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BOLOGNA : Casa della Salute al Navile, i dubbi della Fimmg : "Con noi non è stata firmata nessuna intesa"

 navile(Repubblica) di Rosario Di Raimondo Ufficialmente apre oggi. I primi servizi, dalla pediatria al consultorio, arrivano in settimana. Ma c'è chi non risparmia critiche alla nuova Casa della Salute di via Svampa, quartiere Navile, il super centro da dodici milioni di euro che a regime coprirà i bisogni sanitari di 60mila bolognesi e comporterà la chiusura del poliambulatorio Tiarini, in Bolognina.
I dubbi principali arrivano da Coalizione civica. La formazione di sinistra sta organizzando una raccolta firme per organizzare un incontro pubblico e giudica «grave non aver coinvolto la cittadinanza» nella scelta dei servizi che la struttura dovrà contenere. Ma un po' di scetticismo traspare persino dalla categoria che tra quelle mura dovrebbe sentirsi protagonista, quella dei medici di famiglia: «Noi, come sindacato, non sappiamo niente, non è stata firmata nessuna intesa», dice Fabio Maria Vespa, presidente della Fimmg. Mentre il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, è di tutt'altra opinione: «Siamo entusiasti, finalmente una struttura nuova».
Perché non sono tutti contenti? Il 31 gennaio, al Centro civico Borgatti di via Marco Polo, si è svolto un incontro dal titolo eloquente: «Al cittadino non far sapere». Brunella Guida, consigliera di quartiere di Coalizione civica, sta seguendo da tempo la partita e spiega cosa non va secondo lei: «Noi siamo favorevoli a questo progetto. Però ci sono dubbi su quali servizi verranno riconfermati con la chiusura del Tiarini. Pneumofisiologia, per dire, ci sarà ancora, visto l'aumento di casi di Tbc? E poi, almeno per ora, manca la microchirurgia e non ci sono gli esami diagnostici. Come fa un medico a capire se un paziente ha una frattura o una distorsione? Deve mandarlo al pronto soccorso. La paura è che questi esami siano affidati al privato. Non sappiamo ancora, ad oggi, che ruolo avranno i medici di medicina generale. A tutto ciò si aggiunge uno scarso coinvolgimento del territorio, degli anziani. Cosa che mi pare grave».
Per i medici di famiglia «non è un bell'inizio, ma la collaborazione da parte nostra c'è sempre stata», butta acqua sul fuoco Vespa. «All'inizio i medici faranno quello che è previsto dalla vecchia convenzione: lavoreranno assieme secondo i principi della medicina di gruppo. Poi vedremo quali sono
gli obiettivi dell'Ausl. Di certo abbiamo delle perplessità, per esempio sugli ambulatori gestiti dagli infermieri».
Il presidente Ara è invece sicuro che la Casa della Salute sarà utile a tutti. «Cambierà l'approccio, che sarà di prevenzione e promozione della salute. La novità più importante è la presa in carico dei pazienti, grazie a un circuito che li collegherà direttamente agli specialisti».