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VERONA: Stop agli accessi diretti nelle guardie mediche dalla mezzanotte

 guardiamedicasala thumb other250 250(CORRIERE DI VERONA) VERONA Gli ambulatori della guardia medica della provincia chiuderanno la notte. Per la precisione, non ci sarà più la possibilità di suonare al campanello da mezzanotte fino alle otto del mattino. La decisione è arrivata con il nuovo patto aziendale che ha coinvolto i medici di continuità assistenziale: quelli che, per l'appunto, si danno i turni per le guardie. L'accordo, maturato nel corso della definizione del contratto (che sarà approvato dalla Regione nelle prossime settimane) tra l'Usl 9 e il personale medico e prevede i seguenti orari: prefestivo dalle 10 alle 24 festivo dalle 8 alle 24,notturno dalle ore 20 alle ore 24. Da mezzanotte alle 8 le modalità di intervento saranno, per utilizzare le parole dell'Usl «concordate tramite telefono con i medici di continuità assistenziale».
La Scaligera, in particolare, ricorda che «il servizio garantisce l'assistenza medica di base per situazioni che rivestono carattere di non differibilità, cioè per quei problemi sanitari per i quali non si può aspettare fino all'apertura dell'ambulatorio del proprio medico curante o pediatra di libera scelta». La nuova modalità rispetta le regole regionali introdotte di recente, che garantiscono l'apertura della guardia medica almeno fino a mezzanotte. In gran parte della provincia, ovvero nelle ex Usl di Verona e Legnago funzionava già così, ma la differenza stava nell'assenza di limite orario all'accesso diretto in ambulatorio. La decisione, secondo quanto comunicato dall'Usl ha come fine «il miglioramento del servizio di continuità assistenziale». Ma dietro la scelta sembrano essercianche ragioni di sicurezza ed economiche. Le prime sono ammesse apertamente anche dall'Usl: «La decisione - è quanto fa sapere l'ufficio comunicazione, interpellato a riguardo - è stata presa per migliorare l'aspetto organizzativo e per garantire una maggiore sicurezza ai medici in servizio,
soprattutto nelle postazioni singole, a tutela dell'incolumità degli stessi». Risale a dieci giorni fa la notizia dell'arresto di un molestatore seriale arrestato in Puglia che si presentava nudo alle visite (quando il medico di turno era di sesso femminile). Un caso eclatante ma, anche negli ambulatori veronesi c'è stato qualche camice bianco che si è sentito minacciato: soprattutto perché alcuni pazienti chiedevano delle prestazioni ambulatoriali non previste (spesso la prescrizione di farmaci),protestando talvolta con veemenza. Spiega Carlo Matteo Peruzzini, medico che segue per la Fimmg (il principale sindacato, in provincia, della medicina generale): «Si sono verificati casi sporadici, ma nulla di preoccupante. Però ci si pone il problema, quello sì». Del resto una scia di episodi preoccupanti (il più significativo all'ospedale di Legnago) era avvenuta, nel Veronese, al pronto soccorso: una serie che ha mobilitato anche la politica regionale. Ma la Fimmg nota che ci sono anche delle problematiche economiche. «È stato fatto un ragionamento in questo senso -spiega Peruzzini - dal momento che i compensi a Verona sono più bassi della media. Il fisso è stato mantenuto a 445 euro, ma la quota oraria è stata abbassata da 8 euro a 5 nel giro di un paio d'anni».
Con il nuovo accordo l'Usl potrà risparmiare qualcosa e sarà più facile per i medici, gestire nelle ore più delicate della notte le emergenze al telefono. «Tale compenso - conclude Peruzzini - fa parte della porzione stabilita dall'azienda, quindi varia a seconda dell'Usl». Davide Orsato La vicenda Stop alle visite in ambulatorio della guardia medica nelle ore «piccole» La decisione è stata presa di comune accordo tra Usl 9 e personale sanitario: soppressa la fascia oraria tra mezzanotte e le otto del mattino Durante le ore di chiusura verrà comunque garantito il servizio al telefono. Dietro la decisione, problemi di risorse e una questione di sicurezza, anche se a Verona non si sono registrati casi gravi di recenti