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DALLE REGIONI

VENETO: Sospeso lo sciopero dei Medici di Famiglia reggiunto accordo con la Regione

crisara(Adnkronos) - È stato raggiunto questa sera, al termine di un incontro durato circa due ore, l'accordo tra la Regione del Veneto e le organizzazioni sindacali rappresentanti dei medici di medicina generale, Fimmg, Smi, Snami e Intesa Sindacale. Per la Regione erano presenti alla trattativa l'Assessore alla Sanità Luca Coletto e il Direttore Generale Domenico Mantoan. L'intesa verrà sancita all'interno di un documento tecnico che conterrà i particolari di quanto concordato e verrà redatto e firmato entro la settimana. I sindacati dei camici bianchi hanno annunciato a Coletto e Mantoan la sospensione dello sciopero di tre giorni indetto per metà dicembre. L'accordo si articola in più punti: il ripristino dell'indennità informatica ai medici di medicina generale per collaborare alla definitiva realizzazione e attivazione del fascicolo sanitario elettronico; la costituzione di una Commissione regionale permanente, composta da tecnici della Regione e dei medici, per il monitoraggio, l'indirizzo e l'interpretazione delle normative riguardanti le case di riposo, le rsa, le strutture assistenziali intermedie e gli hospice che, entro il 31 gennaio 2018, dovrà proporre alla Giunta regionale eventuali integrazioni alle delibere attualmente in essere. (Dac/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 11-DIC-17 20:01 NNNN

MILANO: La dottoressa che si batte per guardia medica più sicura

ferraraantMilano . (AdnKronos Salute) - Vivono in un mondo al contrario: quando tutti dormono indossano il camice bianco, quando gli altri fanno festa comincia il loro orario di lavoro. E proprio per questo sono più esposti ai pericoli. Sono i medici della continuità assistenziale (ex guardia medica), che presidiano la salute dei cittadini quando gli studi dei loro dottori di fiducia chiudono i battenti. Porti sicuri per chi ha bisogno di una visita e non mostra condizioni tali di gravità da richiedere l'intervento del pronto soccorso. Una vita non facile la loro, come dimostrano spesso fatti di cronaca che li vedono protagonisti. Antonella Ferrara, 37 anni, medico di continuità assistenziale nell'area di una grande metropoli come Milano, può raccontare un paio di disavventure collezionate nei suoi dieci anni di attività. Quando, per esempio, le è capitato di essere «sequestrata in casa da una paziente, al 16esimo piano di un grattacielo, perché voleva a tutti i costi un farmaco non adeguato alla sua situazione e mi ha chiuso dentro, non mi dava le chiavi». O, ancora, quando una persona ai domiciliari «pretendeva che scrivessi un certificato medico sotto dettatura» per non presentarsi alla polizia giudiziaria per l'obbligo di firma. «In questo caso io e l'autista che mi accompagnava siamo scappati via». Ed è per questo che, da vice segretario del sindacato Fimmg Ca Milano (Federazione italiana medici di medicina generale), si batte insieme ai colleghi non solo per migliorare il servizio, rivoluzionato con il debutto di una Centrale unica per tutto il territorio gestita da Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), ma anche per «la sicurezza e l'adeguatezza delle sedi» in cui questi medici devono lavorare. Temi toccati anche in occasione della firma nei giorni scorsi dell'accordo tra Ats Milano Città metropolitana e i sindacati medici sulla continuità assistenziale. «Abbiamo proposto per gennaio di formulare un documento che stabilisca alcuni standard condivisi per le sedi di continuità assistenziale per sicurezza e confort», ricorda Ferrara all'AdnKronos Salute. Perché in alcune di queste, evidenzia Ferrara, «il medico per esempio doveva uscire dalla sede per andare al bagno. In altre realtà fuori Milano, per esempio Pieve Emanuele, i colleghi non mettono più le donne in turno la sera. Soprattutto dove il camice bianco è solo e non è presente un usciere, sono capitati atti di aggressività e violenza», elenca la dottoressa alla quale «è capitato di fare guardia medica anche a 40 km da casa», ma in questi mesi no, ha preferito avvicinarsi. «Uscire senza autista notturno, senza accompagnatore, è più pericoloso», evidenzia. Soprattutto per i camici rosa: «Pensiamo per esempio a una donna che, magari per un problema all'auto, si trova sola in campagna con la neve. È una situazione che assolutamente non si deve verificare. Contro gli atti di aggressività puntiamo a far sì che ci sia un doppio medico in ambulatorio o l'usciere. L'apertura degli ambulatori serali avverrà solo in presenza di questo criterio, con il quale siamo partiti a dicembre. Ma soprattutto sulle sedi periferiche c'è ancora da lavorare molto» La Fimmg, ricorda Ferrara, «ha accettato il nuovo modello pensato per la continuità assistenziale, purché al cambiamento corrispondesse anche un aumento dei medici in servizio. Prima infatti era al lavoro una centrale con medici», ora il primo contatto del cittadino è con personale laico. «La vecchia centrale - spiega - non riusciva ad assorbire tutte le chiamate, circa il 30% veniva perso. Da qui la scelta del nuovo sistema con una centrale laica per una risposta più rapida, una migliore attività di filtro e smistamento, e la possibilità di utilizzare meglio la forza medica. Abbiamo scritto un progetto che è stato approvato in cui si prevedeva appunto un aumento dei medici in servizio e del numero di ambulatori, che è stato poi rivisto in questi giorni con un aumento ulteriore perché, messa alla prova, la nuova Centrale ha visto un incremento del carico di lavoro dei medici di continuità assistenziale. Visto che nei mesi scorsi i turni rimanevano spesso scoperti sono stati fatti nuovi bandi, ma essendoci ancora problemi di copertura e carenze in organico si è ora deciso per incentivi economici ai medici che devono sopperire alle carenze». «Per ogni turno di servizio su Milano - continua - i medici erano 9 in più da quando è partita la centrale laica, ora con l'aumento per il periodo invernale ce ne sono 12 in più. È previsto ancora un ambulatorio diurno in più e quelli serali sono due dal lunedì alla domenica, mentre prima ce n'era uno solo durante la settimana e nessuno nei festivi». Restano perplessità «sulla distribuzione dei medici aggiuntivi che ci sono parsi disequilibrati rispetto alla popolazione residente per ogni municipio e abbiamo ottenuto una revisione a metà gennaio».

