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FROSINONE: Il generico sì ma serve piu’ informazione,consumatori, troppa confusione

frosinone«Il generico? Sì, ma serve più informazione» La rivoluzione dei farmaci. I medici protestano: «La nuova legge è punitiva per la nostra professione e per i pazienti» La Federconsumatori: c'è troppa confusione, i cittadini sono disorientati
(DA IL MESSAGGERO DI FROSINONE del 19-08-2012 – di DENISE COMPAGNONE)
Niente più nome commerciale della medicina: sulla ricetta rossa il medico scriverà solo il principio attivo. Poi sarà il paziente, o più spesso il farmacista, a scegliere quale farmaco rilasciare, se quello "griffato" o quello generico. La novità, decretata dalla Spending review, è entrata in vigore a Ferragosto, tra la perplessità dei medici che ritengono che sia lesa la libertà di prescrizione. Divisa anche l`opinione pubblica: da una parte i contrari, convinti dell`inevitabile confusione che verrà a crearsi, specie tra gli anziani; dall`altra i favorevoli, consci del fatto che così esiste una libertà di scelta prima insperata (anche nel costo, visto che il generico costa in media il 20% in meno del griffato). Certo, ci sono delle deroghe: la novità riguarda solo le nuove prescrizioni, quindi per chi è in terapia cronica non cambia nulla. Al dottore poi resta la facoltà di specificare sulla ricetta il nome commerciale del prodotto, aggiungendo la dicitura «non sostituibile». Negli altri casi ci sarà solo il principio attivo, l`ingrediente di base. Nel concreto: il paziente che ha bisogno dell`Aulin sulla ricetta troverà scritto nimesulide.  «Ma il farmaco generico dato dalla farmacia non è detto che sia lo stesso la volta successiva - dice Francesco Carrano, segretario della Fimmg (i medi  ci di famiglia di Frosinone) spiegando i motivi della contrarietà -. Possono cambiare forme e  colori, creando disagio e confusione». Obiezione questa posta anche dalle associazioni dei consumatori che però, pur esultando per la novità, così come ha fatto Giovanni Nardone della Federconsumatori Frosinone, hanno chiesto una maggiore informazione della cittadinanza. Fimmg e Federfarma per chiarire un po` le idee hanno stilato un documento in cui riepilogano il tutto, in attesa però di circolari più chiare. «Ad ogni modo questa legge è un attacco alla professione medica - continua Carrano -. La scelta terapeutica non èsindacabile non normabile. Anche perché la responsabilità della prescrizione, con annesse eventuali controindicazioni, ricade comunque sul medico, anche in caso di sostituzione del  farmaco».
«Noi - aggiunge il presidente dell`Ordine dei Medici, Fabrizio Cristofari – ci siamo addirittura mossi a livello nazionale, tanto che il presidente della Federazione degli Ordini, nel tentativo di bloccare questa norma, ha ottenuto due audizioni alla Camera. Tant`è che nel primo decreto (il "Salva-Italia", 7 mesi fa) era stata cancellata. Ora, invece, essendo stata posta la fiducia, il Governo l`ha portata avanti. Ma la nostra contrarietà resta forte e netta, proprio perché la riteniamo punitiva per la nostra professione e per gli stessi pazienti. In compenso siamo riusciti a far passare il principio per il quale i pazienti in terapia cronica sono esonerati da questa norma».

EDITORIALE: Prescrizione equivalenti:i, prime valutazioni di impatto ; da che pulpito viene la predica.....

front6512317Nonostante contrattualmente si abbiano 30 giorni per adempiere all' obbligo di prescrivere il principio attivo in ricetta SSR.,gia' da ieri mattina si sono registrati problemi per i cittadini della nostra regione.

In diversi casi sono state rifiutate prescrizioni di farmaci griffati e cio' ha reso necessario concordare  velocemente con Federfarma lazio e la Regione lazio delle procedure condivise per evitare disservizi e contenziosi.

