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DALLE REGIONI

Sicilia: Aggressioni al personale sanitario negli ospedali siciliani, al via un tavolo regionale sulla sicurezza

guardiamedicacartelloUna delegazione della Federazione Italiana Medici Medicina Generale, composta dal segretario regionale generale Luigi Galvano, da Silvia Radosti e da Luigi Tramonte, è stata ricevuta dall'assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, proprio in merito alla questione sicurezza dei medici.
«L'assessore ha accolto le nostre proposte- sottolinea Galvano- Come Fimmg Sicilia continueremo a tenere alta l'attenzione sulla questione perché non si ripetano più barbari episodi di violenza come quello accaduto alla collega durante le ore di servizio nel presidio di Guardia Medica di Treccastagni». Patira' quindi un tavolo regionale permanente sulla sicurezza in Asp ed ospedali siciliani e a breve verrà convocato.

PIEMONTE La Regione dichiara guerra alle liste d'attesa. Direttori Asl sotto esame

ticket sanitari(Cronaca qui) La riduzione dei tempi delle liste d'attesa è una delle "priorità assolute" della Giunta regionale. Lo ha ribadito l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, che oggi è intervenuto all'insediamento del "tavolo degli stakeholders", ovvero tutti i soggetti che la Direzione regionale Sanità ha individuato come interlocutori fondamentali per intervenire su un materia delicata e complessa.

UN TAVOLO TECNICO PER LA RIDUZIONE DEI TEMPI D'ATTESA
Il tavolo è composto da rappresentanti di Università, Ordini e Federazioni professionali, associazioni rappresentative delle strutture sanitarie private, organizzazioni sindacali del comparto. "La riunione di oggi – spiega Saitta – era tecnica, ma ho voluto essere presente per ribadire ancora una volta la necessità ed anche l'urgenza di intervenire con provvedimenti efficaci, che siano in grado di dare risposte convincenti e tempestive ai cittadini piemontesi".

GIA' INDIVIDUATE DALLE ASL LE POSSIBILI SOLUZIONI
"Dopo l'uscita dal piano di rientro – rimarca l'assessore – ed il forte impulso dato all'edilizia sanitaria con l'avvio di progetti da tempo fermi, le riduzione delle liste d'attesa ed il piano delle cronicità rappresentano il principale impegno dell'amministrazione da qui al 2019." Le Aziende sanitarie hanno già individuato, su indicazione della Regione, alcune possibili soluzioni, quali: appropriatezza nelle prestazioni, riorganizzazione degli ambulatori, ridefinizione e condivisione delle agende, definizione di percorsi di follow up, predisposizione e aggiornamento dei Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (Pdta) per le varie patologie, interventi sulla libera professione intra-moenia.

DIRETTORI DELLE ASL SOTTO ESAME
"Solo con la collaborazione di tutti gli attori sarà possibile raggiungere risultati utili. In alcune Aziende sanitarie – conclude Saitta – sanitarie mi pare che vi siano segnali interessanti: i direttori generali sono fortemente motivati, poiché la riduzione dei tempi delle liste d'attesa è uno degli obiettivi su cui saranno giudicati a fine anno. Da parte loro vi è massima determinazione nell'attuare il programma regionale di governo dei tempi d'attesa."

LOMBARDIA: Ecco i numeri dei gestori per i malati cronici

lettiospedale thumb large300 300"Sono molto lieto di annunciare, proprio da un nuovo Presidio socio sanitario assistenziale (Presst), uno dei luoghi simbolo della Riforma sanitaria, che da oggi conosciamo, uno per uno, i nomi di coloro che si sono candidati per la presa in carico dei 3 milioni di pazienti cronici lombardi e hanno deciso di affiancare Regione Lombardia nella grande sfida di migliorare la loro condizione di vita".
Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, che si e' svolta, questo pomeriggio, nel Poliambulatorio di via Livigno a Milano, all'interno del quale e' stata inaugurata la sede del nuovo Presst.

