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SPESA FARMACI: Lazio, andamento spesa farmaceutica Convenzionata , obiettivi 2017

spesafarmaceuticaLa Regione Lazio anche per quest'anno ha individuato e sta definendo obiettivi specifici relativamente alla razionalizzazione e contenimento della spesa farmaceutica convenzionata cui si è chiamati a rispondere tutti (Dipendenti Ospedalieri/Specialisti Ambulatoriali/PL5/MMG. Anche per questo anno è confermato il valore obiettivo relativamente alla spesa netta SSN procapite (su popolazione pesata) a 150 6/anno. Al primo trimestre 2017 tale valore medio è pari a 15,27€, decisamente distante da quello di riferimento ed obiettivo .

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AMBULATORI WEEK END: numeri da "Pronto soccorso" aggiunto

Ambufest logo copyCresce un week-end dopo l'altro un grande pronto soccorso ombra fatto dai medici di famiglia per proteggere i cittadini romani e laziali; un potenziale "hub" da 100 mila presenze annue e passa. Ma non è in un luogo fisico: è disseminato in 17 studi di medicina generale attivi sabato domenica e festivi a Roma e altri 11 nel resto della regione. È la rete degli ambulatori di cure primarie aperti in Lazio tra le 10 e le 19, l'equivalente di due turni da quattro ore e mezza l'uno. Qui, in forza di un accordo Regione-Sindacati Mmg che prevede per il medico un compenso di euro 27 circa orari, sono interessati anche medici di assistenza primaria ai quali capita di vedere non solo i loro assistiti o quelli del collega del gruppo ma anche pazienti provenienti da altri distretti ed Asl (l'ambulatorio è aperto a tutti). Il governatore Nicola Zingaretti ha celebrato in un tweet il superamento di quota 150 mila accessi negli ACP dalla fine del 2014, quando fu aperto il primo, ad oggi, in queste strutture nate per filtrare parte degli utenti dei pronti soccorso in assenza del medico di fiducia. Gli accessi medi settimanali sono ormai circa 1500 a Roma e altri 500-700 nel resto del Lazio. Ma Zingaretti annuncia che a breve le postazioni di cura «raddoppieranno nei sei ambulatori festivi dove si sono recate più persone». Si tratta di ambulatori delle Asl, non di studi medici privati attrezzati. Alcuni diventeranno case della salute, altri non si possono ampliare, ma il numero di medici sarà aumentato. «Gli utenti sono molto contenti, come testimoniano i questionari di gradimento che hanno compilato in queste ultime settimane», dice Francesco Buono che per la Fimmg laziale monitora la tematica degli ACP. Dai questionari emerge la soddisfazione dei pazienti, che si recano negli ambulatori per urgenze burocratiche, ma anche, come specifica la Regione, per ferite superficiali non necessitanti suture, medicazioni, rimozione punti, sindromi influenzali, infiammazioni vie respiratorie, punture d'insetto, rash cutaneo, orticarie, dermatiti verruche malattie esantematiche ustioni di 1° grado foruncoli, eritema, micosi, malattie gastroenterologiche, stipsi cronica, sintomi osteo muscolari non traumatici.... Insomma l'universo mondo che si tratta nello studio del Mmg. «Sono esclusi i bambini sotto i sei anni che non possono essere assistiti dal Mmg e i traumi per i quali serve la diagnostica a raggi x, o i casi di dolore ai gradi più alti della scala», conferma Buono. In alcuni studi le file di pazienti in sala d'attesa arrivano nei periodi "caldi" anche a due ore, e qui ci sarà il raddoppio della forza lavoro: due medici in linea - in genere sotto massimale, di continuità assistenziale o dei servizi - anziché uno. Spiega Buono: «Di secondo medico si parla per gli ambulatori di Ostia, Monte Sacro, Nuovo Regina Margherita, Torrenova (Casilina), via Antistio (Cinecittà), piazza Istria (quartiere Trieste) e via Sabatini (Trionfale). In prospettiva le strutture più grandi diventeranno case della salute e come i poliambulatori Asl di una volta ospiteranno specialisti ma anche - e questo è il "plus" - medici di medicina generale che monitorano i percorsi diagnostico-terapeutici dei pazienti cronici». «I medici interessati sono di assistenza primaria, in genere sotto massimale, di continuità assistenziale e dei servizi, il numero varia a seconda delle situazioni, l'adesione è volontaria, l'obiettivo è sostituirsi al pronto soccorso quando non serve, partendo dal presupposto che più si conosce il paziente meno si induce spesa da medicina difensiva o prestazioni hi-tech inappropriate per la specifica situazione», dice Maria Corongiu, Segretario Fimmg Lazio. «La copertura ormai è a livello regionale e fuori Roma il modello ACP ha funzionato anche nell'assistenza post-terremoto, a Rieti, dove i medici locali nell'impossibilità di rendere agibili i propri studi hanno trovato nella dotazione e nel personale offerto mezzi indispensabili per continuare a seguire i propri assistiti. E un'organizzazione flessibile considerata esemplare dalla Protezione Civile».

