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DALLE REGIONI

BASILICATA: screening mammografico, al via gli inviti per le nuove fasce d'eta'

Mammografia-001(AdnKronos Salute) - La Regione Basilicata ha inviato oggi le prime lettere d'invito per la partecipazione allo screening mammografico delle donne che rientrano nelle nuove fasce di età, quelle compresa tra 45-49 anni e tra 70 e 74 anni. I relativi esami diagnostici di prevenzione partiranno dal 3 luglio.La Basilicata è così tra le prime Regioni in Italia - sottolinea una nota - ad aver esteso lo screening mammografico a una fascia di popolazione così ampia, rispetto al quella già sottoposta a campagna di screening contro il cancro del seno (50-69 anni).
"La Regione Basilicata - hanno evidenziato il presidente Marcello Pittella e l'assessore alle Politiche della persona Flavia Franconi - consolida un primato nazionale nel campo della prevenzione ponendosi, anche in questo caso, tra le prime Regioni italiane ad aver esteso lo screening mammografico. Il notevole impegno economico aggiuntivo, pari a oltre un milione di euro, sarà garantito all'interno delle azioni complessive di razionalizzazione ed efficientamento che il sistema
sanitario regionale ha avviato nella nuova consiliatura con la riorganizzazione e il riordino del sistema sanitario e con l'attivazione della Stazione unica appaltante".

NAPOLI: rivendevano farmaci salvavita rubati a grossisti e farmacisti compiacenti, 5 arresti

farmaci(ANSA) - AVERSA Costosi farmaci antitumorali e antivirali, ma anche quelli per la cura della disfunzione erettile, rubati da depositi del Napoletano per essere rivenduti a farmacisti compiacenti e finire sul mercato ad un prezzo 4-5 volte più alto con danni ingenti alle tasche dei cittadini o alle casse pubbliche. È quanto emerso dall'indagine della Procura della Repubblica di Napoli Nord e dei Carabinieri del Nas di Napoli che questa mattina ha portato all'arresto di cinque persone tutte residenti a Napoli, per le quali il gip ha disposto i domiciliari. Tra loro un rappresentante farmaceutico, due autotrasportatori del settore sanitario, il dipendente di un deposito farmaceutico ed un ex rappresentante. Nell'indagine, denominata «Pharmabusiness», sono indagate altre 32 persone, tra cui farmacisti operanti a Napoli e provincia, per un giro d'affari ipotizzato di un milione di euro. I reati contestati a vario titolo sono l'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, alla ricettazione e al furto aggravato di farmaci. L'operazione odierna è solo l'ultimo tassello di una maxi indagine che già negli anni scorsi ha portato a numerosi arresti. «Nei precedenti casi - spiega il procuratore della Repubblica di Napoli Nord, Francesco Greco che ha tenuto una conferenza stampa tenuta negli uffici della Procura ad Aversa - i farmaci venivano reimmessi sul mercato dopo essere stati rubati in ospedali o rapinati ad autotrasportatori. Dopo il nostro intervento, sono calate rapine e furti ma il traffico di farmaci di provenienza illecita è proseguito con un modus operandi diverso.
Ovvero, venivano coinvolti farmacisti compiacenti ed emesse fatture false, sfruttando anche delle falle nel sistema di tracciabilità dei farmaci». Le indagini, durate dall'ottobre 2016 all'aprile 2017, sono partite dopo alcuni accertamenti amministrativi dei Nas sulle farmacie di Napoli e provincia. Un informatore farmaceutico proponeva per conto di un grossista l'acquisto di farmaci di fascia H (ovvero farmaci ospedalieri o ad alto costo) di provenienza illecita, poiché oggetto di furti, ad altri grossisti, depositari e farmacisti compiacenti attraverso l'approntamento di dettagliate liste; c'erano anche anabolizzanti e farmaci provenienti dall'estero il cui commercio non era mai stato autorizzato; altri invece erano custoditi in pessime condizioni igienico-sanitarie. Dalle indagini è anche emerso che i membri dell'organizzazione criminale avevano denunciato al datore di lavoro, con un esposto anonimo, un altro addetto al deposito di farmaci che si era accorto che qualcosa non andava. Accadeva dunque - hanno scoperto gli inquirenti - che le cosiddette «vaschette» contenenti i farmaci da inviare alle farmacie venissero riempite con più confezioni rispetto all'ordine di acquisto. I prodotti in più venivano fatti poi sparire prima della consegna dai due autotrasportatori coinvolti; oppure, i farmacisti onesti li rimandavano indietro e a quel punto il rappresentante li faceva sparire reimmettendoli nel mercato illegale. Il sistema illecito si basava su fatture e altra documentazione falsificata. Ogni giorno, è emerso, i dipendenti infedeli delle ditte farmaceutiche facevano sparire dai depositi pochi prodotti per non dare nell'occhio. Il ciclo si chiudeva con la vendita dei farmaci a prezzo inferiore a quello di mercato; i farmacisti compiacenti, li rivedevano poi al prezzo di mercato, che era fino cinque volte superiore a quello d'acquisto. Per alcuni farmaci, come gli antitumorali, che costavano alcune centinaia di euro, pagava interamente la Regione, con un danno rilevante alle casse pubbliche; gli altri farmaci li pagava il cittadino

