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DALLE REGIONI

VACCINI: Zaia, stop a modello dialogo si passa alla coercizione

vaccini45(AGI) - Venezia, 22 nov. - "Prendiamo atto di questa sentenza della Consulta, che rispettiamo. Come governatore io ho fatto solo il mio dovere, perche' ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla liberta' di scelta e sul dialogo con le famiglie. Ora si passa alla coercizione". Cosi' il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha accolto la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del ricorso portato avanti dalla Regione contro l'obbligo vaccinale. "Noi non abbiamo mai avuto posizioni contro le vaccinazioni e anzi mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 paesi europei, come la Gran Bretagna, e che e' stato concordato e monitorato col ministero della Salute, sia stata presa come una posizione 'no vax'", ha continuato. "Vorrei ricordare che in questi anni di investimenti e di lavoro ci siamo dotati di un'anagrafe vaccinale informatizzata e che il nostro sistema prevedeva che al di sotto di una certa soglia scattasse l'obbligatorieta'", ha aggiunto Zaia. Con la sentenza di oggi per il presidente del Veneto "scriviamo la parola fine su un modello su cui ci siamo spesi, anche culturalmente, con un dialogo con le famiglie, e si passa alla coercizione". Zaia ha poi voluto sottolineare come "ai cittadini bisogni dire la verita': e' passata l'idea che i ragazzi non vaccinati non andranno a scuola, ma se per quelli che hanno fra 0 e 6 anni e a marzo non saranno in regola pare che sara' effettivamente cosi', questo non e' vero per quelli fra i 6 e i 16, che frequentano le scuole dell'obbligo. In base all'attuale legge il non vaccinato continuera' ad andare a scuola", ha concluso.

PUGLIA : Guardie mediche a rischio sicurezza, Emiliano incontra i sindacati: "Chiesto l'intervento del Prefetto"

guardia2jpg thumb250 250(Bari Today ) Un incontro per cercare una mediazione, dopo le proteste che nei giorni scorsi hanno visto i medici scendere in piazza contro la Regione, un'assemblea per "ripristinare le relazioni sindacali" e "continuare un percorso di condivisione in armonia" Queste le parole del presidente della Regione Emiliano che questa mattina, insieme al direttore del Dipartimento regionale delle Politiche per la salute e benessere sociale Giancarlo Ruscitti, ha incontrato gran parte delle sigle sindacali dei medici ospedalieri e territoriali della Puglia (Anaao, Fimp, Smi, Cgil medici, Cisl medici, Uil medici, Aaroi/emac, Intesa, Fimmg, Ussmo, Snami, Fassid, Cimo, CIPe, Sumai).
Tra i temi affrontati, quello delle condizioni di insicurezza in cui operano molti presidi ospedalieri e guardie mediche. "Abbiamo concordato - afferma Emiliano - che servono politiche di sicurezza maggiori per tutta la società pugliese, non solo per i medici. Gli atti di violenza molto gravi cui però stiamo assistendo sono diventati intollerabili. Per questo ho chiesto al Prefetto di Bari di convocare tutti i prefetti della Regione e i rappresentanti delle Forze dell'ordine (ndr giovedì 23 novembre è stata convocata la Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza) per esaminare lo stato dell'arte della sicurezza in tutte le strutture ospedaliere. Dobbiamo anche valutare se sia il caso ad esempio che le guardie mediche più isolate, pericolose e rischiose debbano continuare a funzionare così o piuttosto essere accorpate negli ospedali".
Altro punto all'ordine del giorno, quello delle politiche di contenimento della spesa farmaceutica: "Abbiamo chiarito - afferma Emiliano - che le politiche della Regione Puglia sul risparmio nella spesa farmaceutica hanno il sostegno di tutti i medici pugliesi".
Per quanto riguarda invece possibili intoppi sulla costruzione dell'ospedale del nord barese, Emiliano ha ammesso che "il problema c'è. Siamo infatti lavorando, con un processo partecipato dal basso, per capire quale dei tre ospedali esistenti, Molfetta, Terlizzi e Corato, sarà ospedale di primo livello".
Nel pomeriggio è arrivata la replica della Cisl medici alle dichiarazioni del presidente della Regione. "Riteniamo l'incontro di questa mattina molto proficuo -spiegano i rappresentanti del sindacato -. Si è stabilito di calendarizzare una serie di riunioni aventi delle tematiche che la intersindacale medica e veterinaria individuerà come priorità da porre al tavolo sindacale regionale. Siamo soddisfatti di aver riallacciato un rapporto con il governatore sia sul piano più generale dell' intersindacale sia su quello particolare della nostra stessa organizzazione Cisl Medici, in modo da assicurare una costruttiva ripresa delle relazioni sindacali.

