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NEWS LAZIO

AL VIA LA FESTA DEL MEDICO DI FAMIGLIA L'evento per la prima volta anche a Roma

LogodefmedicoRoma 7 novembre 2012: COMUNICATO STAMPA "Il medico uno di noi" questo lo slogan con cui si presenterà la Festa del Medico di Famiglia, "workshop europeo"  che per la prima volta avrà luogo anche nella Capitale .

L'evento è organizzato con la collaborazione dalla sezione romana della Fimmg la Federazione Italiana Medici di famiglia e dalla Scuola di Formazione in Medicina di Famiglia della Regione Lazio.

La giornata cercherà di creare un momento di avvicinamento e riflessione, tra la figura del medico di famiglia e i cittadini per condividere le esperienze assistenziali tipiche della medicina del territorio.

L'evento che avrà luogo a Roma l'11 novembre presso Holiday Inn Rome Eur Parco dei Medici si colloca all'interno di un workshop  europeo patrocinato dal Ministero della Salute

La mattinata sarà suddivisa in due momenti il primo quello della presentazione delle vari figure dell'assistenza territoriale.

La medicina generale e la continuità assistenziale (ex Guardia medica) poi una rappresentanza dei medici del triennio in formazione il secondo da una tavola rotonda di discussione alla quale parteciperanno rappresentanze dei cittadini e medici

 nello specifico : Pier Luigi Bartoletti Segretario Regionale Fimmg Lazio. James Kingsland  President of Association of Primary Care England, Giuseppe Scaramuzza Coordinatore Nazionale del TDM di Cittadinanzattiva , Ferdinando Romano Responsabile Direzione Regionale  Programmazione e Risorse del Servizio  Sanitario Regionale del Lazio, Andrea Vigorita Health & Strategy Innovation Director at Pfizer

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

LA PAGINA DELL'EVENTO

FOSINONE: Aggredito un medico al pronto soccorso dal padre di un paziente

ospedale spaziani( IL MESSAGGERO)- Frosinone 30 Ott -Medico aggredito dal padre di un paziente allo Spaziani La tensione al pronto soccorso dell`ospedale del capoluogo si tagliacon il coltello. Da una parte medici e infermieri sotto organico costretti a veri e propri tour de force, dall`altra pazienti costretti ad aspettare anche ore soprattutto per i casi meno gravi, i cosiddetti codici gialli). Una miscela esplosiva, basta un niente per far precipitare la situazione. «Stavamo lavorando - racconta un addetto che si trovava sul posto - normalmente, se può essere normale lavorare con due medici a fronte dei quattro previsti». Ovviamente c`erano pazienti in attesa. Alcuni anche da parecchio tempo. Un medico - che passava nel corridoio - è stato affrontato dal parente di un paziente in attesa. «Tra l`altro non era neppure il medico impegnato sui codici gialli - racconta la fonte - ma stava facendo la spola tra le sale codici verdi e rossi, perché è così che lavoriamo, sdoppiandoci per coprire i vuoti di organico». Nel corridoio c`erano pazienti in attesa sulle barelle. Un ragazzo stava vomitando assistito da una infermiera. Il medico si èavvicinato ed èstato affrontato dal padre del giovane. Urlava: siete dei delinquenti, stiamo aspettando da ore. Poi dalle parole è passato ai fatti mettendo le mani al collo del medico, strattonandolo e cercando di scaraventarlo a terra. «Una protesta sopra le righe - spiega l`addetto - ma comprensibile. Solo che la colpa non è ne dei medici, ne degli infermieri che si fanno in quattro. la colpa è dei tagli, la colpa è dei soldi che in Regione vengono tolti a sanità e istruzione e dirottati altrove, ad esempio ai gruppi consiliari». Ogni giorno a Frosinone vengono visitati circa 200 pazienti. «Gli accessi sono a livello di ospedali romani, ma il personale è la metà», dicono esasperati al Pronto Soccorso. Il medico sta valutando se sporgere denuncia e si limita a dire: «Quel padre lo capisco, ma siamo costretti a operare in una situazione di degrado».

