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PIEMONTE: A gara tutti i farmaci, crollano i costi per la sanità regionale un medicinale è sceso da 296 a poco più di 3 euro antitumorali da 2000 € a 4 euro

 farmaciLA STAMPA: Difederico callegaro Se il Bicalutamide non fosse un medicinale generico e il suo acquisto non fosse affidato alla Regione Piemonte, un cittadino arrivato in farmacia dovrebbe pagare 296,82 euro per una confezione da 150 mg. Una cifra altissima che, molto probabilmente, spingerebbe gli ammalati a non curarsi. Il Bicalutamide, farmaco utilizzato per curare il tumore della prostata, però, è un medicinale generico e ad acquistarlo, attraverso bandi di gara gestiti dalla Società di committenza regionale, ci pensa l'assessorato alla Sanità. Il risultato? Invece che quasi 300 euro, la Regione lo paga 3 euro. Il caso del medicinale in questione è solo uno dei tanti esempi che mostrano, dati alla mano, quanto il sistema delle gare per la scelta del medicinale da comprare sia utile per far scendere drasticamente i prezzi di questi prodotti venduti dalle case farmaceutiche. Grazie alle gare, infatti, ci sono decine di farmaci per cui la Regione ha risparmiato dal 30 al 90% della spesa rispetto allo scorso anno (percentuale che aumenta rispetto al passato), in particolare sui biosimilari (cioè i farmaci equivalenti), ma non solo.

LE GARE

Ma come funziona il sistema? Partiamo dall'inizio: dopo alcuni anni in cui un farmaco rimane proprietà esclusiva di una casa farmaceutica, la molecola che lo compone torna libera e può essere riprodotta da tutti. Già questo primo passo ne abbassa notevolmente il costo. In seconda battuta, per quanto riguarda il Piemonte, interviene la Società di committenza regionale, che fa abbassare ulteriormente la spesa. Organizzando un bando per l'acquisto del farmaco, la Scr fissa una base da cui far partire le offerte al ribasso. Nel caso del Bicalutamide, per esempio, il prezzo di base era già nettamente inferiore rispetto ai 296,82 del prezzo di listino. «Con la gara condotta da Scr, attiva dal 1 aprile 2016, i prodotti a base di bicalutamide sono stati aggiudicati alla ditta Teva - spiegano dalla Regione - che ha offerto il prezzo più basso: 3,34149 per la confezione da 150 mg e 1,41834 per quella da 50 mg». Il risparmio teorico, in termini percentuali, è elevatissimo: sui dati dei primi 5 mesi dell'anno, solo rispetto al 2016 c'è un risparmio del 70%. «In virtù di questo meccanismo si è ottenuto un risparmio economico davvero considerevole, che si traduce nella possibilità di liberare risorse per rafforzare la nostra sanità - afferma l'assessore alla Sanità, Antonio Saitta -. Continueremo».

TOCCA AI PRIVATI

Il sistema, alla Regione, pare così funzionale da averli già convinti a estendere le gare anche ai farmaci comprati dalle strutture private. Il Bicalutamide, però, non è un caso isolato: l'Imatinib, per esempio, è un farmaco antitumorale. Fino allo scorso anno il medicinale era coperto da brevetto e il costo per ogni confezione raggiungeva i 2mila euro. Da gennaio sono entrati in commercio i corrispondenti prodotti equivalenti. Notizia che ha determinato una prima, consistente, diminuzione del prezzo. «Le modalità individuate dalla Regione, la distribuzione per conto attraverso un accordo con le farmacie e la possibilità di procedere tramite appalto per ottenere condizioni economiche migliori, hanno consentito di contenere ulteriormente la spesa - spiegano dalla Regione - Il costo per singola compressa, che fino al 2016 era di 16,73 euro, è così sceso prima a una base d'asta di 4,76 euro grazie all'arrivo dei prodotti equivalenti e successivamente a un prezzo assai inferiore, di 0,47 euro».

UN LUNGO ELENCO

In totale sono stati risparmiati 10 milioni in un anno e il ribasso complessivo del medicinale è stato del 90%. L'elenco dei farmaci su cui c'è stato un netto risparmio è lungo. Se si confronta la spesa sostenuta nel 2017 rispetto al 2015 si va dal risparmio del 31,83% dell'Etanercept al 40,32 dell'Eritropietina. Tutti dati che pesano positivamente sotto la voce risparmi della Regione.