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DALLE REGIONI

LECCE : chiusura accesso alle guardie dopo le 22.30 ok della Fimmg

guardiamedicaConvince la chiusura della guardia medica dopo le 22.30 alle visite ambulatoriali . Il Piano sulla sicurezza nelle guardie mediche, che il direttore generale della Asl di Lecce, Ottavio Narracci, intende varare in tempi stretti . «Apprezziamo moltissimo l' iniziativa del direttore Narracci " ha dichiarato il segretario provinciale della Fimmg, Alberto Andrani. " che sta operando per risolvere l'annoso problema della sicurezza nelle sedi della continuita' assistenziale. Era un problema che andava risolto in tempi non piu' procrastinabili. La proposta, in linea di massima ci trova d'accordo, va formalizzata nel Comitato permanente aziendale dove colleghi della continuita' assistenziale potranno, tramite le rappresentanze sindacali, esprimere il loro parere in merito. Non possiamo non essere d'accordo con quanto delineato nella proposta del direttore della Asl, soprattutto per l'iniziativa fattiva e concreta. Finalmente dopo tanto parlare, senza nessun passo concreto, qualcosa di effettivamente operativo. Noi daremo la nostra collaborazione quando ci sara presentata formalmente la proposta».

VENETO: dipendenza per tremila medici di famiglia Fimmg nessun progetto in tal senso

crisaraAbbiamo letto le dichiarazioni che il Presidente della V Commissione Boron ha reso oggi durante la stampa sul nuovo Piano Socio Sanitario presentato ieri a Montecchio Precalcino dall'Assessore Coletto insieme all'Assessore Lanzarin e al Direttore alla Sanità e Sociale, Domenico Mantoan, per il quinquennio 2019-2023, di fronte ad una platea di circa 200 persone tra Organizzazioni Sindacali e Direzioni Generali.
In nessun momento è mai stato accennato a un passaggio alla dipendenza degli oltre 3.000 medici di famiglia del Veneto, per cui le dichiarazioni alla stampa del Presidente V Commissione Boron sono frutto di un'altra riunione in cui era presente solo lui (a quella dove eravamo noi ieri non c'era).
A quanto è stato dato di capire l'intenzione del disegno di legge è quella di utilizzare per la cronicità medici convenzionati (MMG), medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (ospedalieri) e poi soggetti privati accreditati. Tutto questo è stato accennato per sommi capi e senza presentazione di alcun documento in attesa che la Giunta Regionale pubblichi la sua proposta di legge che dovrà essere valutata dal Consiglio Regionale. In quell'occasione ci pronunceremo venendo a conoscenza dei termini esatti.
Domenico Crisarà segretario regionale FIMMG Veneto

VENETO: La Regione vuole assumere 3mila medici di famiglia ecco il nuovo Piano sociosanitario

