Dom25062017

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NEWS LAZIO

IRCCS: firmato protocollo tra Regione Lazio e Universita' 'Tor Vergata'

ospedalemediciRoma, (AdnKronos) - Il Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti e Il Rettore dell'Università degli Studi di Roma ''Tor Vergata'', il professor Giuseppe Novelli hanno sottoscritto questo pomeriggio il nuovo Protocollo di Intesa sul Policlinico Tor Vergata (PTV), avviando di fatto il percorso di riconoscimento dell'ente come IRCCS - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. L'accordo interviene a un anno di distanza dalla preintesa del 13 luglio 2016 tra l'Università e la Regione, e pone le basi per un innovativo sistema di cooperazione istituzionale tra i settori della ricerca e della didattica e quello dell'assistenza, affrontando le molteplici questioni sul campo, dal superamento della sperimentazione gestionale al potenziamento dell'emergenza urgenza, dai rapporti con il personale universitario sino agli aspetti economici e patrimoniali dell'integrazione tra università e SSR. ''Oggi abbiamo sottoscritto un accordo importante e attesa da troppo tempo - ha spiegato il Presidente della Regione Lazio,Nicola Zingaretti - un protocollo che mette ordine in una materia di fondamentale importanza come quella che regola i rapporti tra la Regione Lazio e i Policlinici Universitari. L'università di Tor Vergata rappresenta un grande eccellenza nel panorama della sanità e della ricerca. Era dunque fondamentale regolamentare le modalità di collaborazione tra Università e Regione proprio perché a giovarne saranno didattica, ricerca, formazione e soprattutto la tutela della salute pubblica'''Con l'intesa di oggi si chiude un'epoca e si pongono finalmente le basi per una regolazione attenta e innovativa dei rapporti tra mondo universitario e sanità, che mette al centro la tutela del cittadino e il suo benessere, grazie alla sinergia tra ricerca scientifica e prestazione assistenziale'' ha dichiarato il Rettore dell'Università degli Studi di Roma ''Tor Vergata'', Giuseppe Novelli. ''Occorre già da ora guardare oltre: la prossima importante meta che abbiamo dinanzi, ovverosia il riconoscimento dell'ente come IRCCS, consentirà di certificare definitivamente il grande valore delle risorse professionali che si dedicano costantemente a fare del PTV un'eccellenza, e la lungimiranza di tutte le amministrazioni coinvolte nella complessa operazione, Regione, Università e Ministeri, che hannocostantemente creduto in tale valore. Rispetto ai risultati di oggi, alle prime va il mio immediato ringraziamento per la pazienza che hanno saputo infondere nell'attesa; alle seconde per la fiducia con cui hanno condotto l'operazione nei passaggi meno semplici'' ha concluso.

FIMMG LAZIO : conferenza organizzativa

medicofamiglia thumb medium250 250Sabato 27 Maggio alle ore 9.00 presso la Sala Conferenze Shangri La Hotel -Viale Algeria, 141- 00144 Roma avra' luogo la Conferenza organizzativa Fimmg Lazio dal titolo:
"Condividere per migliorare"

L'evento sara' l'occasione per discutere assieme a tutti i direttivi regionali sulle iniziative da intraprendere alla luce del prossimo avvio delle trattative per la costutzione del prossimo accordo regionale l'invito è riservato a tutti i quadri dirigenziali Fimmg e agli iscritti Fimmg delle sezioni del Lazio

Il programma si svolgera' nel seguente modo

8.30-9.00 Registrazione partecipanti

9.00-9.15 Introduzione alla giornata
Vice Segretario Nazionale Vicario Pier Luigi Bartoletti

09.15 Inizio lavori plenaria

10.15 Organizzazione dei Focus Group

13.00 Il documento di consenso
Segretario Regionale Maria Corongiu

13.30 Chiusura lavori
Vice Segretario Regionale Vicario Giovanni Cirilli

GENTILONI: il Lazio può uscire dal commissariamento

ssn«Si può uscire da una condizione di difficoltà e si può candidare il Lazio a essere una Regione che può uscire dalla condizione del commissariamento verso la normalità». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nel corso della visita al cantiere dell'Ospedale dei Castelli romani. «Servirà comunque - ha aggiunto - una gestione trasparente, il contenimento dei conti. Ma si volterà pagina e il governo ha tutto l'interesse a collaborare in questa direzione».