CONTINUTA' ASSISTENZIALE: Aggressioni e molestie, dottoressa barese crea gruppo Facebook "medici della notte", il portafortuna è un gufo

Gufo-2Dopo la manifestazione di piazza del 10 novembre scorso, con oltre 1000 medici provenienti da tutta la Puglia arrivati a Bari per scandire a chiare lettere il disagio della categoria rispetto all'organizzazione del sistema sanitario regionale, la protesta si sposta sul web e diventa social: le donne del servizio di continuità assistenziale, ex guardia medica, si riuniscono su Facebook e danno vita a chat specifiche che mirano a tenere in costante contatto le donne medico.
L'iniziativa parte da Bari e porta la firma della dottoressa Caterina Rotunno. È lei l'amministratrice del gruppo Facebook "medici della notte", quasi 200 membri radunati nel breve giro di una settimana e l'idea di fare squadra per combattere aggressioni e molestie. L'immagine scelta per il social network è quella di un gufo: cartonato che il medico ha deciso di portare in piazza in occasione della manifestazione del 10 novembre e di erigere a simbolo della protesta.
"Noi vegliamo sulla salute dei cittadini, siamo indubbiamente saggi e guardinghi e soprattutto abbiamo bisogno di fortuna – ha spiegato la dottoressa Rotunno alla testata online 'quotidianosanità.it' -. Ma c'è anche un risvolto giocoso nella mia scelta di questo simbolo: sono un'appassionata di cartoni animati e nei cartoni il gufo è sempre un dottore".
Prima ancora del gruppo Facebook, Rotunno aveva creato anche una chat di sole donne, anche in questo caso medici della notte, per "raccogliere le loro testimonianze e produrre filmati che evidenziano le condizioni al limite della dignità in cui lavoriamo", racconta la dottoressa sul proprio profilo personale. Anche lei è stata vittima di molestie e aggressioni ed ha deciso di rimboccarsi le maniche affinché le cose possano cambiare.
Sempre lì, sul proprio profilo Facebook, nella giornata di ieri la dottoressa ha lanciato un messaggio. "Amici e soprattutto colleghi postate vostre foto con gufi e civette #iostocoimedicidellanotte. È molto importante per me per sensibilizzare sulle criticità del mio e del nostro lavoro. Si utilizza Facebook per tante sciocchezze, questa è una cosa seria". Ed in poche ore qualche gufetto è già spuntato.

CONTINUITA' ASSISTENZIALE: Aggressioni e molestie, dottoressa barese crea gruppo Facebook "medici della notte": il portafortuna è un gufo

