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DALLE REGIONI

FRIULI VENEZIA GIULIA: al via la prima medicina gruppo integrata 12 ore

ospedale thumb other250 250(ANSA) - TRIESTE, Prima Medicina di Gruppo Integrata h12, cioè attiva dalle 8 alle 20, in provincia di Pordenone e in Friuli Venezia Giulia. È nata a Spilimbergo da pochi mesi, per iniziativa di sette medici di medicina generale che hanno deciso di associarsi concretizzando una linea di indirizzo programmatica dell'Azienda per l'Assistenza Sanitaria 5 «Friuli Occidentale». L'obiettivo, spiega l'Azienda, è armonizzare l'orario di accesso all'attività ambulatoriale, assicurare una migliore continuità assistenziale, attuare iniziative di promozione della salute e di prevenzione, perseguire l'integrazione assistenziale con i presidi ospedalieri e gli altri servizi coinvolti nei processi di cura. La Medicina di Gruppo Integrata si integra con il Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) per garantire una copertura delle esigenze di cura del cittadino sette giorni su sette; evita inoltre l'accesso dei cosiddetti codici bianchi nel Pronto Soccorso dell'ospedale di Spilimbergo. «L'unione ci consente di lavorare meglio e soprattutto di offrire un servizio migliore a tutti i nostri pazienti - afferma uno dei medici coinvolgi nell'iniziativa, Stefano Zavagno - il rapporto tra medico e paziente deve assolutamente rimanere invariato ma in caso di necessità, qualora l'orario di ambulatorio non consenta di rivolgersi al proprio medico curante, il paziente può contare su uno degli altri colleghi della Medicina di gruppo. I medici sono infatti collegati in rete - conclude - così da condividere le informazioni sui pazienti e conoscendo anche i farmaci che normalmente questi assumono».

LOMBARDIA: indagine sui farmaci, acquisiti documenti su flussi informativi e contabili del 'file f'

farmaci-contraffatti-aifa-guida thumb large300 300"Gli uomini della Guardia di Finanza, inviati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano hanno perquisito gli uffici della Struttura Farmaco, dispositivi e HTA della Direzione generale Welfare. L'intervento era finalizzato all'acquisizione di documentazione relativa alle attivita' di controllo e gestione dei flussi informativi e contabili originati da strutture ospedaliere private in merito all'utilizzo di farmaci classificati come 'File F' (termine con cui si codificano farmaci acquistati direttamente dagli ospedali, ma a carico del Sistema sanitario nazionale) e al loro collegamento con ditte produttrici di tali farmaci". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, questa mattina, a Palazzo Lombardia rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro".
NESSUN FUNZIONARIO INDAGATO - "Al momento - ha spiegato l'assessore - nessun funzionario regionale ci risulta essere iscritto nel registro degli indagati".
MASSIMA COLLABORAZIONE CON MAGISTRATURA - "Regione Lombardia- ha concluso Gallera -, come al solito, ha fornito la massima collaborazione alla Magistratura mettendo a disposizione tutta la documentazione richiesta. Attendiamo di conoscere gli sviluppi dell'indagine, che appare in fase embrionale, per comprendere se ci sia stata una truffa ai danni della Regione. Se cosi' fosse, come il presidente Fontana ha gia' annunciato, non esiteremo a costituirci parte civile".

ABRUZZO : Cure primarie, nuovi uccp a Chieti E Francavilla

ospedale-chietiLa Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci, ha approvato la delibera che consente l'attivazione definitiva delle Uccp (le unità complesse di cure primarie) a Chieti e Francavilla al Mare. L'importo complessivo del finanziamento, accordato alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, ammonta a un milione e 764mila euro, destinati a finanziare l'apertura delle due strutture, in cui opereranno in forma aggregata e funzionale, medici e specialisti convenzionati, oltre a medici di continuità assistenziale. Le Uccp rappresentano il modello organizzativo delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), previste dall'accordo collettivo sulla medicina generale del 2009 e disciplinate in Abruzzo da un decreto commissariale del marzo 2016. All'inizio del 2017, il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti aveva individuato le ubicazioni delle due Uccp di Chieti e Francavilla al Mare: la prima sarà ospitata nei locali al piano terra dell'ex presidio ospedaliero Santissima Annunziata (per un costo di realizzazione pari a 758mila euro); la seconda nell'ex Istituto Padovano, uno stabile di proprietà del Comune, con il quale è stato siglato uno specifico accordo (in questo caso l'investimento per l'adeguamento dell'immobile è di circa un milione di euro). In totale gli utenti che potranno fare riferimento alle due nuove strutture sono quasi 90mila, calcolati sul numero degli assistiti affidati ai medici di medicina generale: 44235 a Chieti e 45398 a Francavilla al Mare.

