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TREVISO : Utilizza Facebook per lamentarsi della pediatra del figlio perché ha trovato il sostituto, il medico revoca il figlio, ma ora la madre la rischia la denuncia

 facebookdanniUna mamma utilizza Facebook per lamentarsi della pediatra del figlio. In tutta risposta la dottoressa elimina il bambino dalla lista dei suoi pazienti. Questa la notizia riportata dai quotidiani ma da un analisi della notizia in se la vicenda ha assunto toni diversi dai titoli dei quotidiani. Il tutto risale a circa 20 gioni fa quando la madre ha espresso nel gruppo Facebook L'Ora di Castelfranco Veneto, che conta quasi settemila iscritti un opinione lamentandosi che era stata visitata dal sostituto pero' a seguito dei commenti ritenuti offensivi che la cosa ha scaturito la pediatra ha deciso di ricusare il bambino con lettera alla Asl . Fin qui tutto normale se la cosa non avesse interessato anche i 7000 utenti della pagina e avesse scaturito commenti ritenuti poco carini nei confronti della sanitaria , cosa che nella legislazione italiana è reato difatti l'insulto social costa fino a 8.000 euro. Lo spiegano l'avvocato penalista Elisa Pollesel e l'avvocato esperto in diritto dell'informatica Francesco Foltran dello Studio BM&A, di Barel e Malvestio in una intervista per la Gazzetta di Treviso che spiegano «Sui social network il reato si consuma pubblicando post e commenti offensivi che possono danneggiare la reputazione, cioè l'immagine o la considerazione di determinate persone, anche sotto il profilo professionale. Ciò può avvenire sia attraverso forme di comunicazione ristrette, come le chat interne, sia attraverso la pubblicazione su pagine e bacheche. Nel secondo caso è più grave, perchè la Cassazione l'ha ritenuto equiparabile alla diffamazione a mezzo stampa. Se invece la comunicazione non lede la reputazione, ma si limita ad un insulto rivolto in forma diretta ad una persona, il fatto può costituire un semplice illecito civile, punito con una sanzione civile da cento a ottomila euro». Cosa può fare la persona offesa per tutelarsi? «Può presentare querela oltre a chiedere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito. L'offesa all'onore e reputazione di un professionista è sicuramente un elemento che aggrava il fatto perché un professionista potrebbe per esempio vedere diminuiti i propri introiti derivanti dall'esercizio della professione a causa del fatto».
Di contro risponde l'avvocato della signora Silvia Bonetti "La bagarre mediatica è nata da un equivoco, tutto nasce da una chat all'interno del gruppo Facebook in cui la mia cliente cercava semplicemente un confronto con altri genitori e chiedeva una spiegazioni circa il fatto che, dopo qualche tentativo telefonico, per due settimane, non riuscisse a prendere appuntamento con la pediatra, ma con il sostituto" . Secondo il medico, invece, la ricusazione era l'unica strada, in quanto sarebbe caduto il rapporto di fiducia dopo i commenti, percepiti come offensivi.