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DALLE REGIONI

TERMINI IMERESE : Ancora violenza Medici picchiati e ufficio a soqquadro per un certificato negato

violenza-medici thumb large300 300Il no al certificato e la violenza che scatta in un ufficio del servizio di medicina legale e fiscale della Asp di Termini Imerese, bilancio un ufficio distrutto e due medici aggrediti. Sedie usate come armi scrivanie spostate, sedie divelte, documenti sparsi per terra e macchie di sangue la scena che si è presentata agli inquirenti. Il soggetto che si era presentato all'ufficio per una certificazione ha prima minacciato e poi aggredito due medici colpendoli violentemente alla presenza di un' impiegata amministrativa che ha dato subito l'allarme chiamando i carabinieri e il 118" I medici sono stati traspostati all'ospedale Cimino.

PUGLIA: SITI,SIP,FIMP,FIMMG no alla proroga nella regione delle vaccinazioni obbligatorie per la scuola

vaccini bambini"I Presidenti e i Segretari delle Sezioni Regionali della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (SItI), della Società Italiana di Pediatria (SIP), della Federazione Italiana dei Pediatri (FIMP) e della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), chiedono che la Regione Puglia si opponga alla proroga relativa agli adempimenti previsti dalla legge 119/2017 per l'iscrizione alla scuola materna e dell'infanzia per l'anno scolastico 2018/19.
Questo provvedimento potrebbe vanificare tutto il lavoro svolto in questi mesi da parte di tutta la comunità scientifica e operativa della Sanità Pubblica che ha consentito il raggiungimento di coperture vaccinali finalmente in grado di proteggere i bambini e i ragazzi verso terribili malattie che, ancora adesso, portano a gravi conseguenze. La sinergia che è stata profusa da tutti i professionisti, la grande risposta da parte delle famiglie pugliesi e, non ultimo, la disponibilità manifestata anche dalle Farmacie di tutta la Regione nel rilascio delle certificazioni utili all'iscrizione a scuola, hanno portato la nostra Regione a risultati che sono diventati un esempio a livello nazionale e sarebbe pertanto assurdo e pericoloso qualsiasi "passo indietro". Si deve ricordare, inoltre, che la nostra Regione si è dotata in questi anni di un'ottima Anagrafe vaccinale informatizzata (GIAVA) e che i Dirigenti Scolastici della nostra Regione hanno già la possibilità di accedere direttamente al Sistema per verificare lo stato vaccinale dei propri alunni/studenti e pertanto, le famiglie adempienti non hanno la necessità di presentare alcun certificato per l'iscrizione scolastica. Le Società Scientifiche e le Federazioni scriventi chiedono inoltre alla Regione Puglia di sostenere la propria Legge Regionale 27/2018 che, a prescindere da qualsiasi ragionamento giuridico, è una legge fondamentale e necessaria per tutelare gli stessi operatori sanitari (molto spesso vittime di vere e proprie "epidemie nosocomiali") e, soprattutto i nostri pazienti che, in un momento di particolare fragilità legata alla loro condizione di salute, non devono essere esposti a nessun rischio di contrarre malattie prevenibili da vaccino durante il proprio soggiorno in ambiente sanitario. Si conferma, infine, l'impegno di tutta la categoria di professionisti iscritti alle Società Scientifiche e Federazioni succitate nell'azione di counselling e di promozione ed informazione verso tutte le vaccinazioni, obbligatorie e raccomandate, affinchè tutti i genitori del nostro territorio abbiano la consapevolezza dei rischi legati alle malattie e la possibilità di far valere pienamente il diritto dei propri figli ad essere protetti, con le vaccinazioni, da queste malattie"

BOLOGNA : Troppe malattie, preside denuncia - «Troppe malattie con certificati sospetti» La preside va dai carabinieri inchiesta sulle cerrtificazioni