gufo(Tele bari) Dopo la manifestazione di piazza del 10 novembre scorso, con oltre 1000 medici provenienti da tutta la Puglia arrivati a Bari per scandire a chiare lettere il disagio della categoria rispetto all'organizzazione del sistema sanitario regionale, la protesta si sposta sul web e diventa social: le donne del servizio di continuità assistenziale, ex guardia medica, si riuniscono su Facebook e danno vita a chat specifiche che mirano a tenere in costante contatto le donne medico.
L'iniziativa parte da Bari e porta la firma della dottoressa Caterina Rotunno. È lei l'amministratrice del gruppo Facebook "medici della notte", quasi 200 membri radunati nel breve giro di una settimana e l'idea di fare squadra per combattere aggressioni e molestie. L'immagine scelta per il social network è quella di un gufo: cartonato che il medico ha deciso di portare in piazza in occasione della manifestazione del 10 novembre e di erigere a simbolo della protesta.
"Noi vegliamo sulla salute dei cittadini, siamo indubbiamente saggi e guardinghi e soprattutto abbiamo bisogno di fortuna – ha spiegato la dottoressa Rotunno alla testata online 'quotidianosanità.it' -. Ma c'è anche un risvolto giocoso nella mia scelta di questo simbolo: sono un'appassionata di cartoni animati e nei cartoni il gufo è sempre un dottore".
Prima ancora del gruppo Facebook, Rotunno aveva creato anche una chat di sole donne, anche in questo caso medici della notte, per "raccogliere le loro testimonianze e produrre filmati che evidenziano le condizioni al limite della dignità in cui lavoriamo", racconta la dottoressa sul proprio profilo personale. Anche lei è stata vittima di molestie e aggressioni ed ha deciso di rimboccarsi le maniche affinché le cose possano cambiare.
Sempre lì, sul proprio profilo Facebook, nella giornata di ieri la dottoressa ha lanciato un messaggio. "Amici e soprattutto colleghi postate vostre foto con gufi e civette #iostocoimedicidellanotte. È molto importante per me per sensibilizzare sulle criticità del mio e del nostro lavoro. Si utilizza Facebook per tante sciocchezze, questa è una cosa seria". Ed in poche ore qualche gufetto è già spuntato.

EMILIA ROMAGNA: Fascicolo sanitario elettronico, la 'carta d'identità' della salute campagna della Regione per promuoverne l'uso.