EDITORIALE: riflessione di un ingenuo idealista di Walter Macino

macinoCarissimi Colleghi ieri con alcuni, non pochi , di voi abbiamo passato una giornata di LOTTA !!
COME AI VECCHI TEMPI !!!!!!!, parecchi di noi hanno ripetuto all'unisono , condividendo l'impressione di essere ritornati indietro nel tempo , all'epoca universitaria.
Certo non è stato facile riunire in una Manifestazione che si preannunciava sotto la tempesta di acqua con l'allarme della protezione civile , 20 o 30 mila come hanno anche detto in tutti i TG.
Ci siamo riusciti , abbiamo dato un segno tangibile che ci siamo , che abbiamo motivazioni consolidate  nei valori , validate dal fatto che il primo oratore a fine corteo è stato SCARAMUZZA di cittadinanza attiva concorde con la nosstra che è la sua battaglia , difesa del SSN.
Una giornata che rimarrà nella ns memoria di lavoratori per la salute dei cittadini in difesa dei nostri stessi diritti e della ns professionalità .
Un solo rimpianto , o forse tanti piccoli rimpianti , le facce e le presenze di chi  sicuramente condivide le nostre motivazioni , ma che per non poter magari perdere  un utile e sacrosanto sabato mattina , ha fatto finta di nulla ed è rimasto a casa , tanto vanno gli altri forse avranno pure la loro convenienza , come se fosse diversa dalla loro .
Troppe occasioni nella vita si perdono , per non aver ben riflettuto sul da farsi .
Forse la prossima volta sarebbe bene riflettere un pò di più , magari non venendo ugualmente , però riflettendo , altrimenti sarà stucchevole lamentarsi della propria condizione senza aver fatto nulla per cambiarla.


 

 

FIMMG LAZIO Vaccini Novartis : allertati i medici di famiglia Ecco i primi dati della distribuzione ed uso nelle ASL

 vacciniCOMUNICATO STAMPA : Sono stati allertati dalla rete circolare via SMS della federazione laziale  i medici di famiglia, subito dopo l'informativa del divieto di commercializzazione  da parte del  Ministero della Salute dei vaccini antiinfluenzali della Novartis.

 Fortunatamente nella maggior parte dei casi  si è riusciti ad intercettare  le dosi prima che venissero somministrate, ma in altri sono state  somministrate poichè la distribuzione da parte delle ASL era già avvenuta  nei giorni scorsi.

La concomitanza con l'inizio della campagna vaccinale non ha aiutato e solo  una serie di eventi ha voluto che molte Asl siano in ritardo e non abbiano iniziato la  distribuzione.

Attraverso le comunicazioni  dei singoli medici è stata ora stilata una  prima mappa del fenomeno distribuzione- somministrazione vaccinale nella  Regione Lazio, eccola:

Nella ASL A il vaccino non è  ancora distribuito, si distribuira' Vaxigrip  (vaccino non interessato al blocco) dal 5 novembre

Nella ASL B  nessuna distribuzione ne' somministrazione ma sarà distribuito a Novembre il Vaxigrip

Nella ASL C invece sono stati distribuiti sia Vaxigrip e sia  il FLUAD ( vaccino interessato al  blocco) di cui  pero' non risultano somministrazioni, sospese dai medici all'atto del nostro avviso.

Nella ASL D non risultano distribuzioni in atto ne' somministrazioni, la ASL consegnera' i vaccini dopo il 5 novembre

Invece nella ASL E sono stati distribuiti sia vaccini della Sanofi (non  interessati al provvedimento) e sia vaccini della Novartis  (vaccini interessati al blocco) di cui ne sono stati somministrati circa un  centinaio prima dell'avviso che ha bloccato tutto.

Nella asl F e G ancora non è iniziata la campagna non ci sono ne'  distribuzioni ne' somministrazioni

Nella Asl H era iniziata la distribuzione ma risultano solo 4-5 somministrazioni del vaccino interessato al provvedimento di ritiro, per il  resto i medici stanno ritirando Vaxigrip.

Nella ASL di Frosinone sono stati distribuiti 1240 vaccini Novartis (vaccino interessato al blocco) non somministrati in seguito all'allerta, attualmente stanno somministrando vaccini della Sanofi non interessati al blocco (circa 6000).

La Asl ha richiesto ai medici via telefono e via mail di restituire i vaccini.

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Nella ASL di Viterbo la campagna iniziera' dopo il 10 novembre

Nella ASL di Rieti inizierà dopo il 5 novembre

In tutti i casi i medici hanno sospeso la somministrazione dei vaccini Novartis, Agrippal, Influpozzi sub unità , Influpozzi adiuvato, Fluad, e sono in attesa di ulteriori informazioni.

La Fimmg Lazio ha richiesto ai medici un attento monitoraggio  degli effetti collaterali sui soggetti vaccinati con i vaccini Novartis prima della diffusione dell'avviso ministeriale, la cosa che piu'  meraviglia è la totale assenza di una rete pubblica di allerta urgente per  tutti gli operatori sanitari da attivare in questi casi, se questo si  somma ai ritardi con cui questa campagna è stata condotta dal ministero la  cosa fa molto pensare.