BARI: Fimmg, la ASL deve garantire la sicurezza nelle sedi di Guardia Medica.

medici99 thumb other250 250E' stato ufficialmente consegnato alla Direzione Generale della ASL Bari nel corso della seduta del Comitato Permanente Aziendale del 22/03/2018, la ricognizione effettuata da un gruppo di lavoro di medici di Continuità Assistenziale della FIMMG dello stato delle sedi di guardia. Nel lavoro consegnato ai vertici aziendali sono stati individuati diversi criteri di valutazione dell'idoneità delle strutture e sono state esaminate tutte le sedi di guardia insistenti sul territorio della ASL BA per verificare se e in che misura i criteri sono soddisfatti.
"Il risultato delle nostre valutazioni non è affatto incoraggiante rispetto a nessuno dei criteri individuati, ma il settore che rivela il deficit più grande e che desta più allarme è quello che riguarda la sicurezza delle sedi" ha dichiarato il dott. Pietro Drago, Segretario Provinciale FIMMG del settore Continuità Assistenziale. "Il problema della sicurezza dei medici è il più urgente da affrontare e risolvere perché non si può pensare di rischiare l'incolumità fisica per il lavoro"- prosegue il dott. Drago. "Il 60% delle sedi di C.A. nella nostra azienda sono gestite da un singolo medico per turno e dei 250 medici in organico, ben 120 sono donne. Non è secondario, infine, sottolineare che garantendo la sicurezza dei medici si garantisce anche un servizio migliore i cittadini".

Negli ultimi mesi i casi di aggressioni ai medici di guardia riportati dalle cronache sono stati numerosissimi. Ma anche nei casi in cui non vi sono minacce esplicite alla sicurezza non è accettabile che continui ad operare in sedi indecorose con pochissime attrezzature e farmaci, tutt'altro che degne e a norma. Se si trattasse di strutture di privati, la stessa ASL BA le avrebbe chiuse tutte da tempo.

"Ci aspettiamo che l'ASL, sulla scorta del lavoro fatto si adoperi senza ritardo per porre rimedio a tutte le situazioni rilevate" ha concluso il dott. Drago. L'auspicio del sindacato FIMMG è che il documento di ricognizione possa diventare strumento per avviare il processo di messa in sicurezza e di adeguamento dei luoghi di lavoro. Il nostro senso di responsabilità ci porta a collaborare con la direzione generale, ma i medici aspettano risposte certe e non sono più disponibili ad accettare situazioni come quelle in cui in questo momento si lavora.

BARI: Vivicitta, Fimmg 118 «Bene avere i defibrillatori ma serve chi li sappia usare»

barivivicita02(Gazzetta del Mezzogiorno) BARI - «Il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo molto utile, ma è importantissima la formazione degli operatori. Quanto accaduto domenica a Bari durante Vivicittà è molto grave, perché dimostra quanta approssimazione ci sia». Nicola Gaballo, segretario provinciale della Fimmg 118, interviene sul caso di domenica mattina quando un 50enne si è sentito male subito dopo lo start della gara e gli addetti all'assistenza - un'ambulanza privata - non sono stati in grado di praticare le manovre di rianimazione (notizia data in anteprima dalla nostra Redazione on line). «Indossare una divisa arancione - dice Gaballo - non conferisce competenza. Non vogliamo dare colpe a nessuno. Associazioni e cooperative hanno sicuramente ottimo personale, volontari che donano il proprio tempo, ma gestire l'emergenza è tutt'altra cosa. Tra gli iscritti alla gara di domenica (come ha raccontato questo giornale, ndr) c'erano un rianimatore e personale qualificato del 118 che hanno eseguito immediatamente le manovre rianimatorie. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se non si fosse verificata questa fortunata circostanza». Anche perché, spiega Gaballo, è tutta questione di rapidità: «Le manovre di rianimazione devono essere rapidissime. Gli americani dicono "time is brain" perché ogni minuto di arresto cardiaco comporta la perdita del 10% di funzionalità del cervello. Quindi un intervento effettuato dopo 5-6 minuti fa perdere alla vittima il 50-60% di funzioni cerebrali». È qui che si innesta l'importanza di avere defibrillatori, ma è necessaria competenza. «Il concetto è questo: servono persone in grado di effettuare le manovre rianimatorie, rapidamente, nell'attesa che intervenga il personale qualificato del 118 con il medico e le appropriate dotazioni». Quindi, visto che la Puglia è stata riempita di defibrillatori semiautomatici, cosa manca? «Manca la formazione. È fondamentale promuovere la cultura della rianimazione sul territorio. La Regione ha approvato una legge che stanzia un piccolo budget, ed è importante che tutti si adoperino e che i corsi partano. Non basta prendere un foglio di carta per avere le carte a posto, il valore aggiunto è nella qualità della formazione». Il sistema dell'emergenza è interessato anche all'imminente chisura dei Ppi, i Punti di primo intervento, su cui i medici di settore invitano a guardare aspetti specifici. «Siamo a favore - dice Gaballo - di tutte le soluzioni che garantiscano per i cittadini l'assistenza sul territorio e lo standard qualitativo attuale. Il cronoprogramma era stato già stabilito nel 2016, ora siamo in fase di attuazione di questa riforma. Il passaggio dai Ppi alle ambulanze del 118 ci crea qualche perplessità, ma solo per quanto riguarda la copertura del servizio: bisognerà tenere presente che servirà più personale. Ad oggi abbiamo chiesto alla Regione tavoli di confronto che non si sono mai concretizzati».[m.s.]