VACCINO MENINGITE B: gratis per i nati nel 2017, i medici: estendere la gratuità

vaccini44Corriere della Sera di Clarida Salvatori Sei nato il primo gennaio 2017? Ok, hai diritto ad essere protetto dal rischio meningite B gratuitamente. Sei nato il 31 dicembre 2016, cioè anche solo un giorno prima? Eh no spiacenti, il vaccino che potrebbe salvarti la vita te lo paghi. E pure caro. Come se ci fosse una grande differenza tra il sistema immunitario di un bambino di 5 mesi di età e quello di un altro che di mesi ne ha 5 e un giorno. Eppure quest'assurdità va in scena anche nella nostra regione.
Già perché il ministero della Salute, nei nuovi Lea e nella legge 232 del 2016 «ha definito - si legge nella lettera circolare "Aspetti operativi per l'implementazione del nuovo Pnpv 2017-2019 e del relativo calendario vaccinale" - un finanziamento ad hoc per il concorso al rimborso alle regioni per l'acquisto dei vaccini». Ma prevede un'«offerta attiva e gratuita» solo «ai nuovi nati» del 2017. Sempre nella stessa circolare il ministero fraziona le stime della «copertura vaccinale per le nuove vaccinazioni» in tre anni, dal momento che «non è realistico ipotizzare di poter raggiungere sin dal primo anno le coperture determinate. Per tale motivo si prevede un aumento graduale per anno». E nella tabella sottostante, all'anno 2017, ci si ferma ad una percentuale del 60 per cento. Il 35 per cento in meno dell'obiettivo prefissato, a cui si arriverebbe solo nel 2020.
Se lo scopo primario del sistema sanitario nazionale e regionale è quello di salvaguardare la salute di più bambini possibile, allora perché non estendere anche oltre la gratuità di un vaccino per altro molto costoso? Già perché per una singola dose i genitori devono pagare quasi 80 euro (79,55). E perché il vaccino sia efficace ne occorrono due o tre dosi a seconda dell'età in cui viene somministrato. Ed è questo il punto che contestano anche i medici generici: «Come si dice a Roma, si rischia che le famiglie siano cornute e mazziate. Le singole dosi di vaccino contro il meningococco B vanno pagate di tasca propria. E il conto è salato, specie se si ha più di un figlio - queste le parole di Pierluigi Bartoletti, segretario della Fimmg Roma (la Federazione dei medici di medicina generale) -. E magari c'è chi lo farebbe ai propri figli ma non può permetterselo. Però, dall'altra parte, si sta pensando di chiudere le porte degli asili ai bambini non vaccinati. Un controsenso». Specie se l'obiettivo è la salute dei cittadini.

ZINGARETTI: fuori dal commissariamento "definiremo il modello regionale del Lazio"

zingaretti new(AGI) - Roma, - "A breve chiuderemo con atti formali il commissariamento della sanita', definendo finalmente il modello regionale del Lazio. Questa e' una grande sfida. Non dobbiamo ne' mutuare ne' scimmiottare i modelli delle altre regioni, perche' e' giusto che ogni sistema costruisca il proprio modello". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in occasione del decennale del Poit, il centro interaziendale per i trapianti del San Camillo-Forlanini di Roma. Per il governatore "questa era una discussione quasi impossibile fino a qualche mese fa, oggi e' un punto all'ordine del giorno. Lo possiamo fare e lo faremo nelle prossime settimane e mesi coinvolgendo il mondo della sanita'.