BARI: la dottoressa violentata denunciò troppo tardi per vergogna, scarcerato l'aggressore, ma la procura impugna il provvedimento

guardiamedicasala thumb other250 250La dottoressa di Bari violentata mentre era di servizio in una guardia medica ha presentato la denuncia troppo tardi, quindi il presunto aggressore Maurizio Zecca è stato scarcerato. Il Tribunale del Riesame ha ritenuto il reato improcedibile. La querela doveva arrivare entro sei mesi. La donna fu stuprata nel dicembre 2016 e si rivolse alle autorità solo nove mesi dopo . Per lui i giudici hanno disposto i domiciliari con braccialetto elettronico per stalking. La violenza risale a dicembre 2016, la denuncia arrivò nove mesi dopo. La donna non denunciò il fatto per vergogna. Ma la procura non ci sta "Impugneremo sicuramente il provvedimento di scarcerazione" ha dichiarato Il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, annunciando che la sta predisponendo il ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame che ha disposto la scarcerazione - con concessione degli arresti domiciliari - del 51enne di Acquaviva In particolare il procuratore spiega che nell'altra contestazione di stalking addebitata all'indagato dal pm che ha coordinato le indagini, Simona Filoni, siano compresi i reati di "minacce gravi, violazione di domicilio aggravata e violenza privata, che sono tutti reati procedibili d'ufficio". "Non siamo impazziti - continua Volpe - tanto da contestare un reato improcedibile perché denunciato troppo tardi. Stiamo predisponendo il ricorso e domani - annuncia il procuratore - avrete tutti i dettagli".

NAPOLI: Scotti, Aggressioni E Giovani Nodi da affrontare Presidente Ordine riconfermato, proseguire su strada avviata

scotti(ANSA) - NAPOLI, 8 DIC - «� necessario continuare sulla strada intrapresa. In questi anni abbiamo seminato molto, ora c'è la necessità di raccogliere soprattutto sul fronte dell'interlocuzione e della partecipazione alle politiche sanitarie». Questo lo spirito con il quale Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, si appresta a iniziare il suo secondo mandato alla guida dei camici bianchi. Scotti, nel ricordare che nel triennio precedente l'Ordine ha stipulato «diversi protocolli d'intesa» con la Regione e con altri Ordini professionali, ha affermato: «Proseguiremo sulla via avviata a garanzia dei cittadini, ma anche per assicurare le necessarie trasformazioni di cui la sanità ha bisogno nel nostro territorio con l'obiettivo di un miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini e di lavoro per i medici e non solo». Tra le questioni da affrontare in questo secondo mandato spiccano il tema delle aggressioni al personale sanitario e l'accesso dei giovani medici nel mondo del lavoro. Sul primo fronte Scotti ha sottolineato che «le questioni legate alle fasi organizzative della sanità in una regione commissariata come la Campania hanno fatto percepire all'utenza la prevalenza di meccanismi economici rispetto a quelli assistenziali». «Noi ci batteremo perché ci sia un'inversione di tendenza. Noi medici - ha proseguito - non siamo i nemici dei cittadini ed è paradossale che alla fine ci troviamo anche a subire aggressioni». Secondo Scotti «è necessario che ci siano provvedimenti di deterrenza perché spesso le aggressioni sono compiute da particolari fasce di popolazione, purtroppo presenti in alcuni dei nostri territori, e pertanto bisognerebbe che lo Stato proceda di ufficio in questi casi così come quando vittime di aggressioni sono i pubblici ufficiali». Per quanto riguarda invece il tema del turn over e dell'accesso dei giovani, il leader dei medici napoletani ha evidenziato che «il modello concorsuale è troppo farraginoso e rischia di far perdere tempo mentre i giovani ci servono subito per dare una mano».

