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TUONO NEWS :Sarti ( lega Nord): Sanità, nella riforma qualcosa non va

roberto sartiLettera del Capogruppo della Lega Nord, Roberto Sarti alla testata giornalistica

Le problematiche relative alla sanità coinvolgono in maniera incisiva le persone e diversamente non può essere dal momento che viene interessato un diritto fondamentale dell’individuo e cioè il diritto alla salute. E’ noto come la spesa sanitaria occupi circa l’80% del bilancio regionale e questo indica come a questioni prettamente sanitarie si aggiungono questioni di carattere economico,oggi sempre più pressanti. Negli ultimi giorni siamo venuti a conoscenza dei provvedimenti che il Ministro della Sanità Balduzzi intende portare avanti e far diventare legge di questo Paese. Se da un lato può apparire apprezzabile il tentativo del Ministro di portare modifiche alla sanità nazionale dall’altro il contenuto di tali modifiche è,a mio parere,molto discutibile. Iniziamo dalla richiesta di prescrizione da parte del medico di base di farmaci cosiddetti”generici” in alternativa ai farmaci”griffati”,di marca. Un buon intendimento,il problema è che i medici di base già da alcuni anni,su invito delle ASL, procedevano in tal senso proprio nel tentativo di ridurre la spesa sanitaria. Oltre tutto giova ricordare che se il cittadino paziente decide di voler assumere un farmaco”di marca” lo può fare liberamente pagando di tasca propria la differenza con il farmaco generico,cioè a dire che tale differenza grava sulle tasche del singolo cittadino e non dello Stato. Perché quindi insistere su un provvedimento che in gran parte viene già applicato, con l’aggravante di creare gravi problemi occupazionali nelle industrie farmaceutiche? Una politica concreta di riduzione della spesa sanitaria che non abbia risvolti negativi di tipo occupazionale deve orientarsi innanzitutto nell’applicazione dei costi standard .Non è più accettabile che, ad esempio, un siringa costi pochi centesimi in un ospedale del Nord e diversi euro in ospedali del meridione di questo Paese dove tra l’altro le strutture sanitarie sono diventate un pozzo senza fondo in quanto a sperpero di denaro pubblico, come insegnano del resto le Regioni Sicilia e Puglia .Occorre potenziare la sanità territoriale creando strutture che rappresentino una soluzione di continuità con l’ospedale. Strutture in grado di accogliere il paziente che ormai sempre più celermente viene dimesso dai reparti ospedalieri. Questo,attraverso per esempio i Country Hospital, permetterebbe realmente rilevanti risparmi economici oltre che andare incontro alle famiglie che spesso non sono in grado di offrire una adeguata assistenza nella fase del post-ricovero. La medicina del territorio oggi sta svolgendo il proprio compito molte volte in condizioni di grande difficoltà a fronte di una richiesta di sanità anche non giustificata e giustificabile. Potenziare la medicina del territorio non vuol certo dire applicare l’h 24,cioè gli ambulatori medici aperti per 24 ore al giorno. Queste prese di posizione sanno tanto di populismo e molto poco di provvedimenti concreti che vanno nella direzione degli interessi dei cittadini. Potenziare invece la continuità assistenziale,sgravare il medico di base di una parte di quell’enorme carico burocratico che sta sempre più snaturando il proprio lavoro, creare una rete informatica che permetta la prenotazione degli accertamenti clinici negli studi medici e nelle farmacie che si renderanno disponibili. Questi sono solo alcuni dei provvedimenti che andrebbero posti in essere se vogliamo migliorare ulteriormente la nostra sanità. Una sanità che indubbiamente deve essere finanziata con ingenti investimenti di risorse che si possono e si devono ottenere mediante una profonda razionalizzazione del sistema . Finanziamenti che non possono certo derivare dalla tassazione delle bibite gassate anche perché una politica di proibizionismo non ha mai ottenuto buoni risultati .Non vorremmo passare dalla tassa sulla Coca.Cola a quella sulla Nutella per arrivare alla tassa sul macinato. Di cariche del Gen.Bava Beccaris ne abbiamo avute a sufficienza.


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