scuola 12di Daniela Corneo Scuola Pronti altri due dossier. Ia dirigente dell'IC 6: voglio solo che i docenti lavorino. Il sindacato Sgb: clima autoritario Troppe malattie, preside denuncia In un caso presentati 112 certificati in 5 anni. Già depositato un esposto, l'inchiesta dei carabinieri Quando si è vista presentare il certificato numero 112, nonostante il lavoratore risultasse idoneo alle sue mansioni, la preside dell'Ic6, Alessandra Canepa, è andata a fare denuncia dai carabinieri. E un altro esposto lo farà a breve, perché si accerti il comportamento di un'altra dipendente. I sindacati l'hanno già contestata, ma lei: «Voglio solo che lavorino».
«Troppe malattie con certiñcati sospetti» La preside va dai carabinieri: inchiesta La dirigente dell'istituto: «Lavoratori assenti alle visite fiscali, non voglio più voltarmi dall'altra parte» Quando si è vista recapitare in ufficio il certificato di malattia numero 112, non ci ha più visto. Prima ha mandato il dipendente della sua scuola, già assente da mesi, a visita medica collegiale per capire quali fossero le reali condizioni di salute. Responso negativo secondo i medici: dipendente idoneo al lavoro. Ma le assenze non si sono fermate. A quel punto la preside dell'Ic 6 (il comprensivo delle elementari Ercolani) Alessandra Canepa ha raccolto tutta la documentazione, ha bussato dai carabinieri di viale Panzacchi e ha presentato un esposto. E a breve ne presenterà un altro per un'altra dipendente che, a colpi di certificati medici, è rimasta a casa quasi tutto l'anno. «Non sono gli unici casi — confessa la preside —. Ho pensato che questa è la fotografia parziale di una sola scuola, se si moltiplicano vicende simili per tutte le scuole d'Italia, non riesco a immaginare quanti soldi pubblici vengano spesi male. Un quadro desolante». Canepa chiede giustizia. «E una scuola che metta al centro davvero i bambini», dice. Un obiettivo che, nell'Ic 6 , dove la preside è arrivata nel 2016, pare abbia scontentato alcuni docenti e collaboratori. Tanto che solo qualche settimana fa Sgb ha organizzato un presidio davanti alle Ercolani. L'accusa dei rappresentanti di alcuni lavoratori: «Gestione fortemente autoritaria, clima di vera e propria paura, numero impressionante di procedimenti disciplinari privi di presupposti normativi». Accuse infondate, risponde lei serafica. «Semplicemente voglio che le persone lavorino». E a darle man forte sono arrivati anche i suoi docenti che, sulla sua pagina Facebook, le esprimono solidarietà e stima. E fanno capire, nemmeno troppo velatamente, che ad agitare le acque nella sua scuola sono quelli che qualcuno, tra i commenti, definisce «lazzaroni». «Finalmente una dirigente che vuol far lavorare gli insegnanti», scrive qualcuno. «Inviterei quelli che han voglia di lavorare davvero e in modo nuovo a chiedere di venire nella tua scuola», scrive un'altra. Ma ad alcuni questo modo di lavorare evidentemente non va giù. Sul caso del dipendente, che Canepa definisce «iper assenteista», che dal 2012 a oggi ha totalizzato 112 certificati medici, la procura, come atto dovuto per l'esposto presentato dalla dirigente, ha aperto un'inchiesta coordinata dalla pm Manuela Cavallo. La delega alle indagini è stata data ai carabinieri di viale Panzacchi che hanno inserito il dipendente delle Ercolani nel registro degli indagati. L'ipotesi dell'inchiesta è truffa aggravata ai danni dello Stato: sotto la lente le certificazioni rilasciate al lavoratore che, seppur considerato idoneo al lavoro, ha continuato a collezionare assenze.

«Un altro dipendente, trovato più volte assente a visita fiscale — racconta la preside — nel 2016 si "dimentica" di chiedere il trasferimento. Mi chiede di fare una dichiarazione di incompatibilità con la sottoscritta. Mi rifiuto e i12 settembre ha un incidente. Si mette in malattia e si ripresenta a scuola il 7 aprile. Quindi gli viene assegnato un altro plesso, ma non gli piace. Si mette di nuovo a casa, questa volta con un infortunio di cui non ci sono testimoni. Dal 26 aprile si è ripresentato a scuola 1117 maggio». A breve Canepa presenterà un altro esposto. La protagonista è una collaboratrice che l'anno prossimo non sarà più all'Ic 6. «Trovata assente alla visita fiscale — racconta la dirigente —, questa persona a giugno mi ha mandato un certificato di pronto soccorso. Non solo gli orari non tornano, ma dal documento risulta che in 12 minuti, nel pronto soccorso di Corigliano Calabro, è riuscita a farsi fare un elettrocardiogramma, un prelievo e una visita. La stessa persona ad aprile, dopo es *** sersi informata su come funzionasse l'infortunio in itinere, ha avuto un incidente di questo tipo proprio all'uscita da scuola». Quindi: è rimasta a casa fino a giugno. E lì che Canepa ha mandato la visita fiscale. «E sono rimasta sorpresa l'abbiano fatta, perché capita spesso che le richieda e non vengano effettuate, per esempio alla fine delle vacanze di Natale o Pasqua». Ma la preside va avanti, nonostante gli ostacoli. «Non riesco a guardare dall'altra parte senza fare nulla.

