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VENETO: e' guerra tra Regione e medici di Famiglia consigio regionale Fimmg ,solidarieta' a Gorini

 gorini(Gazzetta di Treviso) TREVISO – di Mauro Favaro Adesso è guerra. E all'orizzonte si profila una serrata a oltranza degli ambulatori praticamente senza precedenti. Tra la Regione e i medici di famiglia volano gli stracci. I camici bianchi sono in sciopero dal 19 settembre contro il blocco dei progetti regionali. Fino ad ora la protesta è stata soft: i dottori hanno sospeso per alcuni giorni l'invio telematico delle ricette elettroniche, mettendo in difficoltà la stessa Regione e le Usl, tornando a consegnare ai pazienti quelle rosse. La prima vera chiusura degli ambulatori è in calendario per l'8 e il 9 novembre. Ma adesso le cose sono precipitate. La Fimmg del Veneto, la federazione dei medici di famiglia, ha annunciato un inasprimento dello sciopero già programmato. La svolta è arrivata dopo l'ultimo consiglio regionale sulla riapertura delle trattative andato a vuoto. E a questo si è aggiunto uno scontro verbale durissimo tra Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, e Brunello Gorini, segretario della Fimmg di Treviso. "L'assessore sta tentando di minare l'unità delle province venete della Fimmg con un attacco al segretario di Treviso, reo di aver scritto argomentazioni sul nostro sciopero che noi tutti condividiamo – recita il documento uscito ieri dal consiglio regionale della federazione – di fronte a questo atteggiamento di totale chiusura e di grave arroganza del governo regionale, frutto di disinteresse e di assoluta non conoscenza delle difficoltà del territorio, abbiamo deciso di proseguire nel calendario degli scioperi e di intensificare la protesta con altre iniziative". La forma delle nuove proteste verrà definita nei prossimi giorni. A quanto pare dagli ambulatori non partiranno petizioni. Più probabili, invece, altre chiusure degli ambulatori. Lo scontro tra Coletto e Gorini ha avuto l'effetto di un detonatore. Da dov'è nato? Dalle frasi pronunciate dal segretario del sindacato dei medici un paio di giorni fa: "Bisogna bloccare tutto chiudendo gli ambulatori a oltranza – ha detto il responsabile della Fimmg di Treviso – così non si può andare avanti. Il governo di questa Regione ha ereditato la miglior sanità d'Italia, e ora la sta distruggendo". Parole inaccettabili per l'assessore. Che ha replicato duramente. "A tutto c'è un limite, anche alla polemica più aspra – ha messo in chiaro Coletto – chiedo ai vertici regionali e nazionali della Fimmg se condividono le dichiarazioni del loro segretario di Treviso. In caso affermativo, si tratta purtroppo di posizioni preclusive a qualsiasi ipotesi di confronto ragionevole, al quale sono e resto disponibile, non per lo sciopero di questo periodo, ma da sempre. Se si vuole buttarla in rissa, però, si sappia che i toni da curva sud non porteranno a nulla di serio". La Fimmg regionale ha discusso l'accaduto nell'assemblea di giovedì sera. E la risposta che ne è uscita non è quella che si attendevano a Venezia. Il sindacato dei medici di famiglia si è schierato in modo compatto dalla parte di Gorini. Va da sé che in questo clima il dialogo tra le parti pare impossibile. Tanto più che da Treviso arrivano nuove frecciate contro Coletto. "Non vale nemmeno la pena di perdere tempo per rispondere all'assessore – va giù duro Gorini – è sufficiente dire che la scuola per formare i nuovi medici sul territorio dove poi andranno a operare è stata contingentata e accentrata solo a Padova e Verona, il centro di formazione è stato sostanzialmente eliminato e l'aggiornamento obbligatorio dei medici non viene fatto da ormai quattro anni. Serve altro? Il problema non sono solo i tagli che ci sono stati a Roma. Il problema vero è che questa giunta non ha nemmeno la visione di quello che si può fare a livello di programmazione". La Fimmg di Treviso ora si attende anche una presa di posizione da parte di Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca, che aveva bollato la protesta delle ricette elettroniche come illegittima, arrivando a ventilare il possibile "licenziamento" dei medici aderenti. "La mia proposta resta la stessa – conclude Gorini – cioè chiusura a oltranza degli ambulatori, fino a quando la Regione non inizierà ad ascoltarci per davvero". La Fimmg del Veneto per il momento è un po' più prudente. Ma la strada sembra segnata.