C' e' purtroppo da registrare da parte di alcuni media il lancio di messaggi non chiari, oltre che, su alcuni giornali di oggi, articoli a rinforzo del provvedimento di Legge che noi riteniamo assolutamente migliorabile. Poi, francamente, leggere sul Messaggero, prima pagina di spalla, un editoriale del prof. Silvio Garattini, che tratta della materia, e' troppo. Dal 1996 ad oggi il nostro Paese sconta un ritardo cronico nell'adozione del farmaco equivalente,che considero uno strumento importante per la sanita' pubblica, fuori da ogni polemica, non perché, come si vorrebbe far credere da taluni, vi siano inconfessabili interessi dei medici, quanto per fattori indipendenti dai medici, che come si sa prescrivono ciò' che viene autorizzato da altri.

Quali fattori?

Il CPC, per esempio, l'estensione fino a 18 anni della copertura brevettale che non ha consentito nel nostro paese la genericazione di farmaci alto spendenti, 18 anni, capite perché siamo in ritardo?

Poi, con comodo, la norma e' stata cambiata con lo SPC che accorcia drasticamente tale copertura brevettuale, e negli ultimi anni entrano nelle cosiddette liste di trasparenza, finalmente direi, molti farmaci, come nel resto d'Europa.

Non so quanti milioni di euro siano stati spesi per campagne promozionali ad uso e consumo degli equivalenti. Ma a leggere certi commenti viene da pensare che nel nostro Paese, dal 1996 ad oggi, visti i risultati esposti, sia stata, usando un eufemismo, sbagliata la politica del farmaco generico.

Che non puo' ridursi a campagne pubblicitarie con modelle travestite da infermiere od anziani che asseriscono che tutti i farmaci sono  uguali campeggianti su megamanifesti pagati dalla collettività e neanche si puo' asserire che la colpa sia dei medici, figli del griffato, o dell' industria del farmaco, che da societa' di capitale persegue fini lucrativi.

Magari, penso, da medico di borgata, non sara' mica colpa di chi ha amministrato la cosa pubblica, di chi ha partecipato a produrre questi risultati di politica sanitaria, di chi da decenni pontifica additando colpe altrui senza mai avere l'umiltà di affermare che se siamo alla canna del gas la colpa e la responsabilita' e' anche la sua.

Per come la penso, opinione personale, la sanita' cambiera' nel nostro paese quando i responsabili dello sfascio se ne andranno dai posti di responsabilita' che hanno ricoperto per decenni, godendosi il riposo, non so quanto meritato, visto che le loro condotte ci hanno portato ad indebitarci per 4 generazioni  e che i nostri giovani andranno in pensione, forse, a 80 anni, se non 90, visto che entrare nel mondo del lavoro e' sempre piu' difficile.

Rinnovamento, parola chiave, riforme, altra parola chiave, ma e' credibile chi si fa paladino delle riforme dopo che e' stato corresponsabile dello sfascio?

Certo, come  un bancarottiere fuggito all'estero con la cassa che presenta un piano di ripianamento aziendale.

Questa legge sulla prescrizione del principio attivo ai malati acuti ed ai cronici appena diagnosticati, in se' sarebbe una cosa sensata se sparisse l'obbligo, se lo si  trasformasse in opportunita', anche intelligente.

Se poi a questo, come sembra, si aggiunge un tavolo nazionale sulla politica del  farmaco dico benissimo.

Finalmente. Nella situazione in cui siamo capiamo che bisogna cambiare marcia, efficentare il Paese, la pubblica amministrazione, cambiare anche abitudini e stili di vita.

Rimettersi in gioco, insomma. Ma per favore queste cose fatele dire a chi non avuto responsabilita' di governo negli ultimi 20 anni.

Perché sentire certe prediche da certi pulpiti sa molto di presa in giro.

