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PIACENZA : I medici abbandonano la casa della salute: «La nostra missione viene prima di tutto»

 Casa della salute podenzano-2(Liberta') PODENZANO Un video promozionale lanciato dalla Regione Emilia-Romagna  spiegava con entusiasmo, a proposito delle 87 Case della salute nel territorio regionale, che "Tutti insieme si sta bene". Ma ora la situazione sembra ribaltarsi e quella dei separati in casa, a partire dal  caso di Podenzano riportato da Libertà in questi giorni di intenso dibattito, prende sempre più la
forma di una frattura pesante, difficile. A partire da oggi si tenterà la ripresa di un dialogo, coordinato dalle istituzioni, ma basterà? «I nodi stanno venendo al pettine», dicono i medici della sezione Fimmg (il sindacato Federazione italiana medici di medicina generale) di Piacenza, presentando il "conto" anche morale di una trattativa mancata con l'Ausl e intervenendo questa volta "a gamba tesa" a difesa della scelta presa da sette medici di abbandonare il progetto della Casa della salute di Podenzano a partire dal 31 dicembre. «I sindaci capiscono» «Doveroso intervenire», precisano i referenti Fimmg, smarcandosi da quella che non vogliono venga banalizzato unicamente come "divergenza sindacale" o necessità di "aprire un ragionamento". E il sindacato ripercorre dal suo punto di vista le tappe del percorso: «L'Ausl ha deciso di partire con la proposta legata alle "cronicità" e le Case della salute dal primo gennaio 2018, con o senza il coinvolgimento dei medici di medicina generale liberamente scelti dai cittadini», viene detto. «Ora anche i sindaci, per legge autorità sanitarie del territorio, se ne accorgono dovendo dare risposte alle legittime proteste degli abitanti». «A Parma funziona» Dunque: «Non esistono accordi sull'organizzazione delle Case della salute a livello regionale e nemmeno locale», proseguono. «Gli accordi integrativi regionali sono fermi al 2006. Ogni Ausl si comporta come vuole. A Parma funziona egregiamente un accordo già da alcuni anni. Da noi no, forse anche per carenza di 'case' , ma certo per mancanza di volontà politica». «Nessuna risposta» Fimmg precisa di aver presentato proposte su compiti e ruoli di chi vorrà andare ad operare nelle Case della salute e sulla gestione della cosiddetta "cronicità" (i malati cronici, sempre più numerosi del territorio). «Ma nessuna risposta è mai giunta. Non si parla di interessi economici. Sembra quasi che l'importante sia di poter dire di essere partiti. Per l'avvio della 'presa in carico' della cronicità l'Ausl ha scelto di togliere risorse alle forme aggregative della medicina generale ancora previste dagli accordi regionali vigenti». «Visione accentratrice» Ancora, nella dura presa di posizione scritta: « Richiamando in sede gli specialisti che operavano capillarmente sul territorio nelle sedi delle medicine di gruppo l'azienda sembra aver voluto troncare di netto strutture collaudate e funzionanti in una visione accentratrice e ospedalocentrica». Sindacati, c'è chi dice sì A luglio, secondo Fimmg, l'azienda sanitaria avrebbe ottenuto l'avallo di alcune rappresentanze sindacali: «Da allora non vi è più stata possibilità di confronto e viene chiesto ai singoli medici di aderire ad un proposta nella gestione della cronicità senza pensare che non è solo dalla condivisione della visione ma anche della missione da parte di tutte le figure che operano nel sistema sanità che si deve partire per poter essere nei fatti dei "preziosi alleati", come ci definì la direzione generale il 17 marzo 2017 in una lettera a Libertà». «Visione e missione» La Fimmg si dice comunque disponibile alla trattativa: «Ma non verremo mai meno alla nostra visione che antepone il particolare rapporto di fiducia tra medico e paziente a qualsiasi modalità organizzativa e difenderemo la professionalità di tutti i medici convenzionati». «E noi? Ci arrangiamo» Nel frattempo, sono continue le richieste da parte di cittadini di informazioni. «Dovremo arrangiarci», è il commento che si ripete con maggiore frequenza. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, almeno per il rientro nella struttura dei due pediatri. Le Case della salute Inaugurata la struttura di Carpaneto, vi sono in corso i progetti di Bobbio e Fiorenzuola, ma il modello sarà adottato anche a Piacenza città, pur declinato in modo diverso.