294 SOGGETTI PER PRESA IN CARICO - "In tutto - ha spiegato l'assessore - sono 294 i soggetti, tra cooperative di medici di Medicina generale e pediatri di libera scelta, Asst, Irccs pubblici e privati, Asp, strutture sanitarie, sociosanitarie, e sanitarie e sociosanitarie e associazioni che si sono candidati e che le nostre 8 Ats hanno giudicato idonei".

MMG - "C'e' stato anche un incremento del 3 % delle candidature dei medici di Medicina generale - ha aggiunto-, ai quali avevamo concesso tempo fino al 30 settembre. Siamo passati dal 45 al 48% con 2.575 medici di famiglia che hanno deciso di essere protagonisti della riforma. Voglio precisare che in 5 Ats le percentuali superano il 50%: Bergamo 57%, Brescia del 52%, Brianza e della Montagna del 72%, fino al grande consenso dell'Ats Valpadana con il 79%".

GRANDE RETE CHE SI PRENDERA' CURA DEI NOSTRI PAZIENTI - "In ogni caso - ha proseguito - questa grande rete di gestori che si prendera' cura dei nostri pazienti, formata tra gli altri da 41 cooperative di Mmg e Pls, 27 Asst, 5 Irccs pubblici, 3 Asp, 15 Irccs privati, e numerose strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate e contrattualizzate, ci consentira' di fornire un servizio eccellente e di evitare che persone, gia' provate dalla malattia, siano lasciate sole".

EROGATORI - "Oltre all'idoneita' dei gestori - ha sottolineato il titolare - e' stata verificata anche quella di 1072 erogatori. Ora ogni Ats inviera' l'elenco degli erogatori, selezionati in base alla prossimita' territoriale, alle cooperative di Mmg che entro il 30 ottobre dovranno stipulare delle convenzioni con quelle scelte per costruire la filiera della presa in carico".

LETTERE - "Entro la fine dell'anno - ha concluso - partiranno, dunque, le lettere ai pazienti cronici che potranno immediatamente dopo presentarsi al gestore scelto per sottoscrivere il Patto di cura e stilare il Piano di assistenza individualizzato(Pai). Cosi' iniziera', finalmente il loro percorso di cura senza che debbano piu' preoccuparsi di prenotare visite o esami, adeguarsi a lunghi tempi di attesa o peggio ancora dover ricorrere ai Pronto soccorso durante i giorni festivi, perche' il proprio medico non si trova".

I numeri dei medici di famiglia

I numeri dei pediatri

I numeri degli erogatori

I numeri dei Gestori

VENETO: e' guerra tra Regione e medici di Famiglia consigio regionale Fimmg ,solidarieta' a Gorini