EDITORIALE : II perché di una norma stupida. PL Bartoletti

front6512317Di Pier Luigi Bartoletti

Tra un Caligola, un Minosse ed un Caronte e' spuntata nella spending review la norma sugli equivalenti obbligatori in ricetta SSR. o meglio l'obbligo di indicare sulla ricetta il nome del principio attivo, fatta salva la facoltà del medico di indicare qualsiasi nome che può essere cambiato, su richiesta del paziente ,dal farmacista.
Solo corredando la clausola non sostituibile con sintetica relazione scritta che motivi tale non sostituibilità il farmacista e' vincolato a dare solo il farmaco prescritto..

Tale norma e' stata giustificata dalla necessità di ridurre la spesa farmaceutica (delle famiglie, immagino, visto per lo Stato nulla cambia) e, in più, grande enfasi e' stata data alla novità dell' introduzione della possibilità (obbligo) di prescrivere il solo principio attivo. I
noltre leggendo il testo dell'articolo 11 bis, si deve rendere merito all'estensore della norma, che e' riuscito in bizantinismi che neanche in quel di Bisanzio si sarebbero mai immaginati: contrapporre ad un obbligo una facoltà, ovvero devo indicare il nome del principio attivo e quello del medicinale giacche' ne ho facoltà, rendendo una prescrizione medica un concentrato di concetti lessicali, epistemologici, semantici, giurisprudenziali.

Ma che significa avere l'obbligo e poi,con la facoltà, indicare qualcos'altro che può essere cambiato dal farmacista o dal paziente? Ma a che serve? Quale significato ha?
E qui bisogna comprendere il principio ispiratore della norma, punitiva e scellerata nei tempi e nei modi.
Il teorema a nostro avviso alla base del tutto e' che i cittadini si lamentano dei soldi che lasciano in farmacia, oramai decine di euro, e che per i soliti illuminati la responsabilità di tale lamentela non risiede nei ticket o nella mancanza per alcuni principi attivi di generici inseriti nelle liste di trasparenza, ma nel fatto che sia il medico, noto professionista corruttibile con una penna scamuffa,  ad "obbligare" il paziente ad spendere quei soldi, non solo, indicando l'odiosa frase "non sostituibile" vincola anche il farmacista.
E allora daje giù al medico, in Italia gli togliamo anche la possibilità di indicare ciò che ritiene più opportuno e lo obblighiamo, questo mascalzone, a scrivere il principio attivo. Così se impara, dicono a Roma.
E basta co' 'sta cosa che sia il medico a decidere il farmaco, facciamolo fare a tutti ma non a lui, no, solo se ritiene che non sia sostituibile corredi (come?) tale odiosa dicitura in sintetica motivazione scritta (dove?).
Tanto i farmaci sono tutti uguali nel bel Paese, tutti equivalenti, quindi a che serve il nome di un farmaco?
Una zucchina che si chiami superzukkina o semplicemente na' zukkina, e' una zucchina ed in tempi di crisi, come direbbe Albertone nostro se bisogna magna' magnamose er pappone. Tutti contenti quindi, il ticket se lo paghi non e' più colpa del medico, semmai del farmacista, oppure se te lo sei scelto tu, la colpa e' la tua quindi basta lamentele.
Al di là dell'ironia, purtroppo, la situazione e' seria.
Se la scelta diciamo così e' delocalizzata, la responsabilità e' invece molto localizzata e gli spot su reti televisive con obiettivi di risarcimento ci suggeriscono molta cautela.
Pertanto il sottoscritto eviterà accuratamente di indicare il solo principio attivo ed indicherà, onde evitare deleghe in bianco, anche il nome del farmaco. Ad altri l'onere di cambiare.
Sulla sostituibilità premetto che non ricordo ad oggi di aver mai aggiunto tale postilla quindi nulla mi cambia, qualora dovessi averne bisogno indicherò la motivazione sulla ricetta.

Ma a pensarci bene perché una norma punitiva e dequalificante? Ce ne era bisogno? Migliora il servizio o viceversa crea disservizi
aumentando la burocrazia per i medici? E le responsabilità per i pazienti costretti al fai da te farmaceutico?

Se si voleva introdurre la grande novità del principio attivo in ricetta bastava semplicemente scrivere che c'era tale facoltà, se si voleva normare la non sostituibilità bastava semplicemente farlo bene.