BARI: Maratona Vivicittà uomo colto da infarto a i soccorritori volontari non sanno usare il defibrillatore, organizzazione; soccorsi tempestivi

1523786254174.jpg--malore vivicitta bariBARI - Un uomo di 50 anni è stato colto da infarto subito dopo la partenza da Largo 2 Giugno durante la stracittadina di Vivicittà manifestazione podistica da 12 a 4 chilometri.
Sul posto erano presenti i soccorritori volontari di una ambulanza - che era lì per l'assistenza alla gara - dotata di defibrillatore ma che gli addetti, a quanto pare, non sarebbero stati in grado di saper utilizzare. Fortunatamente un medico rianimatore e alcuni esperti paramedici che erano iscritti alla gara hanno iniziato le manovre di rianimazione il malcapitato concorrente fortunatamente si sarebbe ripreso dopo la terza "scarica" con il defibrillatore. E' poi intervenuta sul posto un altro equipaggio del 118 che ha trasportato il corridore in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico. Il vice presidente della commissione sport Filippo Marchionne punta il dito sulle certificazioni di idoneita' per l'iscrizione alle gare podisitiche"Faremo luce anche sulle modalità di iscrizione a questo tipo di gare podistiche amatoriali e se è richiesto, in questi casi, il certificato medico di sana e robusta costituzione. Non basta sentirsi bene per partecipare ad una gara podistica o maratona, occorono adeguate visite di idoneità sportiva per scendere in campo, oltre che essere sufficientemente allenati" , anche se molti anche tra gli addetti ai lavori puntano il dito sulla scarsa copertura medica, chiedendosi come è possibile che un ambulanza debba chiamare un altra ambulanza per soccorrere un corridore poi salvato effettivamente dalla prontezza del corridore stesso, e a cosa serva un ambulanza se non ha personale qualificato al seguito. Di parere diverso è il responsabile sanitario della manifestazione, il dott. Antonio Tota
che ha spiegato i passaggi del soccorso:
"Durante l'evento podistico Vivicittà partito alle ore 10.30, un atleta partecipante, a pochi minuti dalla partenza, ha presentato un malore che ha richiesto un intervento urgente del servizio sanitario preposto all'assistenza sanitaria della gara. La richiesta d'aiuto è stata comunicata dai vigili urbani al presidio medico alle ore 10.35 che ha inviato un'ambulanza medicalizzata dell'organizzazione giunta tempestivamente in soccorso dell'atleta dopo circa due minuti".

"L'atleta era già stato sottoposto a manovre di rianimazione cardiopolmonare effettuate da medici che partecipavano alla gara Il personale sanitario dell'organizzazione arrivato con l'ambulanza è prontamente intervenuto fornendo assistenza e presidi medicalizzati. A tal proposito si evidenzia che al runner venivano prontamente applicate le piastre del defibrillatore, protette le vie respiratorie con cannula orofaringea e ventilazione con pallone Ambu e infine assicurato un accesso venoso con posizionamento di un ago cannula dallo stesso personale sanitario presente in ambulanza. Come prevede il protocollo poi, alle ore 10.38 è stato allertato il servizio di 118 con richiesta di supporto di un ambulanza per un codice rosso".

"L'ambulanza del 118 è giunta sul luogo dell'incidente dopo pochi minuti – spiega ancora il medico -, provvedendo al trasporto del paziente al Pronto Soccorso del Policlinico dove è giunto alle ore 11.14. Il paziente è stato cosi sottoposto a cure intensive presso il reparto di cardiologia ospedaliera".