gorini(Gazzetta di Treviso) TREVISO – di Mauro Favaro Adesso è guerra. E all'orizzonte si profila una serrata a oltranza degli ambulatori praticamente senza precedenti. Tra la Regione e i medici di famiglia volano gli stracci. I camici bianchi sono in sciopero dal 19 settembre contro il blocco dei progetti regionali. Fino ad ora la protesta è stata soft: i dottori hanno sospeso per alcuni giorni l'invio telematico delle ricette elettroniche, mettendo in difficoltà la stessa Regione e le Usl, tornando a consegnare ai pazienti quelle rosse. La prima vera chiusura degli ambulatori è in calendario per l'8 e il 9 novembre. Ma adesso le cose sono precipitate. La Fimmg del Veneto, la federazione dei medici di famiglia, ha annunciato un inasprimento dello sciopero già programmato. La svolta è arrivata dopo l'ultimo consiglio regionale sulla riapertura delle trattative andato a vuoto. E a questo si è aggiunto uno scontro verbale durissimo tra Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, e Brunello Gorini, segretario della Fimmg di Treviso. "L'assessore sta tentando di minare l'unità delle province venete della Fimmg con un attacco al segretario di Treviso, reo di aver scritto argomentazioni sul nostro sciopero che noi tutti condividiamo – recita il documento uscito ieri dal consiglio regionale della federazione – di fronte a questo atteggiamento di totale chiusura e di grave arroganza del governo regionale, frutto di disinteresse e di assoluta non conoscenza delle difficoltà del territorio, abbiamo deciso di proseguire nel calendario degli scioperi e di intensificare la protesta con altre iniziative". La forma delle nuove proteste verrà definita nei prossimi giorni. A quanto pare dagli ambulatori non partiranno petizioni. Più probabili, invece, altre chiusure degli ambulatori. Lo scontro tra Coletto e Gorini ha avuto l'effetto di un detonatore. Da dov'è nato? Dalle frasi pronunciate dal segretario del sindacato dei medici un paio di giorni fa: "Bisogna bloccare tutto chiudendo gli ambulatori a oltranza – ha detto il responsabile della Fimmg di Treviso – così non si può andare avanti. Il governo di questa Regione ha ereditato la miglior sanità d'Italia, e ora la sta distruggendo". Parole inaccettabili per l'assessore. Che ha replicato duramente. "A tutto c'è un limite, anche alla polemica più aspra – ha messo in chiaro Coletto – chiedo ai vertici regionali e nazionali della Fimmg se condividono le dichiarazioni del loro segretario di Treviso. In caso affermativo, si tratta purtroppo di posizioni preclusive a qualsiasi ipotesi di confronto ragionevole, al quale sono e resto disponibile, non per lo sciopero di questo periodo, ma da sempre. Se si vuole buttarla in rissa, però, si sappia che i toni da curva sud non porteranno a nulla di serio". La Fimmg regionale ha discusso l'accaduto nell'assemblea di giovedì sera. E la risposta che ne è uscita non è quella che si attendevano a Venezia. Il sindacato dei medici di famiglia si è schierato in modo compatto dalla parte di Gorini. Va da sé che in questo clima il dialogo tra le parti pare impossibile. Tanto più che da Treviso arrivano nuove frecciate contro Coletto. "Non vale nemmeno la pena di perdere tempo per rispondere all'assessore – va giù duro Gorini – è sufficiente dire che la scuola per formare i nuovi medici sul territorio dove poi andranno a operare è stata contingentata e accentrata solo a Padova e Verona, il centro di formazione è stato sostanzialmente eliminato e l'aggiornamento obbligatorio dei medici non viene fatto da ormai quattro anni. Serve altro? Il problema non sono solo i tagli che ci sono stati a Roma. Il problema vero è che questa giunta non ha nemmeno la visione di quello che si può fare a livello di programmazione". La Fimmg di Treviso ora si attende anche una presa di posizione da parte di Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca, che aveva bollato la protesta delle ricette elettroniche come illegittima, arrivando a ventilare il possibile "licenziamento" dei medici aderenti. "La mia proposta resta la stessa – conclude Gorini – cioè chiusura a oltranza degli ambulatori, fino a quando la Regione non inizierà ad ascoltarci per davvero". La Fimmg del Veneto per il momento è un po' più prudente. Ma la strada sembra segnata.

BOLZANO: Malati reumatici, nuove esenzioni per quasi 4mila pazienti

medicoscrive thumb medium250 250Nella sua ultima seduta la Giunta provinciale ha approvato l'inserimento di ulteriori esenzioni, che entreranno in vigore a partire dal 1° dicembre prossimo, a favore delle persone affette da malattie reumatiche. In Alto Adige i pazienti sono circa 19mila, ma secondo alcune stime il loro numero si aggira intorno alle 50mila unità. La maggior parte delle nuove esenzioni riguarda esami ematologici ma tra di esse vi sono anche esami come l'encefalogramma standard, l'elettromiografia semplice per il controllo della funzione muscolare, la risonanza magnetica nucleare del cervello e del tronco encefalico.
Rafforzamento dell'assistenza
Il piano sanitario provinciale 2016-2020 prevede di rafforzare l'assistenza ai malati reumatici attraverso la creazione di un apposito servizio, e la gamma delle esenzioni è stata ampliata anche alla luce dei progressi raggiunti nel campo delle terapie reumatologiche. Le nuove esenzioni riguardano complessivamente 3.907 pazienti (in base ai dati disponibili al 31 dicembre 2015) e le mancate entrate legate alle esenzioni sono stimate intorno ai 180mila euro l'anno.
Verifica dell'efficacia delle prestazioni
"Grazie a questo importante ampliamento delle esenzioni per i malati reumatici - sottolinea l'assessora Martha Stocker - vogliamo realizzare una migliore assistenza per questi malati affetti da una patologia cronica. Si tratta di uno dei punti qualificanti della riforma sanitaria provinciale. Va inoltre sottolineato che un trattamento in questo settore è sempre articolato in varie prestazioni: solo se queste vengono definite nell'ambito di un medesimo trattamento finanziario possono essere applicate per tutti i pazienti ed è quindi possibile verificare scientificamente la loro efficacia".