INCENDIO POMEZIA: stop alimenti nel raggio di 50 km, clamoroso errore del Comune che manda nel panico i residenti

nube-tossica-pomezia-2-552x342Uno zero in più, che ha manda nel panico studenti, professori e genitori. Nella nota del Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma capitale a proposito dell'approvvigionamento delle derrate alimentari da Pomezia, il Comune ha erroneamente scritto 'nel raggio di 50 km' dal luogo dell'incendio. E non 5 km come nella realta'.
Il Comune, con una nuova nota, ha poi dovuto precisare che si è trattato di un errore di battitura: «Il divieto – si legge sul sito ufficiale del Campidoglio – è riferito a un raggio di 5 chilometri dal luogo dell'incendio – come indicato in tutte le ordinanze emanate dal Comune di Pomezia dopo l'incidente – e non 50, come comunicato erroneamente con la nota del Dipartimento capitolino. La misura va intesa fino a nuova disposizione».
Sono stati numerosi i genitori allarmati «Bastava fare semplicemente più attenzione per evitare questo spiacevole episodio», commenta tristemente un padre.
Resta il fatto che anche in un momento di emergenza e' emersa una grossa approssimazione nel dare informazioni.

LA CIRCOLARE SBAGLIATA

LA SMENTITA DEL COMUNE
 

INCENDIO POMEZIA: per i medici di famiglia il pericolo è la contaminazione dei terreni

incendio thumb other250 250Roma (AdnKronos Salute) - «Respirare fumi tossici ovviamente non è il massimo per la salute, ma oltre al fatto acuto che si è verificato nell'immediatezza dell'incendio, con pochi pazienti che lamentavano cattivo odore e lieve bruciore a gola e occhi, per ora non c'è nessun allarme. Bisogna necessariamente essere cauti finché non arriverà il risultato delle analisi». Medici di famiglia in attesa, dunque, del verdetto dell'Arpa per capire le conseguenze sulla salute dei cittadini dell'importante rogo nello stabilimento Eco X di Pomezia, avvenuto venerdì scorso. Per Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale Fimmg - Federazione italiana medici di famiglia, se «nell'immediato non abbiamo riscontri sui nostri pazienti - spiega all'AdnKronos - bisognerà comunque capire attraverso i risultati quale tipo di sostanze sono state sprigionate e diffuse dalla nube data dalla combustione delle plastiche e le sue eventuali ripercussioni». «Prima di agire aspettiamo di capire cosa troverà l'Arpa - continua Bartoletti - soprattutto se la nube ha determinato o meno la contaminazione del terreno. Già il fatto che si sia scongiurata la diffusione di amianto nell'aria è una buona notizia, ma rimane la preoccupazione per quanto riguarda i terreni coltivati e quello che gli animali al pascolo su quei terreni potrebbero ingerire. Le diossine infatti - spiega ancora il medico - non vengono assorbite dalle piante, dunque per il consumo di verdure la raccomandazione è quella di lavarle in maniera estremamente approfondita, ma se un animale bruca e ingerisce questo tipo di sostanze, allora il problema potrebbe essere più grave. È per questo che è stata sospesa la raccolta di ortaggi e il pascolo nelle zone vicine all'incendio. Ora non rimane che aspettare».

CARENZA MEDICI: in un servizio su Rai 1 a Tv 7 un problema prossimo nella provincia di Roma

PirroMontecelio Roma nella piccola frazione nei pressi di Guidonia la popolazione è preoccupata, i medici di famiglia andranno in pensione entro 5 anni e probabilmente l'ambulatorio chiudera' per carenza di medici, ma la realta' non è solo locale il problema si sta gia' allergando a macchia d'olio in molte regioni italiane dove gia' ora non si riescono a coprire i posti lasciati vacanti dai pensionati.
Nel servizio andato in onda su Rai 1 uno spaccato di un problema in ascesa che creera' non pochi problemi nell'assistenza ai cittadini

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