i pazienti sono più tutelati.

MEDICI UNITI: Intra Moenia, caso del San Camillo Sbattere i "mostri" in prima pagina non risolve i problemi e non aiuta a cercare le soluzioni.

camilloL'enfasi ed il rilievo con cui è stato trattato il caso di di 58 colleghi dell'Ospedale San Camillo, "rei" di non aver versato entro i previsti 10 giorni dal regolamento aziendale la somma percepita in intra moenia allargata, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, il clima da caccia alle streghe sui camici bianchi.
Senza vena polemica o senza voler assumere una "difesa d'ufficio" dei medici sospesi dall' intra moenia per il ritardo, che, tralaltro, vista l'entità della vicenda sarebbe esagerata, si tratta, da una prima valutazione dei fatti, del ritardo di versamento delle parcelle percepite in inattività intra moenia allargata rispetto al 10 giorni previsti dal regolamento aziendale. Certo, versare in ritardo delle quote percepite per conto anche dell'Azienda è una mancanza, come magari dimenticarsi di pagare la bolletta del telefono o della luce, ma, prima di adottare provvedimenti punitivi e di comunicare tali fatti, in casi come questi di norma, constatato il ritardo, se ne sollecita il versamento e solo dopo il sollecito, se inevaso, si stacca la luce od il telefono. Ci sembra francamente poco opportuno prendersela con i ritardatari trattandoli alla stregua di evasori fiscali inveterati. Diverso è il caso, dei medici che, secondo, le notizie di stampa, svolgevano attività intra moenia in orario di lavoro. In questo caso, qualora i fatti fossero acclarati, la fermezza non guasta, senza però dare un eccessivo risalto ad una mancanza, grave in tal caso, che coinvolgerebbe, se accertata, 7 medici sulle centinaia che lavorano tutti i giorni al San Camillo Forlanini, in questo caso, così come sono state illustrati i fatti si delegittimano tutti quegli operatori che da 10 anni stanno pagando sul loro camice, insieme ai cittadini, il piano di rientro dal deficit e che tutti i giorni e le notti si prodigano, nonostante le difficoltà nel curare le persone. Riteniamo che per tornare ad essere la Regione delle eccellenze in sanità, vada ripristinato un sistema di regole da rispettare, per i medici e per chi li amministra e soprattutto vada perseguita la ricerca di un clima di collaborazione reciproca tra gli operatori della sanità, tutti, e le Istituzioni. Il sensazionalismo non aiuta in tal senso.

Dr. Pier Luigi Bartoletti FIMMG
Dr. Antonio Magi SUMAI
Dr. Aodi Foad AMSI
Dr. Roberto Bonfili UIL Medici
Dr. Stefano Canitano FASSID SNR
Dr. Giuseppe Imperoli CISL Medici
Dr.ssa Cristina Patrizi SMI FVP
Lista Medici Uniti: Dr.ssa Maria Grazia Tarsitano Prof. Gianfranco Damiani Dr.ssa Rosa Maria Scalise
Dr.ssa Luisa Gatta Dr. Emanuele Bartoletti Dr.ssa Maria Cristina Billi Dr. Antonio Manieri Dr. Musa Awad
Dr. Ivo Pulcini Prof. Luigi Tonino Marsella Dr. Claudio Colistra Dr. Alfredo Cuffari.

INFLUENZA : Fimmg freddo apripista alla patologia influenzale, invito alla vaccinazione

freddo thumb250 250Il forte calo delle temperature previsto per il week end ed i giorni successivi potrebbe fare da apripista alla stagione influenzale. Il virus ancora non è stato individuato ma i segnali che a breve la tregua garantita dal clima temperato di queste giorni stia per finire si moltiplicano. Per questo i medici di medicina generale della Fimmg invitano i cittadini a recarsi presso gli studi del proprio medico o nelle Asl per procedere alla vaccinazione. La profilassi può essere effettuata oltre che nei singoli studi dei medici di famiglia anche negli studi associati che sono aperti in orario continuato dalle 10 alle 19 dal lunedì e venerdì. La Regione per far fronte alla campagna vaccinale antinfluenza 2017/18 ha opzionato oltre un milione di dosi.
Il vaccino è offerto gratuitamente a tutte le persone di età compresa tra i 6 mesi a 65 anni affette da specifiche patologie croniche; bambini e adolescenti a rischio di sindrome di Reye; donne che si trovano al secondo e terzo trimestre di gravidanza; familiari e persone che si trovano in contatto con soggetti ad alto rischio; medici e personale sanitario; personale che lavora a contatto con animali; forze dell'ordine, VVFF e Protezione Civile.
L'influenza è una patologia che può indurre complicanze gravi, da qui l'appello a vaccinarsi. Non farlo vuol dire mettere a rischio la propria salute e quella degli altri. La vaccinazione rappresenta il più importante strumento di prevenzione oggi disponibile. Il vaccino è efficace e sicuro.