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LEGALITÀ: intesa Regione Lazio-GDF per controlli in Asl e Ospedali

gdfROMA (ITALPRESS) - Tutelare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche impiegate in materia di sanità e prevenire tutte le forme di frode e di illegalità nell'utilizzo delle risorse pubbliche. Questo è l'obiettivo del protocollo d'intesa fitmato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dal generale della Guardia di Finanza del Comando Regionale Lazio, Bruno Buratti, per il contrasto agli illeciti nella spesa pubblica della sanità. «Con il procollo introduciamo anticorpi per aumentare la qualità della pubblica amministrazione e per alzare il livello nel contrastare il rischio infiltrazioni nella cosa pubblica - ha detto Zingaretti -. È un segnale di grande innovazione e attenzione al tema della legalità, ma anche nella modalità di lavoro e per questo faremo una riunione ad hoc per spiegare ai dirigenti le novità del protocollo d'intesa». «Oggi abbiamo un budget annuale che supera i 10 miliardi di spesa pubblica - ha aggiunto Zingaretti - che rappresenta il più alto impegno dello Stato in una regione del Centro-Sud Italia, Regione che si avvia ad uscire dal commissariamento sanitario». Grazie all'intesa siglata, la Guardia di Finanza sarà chiamata ad effettuare controlli amministrativo-contabili e fiscali anche in modo preventivo, in un quadro di collaborazione tra la Regione e il Comando Regionale Lazio della GdF. Si tratta di una strategia messa in campo per potenziare le attività di cooperazione, in materia di controllo della spesa sanitaria, garantendo legalità nell'erogazione e nell'utilizzo delle risorse pubbliche. Una particolare attenzione sarà focalizzata al contrasto delle frodi e delle spese per i farmaci, sino ai contratti di appalto

FORLANINI: Regione, al via sito per consultazione on line

forlaniniLa Regione Lazio ha lanciato una consultazione pubblica per conoscere le idee e le priorità dei cittadini per orientare al meglio la riqualificazione e il rilancio dell'ex complesso ospedaliero "Carlo Forlanini". ' possibile partecipare registrandosi sul sito www.regione.lazio.it/forlanini e votare il sondaggio sulle destinazioni possibili di valorizzazione di parte di quest'area che si estende tra l'XI e il XII Municipio. Gli ambiti su cui è possibile esprimersi sono quelli previsti dal Piano Regolatore del Comune di Roma per quanto riguarda i servizi pubblici di livello urbano (sociosanitari, culturali, relativi all'ordine pubblico e alla sicurezza oltre alla possibile destinazione per sedi amministrative pubbliche e sedi universitarie). Il progetto di valorizzazione del Forlanini - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - è arrivato a un punto di svolta: i cittadini sono chiamati a dare il loro contributo attraverso una consultazione on line da oggi attiva per scrivere insieme il futuro dell'area che resterà pubblica". "La Regione Lazio - ha spiegato l'Assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio, Alessandra Sartore - ha aderito al progetto dell'Agenzia del Demanio e del Ministero dell'Economia e delle Finanze "Proposta immobili" che coinvolge le pubbliche amministrazioni in operazioni di valorizzazione, riuso o dismissione del proprio patrimonio immobiliare mantenendo la finalità pubblica di utilizzo. Attraverso questo progetto, - ha sottolineato l'Assessore - sono ipotizzabili 250 milioni di euro per il recupero dell'ex complesso Carlo Forlanini nel rispetto del vincolo storico-artistico al fine di far rinascere l'area offrendo servizi di pubblica utilità".

LANUVIO: Luigi Galieti si riconferma sindaco

GalietiLuigi Galieti si conferma sindaco di Lanuvio ottenendo il 64% dei voti. Sindaco uscente, proseguira' il suo governo anche per il secondo mandato,con la lista "Lanuvio per la democrazia"; battuto piuttosto nettamente l'unico sfidante in lizza, Rodolfo d'Alessio, a capo della formazione 'Lanuvio Unita verso il futuro'. A Galieti, medico di famiglia della Fimmg e membro del direttivo Romano vanno i complimenti della sezione Romana e l'augurio di un proficuo lavoro per il prossimo mandato.

CELIACHIA: Anche nel Lazio procedure semplificate'

celiachia"Procedure semplificate nel Lazio per l'acquisizione dei prodotti destinati ai 17.000 celiaci della nostra regione", ad annunciare la notizia il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che ha firmato un decreto con cui si prevede 'il riuso' nella Regione Lazio del sistema di erogazione di alimenti, ed altro, già utilizzato nella Lombardia e adottato dal Veneto e dalla Toscana."
Lo comunica in una nota la Regione Lazio
"Con l'adesione a questo network il sistema di pagamento sarà simile alle quotidiane modalità di pagamento alla cassa con la possibilità però di utilizzare come "borsellino elettronico" la Tessera sanitaria nazionale nella funzione di Carta nazionale dei servizi (Cns) – spiega Zingaretti - Il sistema prevede infatti la completa dematerializzazione dei processi amministrativi di assistenza ai celiaci e inoltre permette di utilizzare il budget mensile per l'acquisto dei prodotti negli esercizi commerciali autorizzati, quali farmacie e negozi, anche all'interno delle regioni facenti parte del network e che utilizzano la stessa piattaforma".
Il nuovo servizio sarà in funzione una volta che sarà approvato il finanziamento con Fondi Europei da parte dell'Agenzia per la Coesione Territoriale e comunque sarà attivo entro la fine dell'anno