Così si colpisce solo l'immagine di una categoria sotto attacco ed in prima linea, costretta tutti i giorni a fare i salti mortali per lavorare nell'interesse degli assistiti. E del Sistema sanitario regionale.

Non vogliamo i grazie ma nemmeno i pesci in faccia.


PRESCRIZIONE E LIBERTA': Considerazioni della FIMMG Lazio.

1-8-12-truthy-doctors-istock 000003174859xsmallPrescrizione e Liberta'
               Considerazioni della FIMMG Lazio.

CODICE DEONTOLOGICO
"Art. 4 - ''Libertà e indipendenza della professione'' –
L'esercizio della medicina è fondato sulla libertà e sull'indipendenza della professione che costituiscono diritto inalienabile del medico. Il medico nell'esercizio della professione deve attenersi alle conoscenze scientifiche e ispirarsi ai valori etici della professione, assumendo come principio il rispetto della vita, della salute fisica e psichica, della libertà e della dignità della persona; non deve soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura. Il medico deve operare al fine di salvaguardare l'autonomia professionale e segnalare all'Ordine ogni iniziativa tendente a imporgli comportamenti non conformi alla deontologia professionale."

"Art. 13 -''Prescrizione e trattamento terapeutico'' -

La prescrizione di un accertamento diagnostico e/o di una terapia impegna la diretta responsabilità professionale ed etica del medico e non può che far seguito a una diagnosi circostanziata o, quantomeno, a un fondato sospetto diagnostico. Su tale presupposto al medico è riconosciuta autonomia nella programmazione, nella scelta e nella applicazione di ogni presidio diagnostico e terapeutico, anche in regime di ricovero, fatta salva la libertà del paziente di rifiutarle e di assumersi la responsabilità del rifiuto stesso. Le prescrizioni e i trattamenti devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche tenuto conto dell'uso appropriato delle risorse, sempre perseguendo il beneficio del paziente secondo criteri di equità.
Il medico è tenuto a una adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e delle reazioni individuali prevedibili, nonché delle
caratteristiche di impiego dei mezzi diagnostici e terapeutici e deve adeguare, nell'interesse del paziente, le sue decisioni ai dati scientifici accreditati o alle evidenze metodologicamente fondate.
Sono vietate l'adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico scientifica, nonché di terapie segrete. In nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi di scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo, sottraendolo alle sperimentate ed efficaci cure disponibili.
La prescrizione di farmaci, sia per indicazioni non previste dalla scheda tecnica sia non ancora autorizzati al commercio, è consentita purché la loro efficacia e tollerabilità sia scientificamente documentata. In tali casi, acquisito il consenso scritto del paziente debitamente informato, il medico si assume la responsabilità della cura ed è tenuto a monitorarne gli effetti. È obbligo del medico segnalare tempestivamente alle autorità competenti, le reazioni avverse eventualmente comparse durante un trattamento terapeutico."


Considerati i presupposti del Codice Deontologico la FIMMG Lazio esprime la propria censura sul provvedimento per essere entrato in ambiti normati e consolidati dalla giurisprudenza, con un atto di imperio sulla professione medica che da sempre ha poteri e responsabilita' proprie, per cui come sottolineato dalla FNOMCeO la scelta terapeutica del medico non e' sindacabile ne' normabile, in quanto espressa dall'unica figura identificata dallo Stato all'uopo.

La FNOMCeO  ricorda inoltre "come l'orientamento della Corte di Giustizia della Comunità Economica Europea (sentenza del 18 maggio 1989, casi riuniti 266 e 267 del 1987) abbia escluso la possibilità di lasciare al farmacista la scelta del farmaco da somministrare al paziente. Nello stesso senso va l'orientamento del Consiglio di Stato che, con sentenza n.05790 / 2011 conferma come l'incidere sul principio di libera scelta del farmaco da parte del medico influisca sul diritto alla salute (art. 32 della Costituzione)."