sanità-digitale-1 thumb other250 250L'assessore Venturi: "Un servizio di grandissima utilità per cittadini e medici. Vogliamo farne conoscere l'importanza e incentivare le adesioni"
Uno strumento facile da utilizzare, che racchiude la storia clinica e di salute di una persona. Ma ancora poco conosciuto, nonostante il trend in deciso aumento degli ultimi anni: in Emilia-Romagna sono poco più di 377.300 i fascicoli attivati, soprattutto da donne e perlopiù tra i 45 e i 59 anni. Il maggior numero nell'Azienda sanitaria di Bologna. La campagna intercetta i potenziali utenti laddove è più facile incontrarli
Bologna - Una 'carta d'identità della salute' che racchiude tutta la storia clinica e sanitaria di una persona: i referti delle visite specialistiche, le lettere di dimissione dall'ospedale, i verbali del Pronto soccorso, le prescrizioni farmaceutiche, le immagini radiografiche e persino i certificati vaccinali. E, al tempo stesso, uno strumento che permette di accedere on line a tanti servizi, come il cambio del medico di famiglia, il pagamento, ma anche la prenotazione, lo spostamento e la disdetta di una visita e di un esame. É il Fascicolo sanitario elettronico, che la Regione Emilia-Romagna vuole promuovere attraverso una campagna di comunicazione pronta a partire: "Fascicolo sanitario elettronico. Serve a tutti. Serve anche a te. Serve anche a me". Perché si tratta davvero di un'innovazione tecnologica a disposizione di tutti i cittadini, dai più giovani ai più anziani, da quelli sani a chi è affetto da patologie croniche, che permette di semplificare le procedure di accesso alla sanità, di risparmiare tempo e di raccogliere in un unico posto, cioè sul web, tantissimi dati. In modo ordinato e sicuro.
"Diamo il via a una campagna di comunicazione che ha uno scopo preciso- ha spiegato oggi in conferenza stampa l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-: far comprendere l'importanza e al tempo stesso la praticità di questo strumento, di grandissima utilità sia per i cittadini sia per i medici. Che consente di accedere con un semplice clic e di avere a portata di mano ovunque e con qualsiasi strumento, computer, tablet o smartphone, tutta la propria storia clinica, in forma protetta e riservata, o quella dei propri bambini, a partire dalla situazione vaccinale. Il Fascicolo sanitario elettronico- ha aggiunto Venturi- velocizza i processi ed evita spostamenti inutili, e sarà sempre più importante anche in futuro per migliorare l'assistenza. I dati degli ultimi anni dicono che sempre più cittadini ce l'hanno, ma adesso occorre fare un salto in avanti. Con questa campagna- ha concluso l'assessore- vogliamo parlare a tutti, illustrando quali e quanti vantaggi, forse ancora poco noti, offre l'attivazione. Per semplificare, in una parola, il nostro rapporto con la sanità".
Completamente rinnovato a fine 2016, con una diversa grafica, navigazione e organizzazione dei contenuti che ne hanno reso più facile l'uso, il fascicolo sanitario elettronico in Emilia-Romagna negli anni ha visto incrementare la diffusione: sono 377.389 i fascicoli attivati, perlopiù da donne, principalmente tra i 45 e i 59 anni.
La campagna: opuscoli, locandine, video. Anche sui social Già dall'inizio della prossima settimana tutto il materiale cartaceo messo a punto per la campagna - locandina e opuscolo informativi, locandina specifica per gli ambulatori vaccinali, opuscolo specifico per i punti nascita - sarà distribuito laddove è più facile intercettare e catturare l'attenzione dei potenziali utenti: ospedali, punti Cup, sportelli ritiro referti, sale d'aspetto degli ambulatori specialistici, laboratori analisi, punti nascita. Al via anche una campagna per i social media, pensata per arrivare in modo capillare su smartphone e tablet. I contenuti social, declinati in diversi post, uno spot video generale e diverse pillole video su temi specifici, comunicano i vantaggi concreti offerti dal Fascicolo sanitario elettronico: saranno condivisi sul profilo Facebook della Regione e di tutte le Aziende sanitarie, convogliando il maggior numero di utenti possibile sul sito web del Fascicolo. Inoltre, su Facebook e Instagram è prevista una campagna sponsorizzata, concentrata su target specifici, proposta con sequenze di immagini e "storie" (carousel e canvas, nel linguaggio social); al via, infine, un'apposita campagna video su Youtube.
Funzioni e servizi del Fascicolo Nel 'cassetto' sono raccolti i propri documenti sanitari, che possono risalire fino al 2008. Quelli ad oggi contenuti nel Fascicolo sanitario elettronico sono: dati identificativi dell'assistito, forniti dall'Anagrafe regionale assistiti; referti di visite specialistiche (tra cui quelli relativi ad esami di laboratorio ed accertamenti radiologici consegnati esclusivamente on line, qualora il titolare abbia manifestato lo specifico consenso); verbali di pronto soccorso; lettere di dimissione da ricoveri in ospedali pubblici; bilanci di salute; prescrizioni specialistiche e farmaceutiche; buoni celiachia (per le Aziende Sanitarie che hanno già trasferito su Fascicolo sanitario elettronico la trasmissione dei buoni); immagini radiografiche; certificati vaccinali. Attraverso il fascicolo è possibile, inoltre, accedere a numerosi servizi: prenotare, modificare e disdire l'appuntamento per esami e visite specialistiche; pagare i ticket sanitari; cambiare il medico di famiglia; inserire altri documenti sanitari cartacei, come referti di visite o esami effettuati in strutture private o precedenti all'attivazione, semplicemente caricandoli dopo averli scansionati o fotografati; consultare i tempi di attesa delle visite specialistiche.
Come attivarlo Il Fascicolo sanitario elettronico è facoltativo e gratuito. Può essere attivato in qualsiasi momento da tutte le persone maggiorenni e iscritte al Servizio sanitario regionale - che hanno dunque scelto un medico o un pediatra di famiglia - e che hanno dato il proprio consenso formale all'inserimento dei propri dati. Si può essere delegati ad aprire o gestire il Fascicolo sanitario anche da un'altra persona, ad esempio un genitore anziano, e aprirlo per un figlio minorenne associandolo al proprio o a quello dell'altro genitore, fino al compimento dei 18 anni del bambino. Per attivarlo è necessario rivolgersi ad uno degli sportelli dedicati dell'Azienda Usl (http://support.fascicolo-sanitario.it/guida/accedi-al-tuo-fse/sportelli-di-abilitazione-fse), dove un operatore abilitato verifica l'identità della persona e rilascia le credenziali, nel rispetto della privacy. Una volta attivato è possibile accedervi dal sito Internet www.fascicolo-sanitario.it utilizzando le proprie credenziali personali. Il sito è raggiungibile anche dall'home di ER Salute, il sito del Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna: http://salute.regione.emilia-romagna.it/ Alcune Aziende sanitarie stanno avviando anche soluzioni per fornire credenziali durante l'accesso in ambulatorio per visite o esami specialistici (Reggio Emilia) o dopo il ricovero in ospedale (al Rizzoli di Bologna) o al momento di donare il sangue (Casa del donatore a Bologna, Avis di Modena). È possibile scegliere anche altri canali per l'attivazione: tramite credenziali 'Federa' (https://federa.lepida.it) presso una Pubblica amministrazione della Regione aderente, oppure credenziali 'Spid' (Sistema pubblico per la gestione dell'Identità Digitale https://www.spid.gov.it/) presso uno degli Enti abilitati a rilasciarle (ad oggi sono Aruba, InfoCert, Namirial, Poste Italiane, Register, Sielte e Tim). Ogni provider ha implementato diverse modalità per richiedere e ottenere credenziali Spid. Per informazioni è disponibile anche il numero verde regionale 800.033.033.
Chi può accedere La gestione dei consensi alla consultazione dei dati sul Fascicolo sanitario elettronico è personale: si può decidere in autonomia con chi condividere i documenti e chi può accedere, cambiando queste impostazioni in ogni momento. In particolare la consultazione può essere consentita: solamente al medico o pediatra di famiglia o, in aggiunta, a tutti gli specialisti.
Il Fascicolo sanitario elettronico in cifre In Emilia-Romagna sono stati attivati finora 377.389 Fascicoli sanitari elettronici, con una tendenza di crescita soprattutto negli ultimi anni (erano 41mila nel 2013, 91mila nel 2014, 168mila nel 2015, 279mila nel 2016). Lo hanno attivato più donne che uomini: 201.422 contro 175.967. Questi i numeri di attivazione per Azienda sanitaria: Bologna 120.783; Piacenza 11.951; Imola 19.254; Reggio Emilia 36.393; Parma 39.748; Ferrara 40.200; Modena 44.435; Romagna 64.625. La fascia di età più presente è tra 45-59 anni (111.774 fascicoli attivati), che nell'ultimo anno si è alzata notevolmente: nel 2016, infatti, la più rappresentata era quella tra i 30 e i 44 anni.