VACCINI: Il M5S fa bocciare una mozione sull'obbligo dei vaccini in nidi e materne al Comune di Roma

grillomovimento thumb other250 250E' stata bocciata in Aula Giulio Cesare, con 21 astenuti e 8 voti favorevoli, una mozione del Pd che prevedeva l'impegno per la sindaca Virginia Raggi a divulgare con urgenza il nuovo piano nazionale delle vaccinazioni 2017-2019 e richiedere per il prossimo anno scolastico l'obbligatorietà delle vaccinazioni per accedere a nidi e scuole dell'infanzia della città.
La mozione sottoscritta da tutti i gruppi chiedeva, come ha spiegato la consigliera dem prima firmataria, Valeria Baglio, "l'obbligo delle vaccinazioni per la partecipazione a nidi e scuole d'infanzia comunali, come prevede la proposta del Consiglio regionale; il sindaco è autorità sanitaria locale e ha la possibilità di farlo. Inoltre chiediamo la promozione del piano già approvato e la sensibilizzazione della città alla cultura dei vaccini. Non si va contro nessuna normativa".
"Fermo restando che la materia non è di competenza dell'ente comunale - ha detto il consigliere M5S Pietro Calabrese - in attesa della definizione del quadro normativo nazionale, perché c'è un decreto ministeriale che verrà discusso a breve, ci asterremo".

SPESA FARMACI: Lazio, andamento spesa farmaceutica Convenzionata , obiettivi 2017

spesafarmaceuticaLa Regione Lazio anche per quest'anno ha individuato e sta definendo obiettivi specifici relativamente alla razionalizzazione e contenimento della spesa farmaceutica convenzionata cui si è chiamati a rispondere tutti (Dipendenti Ospedalieri/Specialisti Ambulatoriali/PL5/MMG. Anche per questo anno è confermato il valore obiettivo relativamente alla spesa netta SSN procapite (su popolazione pesata) a 150 6/anno. Al primo trimestre 2017 tale valore medio è pari a 15,27€, decisamente distante da quello di riferimento ed obiettivo .

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AMBULATORI WEEK END: numeri da "Pronto soccorso" aggiunto

Ambufest logo copyCresce un week-end dopo l'altro un grande pronto soccorso ombra fatto dai medici di famiglia per proteggere i cittadini romani e laziali; un potenziale "hub" da 100 mila presenze annue e passa. Ma non è in un luogo fisico: è disseminato in 17 studi di medicina generale attivi sabato domenica e festivi a Roma e altri 11 nel resto della regione. È la rete degli ambulatori di cure primarie aperti in Lazio tra le 10 e le 19, l'equivalente di due turni da quattro ore e mezza l'uno. Qui, in forza di un accordo Regione-Sindacati Mmg che prevede per il medico un compenso di euro 27 circa orari, sono interessati anche medici di assistenza primaria ai quali capita di vedere non solo i loro assistiti o quelli del collega del gruppo ma anche pazienti provenienti da altri distretti ed Asl (l'ambulatorio è aperto a tutti). Il governatore Nicola Zingaretti ha celebrato in un tweet il superamento di quota 150 mila accessi negli ACP dalla fine del 2014, quando fu aperto il primo, ad oggi, in queste strutture nate per filtrare parte degli utenti dei pronti soccorso in assenza del medico di fiducia. Gli accessi medi settimanali sono ormai circa 1500 a Roma e altri 500-700 nel resto del Lazio. Ma Zingaretti annuncia che a breve le postazioni di cura «raddoppieranno nei sei ambulatori festivi dove si sono recate più persone». Si tratta di ambulatori delle Asl, non di studi medici privati attrezzati. Alcuni diventeranno case della salute, altri non si possono ampliare, ma il numero di medici sarà aumentato. «Gli utenti sono molto contenti, come testimoniano i questionari di gradimento che hanno compilato in queste ultime settimane», dice Francesco Buono che per la Fimmg laziale monitora la tematica degli ACP. Dai questionari emerge la soddisfazione dei pazienti, che si recano negli ambulatori per urgenze burocratiche, ma anche, come specifica la Regione, per ferite superficiali non necessitanti suture, medicazioni, rimozione punti, sindromi influenzali, infiammazioni vie respiratorie, punture d'insetto, rash cutaneo, orticarie, dermatiti verruche malattie esantematiche ustioni di 1° grado foruncoli, eritema, micosi, malattie gastroenterologiche, stipsi cronica, sintomi osteo muscolari non traumatici.... Insomma l'universo mondo che si tratta nello studio del Mmg. «Sono esclusi i bambini sotto i sei anni che non possono essere assistiti dal Mmg e i traumi per i quali serve la diagnostica a raggi x, o i casi di dolore ai gradi più alti della scala», conferma Buono. In alcuni studi le file di pazienti in sala d'attesa arrivano nei periodi "caldi" anche a due ore, e qui ci sarà il raddoppio della forza lavoro: due medici in linea - in genere sotto massimale, di continuità assistenziale o dei servizi - anziché uno. Spiega Buono: «Di secondo medico si parla per gli ambulatori di Ostia, Monte Sacro, Nuovo Regina Margherita, Torrenova (Casilina), via Antistio (Cinecittà), piazza Istria (quartiere Trieste) e via Sabatini (Trionfale). In prospettiva le strutture più grandi diventeranno case della salute e come i poliambulatori Asl di una volta ospiteranno specialisti ma anche - e questo è il "plus" - medici di medicina generale che monitorano i percorsi diagnostico-terapeutici dei pazienti cronici». «I medici interessati sono di assistenza primaria, in genere sotto massimale, di continuità assistenziale e dei servizi, il numero varia a seconda delle situazioni, l'adesione è volontaria, l'obiettivo è sostituirsi al pronto soccorso quando non serve, partendo dal presupposto che più si conosce il paziente meno si induce spesa da medicina difensiva o prestazioni hi-tech inappropriate per la specifica situazione», dice Maria Corongiu, Segretario Fimmg Lazio. «La copertura ormai è a livello regionale e fuori Roma il modello ACP ha funzionato anche nell'assistenza post-terremoto, a Rieti, dove i medici locali nell'impossibilità di rendere agibili i propri studi hanno trovato nella dotazione e nel personale offerto mezzi indispensabili per continuare a seguire i propri assistiti. E un'organizzazione flessibile considerata esemplare dalla Protezione Civile».