TERAMO : La Asl nessun insulto razzista al paziente Senegalese

teramoaslNessun atto di razzismo ne' tantomeno insulti risultano dall'indagine interna svolta dalla ASL per fare chiarezza sull'aggressione verbale di ieri nei confronti di un Cameriere senegalese. Ibrahima Diop, 39enne residente in Italia dal 2000, il quale ha presentato un esposto denuncia per epiteti verbali razzisti da parte dei dipendenti della locale ASL . Dalla relazione sul tavolo del direttore Generale le testimonianze dei quattro dipndenti della ASL presenti che portebbero essere di parte ma che sono stata avvalorate anche da perone esterne presenti negli uffici dell'ex Ospizio marino di Giulianova e che nulla hanno a che vedere con la azienda. Dai racconti confermati anche dai presenti esterni alla ASL e da altri due dipendenti presenti in un altro ufficio fi vicino si deduce che quel ragazzo di colore si è diretto verso i tre dipendenti, due dei quali, le donne, erano alla macchinetta del caffê, per chiedere dove fossero gli uffici sanitari, in particolare quello per il rilascio dei libretti sanitari. Erano le 12.30, alcuni uffici erano chiusi ma quelli nello specifico che lui cercava, del Sian, di venerdì non aprono. Sarebbe dovuto tornare lunedì (come poi ha fatto ottenendo il documento). I tre dipendenti questo hanno riferito di aver detto: «Gli uffici sanitari sono in fondo al corridoio sul lato nord e contro la porta sono affissi gli orari degli sportelli» : «Non abbiamo sentito discussioni» hanno detto dal vicino ufficio. L'impiegato accusato degli epiteti sarebbe un dipendente con 40 anni di servizio incredulo della situazione che peraltro in questi giorni andra' in pensione. La ASL sta pensando ad una contro querela per tutelare il buon nome dell'Azienda nel frattempo i carabinieri hanno avviato un indagine ascoltando tutte le testimonianze.

REGGIO CALABRIA : i medici, "non e' vero che usiamo cartone" il direttore abbiamo gesso e garze a volontà»

CARTONE thumb250 250«Abbiamo gesso e garze a volontà» così Frank Benedetto il direttore generale del Grande ospedale metropolitano "Bianchi Melacrino Morelli", Sull'accaduto inviata una relazione al presidente della Regione Mario Oliverio, in cui si specificano i tempi «al Pronto Soccorso risulta formale accesso di un unico paziente di sesso maschile, C.A., giunto al triage alle ore 9:32 del 28 luglio, già immobilizzato sul luogo dell'incidente con "cartone", come dichiarato dallo stesso paziente al direttore della Uoc Ortopedia alla presenza dei suoi collaboratori. Codificato con codice giallo, il paziente veniva visitato alle 9,35, sottoposto a visita di pronto soccorso, Ecg ed esami radiografici. Si precisa che l'immobilizzazione provvisoria con cartone con cui era giunto il paziente non è stata rimossa per non provocare ulteriori dolori e poter effettuare le radiografie senza interferenze». È stato fatto successivamente, dopo il ricovero in reparto, con l'applicazione di valva gessata di contenimento. E successiva trazione transcheletrica. Un'altra paziente si è rivolta al pronto soccorso lunedì dopo le 7, a seguito di un incidente. Soccorsa dal 118, le è stato applicato un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente) e poi «inviata in radiologia con immobilizzazione provvisoria di cartone e radiotrasparente». Dopo le radiografie e la consulenza ortopedica, i medici le hanno applicato il gesso.

BOLOGNA: Pronto soccorso, la AUSL usato come scorciatoia per esami e visite la gente va da sola bypassando il MMG

psoccLo ha affermato Francesca Novaco la direttrice della AUSL di Bologna in un intervista al Quotidiano Reppubblica sui tempi d'attesa lunghi in pronto soccorso «Il pronto soccorso è la prima porta d'accesso raggiungibile da tutti, 24 ore su 24. Per questo a volte i tempi sono più lunghi di quanto sia accettabile». Ha affermato aalla domanda delle motivazioni che inducono l'emergenza , «Abbiamo dieci azioni in cantiere peri pazienti cronici, fragili. A partire dall'infermiere di continuità, che è un'innovazione. Un professionista con una grande conoscenza del territorio che, assieme a un team multidisciplinare, valuta le sue condizioni e lo manda a casa o in una struttura protetta evitando il ricovero o attese lunghe. Sono percorsi veloci affinché il paziente rientri presto al suo domicilio. Se non è possibile il ritorno a casa, abbiamo letti speciali nelle strutture protette. Queste misure dureranno per tutto il periodo estivo e se funzioneranno le manterremo».
Tuttavia oggi molti pazienti aspettano per ore. «C'è una fascia di gente che va al pronto soccorso per patologie minori o per ottenere esami specialistici. Se stai li te li fanno, forse è questa una delle motivazioni». In una parola, lei parla di inappropriatezza. «Oggi c'è un carico di richieste che può essere gestito in modo più opportuno. Gran parte della gente va da sola al pronto soccorso, non è il medico di famiglia a mandarla. L'idea che si fanno prima tutta una serie di esami ti porta a stare N. Cosa pensa del personale aggredito dall'utenza? «E un tema attuale. Abbiamo fatto corsi di formazione per gestire un'utenza sempre più aggressiva. Le guardie giurate hanno un effetto deterrente importante».