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RASSEGNA STAMPA

ANSA 18 luglio Consulta, Stato non puo' fissare ticket da solo

rassegna-stampa1MILANO- Lo Stato non potrà fissare norme aggiuntive sui ticket sanitari con regolamenti autonomi, e senza quindi passare per il confronto con le regioni in un materia di competenza concorrente. E' quanto stabilisce la sentenza della Corte costituzionale del 4 luglio, depositata ieri che, accogliendo la questione di legittimità sollevata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dichiara illegittimo un articolo della legge 111/2011 ('Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria).
Lo Stato quindi, secondo la Consulta, può esercitare la potestà regolamentare solo nelle materie in cui ha competenza esclusiva, e non in un caso caratterizzato da una "concorrenza di competenze". I ministeri di Salute ed Economia quindi non potranno emanare una disciplina aggiuntiva per i ticket con un proprio atto regolamentare autonomo. La Corte Costituzionale, nella sentenza, scrive che è "incostituzionale l'articolo 17, comma 1, lettera d) della legge 111/2011, nella parte in cui prevede che le misure di compartecipazione siano introdotte con regolamento da emanare ai sensi della 400/88, su proposta del ministro della Salute e dell'Economia.
Le misure di compartecipazione devono essere aggiuntive rispetto a quelle eventualmente già disposte dalle regioni e sono finalizzate ad assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario, l'appropriatezza, l'efficacia e l'economicità delle prestazioni". Inoltre, continua la Corte, la norma in questione "lascia la possibilità alle Regioni di adottare provvedimenti di riduzione delle misure di compartecipazione, purché assicurino comunque, con misure alternative, l'equilibrio economico finanziario".

SOLE 24 ORE Sanità bozza del decreto Balduzzi

DSC 4910quadDecreto Balduzzi

LATINA OGGI : Rete ospedaliera, prestazioni scadenti - Sanità, promesse mancate

rassegna-stampa1Rete ospedaliera, prestazioni scadenti
A PAGINA 7
Prestazioni in tilt, poche risorse finanziarie e umane. La denuncia delsindacato Spi-Cgil Sanità, promesse mancate La riorganiwzione della rete ospedaliera non ha rispettato gli standardqualitativi IL processo di riorganizzazione della rete ospedaliera pontina ha persoqualche pezzo per strada. Non tornano i conti per i sindacati. In particolare èil segretario provinciale Spi Cgil, Francesco Meschino, che interviene sullaquestione della sanità con un dossier nel quale l'organizzazione analizza icambiamenti intercorsi, le occasioni perse e la qualità scadente dei servizisanitari. Perché la decisione di chiusura e riconversione degli ospedali dellaprovincia doveva corrispondere al rilancio dell'offerta «in termini dieccellenza negli ospedali operativi di Latina, Fondi, Terracina, Formia e nelcontempo venivano individuate nei territori inte- Francesco ressati pròMeschino poste chiare e concrete che permettessero ai cittadini di avere risposte alle loro esigenzedi salute» scrive Meschino nella relazione che ripercorre gli ultimicambiamenti. Si parte all'ospedale «Luigi Di Liegro» di Gaeta. Dal mese diagosto del 2011 si è dato inizio ad un processo di riconversione, in gran parteconcluso, in ospedale distrettuale con un risparmio di 280 mila euro. Ma adoggi risultano assenti: Ã 'unità di degenza infermieristica e l'attivazionedella Rsa. Per quanto riguarda l'ex ospedale di Mintumo: non vi sono più ricoveri per pazienti acuti che vengono trasferitidirettamente a Formia, rimangono le attività ambulatoriali che non rispondono atutte le esigenze in considerazione dell'estensione territoriale. Solo Fondi non è stato interessato al processo di riconversione,ma passa il tempo e la struttura sanitaria viene depauperata di risorse eprestazioni. «La stessa unità di Ostetricia - fa sapere il segretarioprovinciale- ha presentato negli ultimi mesi difficoltà poiché non è incondizione di intervenire durante il parto». Con la delibera del 19 luglio del2011 è stato il turno di Sezze trasformato in ospedale distrettuale di secondolivello: questo passaggio ha comportato il trasferimento del personale pressol'ospedale di Latina «creando evidente difficoltà nel governo dellespecialistiche presena e ancora peggio l'impossibilità di apertura delladegenza infermieristica. Quello di Privemo, invece, è stato chiuso prima delpiano di rientro con la previsione di un ottimale pro getto di riconversione presso la località Madonna delle Grazie, ma i lavorisono stati più volte interrotti a causa di un'assenza di finanziamenti e laAsi, dopo ripetute proteste da parte dei partiti di centro sinistra e dellacittadinanza, ha preso l'impegno di ritrovare i fondi. Per fare il punto.«Questi progetti stanno incontrando notevoli difficoltàconclude il sindaacato-la Asl pur confermano la volontà di renderli operativi, non ha però risorse umane e finanziarie». Questa ladenuncia dello Spi che chiama in causa la giunta regionale. L'inevitabileripercussione: impossibilità di mantenere gli standard di qualità garantiti perle prestazioni sanitarie.

IL GIORNALE DI BRESCIA :Spending review: a caccia di un miliardo dalla sanità


interno20pronto20soccorso bigSpending review: a caccia di un miliardo dalla sanità I tagli dovrebbero riguardare gli acquisti di beni e servizi, ma i mediciminacciano lo sciopero ROMA Non sarà un taglio ma un uso più oculato delle risorse che in ogni casodovrà far restare nelle casse dello Stato circa un miliardo. A tanto ammonta la«parte» che la sanità dovrebbe fare nell'ambito della revisione della spesa.Risorse, questa ad oggi l'unica certezza, che dovranno essere recuperate nelricco paniere dei beni e servizi acquistati dal comparto che valgono ogni annocirca 35 miliardi. E i provvedimenti per la spending review non arriveranno prima della prossimasettimana, data cui ha rinviato lo stesso ministro della Salute, Balduzzi, cheha definito «decretone» sanità, una sorta di provvedimento omnibus che dovrebbeessere il veicolo per introdurre anche altre misure, come alcune norme sullaresponsabilità dei medici e sulle assicurazioni per i camici bianchi. Una riforma che i medici attendono tanto da avere già annunciato, alle primeavvisaglie della possibilità di un rinvio del decreto, di essere pronti aproclamare uno sciopero nazionale. I nuovi paletti su respon sabilità e assicurazione, tra l'altro, potrebbero portare qualche risparmioponendo un argine alla cosiddetta «medicina difensiva», che si stima costi ognianno al sistema fino a 10 miliardi di esami e prescrizioni non strettamentenecessarie ma usate come scudo contro il boom di denunce che si è registratonegli ultimi anni. Nel «decretone» dovrebbero trovare spazio anche la sanità digitale e alcunemisure sulla filiera del farmaco. Al momento però, vista l'incandescenza delclima politico e i tempi stretti di approvazione, il provvedimento potrebbeanche essere spacchettato, procedendo alla sola proroga dell'intramoenia, perriprendere tutti gli altri capitoli in un testo successivo. Nel frattempo sulla sanità dovrebbe comunque allungarsi la mano delsupercommissario Bondi, che ha il mandato per intervenire proprio sugliacquisti della pubblica amministrazione. Intervento mediato dal ministro, chelavora a evitare che si applichi alla sanità un taglio secco e lineare.