TREVISO: I medici di famiglia «Pronti ad anticipare lo sciopero» Gorini: nella Marca più giorni di stop

scioperomedici thumb medium250 250La Tribuna Di Treviso - di Alessandro Zago TREVISO. «Anticiperemo lo sciopero. E nella Marca aumenteremo pure i giorni di blocco previsti in un primo tempo contro la Regione Veneto per l'8 e 9 novembre: già entro ottobre chiuderanno gli ambulatori dei medici di base, serrande abbassate. Che i carabinieri ci commissarino pure, non importa. La linea d'azione verrà sancita da una assemblea provinciale dei medici di base, forse già giovedì prossimo. Le parole di Coletto non hanno fatto che aggravare la situazione, ed esaurire la nostra pazienza».
Dopo il botta e risposta con l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, oggi il presidente dei medici di base di Treviso Fimmg, Brunello Gorini, rincara la dose: al congresso nazionale straordinario dei medici di base tenutosi giovedì in Sardegna è stata decisa una linea ancora più dura. All'indice l'obbligo di usare le ricette telematiche rispetto a quelle rosse cartacee («È una chiara violazione della privacy dei pazienti, oltre che un ulteriore fastidio burocratico»), ma anche altre decisioni prese dalla politica sanitaria della Regione, per non parlare «delle violazioni gravissime del piano socio sanitario: la Regione aveva deciso di investire nelle medicine di gruppo integrate ma ora trova tutti i pretesti per non farle».

E così il grido di battaglia per i camici bianchi di Fimmg, Snami e Smi è:«Vogliamo tornare a fare i medici di famiglia, oggi siamo soffocati dalle faccende burocratiche». Gorini annuncia quindi un autunno caldissimo, che tirate le somme andrà a penalizzare i pazienti, se non ci sarà uno spiraglio per il dialogo. I medici di famiglia della Marca sono i più arrabbiati e decisi a farsi sentire.

Proprio per questo, il direttore generale dell'Usl 2 Francesco Benazzi annuncia: «Cercherò di incontrare tutte le sigle sindacali dei medici di base, a un tavolo informale, la prossima settimana, per ascoltare le loro ragioni ma anche per cercare di evitare lo sciopero». «Francesco Benazzi ha il mio numero di telefono», replica Gorini, «Basta che faccia il numero. Comunque, se Benazzi ci dimostrerà di essere il principale rappresentante degli interessi dei medici di Treviso, e non di quelli della Regione, sicuramente troveremo un punto d'intesa. Ma ci deve dimostrare di essere autonomo rispetto alla Regione».

Gorini lo ha detto più volte: le ricette mediche senza carta, i referti online, che permettono di avere a portata di un click l'intera storia clinica del paziente, più che una comodità rappresenterebbero un pericoloso Grande Fratello, che di nome fa Fser, ossia Fascicolo sanitario elettronico regionale, dove finiscono le informazioni relative a malattie, farmaci ed esenzioni dei cittadini: «Nasconde dei gravi rischi per la privacy gli assistiti», dice infatti Gorini. E i suoi dubbi riguardano proprio la riservatezza dei contenuti.

Per poter ritirare i farmaci continuativi senza ricetta rossa e senza passare dal medico, l'assistito deve sottoscrivere un consenso libero e informato che va ad alimentare il fascicolo sanitario aprendo appunto, per la maggioranza dei medici di base, «un problema di privacy clamoroso».