MESSINA: pensioni ai falsi invalidi: arrestati medici e avvocati

carabinieri thumb large300 300(Repubblica) di ALESSANDRA ZINITI Lei avvocato, lui medico, compagni nella vita, nella professione e nelle truffe, da anni avevano messo su una collaudatissima associazione per delinquere in grado di fare avere pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento, status di portatore di handicap a chi non ne aveva diritto. Un falso certificato medico che attestava una patologia cardiologica costava 200 euro, uno per un problema ortopedico 150. Avvocati, medici specialisti e liberi professionisti (ben 27), funzionari dell'Inps, collaboratori di patronati e persino dipendenti del tribunale di Patti (Messina) avrebbero causato un danno patrimoniale all'Inps per un milione di euro spartendosi ingenti somme come percentuale delle indennità non dovute che riuscivano a far ottenere ai loro "clienti" di tutto il comprensorio dei Nebrodi gravitante tra Patti e Sant'Agata di Militello.
La truffa è stata scoperta dai carabinieri del comando provinciale di Messina che questa mattina, su ordine del gip Eugenio Aliquò, hanno notificato 33 misure cautelari e 69 avvisi di garanzia ai componenti dell'associazione accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, truffa ai danni dello Stato, falsa perizia e falso in atto pubblico.
In carcere sono finiti quelli che gli inquirenti ritengono i grandi burattinai del business, l'avvocatessa Anna Ricciardi, di Brolo, già vicepresidente del Consiglio comunale del paese, e il suo compagno, il medico Francesco Piscitello. Nel loro studio medico-legale avrebbero ricevuto decine di clienti particolari dai quali riuscivano a farsi consegnare dal 50 per cento fino al totale degli arretrati delle indennità che, grazie ai loro complici nelle stanze giuste, riuscivano a far ottenere. Arresti domiciliari per un'altra avvocatessa di Sant'Agata di Militello, Teresa Notaro, per i gestori di uno studio di consulenza fiscale Vincenzo Princiotta e Ilenia De Luca, per Maria Di Gaetano e Rosaria Lo Presti, che gestiva un patronato. Dieci i provvedimenti di obbligo di dimora che hanno colpito Antonino Pino, collaboratore di studio della Ricciardi, altri titolari di patronati come Genoveffa Scaffidi Chiarello, Giusi Mincica e Genoveffa Cadili, altri due procacciatori di clienti di Messina, Daniela Calabrese e Francesco Di Giorno. E ancora Giuseppe Armeli, Sebastiano Conti Nibali, Stefano Marra e Nuccio Mangano.
Per i tanti medici coinvolti, il gip ha deciso la misura dall'interdizione della professione per periodi che vanno dagli otto mesi a un anno: i cardiologi Giovanbattista Bruni e Rosario Germanà, gli ortopedici Antonino Furnari dell'ospedale di Sant'Agata di Militello e Pippo Spatola di Patti ma anche per altri otto medici che avrebbero firmato consulenze tecniche fasulle: Iole Donzì, Maria Giovanna Barbitta, Giuseppe Di Santo, Marianna Faraci, Bruno Fazio, Giuseppe Fulco, David Fazio, Rosario Di Stefano e Giorgio Giannitto.
Interdizione anche per il direttore dell'Inps di Barcellona Pozzo di Gotto Antonino Ventura e la funzionaria dell'Inps di Patti Margherita Salpietro. Coinvolti nella truffa anche tre cancellieri e un assistente giudiziario del tribunale di Patti accusati di aver incassato somme proporzionali agli importi delle indennità ottenute indebitamente. Sui loro conti, la guardia di finanza di Patti ha operato un sequestro preventivo per equivalente di oltre 300.000 euro.
Almeno 15 gli episodi documentati dai carabinieri che in un caso hanno filmato la dazione di denaro di 2.500 euro all'avvocato Ricciardi e al dottor Piscitello da parte del cittadino che aveva ottenuto il giudizio favorevole. "Quando si sceglie un avvocato bisogna scegliersi quello giusto che si sa muovere", dice l'avvocato Piscitello a un suo cliente assicurandogli che il duo Ricciardi-Piscitello vince il 99 per cento delle cause.

VENETO : Fimmg possibile sospendere lo sciopero medici

crisaraVenezia,. (AdnKronos) - «L'incontro che si è tenuto oggi a palazzo Balbi tra le nostre Organizzazioni Sindacali e la struttura tecnica dell'assessorato alla sanità della Regione è stata fruttuosa e costruttiva. Sono stati affrontati tutti gli aspetti che riguardano i temi sollevati dai Medici di Medicina Generale del Veneto e su moltissimi è stata trovata un'intesa. Sarà compito della politica tracciare la via di attuazione di quanto concordato oggi durante il prossimo incontro che si terrà l'11 dicembre. Allo stato attuale delle cose ci sentiamo ottimisti circa la possibilità che lo sciopero possa essere sospeso». Lo sottolineano, in una nota i sindacati dei medici di medicina generale Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale.