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FORLI' : Dibattito sulle attese al Pronto soccorso, i medici di famiglia: "Non scaricate su di noi"

 pronto-soccorso-di-nuovo-caos-505020 thumb medium250 250Cade dalle scale dopo 9 ore di attesa il P.Soccorso rinuncia alle cure e il giorno dopo viene visitato in una clinica privata . Pronto soccorso nel Caos e l'accusa parte ai nuclei di cure primarie dei medci di famgiliaimputandone scarso filtro peropo su questo interviene Marco Ragazzini, segretario provinciale della FIMMG in una intervista pubblicata sul quotidiano ForlìToday che h aperto il caso "Il caso da cui è partita tutta questa discussione" commenta il segretario " poteva benissimo essere affrontato nell'ambulatorio del nucleo di cure primarie (che è aperto almeno 8 ore al giorno) evitando inutili disagi e sofferenze al paziente, ma sento il dovere di rispondere all'ennesimo tentativo di coinvolgere i medici di medicina generale nei problemi di funzionamento del Pronto Soccorso forlivese. I cittadini che frequentano i nostri ambulatori vedono la mole sempre più crescente di problemi che qui si riversa. Ogni giorno il Medico di Medicina Generale fornisce prestazioni ambulatoriali ad oltre 70 utenti, con picchi di oltre 120 nei mesi invernali, a cui poi si aggiungono le visite domiciliari agli ammalati più gravi e tutta una serie di sempre più pesanti e complicate incombenze burocratiche. In pratica un un medico di base gestisce, da solo, con l'eventuale aiuto delle infermiere e delle segretarie a lui collegate, l'equivalente di un reparto di geriatria-oncologia di 30 letti, di un servizio di medicina ambulatoriale, di un servizio di presa in carico della patologia cronica, di un servizio di consulenza sociosanitaria ed anche di un servizio dedicato alle emergenze territoriali". "Basta entrare nelle nostre sale d'aspetto per qualche minuto per rendersi conto di ciò. I Nuclei di Cure Primarie (NCP) strutturati (ormai diffusi su tutto il territorio romagnolo) nascono proprio per affrontare, in modo più strutturato, alcune di queste attività ed i risultati sono stati già da tempo misurati e consolidati. Per esempio nell'ambulatorio per l'emergenza del NCP Forlì 2 intercettiamo e risolviamo quotidianamente dalle 10 alle 15 emergenze (si tratta di codici verdi, ma anche di codici gialli). Sono, perlopiù eventi traumatici e coliche addominali, che riusciamo a gestire con successo grazie all'ottimo servizio di radiologia d'emergenza a cui possiamo accedere, ottenendo radiografie urgenti in tempi brevissimi. Certo che se vi fossero ulteriori supporti e percorsi preferenziali concordati per i pazienti da noi gestiti, potremmo fare di più". A questo si somma anche la carenza di informazione da parte della Asl e molti non conoscono i percorsi difatti ribadisce il segretario Ragazzini "In realtà già da molti mesi dal sito dell'Ausl della Romagna sono addirittura spariti gli elenchi delle sedi dei Nuclei delle Cure Primarie (cosa da noi segnalata più volte) e quindi gli utenti hanno difficoltà ad individuare il NCP a cui afferisce il proprio medico. Ci stiamo già attivando per risolvere autonomamente il problema utilizzando le risorse di Google Maps, ma se intervenisse l'Ausl, sarebbe tutto più semplice. Quando erano disponibili i sopraccitati elenchi, era lo stesso triage del PS che informava i pazienti di questa possibilità alternativa. Un'ultima considerazione sull'argomento, il costante aumento dell'età media della popolazione e la sempre più evidente carenza di personale sanitario (medici ed infermieri) richiederebbe una ristrutturazione ragionata di tutto il sistema, mentre quello che si nota è solo un progressivo sovraccarico di compiti sui servizi di prima linea cioè Pronto Soccorso e Medicina Generale. Per esempio, ora tutto passa dal Pronto Soccorso, anche pazienti gravi dimessi da poco, se hanno problemi devono passare da lì, perchè i medici dei reparti sono sempre di meno ed oberati di lavoro e non possono più gestire quelli che una volta erano gli "accessi diretti". Così non si va da nessuna parte e cercare i capri espiatori negli operatori che si trovano in prima linea è un "non senso" controproducente".