VACCINO MENINGITE B: gratis per i nati nel 2017, i medici: estendere la gratuità

vaccini44Corriere della Sera di Clarida Salvatori Sei nato il primo gennaio 2017? Ok, hai diritto ad essere protetto dal rischio meningite B gratuitamente. Sei nato il 31 dicembre 2016, cioè anche solo un giorno prima? Eh no spiacenti, il vaccino che potrebbe salvarti la vita te lo paghi. E pure caro. Come se ci fosse una grande differenza tra il sistema immunitario di un bambino di 5 mesi di età e quello di un altro che di mesi ne ha 5 e un giorno. Eppure quest'assurdità va in scena anche nella nostra regione.
Già perché il ministero della Salute, nei nuovi Lea e nella legge 232 del 2016 «ha definito - si legge nella lettera circolare "Aspetti operativi per l'implementazione del nuovo Pnpv 2017-2019 e del relativo calendario vaccinale" - un finanziamento ad hoc per il concorso al rimborso alle regioni per l'acquisto dei vaccini». Ma prevede un'«offerta attiva e gratuita» solo «ai nuovi nati» del 2017. Sempre nella stessa circolare il ministero fraziona le stime della «copertura vaccinale per le nuove vaccinazioni» in tre anni, dal momento che «non è realistico ipotizzare di poter raggiungere sin dal primo anno le coperture determinate. Per tale motivo si prevede un aumento graduale per anno». E nella tabella sottostante, all'anno 2017, ci si ferma ad una percentuale del 60 per cento. Il 35 per cento in meno dell'obiettivo prefissato, a cui si arriverebbe solo nel 2020.
Se lo scopo primario del sistema sanitario nazionale e regionale è quello di salvaguardare la salute di più bambini possibile, allora perché non estendere anche oltre la gratuità di un vaccino per altro molto costoso? Già perché per una singola dose i genitori devono pagare quasi 80 euro (79,55). E perché il vaccino sia efficace ne occorrono due o tre dosi a seconda dell'età in cui viene somministrato. Ed è questo il punto che contestano anche i medici generici: «Come si dice a Roma, si rischia che le famiglie siano cornute e mazziate. Le singole dosi di vaccino contro il meningococco B vanno pagate di tasca propria. E il conto è salato, specie se si ha più di un figlio - queste le parole di Pierluigi Bartoletti, segretario della Fimmg Roma (la Federazione dei medici di medicina generale) -. E magari c'è chi lo farebbe ai propri figli ma non può permetterselo. Però, dall'altra parte, si sta pensando di chiudere le porte degli asili ai bambini non vaccinati. Un controsenso». Specie se l'obiettivo è la salute dei cittadini.