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CHIETI: Il giudice del lavoro dà lo stop al recupero di migliaia di euroalla Contiunuta' assistenziale il segretario della Fimmg, Campanelli: «Ora la Regione può rispondere alla Corte dei conti»

 guardiamedicasala thumb other250 250(Il Centro) di Gianni La Macchia Il giudice del Lavoro del Tribunale di Chieti ha dato ragione ai medici di guardia, ai quali Asl e Regione hanno sospeso le indennità di rischio, chiedendo indietro le somme già percepite. Quelle indennità pagate dalle Asl, e contestate dalla Regione, erano legittime e compatibili col contratto nazionale in base a una sentenza emessa ieri. Un pronunciamento che rappresenta una svolta nella vertenza scoppiata a luglio quando, a seguito di un'indagine avviata dalla procura regionale della Corte dei conti sulla legittimità delle indennità pagate alle ex guardie mediche per il rischio a cui erano sottoposte, la Regione ha dato mandato di bloccare tale indennità e di procedere al recupero delle somme erogate negli ultimi 10 anni. In molti casi si tratta di cifre altissime, che hanno creato non pochi problemi a centinaia di famiglie. Le pressioni sindacali avevano portato la Regione a mettere in stand by il recupero, in attesa della decisione dei giudici. Ma una nuova richiesta della Procura della Corte dei conti, aveva indotto l'ente a recedere dall'atteggiamento prudente, e a sollecitare nuovamente le Asl affinché provvedessero al recupero degli arretrati. Ieri è arrivata la sentenza che riporta i serenità tra i medici, alcuni dei quali si erano già visti recapitare richieste per decine di migliaia di euro. Il giudice del lavoro, Ilaria Prozzo, ha dunque riconosciuto legittimo l'accordo regionale, che prevedeva l'indennità per compensare i medici dei rischi a cui sono sottoposti con un lavoro di trincea, accogliendo le ragioni dello studio legale Crocetta che ha difeso i professionisti. La sentenza, a questo punto, offre alla Regione Abruzzo motivazioni autorevoli per giustificare alla Corte dei conti l'erogazione dell'indennità di rischio negli ultimi 11 anni. In particolare il giudice rileva che nemmeno la parte pubblica poteva negare la sussistenza per i medici «di particolari rischi legati alla tipologia dell'attività svolta sul territorio abruzzese», e che non si può negare che sia legittima «un'indennità che vada a compensare la pericolosità dell'attività». «È una prima vittoria che aprirà la strada agli altri ricorsi pendenti davanti a giudici del lavoro di tutto l'Abruzzo», commenta il segretario regionale della Fimmg Continuità Assistenziale, Sandro Campanelli. «In alcuni casi le somme richieste indietro dalle Asl avrebbero corso il rischio di creare seri problemi a intere famiglie, e questo non sarebbe stato giusto».
«Una sentenza che ristabilisce una giusta visione della faccenda», secondo il dottor Marco Di Clemente, segretario provinciale Chieti della Fimmg Continuità Assistenziale. «Ci auguriamo che la Regione dia mandato alle Asl di sospendere da subito le procedure di richiesta di arretrati ».
Maria Grazia Terenzio, segretario provinciale Fimmg di Pescara, ringrazia «pubblicamente l'avvocato Riccardo Crocetta per la dedizione e l'impegno profuso». Soddisfazione anche da Valentino De Majo segretario provinciale dell'Aquila: «Sono estremamente contento per tutti quei medici che trovano in questa sentenza la concreta speranza di non dover restituire le ingenti somme loro richieste».
Valentina Antonacci, segretario di Teramo, afferma: «Finalmente dopo quasi un anno un primo punto fermo per noi che non avevamo alcuna responsabilità in questa vicenda». Conclude l'avvocato Crocetta: «Un importante risultato raggiunto dallo studio legale grazie anche all'ausilio dei numerosi sindacalisti che mi hanno concesso la loro fiducia e patito con me i momenti più duri di questa vicenda. Un pensiero particolare va ai medici della continuità assistenziale con i quali ho condiviso le loro paure e le loro speranze. È una bella pagina di giustizia».