SARDEGNA: liste d'attesa, giunta delibera il potenziamento del sistema cup

file-ASLCagliari, 19 novembre 2017 - "Occorre potenziare e sfruttare al meglio il Cup (Centro Unico di Prenotazione) informatico regionale per consentire lo smaltimento delle liste d'attesa. Un sistema CUP correttamente configurato e completo permette una notevole capacità di monitoraggio e di intervento per i vari livelli di governo, potendo conoscersi in tempo reale l'organizzazione e la disponibilità dell'offerta e intervenire tempestivamente laddove si riscontrano criticità di qualunque tipo, dalle carenze di organico all'indisponibilità della strumentazione, agli interventi strutturali". Lo afferma l'assessore della Sanità, Luigi Arru, che ha portato in Giunta una delibera che parzialmente corregge quanto stabilito per il contenimento delle liste d'attesa dal 2010 ad oggi.
RISORSE. "Le Asl - ricorda l'assessore - hanno avuto quasi 28 milione e mezzo di euro per far fronte al problema della prenotazione delle prestazioni sanitarie. A fronte di queste ingenti risorse, però, è mancata una adeguata sensibilizzazione dei medici prescrittori. Il CUP regionale deve essere sfruttato meglio, ci deve essere una gestione distinta delle priorità in caso di primo accesso e la possibilità per l'erogatore della prestazione di attivare il protocollo di presa in carico e follow- up e, quindi, delle successive visite, senza ripassare per il sistema di prenotazione regionale".
AGENDE. Con la delibera - approvata dalla Giunta - le risorse del Piano del 2010 vengono rimodulate e utilizzate per smaltire le liste d'attesa garantendo la prenotazione, su agende informatizzate sul sistema CUP regionale, di almeno il 90% delle prestazioni erogate di specialistica ambulatoriale, comprese le prime visite specialistiche, e dell'80% della totalità delle prestazioni erogate di specialistica ambulatoriale istituzionale e intramoenia (ad esclusione delle prestazioni di laboratorio analisi).
ATS. Le risorse destinate alle ex ASL saranno erogate interamente all'ATS e assegnate da questa alle aree socio sanitarie in coerenza con gli obiettivi assegnati.