COOPERAZIONE APPLICATIVA: tutte le spiegazioni utili in un video con Maria Corongiu e Alberto Chiriatti

cooperazIn un intervista con Alberto Chiriatti e Maria Corongiu tutte le spiegazioni sul nuovo accordo della cooperazione applicativa firmato tra le OOSS e la Regione Lazio

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RIETI: Ares 118 nei guai 2 persone per peculato, truffa e corruzione. Calabrese indagato:

ambulanza-ortigia- thumb other250 250(Il Messagero) RIETI - Operazione «Ares 118» dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale: denunciate 12 persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di abuso d'ufficio, concussione, corruzione, peculato, falso ideologico, truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture, accertando un danno erariale di oltre 4 milioni di euro.
Oggi, i carabinieri del nucleo investigativo hanno notificato un avviso di conclusioni indagini, emesso dal Gip del tribunale di Rieti nei confronti di 5 dirigenti dell'Ares e 7 rappresentanti legali delle principali associazioni di volontariato reatine, perchè ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di abuso d'ufficio, concussione, corruzione, peculato, falso ideologico, truffa ai danni dello stato e frode nelle pubbliche forniture.
Tra le persone raggiunte dagli avvisi c'è l'ex direttore della centrale operativa Ares 118 di Rieti, Alfonso Tesoriere, l'ex direttore amministrativo dell'Ares, l'attuale candidato sindaco di Rieti Giosué Calabrese e il presidente dell'associazione di volontariato «Croce Bianca Rieti», Giancarlo Di Vittorio.
Sono inoltre indagati anche Bruno Colio, nel 2014 facente funzione di direttore dell'Unità operativa dell'Ares di Rieti, Fabio Innocenzi, coordinatore della centrale operativa Ares di Rieti, Danilo Casciani nella qualità di co-gestore dell'associazione «Ambulanze Città di Rieti», Fabrizio Petrucci legale rappresentante del Consorzio servizi sanitari di Rieti, Riccardo Gabatel co-gestore di fatto della Croce verde di Collevecchio, nonché legale rappresentante della Cooperativa Sabina Onlus, Massimiliano Glandarelli in qualità di rappresentante legale della Croce verde di Collevecchio, Carlo Guadagnoli rappresentante legale dell'associazione Ambulanze Città di Rieti e il vicepresidente della stessa associazione, Marco Guadagnoli e, infine, Luciana Leonardi rappresentante della coop sociale «Euro 98 Rieti soccorso».
L'operazione ha avuto inizio nel maggio 2014, su delega della procura della repubblica di Rieti, a seguito di un esposto contenente la registrazione "in ambientale" di un colloquio fra l'allora direttore della centrale operativa Ares di Rieti e il presidente della "Croce bianca di Rieti".
Nel corso dell'incontro, il primo pretendeva il pagamento di una tangente di 30.000 euro per ottenere il rinnovo delle convezioni relative alle postazioni emergenziali 118 di Borgo San Pietro di Petrella Salto e Paganico Sabino. L'indagine, condotta dai militari non solo con l'utilizzo di strumenti di natura tecnica di intercettazione telefonica, ma anche per mezzo dei cosidetti "metodi tradizionali", consentiva di accertare l'esistenza di un sistema corruttivo che vedeva coinvolte alcune delle principali associazioni di volontariato reatine.
Risultava inoltre che le prestazioni eseguite da tali associazioni, per le quali percepivano un lauto rimborso spese da parte della regione lazio, non erano conformi alle prescrizioni indicate nelle rispettive convenzioni, risultando difformi dai requisiti richiesti sia per quanto riguarda i mezzi utilizzati, che per il numerico o le qualifiche del personale impiegato, producendo pertanto un danno erariale superiore ai 4 milioni di euro nell'arco temporale relativo agli anni dal 2012 al 2014. In relazione al personale utilizzato si appurava inoltre che, in alcuni casi, lo stesso veniva assunto a tempo determinato per pochi mesi e poi licenziato, continuando di fatto a svolgere le proprie mansioni e percependo "in nero" la propria retribuzione.
Tra gli indagati, per il reato di abuso di ufficio, c'è il candidato sindaco Giosué Calabrese che ha immediatamente diramato una nota stampa: «Desidero comunicare ai cittadini e alla stampa che questa mattina sono stato raggiunto da un avviso di garanzia per fatti risalenti all'anno 2013, relativi ad un presunto abuso d'ufficio che avrei commesso nelle mie funzioni di direttore amministrativo dell'Ares 118, per violazione di un regolamento interno.
Preciso che l'indagine in corso coinvolge altre persone per altre e diverse ipotesi di reato, rispetto alle quali il sottoscritto è completamente estraneo. Ritengo opportuno che i cittadini vengano a conoscenza in tempo utile di ogni notizia che riguardi i candidati, permettendogli di esprimere il consenso il consenso in un quadro di massima chiarezza e trasparenza.
Nel rispetto dei miei principi personali ed in coerenza con le idee che hanno ispirato la mia scelta di candidarmi a sindaco, ho deciso di comunicare tempestivamente alla città ed agli organi di informazione la notizia dell'avviso di garanzia».