CONTINUITA' ASSITENZIALE: un servizio su RAI 2 sull'attività notturna dei medici

sotiraUno spaccato del quotidiano e del lavoro della continutà assistenziale quello che è stato ripreso dalle telecamere di Rai 2 e mandato in onda dal programma RAI parlamento
"un giusto tributo a chi ogni notte mette a disposizione la propria professionalità per consentire la continuità delle cure tra mille difficoltà e pericoli" queste le parole di Aldo Sotira il segretario Regionale della Fimmg Continutà assistenziale del Lazio "un qualcosa fortemente voluto da noi per mettere in evidenza disfunzioni e situazioni di un servizio  sottodimensionato e spesso vituperato, ma che nella sua essenza ha la qualità di professionisti che operano in condizioni disagiate e che nonostante tutto mantengono livelli adeguati di assitenza"  

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LAZIO: Eccesso mortalità per arsenico nell'acqua

acquaPrima indagine della Regione Lazio sugli effetti da contaminazione da arsenico per le popolazioni di 91 Comuni. Si muore per colpa dell'arsenico contenuto nell'acqua potabile della Regione Lazio. «Dal
1990 al 2009 la contaminazione superiore ai 20 microgrammi/litro ha causato plausibili effetti sulla salute nelle popolazioni residenti. Con un eccesso di mortalità per tutte le cause, soprattutto tumori del polmone e della vescica negli uomini per i cittadini della provincia di Viterbo». A stabilirlo sono i dati della prima indagine Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio, realizzata dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio (Ssr). Lo studio ha registrato gli effetti nel tempo dell'arsenico sulla salute delle popolazioni residenti in 91 comuni della Regione, sottoposti negli ultimi 10 anni a regime di deroga per i livelli di arsenico nelle acque destinate a consumo umano. «Nella provincia di Latina - riporta l'indagine - si osserva un eccesso significativo della mortalità per tutti i tumori (+12%). Per quanto riguarda la singole cause tumorali c'è un eccesso per il tumore del polmone e per quello della vescica negli uomini». La ricerca è stata presentata oggi a Viterbo da Antonella Litta, referente dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde Italia) per la zona di Viterbo e da Luciano Sordini, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Viterbo. «La ricerca - afferma all'Adnkronos Salute Antonella Litta - risale ad aprile 2012 ma non è mai uscita, mette finalmente nero su bianco quello che denunciamo da anni che l'arsenico è legato ad un aumento delle morti e della malattie correlate». L'arsenico è da decenni considerato un cancerogeno di classe 1 dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Eppure è presente nelle acque potabili in Italia, da oltre dieci anni, è «fuori controllo, arrivando a superare in alcune zone di ben 5 volte il limite previsto dall'Europa dei 10 microgrammi/litro. Un rischio elevato per la salute - avverte Litta - e il nostro Paese non è ancora riuscito a bonificare dall'arsenico le reti idriche in molte zone della penisola». L'analisi del dipartimento del Ssr è stata effettuata per un gruppo selezionato di patologie per le quali in letteratura è stata evidenziata un'associazione con l'esposizione ad arsenico. Nei comuni della Provincia di Roma tra le cause tumorali non si osservano eccessi significativi per il tumore del polmone e della vescica. Ma alcuni risultati indicano un aumento di rischio di ipertensione e di incidenza di patologie ischemiche. Se pur gli effetti registrati si riferiscono ad esposizioni croniche relative ai decenni passati, nelle conclusioni gli esperti indicano «la necessità di un continuo monitoraggio dei livelli di contaminazione da arsenico nelle acque e di interventi di sanità pubblica per assicurare - concludono - il rispetto dei limiti previsti dalla legislatura attualmente in vigore, la direttiva Ue del 98 che stabilisce il limite in 10 microgrammi/litro».

EMENDAMENTI AL DECRETO BALDUZZI: dubbi e criticita' per la formazione in mg

 nardelli(di Marco Nardelli) La Camera approva la conversione in legge del decreto Balduzzi ed ora il testo passa al Senato. Rispetto al nostro precedente articolo nel quale si segnalava la presenza di criticità circa le equipollenze con il titolo di formazione in Medicina Generale si evidenzia nel nuovo testo l'accoglimento dell'emendamento Fimmg formazione teso a chiarire doverosamente ed in modo inequivocabile la necessità del titolo formativo ai fini della professione.

"h) prevedere che l'accesso al ruolo unico per le funzioni di medico di medicina generale ..... sia consentito ai medici forniti dell'attestato o del diploma di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e a quelli in possesso di titolo equipollente, ai sensi dell'articolo 30 del medesimo decreto..."

Ombroso invece l'emendamento dell'On. Pedoto che domina il 5 punto del Decreto.

"Nell'ambito del patto della salute, senza nuovi o maggiori  oneri a carico della finanza pubblica, vengono definite modalità, criteri e procedure per valorizzare, ai fini della formazione specifica in medicina generale, l'attività remunerata svolta dai medici in formazione presso i servizi dell'azienda sanitaria e della medicina convenzionata"

Quale il significato delle parole "senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica"? Quale il significato dell'inserimento della "medicina convenzionata"?