medicofamiglia(Corriere Veneto) di Michela Nicolussi Moro VENEZIA Avviata la riforma della sanità, che il 6 ottobre 2016 ha ridotto le Usl da 21 a 9 lasciando intatti l'Istituto oncologico veneto e le due Aziende ospedaliere di Padova e Verona e ha introdotto l'Azienda Zero come «centrale strategica» per acquisti, personale, assicurazioni, affari legali e altre incombenze amministrative tolte alle aziende sanitarie, ora la Regione pone le basi del nuovo Piano sociosanitario (quello attuale scade il 31 dicembre). Ovvero ridisegna l'assistenza ospedaliera, territoriale e sociale per il quinquennio 2019/2023: costo 9 miliardi di euro. Dopo il nulla-osta della giunta Zaia, passerà in commissione Sanità per discussione, audizioni ed eventuali modifiche ed entro la fine dell'estate dovrebbe approdare in aula.
L'assistenza territoriale
Dal territorio le novità più ghiotte. La prima riguarda il futuro dei 3161 medici di famiglia: il consiglio regionale dovrà decidere se mantenerli in regime di convenzione, passarli invece in regime di accreditamento, cioè comprare da loro un pacchetto di prestazioni, oppure assumerli. Quindi renderli dipendenti della Regione. «Se ne parla da un anno — rivela Fabrizio Boron, presidente della commissione Sanità — assumerli significherebbe farli lavorare 38 ore a settimana invece di 17, renderli più disponibili alle visite domiciliari e più tecnologici. E ci consentirebbe di inviarli anche nei piccoli paesi o nelle frazioni, soprattutto di montagna, in cui adesso non vogliono andare. La rivisitazione del loro contratto nasce dalla duplice esigenza di offrire al cittadino un servizio più puntuale e capillare e nello stesso tempo di svuotare dai codici bianchi i Pronto soccorso». Salta così definitivamente il progetto degli ambulatori h24, tecnicamente Medicine di gruppo integrate. «Sono stati definiti economicamente insostenibili dal ministero dell'Economia e dalla Corte dei Conti — spiega l'assessore alla Sanità, Luca Coletto — perciò i 55 già attivati restano, gli altri 31 vengono fermati». Non cambiano però le parole d'ordine dell'assistenza territoriale, che sono: cronicità e non autosufficienza. Il nuovo Piano prevede un modello a piramide che misura tre livelli di cronicità: semplice (una singola patologia, un quadro clinico non complesso o patologie multiple non complesse); complessa e avanzata. Per capire quanti cittadini inserire nei tre livelli il Veneto utilizzerà, primo in Italia, il sistema ACG, che partendo dai dati epidemiologici già raccolti dalle Usl censirà la distribuzione delle patologie sul territorio, con l'obiettivo di calibrare interventi e risorse sui reali bisogni della popolazione. ACG è un sistema di mappatura che riconosce la maggiore o minore concentrazione di malattie nei diversi luoghi geografici. Dopodichè i pazienti cronici saranno presi in carico dai 26 Distretti, che verranno riorganizzati con team multidisciplinari composti da medici (soprattutto geriatri e internisti), infermieri, assistenti sociali e altri professionisti. Saranno sviluppati percorsi individuali di terapia, coinvolgendo l'assistenza domiciliare integrata, le strutture intermedie (Hospice, ospedali di comunità), potenziate da 1200 a 2mila letti, e case di riposo. Nascerà un numero unico dedicato alle richieste di aiuto da parte di pazienti e familiari e si consoliderà il ruolo delle Centrali operative territoriali, chiamate a coordinare gli interventi a sostegno della cronicità complessa e avanzata.
Le Ipab
Il terzo caposaldo dell'assistenza territoriale è la riforma delle Ipab. «Ora ce ne sono 200 — spiega l'assessore al Sociale, Manuela Lanzarin — 175 sono case di residenza per anziani e disabili, di cui il 90% non autosufficienti. Con oltre 15mila posti letto e 8mila operatori, rappresentano il 70% dell'offerta residenziale per non autosufficienti e ricevono dalla Regione 215 milioni di euro l'anno di contributi. Ora vanno riorganizzate: ci sarà almeno un'Ipab per provincia e dovranno garantire più servizi, anche a domicilio. Diverranno il punto di riferimento per la cura della cronicità». E poi, per i disabili, sarà messo a punto il progetto del «Dopo di noi», che prevede moduli abitativi con la presenza h24 di operatori, dove possibile il reinserimento lavorativo, centri diurni e ricoveri di sollievo temporanei utili alle famiglie per tirare il fiato.
Gli ospedali
Minori le novità sul fronte della rete ospedaliera: arriveranno con le schede, che giunta Zaia e commissione Sanità dovranno vagliare dopo l'approvazione del Piano sociosanitario. Restano tutti gli attuali 68 ospedali (42 pubblici e 26 accreditati, per un totale di 16.500 letti, 3 ogni mille residenti) e anche i punti nascita sotto i 500 parti l'anno. Salgono a 3mila i letti di riabilitazione (0,5 per mille), arrivano la cartella clinica elettronica e specialisti nei Serd per la prevenzione e la presa in cura dei dipendenti dal gioco d'azzardo. Che, insieme ai parenti, riceveranno anche sostegno psicologico. Il Veneto proseguirà infine la battaglia contro la carenza di medici, reclamando dallo Stato più borse di studio nelle scuole di specialità o la possibilità di assumere negli ospedali neolaureati e di farli specializzare direttamente sul posto di lavoro.

NAPOLI : Ricette falsificate, FIMMG tristezza per un collega che si è macchiato di un reato tanto grave

truffa«Sapere che esistono indizi tanto pensanti nei confronti di un collega della medicina generale e immaginare dunque che questo collega possa essersi reso colpevole di un reato tanto grave ci riempie di tristezza. Un comportamento simile è deplorevole, perché è contrario a tutto ciò che dovrebbe ispirare l'operato di un medico». Queste le parole con le quali Luigi Sparano e Corrado Calamaro, della Fimmg Napoli, esprimono ferma condanna rispetto all'operato del medico della Asl Napoli 3 Sud che falsificava ricette. «Nessuna condanna sommaria – dicono Sparano e Calamaro – attendere il giudizio definitivo sulla vicenda è d'obbligo, tuttavia se le accuse dovessero risultare fondate l'accaduto sarebbe estremamente grave. La categoria dei medici è fatta prevalentemente di professionisti seri e coscienziosi, che non meritano di veder infangato il proprio lavoro dagli errori di poche pecore nere».

