Gio14122017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Dalle Regioni CASERTA: Ricette taroccate per le Tac s'indaga su altri rimborsi

CASERTA: Ricette taroccate per le Tac s'indaga su altri rimborsi

 corvinoIL MATTINO L'inchiesta potrebbe allargarsi e coinvolgere nuovi finti pazienti Slitta a oggi l'interrogatorio di Corvino, dal gip anche Schiavone L'imprenditore L'ex presidente della Casertana pronto a difendersi dalle accuse di truffa al Servizio sanitario Biagio Salvati È slittato ad oggi l'interrogatorio di garanzia per Pasquale Corvino, il re dei laboratori clinici di Caserta coinvolto insieme al suo collaboratore, Pietro Schiavone, nell'inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e alla falsità materiale commessa da pubblico ufficiale ovvero il medico partenopeo, Carlo Mautone. L'ex presidente della Casertana Calcio, Corvino, il cui interrogatorio era stato fissato in un primo momento per ieri, sarà dunque interrogato questa mattina, ovvero nello stesso giorno in cui è previsto anche quello del suo stretto collaboratore Schiavone. I due, agli arresti domiciliari e difesi dall'avvocato penalista Roberto Garofalo, potranno chiarire al gip del tribunale di Napoli, Anna Laura Alfano la loro versione dei fatti ma anche avvalersi, nel caso, della facoltà di non rispondere. Intanto, non si escludono ulteriori sviluppi dell'inchiesta che potrebbe allargarsi ed avere nuovi spunti investigativi. In tutti i capi di imputazione ipotizzati dal sostituto della Procura della Repubblica di Napoli, Giancarlo Novelli, si parla di reati commessi «in concorso con altre persone da identificare» mentre da fonti investigative si apprende che gli atti acquisiti potrebbero offrire - in caso di ulteriori riscontri e incroci documentali - possibili estensioni di indagini. Si tratta di congetture investigative, ovviamente subordinate anche all'esito di quanto potrebbero dire anche tutti gli indagati in sede di interrogatorio. Le indagini sono state curate dai carabinieri della stazione di Posillipo, con il capitano Nicola Quartarone della Compagnia di Bagnoli e il luogotenente Tommaso Fiorentino dell'articolazione posillipina. I centri coinvolti nell'inchiesta - con i relativi titolari - sono lo Studio di diagnostica, radiologia e terapia fisica Trama (40 ricette false); il Centro oculistico Salus (sette ricette false); il Centro Gerba (tre ricette false); il Centro studi scoliosi srl (117 ricette false) e i due laboratori facenti capo alla coppia Corvino-Schiavone: ovvero, il Centro Istituto fisioterapico ortopedico (17 ricette false); il Centro Minerva due (17 ricette false). Per ottenere i rimborsi venivano utilizzate soprattutto ricette rubate da un dipendente amministrativo dell'Asl Na 2 di Ischia, Massimo Fermo, ora sospeso dal servizio, che le attribuiva informaticamente ad ignari medici di base. Nel giro però c'era anche un medico, Carlo Mautone, che a sua volta faceva false prescrizioni. Oltre a loro sono agli arresti domiciliari i legali rappresentanti dei centri che beneficiavano dei rimborsi. In un capo di imputazione, peraltro, Corvino e Schiavone figurano in concorso di reato con il medico Carlo Mautone, professionista napoletano convenzionato di Medicina generale del Servizio sanitario nazionale. Le ricette oggetto di contestazioni ed acquisite dagli inquirenti sono una trentina per quanto riguarda le posizioni di Schiavone e Corvino, di cui tredici riferibili ad altrettanti medici casertani. Gli accertamenti sono stati a tutto campo ed hanno riguardato le anomalia in alcuni rimborsi: il centro Bio Test (riferibile alla consorte di Corvino) avrebbe presentato fatture relative ad analisi riguardanti prelievi fatti invece da pazienti nel centro di analisi di Secondigliano dove è socio Schiavone che conduceva anche il centro Radar (ora chiuso) con unità operativa accanto all'Ifo. Gli investigatori hanno acquisito diverse intercettazioni captate tra titolari e dipendenti dei centri del gruppo Corvino (c'è anche Galileo e Galileo 2) ed interrogato alcuni pazienti.