MEDICINA DI GENERE : Stato dell'arte nell'ambito della medicina generale, il punto di vista del medico in formazione in mg (Di Eleonora Grimaldi)

MedicinadigenereDagli anni '90 fino ad oggi la Medicina di Genere, disciplina che ha il fine di comprendere i meccanismi attraverso i quali le differenze legate al genere agiscono sullo stato di salute e sull'insorgenza ed il decorso delle patologie, ha fatto passi da gigante sia nel campo della ricerca medico-scientifica sia in ambito istituzionale.
Rappresenta, tuttora, un argomento "scottante" su cui si confrontano le Società scientifiche e le Istituzioni, dal Ministro della Salute all'Istituto Superiore di Sanità, dalle Regioni agli Ordini dei Medici, con l'obiettivo di promuovere la salute nei diversi aspetti seguendo le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e della Word Health Organizzation (WHO), le quali hanno inserito la Medicina di Genere nell'Equity Act. In questo documento si afferma che il "principio di equità" implica non solo la parità di accesso alle cure di donne ed uomini, ma anche l'adeguatezza e l'appropriatezza di cura secondo il proprio genere, dal momento che la salute non è "neutra" ed anche in medicina va applicato il concetto di diversità per garantire a tutti una reale equità ed il miglior trattamento in funzione della specificità di genere.
Di recente, alla Consulta Femminile della Regione Lazio: "Quale modello di Regione? Il valore sociale e culturale delle competenze femminili", è stata avanzata la proposta di inserire la medicina di genere nella formazione medica post laurea, successivamente, la recente notizia fa ben sperare sulla sempre maggiore apertura verso tale disciplina poichè 59 Atenei italiani inseriranno la Medicina di Genere nel piano di studi dello studente di medicina.
Ma a che punto siamo in ambito delle Cure Primarie?
Auspichiamo che in ambito della formazione post-laurea e, in particolare, durante il Corso di formazione specifica in Medicina Generale vengano svolte attività seminariali orientate sulla differenza di genere al fine di potenziare le conoscenze relative al ruolo del medico delle Cure Primarie, il quale si fa espressione di sensibilità sociale applicando l'Evidence based Medicine (EBM) ai problemi delle persone e prestando attenzione alla specificità di genere mediante un maggiore approccio olistico.
Dai dati dell'Health Search (HS), emerge che le donne sono le più numerose frequentatrici degli studi di Medicina generale, rappresentano il 58% degli accessi ambulatoriali ed hanno più contatti regolari con i medici di famiglia. Ad un'analisi più approfondita di questi dati, la spiegazione non è da appropriarsi solamente al loro ruolo di "curatrici familiari", bensì al fatto che si ammalano più frequentemente; infatti, paradossalmente vivono più a lungo (84 anni vs 79 anni, dati ISTAT del 2006), ma non bene a causa di diversi fattori che influenzano la loro "vulnerabilità" in termini di qualità di vita, tanto che si registra un pessimo stato di salute tra le donne (8,3% vs 5,3%, dati ISTAT del 2008).
Alla luce di tali considerazioni, l'auspicio è che il medico di Medicina generale si inserisca nel contesto della "rivoluzione" socio-culturale di genere già in atto, promuovendo la salute mediante un corretto counseling, conducendo la donna verso un percorso di crescita culturale e ad una consapevolezza di uno stile di vita salutare per raggiungere in modo consapevole l'autodeterminazione.
Per permettere al medico di famiglia di svolgere appieno il proprio ruolo, è fondamentale che si inizi a discutere della creazione di PDTA per la diagnosi e la cura delle patologie femminili con le relative agevolazioni nelle prenotazioni di esami diagnostici; è opportuno che vengano proposti percorsi specifici e differenziati nell'ambito dei progetti sperimentali degli Ambulatori di Cure primarie (ACP) e che le realtà delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Unità di Cure Primarie (UCP) diventino fonti per l'estrapolazione di dati al fine di iniziare ed incentivare studi clinici sulle differenze di genere che vedano coinvolti gli studenti di medicina ed i medici in formazione in medicina generale.
L'obiettivo: una medicina generale al passo con i cambiamenti socio-culturali e sempre più attenta alle "differenze di genere".

Eleonora Grimaldi
Fimmg Formazione Lazio
Osservatorio giovani medici OMCeO Frosinone