Premettendo comunque che l'uso del principio attivo puo'  essere condivisibile, la FIMMG Lazio indica alcune altre criticita' quali:


Le difficolta' per pazienti poco alfabetizzati, anziani, soli, di distinguere le diverse confezioni dei principi attivi con il rischio, come gia' oggi avviene, di doppia assunzione del farmaco.

La responsabilita' della prescrizione, che ricade comunque sul medico anche in caso di sostituzione del farmaco e che reca in se' un paradosso in quanto lo Stato obbliga il Medico ad una certa condotta che pero' in caso di non efficacia, bassa efficacia, o peggio di reazioni avverse gravi di un farmaco sostituito, lo stesso Stato ribalta sul Medico, oberandolo di una responsabilita' non congrua in quanto non e' il Medico ad operare la scelta finale.

La FIMMG Lazio invita i medici ad avvalersi della facolta' di indicare la denominazione di uno  specifico  medicinale  a  base  dello stesso principio attivo, originator o meno, e comunque sempre il piu' opportuno per il paziente, consapevoli che tale indicazione non e' vincolante ne' per il cittadino ne' per il farmacista, ma rientrante a pieno titolo nella autonomia della Professione.

La Legge 135/2012 detta "spending review"  infatti dispone che il medico di medicina generale, in caso di prima diagnosi di una patologia cronica o in presenza di un primo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento  siano  disponibili  piu'  medicinali equivalenti,  è tenuto ad indicare sulla ricetta del SSN la denominazione del solo principio attivo.

Il medico ha la facoltà "altresi" di indicare la denominazione specifica a base dello stesso principio attivo;  In tal caso la prescrizione non e' vincolante per il farmacista.

La prescrizione diventa  vincolante per il farmacista se il medico appone la dizione di non sostituibilità del farmaco corredata da una sintetica motivazione.

Cio' vale solo per le nuove terapie in acuto e/o in cronico.

Le terapie gia' in essere non sono considerate in questo specifico articolo ricadendo esse nell'articolo 11, comma 12 del Testo del  decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1  (in  Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale  -  n.  19 del 24 gennaio 2012), coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27 recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo  delle infrastrutture e la competitivita'.». (12A03524)  GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n.53 :       
"12. Il medico, nel prescrivere un farmaco, e'  tenuto,  sulla  base della  sua  specifica  competenza  professionale,  ad  informare   il paziente dell'eventuale presenza in commercio  di  medicinali  aventi uguale composizione in principi attivi, nonche'  forma  farmaceutica,via di somministrazione, modalita' di rilascio  e  dosaggio  unitario uguali. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risulti apposta  dal medico  l'indicazione   della non   sostituibilita'   del   farmaco prescritto, dopo aver informato il cliente e salvo diversa  richiesta di quest'ultimo, e' tenuto a fornire il medicinale prescritto  quando nessun medicinale fra quelli indicati nel primo periodo del  presente comma abbia prezzo  piu'  basso  ovvero,  in  caso  di  esistenza  in commercio  di  medicinali  a  minor  prezzo  rispetto  a  quello  del medicinale prescritto, a fornire il  medicinale  avente  prezzo  piu' basso."

Pertanto le terapie gia' in essere potranno continuare ad essere prescritte con indicazione o meno della "non sostituibilità", senza corredo di alcuna sintetica motivazione.

NUOVA CIRCOLARE FEDERFARMALAZIO IN COLLABORAZIONE CON FIMMG LAZIO E REGIONE LAZIO

farmaci5Ecco l'ultima circolare di Federfarma: grazie agli sforzi congiunti della Regione Lazio con FIMMG Lazio si e' addivenuti ad una posizione chiara che non apportasse disagi ne' agli operatori ne' agli assistiti.

SCARICA LA CIRCOLARE

CIRCOLARE FIMMG LAZIO prescrizione farmaci nuova normativa

fimmgCOSA CAMBIA NEL NUOVO REGIME DELLE PRESCRIZIONI.
CIRCOLARE APPLICATIVA 
DI EMERGENZA.