NAPOLI: false ricette ordine dei medici, pronti a pesanti sanzioni se confermate le accuse

farmaci-contraffatti-aifa-guidaNapoli (Adnkronos) - «Alle determinazioni che potranno arrivare dall'attività giudiziaria, ne stiano certi, si aggiungeranno pesantissime sanzioni ordinistiche». Il presidente dell'Ordine dei medici di Napoli Silvestro Scotti commenta così la vicenda di cronaca che ha coinvolto un medico di medicina generale, attualmente agli arresti domiciliari, con l'accusa di aver falsificato migliaia di ricette.«Ad oggi - spiega Scotti - l'attività investigativa svolta dal Nas ha portato a questa misura di limitazione della libertà, e l'Ordine è chiamato a tenerne conto con i dovuti provvedimenti. Se il collega dovesse risultare effettivamente colpevole delle accuse ascrittegli dalla magistratura avrà, anche in termini disciplinari, il massimo della 'pena'». Scotti, che è anche segretario nazionale Fimmg, ricorda che «come presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli mi batto da sempre affinché i medici siano considerati nell'esercizio delle loro funzioni come pubblici ufficiali. Questo significa pene severe per chi aggredisce un collega, e altrettanto severe per chi, tradendo il giuramento di Ippocrate, mette in discussione il rapporto con i cittadini. Mi rammarico - conclude Scotti - che l'Ordine continui ad apprendere notizie simili dalla stampa, anziché dai preposti uffici del Tribunale».

BOLZANO: Formazione specialistica dei medici: colloqui di Stocker a Vienna con la ministra e l'Ordine dei Medici.

mediciospedale thumb medium250 250Le ripercussioni della trasformazione demografica fanno sentire le loro conseguenze in tutta Europa con un aumento del fabbisogno di assistenza e di prestazioni sanitarie che vanno di pari passo con la carenza di infermieri e di medici specialistici.
Al centro degli incontri odierni (25 aprile) dell'assessora provinciale alla salute, Martha Stocker, con la ministra austriaca Beate Hartinger-Klein e il suo capo sezione Gerhard Aigner assieme ai vertici dell'Ordine dei medici austriaco, in primo luogo la realizzazione, in base ad un nuovo modello organizzativo, della formazione specialistica transfrontaliera dei medici, le assicurazioni per lo studio di medicina in Austria degli studenti altoatesini e la partecipazione della Provincia di Bolzano alla programmazione della Medical School del Tirolo in fase di realizzazione.
La delegazione altoatesina era composta anche dal direttore di Dipartimento, Michael Mayr, dalla direttrice dell'Ufficio ordinamento sanitario, Veronika Rabensteiner, nonché dalla presidente dell'Ordine dei medici, Monica Oberrauch e dal segretario Michael Engl. Ha preso parte agli incontri anche il direttore della Ripartizione per l'Alto Adige (Südtirolabteilung) del Ministero degli esteri austriaco, Thomas Wunderbaldinger.
"Per decenni, grazie alla buona collaborazione esistente con l'Ordine dei medici austriaco e del Tirolo, i giovani medici hanno potuto svolgere parte della loro formazione specialistica negli ospedali altoatesini. Questo modello non ha consentito solamente di svolgere una formazione pratica, ma ha anche rafforzato il legame dei giovani medici con l'Alto Adige" ha affermato l'assessora Stocker.
Il Ministero della salute italiano ha infine riconsociuto il titolo di medico specialista conseguito in Austria fino al 2013. "Da allora non è più possibile svolgere la formazione specialistica negli ospedali altoatesini secondo il modello austriaco. Parte della carenza di medici specialisti che si riscontra in Alto Adige è da ricondurre a questa situazione.
Nel frattempo si è riusciti a far riconoscere dall'Italia i titoli secondo l'ordinamento austriaco. A fine settembre 2017 sono stati accreditati presso il Ministero della salute a Roma per la formazione specialistica complessivamente 73 reparti e servizi dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige. Lo aveva richiesto l'Ordine dei medici austriaco.
"La nostra visita odierna aveva in primo luogo lo scopo di sottolineare, ancora una volta, l'importanza per l'Alto Adige di questa collaborazione" così Stocker. "L'obiettivo prioritario è quindi quello di dare ai giovani medici la sicurezza che la loro formazione specialistica transfrontaliera venga riconosciuta all'insegna della libertà di formazione sancita a livello di Unione Europea" sottolinea l'assessora.
"Assieme alla ministra Hartinger-Klein e ai rappresentanti dell'Ordine dei medici austriaco e della Provincia di Bolzano abbiamo compiuto un ulteriore passo costruttivo. Vi saranno altri chiarimenti e approfondimenti in alcuni punti sostanziali. A tutte le persone coinvolte va il mio ringraziamento per l'approccio orientato all'individuazione di soluzioni nell'ambito della pianificazione dei prossimi step" commenta con soddisfazione l'assessora Stocker gli esiti positivi del viaggio a Vienna.
Dato che la ministra Hartinger-Klein è competente anche per quanto riguarda il lavoro e le politiche sociali nel corso del colloquio sono state trattate anche le tematiche riguardanti la gestione del crescente fabbisogno assistenziale, la qualifica degli infermieri domiciliari e le misure per l'inclusione nel mercato del lavoro di persone disabili e con background migratorio.