Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

BERGAMO : Medico di Cividale al piano, casi di COV presenti fin da dopo Natale, la ASL ha ignorato i nostri appelli

 coronaITALIA thumb large300 300La storia la racconta il medico Pietro Poidomani Medico di base a Cividate al Piano la storia pubblicata sul CORRIERE DELLA SERA DEL 20/4 ecco il suo racconto:
.
" Alle dieci del mattino di Martedi 7 Gennaio, Pietro Poidomani riapre il suo ambulatorio in V. Trieste. Le vacanze di Natale sono appena finite, ma il numero di persone in fila e' inusuale. Lui le conosce tutte. E' l'unico Medico di base a Cividate al Piano, cinquemila abitanti sulla riva destra del fiume Oglio, 25 Km. da Bergamo. I primi 5 pazienti hanno lo stesso problema. Sono anziani che lui ha gia' vaccinato per l'influenza di stagione, pero' hanno ancora febbre e una strana tosse. Faticano a respirare. A ognuno prescrive un Rx Torace e il responso e' sempre uguale: complicazioni da polmonite, con marcati addensamenti interstiziali. Quel giorno, su 50 visite, dodici sono per gli stessi sintomi. Il giorno dopo ancora, e poi ancora.
Nelle settimane seguenti il dott. Poidomani chiama alcuni suoi colleghi dei paesi vicini. " Anche voi?" Anche loro. A meta' Febbraio decidono di scrivere all'Azienda della tutela della salute della provincia di Bergamo: non sarebbe il caso di dare un'occhiata a tutte le radiografie toraciche fatte dal 25 Dicembre in poi? Non otterranno mai risposta. " Gia' verificando i dati avremmo potuto salvare qualche vita" racconta Poidomani " ma nessuno si e' posto la domanda giusta. E cosi' siamo arrivati al momento cruciale a mani nude, senza attrezzature, senza bombole di ossigeno".
"Non otterranno mai risposta!" Mi chiedo: la c.d. Medicina del territorio in questo caso si e' comportata molto bene; il collega si e' posto il problema e non ha lasciato correre, ha sentito altri colleghi e si sono messi in contatto con l'ATS. Altro non potevano fare. Ma a che serve allora il territorio se dall'altra parte ci sono impiegati o funzionari che non capiscono un'acca di epidemiologia e non si sono mossi dopo che c'erano gia' notizie da Whuan? Credo che, dopo questa esperienza, sia tutta l'organizzazione della Sanita' che vada rivista, cacciando eventualmente gente impreparata e che e' stata messa in certi posti magari soltanto per motivi politici.

<< Indietro