La pubblicazione in G.U. delle norme della cosiddetta Spending  Review introduce modifiche nella prescrizione di farmaci erogati su prescrizione SSR.
PREMESSO che da contratto vi sono 30 giorni di tempo a far data dalla pubblicazione in G.U. per attuare tali provvedimenti, resta il fatto che già questa mattina in alcune farmacie sono state rifiutate prescrizioni di farmaci cosiddetti Branded. Per evitare confusione, disservizi e sterili polemiche abbiamo ritenuto opportuno contattare Federfarma Lazio e la Regione Lazio per le vie brevi, onde concordare una linea di condotta condivisa, nelle more di ulteriori note esplicative, rispondenti al testo della Legge ed anche in alcuni casi al buon senso, nel rispetto dei cittadini e della professionalità degli operatori, medici e farmacisti, al lavoro.


Quindi, in via provvisoria si invitano i colleghi a seguire le 
seguenti raccomandazioni:

1.      NULLA  cambia nel caso di terapie croniche in atto. Non va apposta sulla ricetta alcuna dicitura e si prescrive il farmaco già assunto dal paziente. Branded o meno. Il paziente od il farmacista  possono decidere di optare, in caso di differenza di prezzo rispetto a farmaco inserito nella lista di trasparenza  (generico) su altro prodotto con
stesso principio attivo.

2.      Questo vale anche nel caso di proseguimento di terapie per patologie acute in corso di trattamento. NON va apposta nessuna dicitura, si prescrive come di consueto il farmaco.

3.      Nel caso di terapie per patologie croniche appena diagnosticate (pazienti naive) o per patologie acute appena diagnosticate si prescriva il principio attivo oppure, come da facolta’ concessa al paragrafo 2 dell’art. 15, comma 11 bis la denominazione specifica del farmaco (secondo anche le norme regionali), oppure entrambi.

4. In questi casi vige la possibilità di sostituire tale farmaco da parte del paziente o del farmacista.  In tutti i casi la ricetta non sarà rifiutata dal farmacista.

CIO’ CHE E' IMPORTANTE SOTTOLINEARE  E’ IL REGIME DI NON SOSTITUIBILITA’ :

LA NORMA PREVEDE CHE  NON SIA’ SUFFICIENTE APPORRE TIMBRI O DICITURE, A PENNA O CON STAMPA PC DI NON SOSTITUIBILITA’. IN PRESENZA DI NUOVA TERAPIA IN ACUTO E/O CRONICO BISOGNA SINTETICAMENTE MOTIVARE TALE SCELTA. LA MOTIVAZIONE NON E' RICHIESTA INVECE PER LE TERAPIE GIA' IN ATTO.
NELLE MORE DI UNA CONDIVISIONE DI TALE PROCEDURA CON LA REGIONE LAZIO VI CONSIGLIAMO,  NEL CASO RITENIATE OPPORTUNO PER MOTIVAZIONI CLINICHE APPORRE LA DICITURA NON SOSTITUIBILE DI SCRIVERE A PENNA SULLA RICETTA LA MOTIVAZIONE. ES. ALLERGIA OD INTOLLERANZA AL LATTOSIO. ALLERGIA OD INTOLLERANZA AI SOLFITI. IN QUESTO CASO IL FARMACISTA E’ TENUTO A CONSEGNARE IL FARMACO INDICATO.

Seguirà nelle prossime ore circolare piu’ dettagliata.

Pubblicato il bando per il triennio di formazione nella Regione Lazio

formazioneCONCORSO PUBBLICO, PER ESAMI, PER L'AMMISSIONE DI N.85 MEDICI AL CORSO TRIENNALE DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE 2012 -2015

Deliberazione della Giunta regionale n.128 del 30 marzo 2012: Bando concorso pubblico, per esami, per l'ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale 2012- 2015 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n.13, parte terza, del 7 aprile 2012 e, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n.30, 4^ serie speciale – concorsi ed esami, del 17 aprile 2012). Il termine perentorio di 30 giorni per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando concorsuale, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Bando concorso 2012-2015 (doc 78,00KB)

Domanda (doc 37,50KB)