Cerchiamo di interpretare il contenuto ed i possibili effetti di tale emendamento:

Il Medico in formazione non può esercitare attività professionali esterne al corso, se non determinate attività in deroga, così come stabilito dalla legge 28 Dicembre 2001 448 Art. 19 comma 11.

" I laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono sostituire a tempo determinato medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica ma occupati solo in caso di carente disponibilità di medici già iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica"

Si sottolinea da tempo come tale norma sia applicata agli specializzandi universitari a fronte di una borsa di 1700 euro circa al mese e ai formandi in Medicina generale a fronte di sole 820 euro circa mensili.

Cosa potrebbe cambiare con l'emendamento in questione? Immediatamente salta all'occhio la presenza della "medicina convenzionata" e quindi forse l'apertura ad incarichi lavorativi non più solamente presso il pubblico ma anche presso soggetti convenzionati. Altro dettaglio importante è il "valorizzare queste attività": cosa si intende con questo? Presumibilmente si potrebbe pensare, visto che non si può pensare ad un compenso economico che è ben escluso dal testo, ad una valorizzazione delle attività extra-corso in termini di conguaglio del monte ore del corso di formazione con le ore effettuate nell'ambito delle suddette attività. Se così fosse, quali i possibili rischi? Probabilmente un rischio importante sarebbe l'assenteismo giustificato. Nelle regioni con carenza di personale di guardia medica (o vista la citazione della medicina convenzionata anche delle guardie in cliniche convenzionate), ad esempio, molti potrebbero accedere ad incarichi molto più frequenti avendo garanzia di non perdere il monte ore del corso. Questo potrebbe essere lesivo della qualità formativa del corso che dovrebbe tener conto che l'esperienza lavorativa per un medico in formazione è importante ma non può prescindere dall'assidua frequenza al corso di formazione o sminuirlo in alcun modo. Pertanto,  appare evidente la necessità di rivedere questo punto ed approfondirlo.

Molti si chiederanno: come far si che questo emendamento possa essere ben applicato? Come già discusso in passato, sembrerebbe opportuno applicarlo allargando le deroghe dell'incompatibilità a quelle discipline come la medicina dei servizi, la medicina legale, l'igiene e tutte le attività del territorio compresa la guardia medica che sono effettiva parte integrante del processo formativo di un formando in MMG oltre i servizi di medicina convenzionata citati dalla norma. Tutto questo a patto che venga mantenuto saldo il principio di fondo morale alla base delle incompatibilità e cioè che il tutto deve essere fatto "compatibilmente con lo svolgimento dell'attività didattica e teorica e senza pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi didattici" che è lo spirito ed il presupposto di un percorso formativo di qualità. Per quanto riguarda l'assenza "di nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica" è necessario che i decisori tengano in considerazione che tali attività dovranno essere remunerate come quelle di un qualsiasi medico e quindi non possono essere a costo zero ma effettivamente non introdurranno nuove spese se non quelle da sostenere per compensare un qualsiasi sostituto.

Appare altresì evidente sottolineare che l'apertura a tutte le attività territoriali garantirebbe la possibilità  di accumulare punteggio per le graduatorie di Medicina Generale una volta finito il corso e quindi sarebbe un ottimo investimento per il formando che potrebbe farsi conoscere già durante il corso nel territorio.

Ma come affrontano i formandi queste nuove proposte? Alcuni affermano: "in questo periodo è difficile portare avanti ogni proposta, quindi va bene qualsiasi cosa, basta che l'argomento sia la formazione"; altri sarebbero disposti a tutto pur di avere possibilità di introiti maggiori essendo così esigua la borsa di studio (come dargli torto!) ed infine altri, in modo a mio parere più lungimirante, credono che sia necessaria una revisione del sistema ma non attraverso provvedimenti rimodellati e rimaneggiati al fine di ottenere qualsiasi risultato bensì attraverso una valutazione coscienziosa dei pro e dei contra che qualsiasi provvedimento di questa portata può introdurre. Bene quindi parlare della formazione, bene le proposte e gli emendamenti ma non a discapito della qualità formativa. L'ACN pertanto dovrebbe portare ad importanti chiarificazioni e regolamentazioni di queste notevoli criticità.

Quanto al punto 2 del decreto, ovvero "... Le  regioni possono senza nuovi o maggiori oneri per la finanza  pubblica prevedere la presenza, presso le medesime strutture sulla base della convenzione nazionale, di personale dipendente del Servizio sanitario nazionale..." resta il dubbio circa le possibili applicazioni ma, vista la buona volontà di molti che stanno emendando questo testo, i giovani MMG confidano che il Senato riveda e chiarifichi questo pericoloso punto andando a specificare che tale norma deve essere applicabile solo al personale amministrativo ed infermieristico.