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NAPOLI : Devastato il pronto soccorso del Pellegrini dalle baby gang dei quartieri spagnoli dopo la morte del 15 enne ucciso durante una rapina

 ospedale dottore corsia4 thumb other250 250L'episodio nella notte del 1 maggio quando all'ospedale Pellegrini giungeva un 15 enne ferito in corso di una rapina da un carabinier in borghese e che purtroppo non ce l'ha fatta a causa delle ferite. Delel baby gang scese dai quartieri spagnoli hanno devastato il pronto soccorso, devastazione che ha causato numerosi disagi ai pazienti dell'ospedale Pellegrini e al personale sanitario costringendo a chiudere il presidio che pero' ha riaperto alle 20 Durante una verifica, sono stati causati danni ad arredi e attrezzature oltre all'assenza di condizioni igienico-sanitarie conseguenziale ai fatti accaduti . "Questa notte, dopo il decesso di un ragazzo arrivato in pronto soccorso con ferita da arma da fuoco " ha dichiarato Ciro Verdoliva il manager dell'Asl Napoli 1, " il pronto soccorso del presidio ospedaliero dei Pellegrini è stato devastato dai familiari e amici del ragazzo. Un fatto gravissimo per il quale esprimo solidarietà a tutti i nostri dipendenti che ancora una volta sono stati vittime di insulti e minacce, e ancora una volta hanno continuato, nonostante tutto, a prestare assistenza ai pazienti. Sono stato costretto " dice ancora Verdoliva " a chiudere il Pronto Soccorso. Quanto è accaduto ha di fatto creato condizioni che impediscono lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in condizioni di sicurezza, sia per i pazienti che per gli operatori». Forte presa diposizione d parte dell'associazione "Nessuno tocchi Ippocrate "il ps del nosocomio della Pignasecca , e'sempre di più ospedale di trincea L'associazione non entra in merito a cosa è accaduto a via Generale Giordano Orsini, quello che ci compete è quello che accaduto dietro a quel che resta delle porte del Pronto Soccorso. Proprio dietro a quelle porte divelte c'è distruzione, c'è paura, c'è rabbia, c'è voglia di abbandonare questo lavoro che ci espone quotidianamente a rischio di morte, c'è voglia di telecamere, ma sopratutto c'è voglia di essere pubblici ufficiali! Molti Colleghi ci contattano in queste ore esprimendo la loro volontà di abbandonare il servizio! Non ci sentiamo nemmeno in diritto di incitarli a tenere duro, come si fa? Come si fa a dire ad un padre di famiglia :" vai a lavoro e rischia la vita" Speriamo soltanto che il magistrato di turno non metta il fattore emotivo davanti a tutti quei colleghi che nelle prossime