NAPOLI : shock, donna ricoverata al San Paolo giace nel letto invaso di formiche

formicheletto(News Italiane) E' la denuncia choc dei Verdi e del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che sul profilo ufficiale di Facebook ha pubblicato l'immagine agghiacciante. "Abbiamo preso immediati provvedimenti", afferma il direttore sanitario dell'ospedale San Paolo Vito Rago, dopo l'immagine di formiche sul letto di una paziente. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha disposto l'invio della task force ministeriale e dei carabinieri del Nas per accertare quanto avvenuto all'ospedale San Paolo di Napoli dove una donna ricoverata giaceva in un letto ricoperto di formiche. "Sono anni – prosegue il consigliere – che denunciamo la presenza di insetti compresi gli scarafaggi all'interno dell'ospedale, e le rassicurazioni che ci hanno fornito fino ad oggi si sono rivelate inattendibili". Per questo chiediamo la rimozione immediata di tutti i responsabili.
"Il Direttore Sanitario inoltre – continua Borrelli – dovrà dare serie spiegazioni anche in commissione sanità dove lo farò convocare per un'audizione e sulla cui azione amministrativa ho deciso di chiedere una inchiesta interna. O si lavora in modo serio e con grande rispetto per i malati o per quanto ci riguarda si va a casa", conclude il consigliere campano dei Verdi. Vito Rago dal canto suo ha replicato prendendosi le sue responsabilità e dichiarando: "Sono mortificato, il fatto è vero". Le formiche sono sul letto, non sul corpo della paziente, ma di sicuro è un fatto che non doveva accadere.
Si pensava che con i pazienti curati a terra all'ospedale di Nola si fosse toccato il fondo, la foto che arriva da un ospedale di Napoli dice il contrario. Ho chiamato il servizio bonifica che interverrà domani mattina nell'intero reparto. "La prima cosa, fatta subito, è stata quella di cambiare il letto della signora". "Ho provveduto inoltre ad appaltare a una ditta specializzata l'incarico per una bonifica definitiva", aggiunge. La procura di Napoli vuole aprire un'indagine per individuare i responsabili, mentre in molti invocano dimissioni di massa. Ci chiediamo da tempo cosa stiano aspettando da Roma per nominare il nuovo commissario alla Sanità in Campania, la risposta a questa domanda ci lascia senza parole.
Il consigliere regionale dei Verdi denuncia da anni la presenza di insetti nell'ospedale e continua nella sua denuncia: Non possiamo accettare che i pazienti siano trattati in questo modo e non accettiamo giustificazioni superficiali. La signora va subito rimossa e sistemata in condizioni mediche, sanitarie e di decoro degne di questo nome. O si lavora in modo serio e con grande rispetto per i malati o per quanto ci riguarda si va a casa".
Il direttore sanitario dell'ospedale San Paolo, Vito Rago, dopo la diffusione della foto ha dichiarato di essere mortificato e ha confermato il fatto: "Il fatto è vero. Le formiche sono sul letto, non sul corpo della paziente, ma di sicuro questo è un fatto che non doveva assolutamente accadere. Abbiamo preso immediati provvedimenti. Ricopro questo incarico da appena 20 giorni ma non voglio giustificarmi certo per questo. Ho chiamato il servizio bonifica che interverrà domani mattina nell'intero reparto. Ho provveduto inoltre ad appaltare ad una ditta specializzata l'incarico per una bonifica definitiva".
Un'immagine sconcertante, che si fa fatica a credere sia stata scattata in un ospedale italiano. Ritrae una donna che giace in un letto d'ospedale, e il letto è letteralmente infestato da una miriade di formiche. È la fotografia diffusa dal consigliere regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli, la degente riatratta si trova ricoverata all'ospedale San Paolo di Napoli. Presidio nel quale, peraltro, già in passato si erano registrate proteste per la presenza di insetti.

Lo stesso Borrelli rimarca che si tratta di «un gravissimo caso di degrado e di mala sanità; una signora è ricoverata in Medicina Generale al quinto piano ed è immersa tra le formiche in un letto sporco. Un livello di sciatteria e mancanza di igiene che non possiamo accettare da parte del personale medico. Sono anni che denunciamo la presenza di insetti compresi gli scarafaggi all'interno dell'ospedale e le rassicurazioni che ci hanno fornito fino ad oggi si sono rivelate inattendibili. Per questo chiediamo la rimozione immediata di tutti i responsabili e i membri del reparto che hanno permesso una vicenda simile».
D'altro canto, lo stesso direttore sanitario dell'ospedale, Vito Rago, ammette che «è tutto vero, sono mortificato. Ricopro questo incarico da appena 20 giorni ma non voglio giustificarmi certo per questo. Ho chiamato il servizio bonifica che interverrà domani mattina nell'intero reparto. Le formiche sono sul letto, non sul corpo della paziente, ma di sicuro questo è un fatto che non doveva assolutamente accadere. Abbiamo preso immediati provvedimenti».
E mentre il Codacons annuncia la presentazione di un esposto in Procura sulla vicenda – «una vergogna inaudita che regala a Napoli il titolo di capitale italiana della malasanità», afferma il presidente Carlo Rienzi – si riaccendono le polemiche sulla gestione della sanità in Campania: sono passati ormai più di due mesi dalle dimissioni del commissario alla Sanità campana Joseph Polimeni e ancora non c'è il sostituto, questione che dev'essere risolta sull'asse ministero-Regione, con le istutizioni e rimpallarsi le responsabilità.
Chiuso d'urgenza il reparto di medicina. Il ministro invia task force, ispezione dei Nas. L'ira di De Luca

ALTO ADIGE: Formazione dei medici, confermata la competenza della Provincia

mediciepcImportante sentenza della Corte Costituzionale che dà ragione alla Provincia di Bolzano dopo che il governo aveva impugnato un passaggio della legge provinciale (legge 10/2016) nel quale venivano ridotti da 10 a 6 gli anni di esperienza professionale necessari per svolgere il ruolo di tutor per la formazione dei medici di base. Il nodo della questione era rappresentato dalla competenza primaria in materia di formazione dei medici di base, che la Corte Costituzionale ha ribadito essere della Provincia.
"Questa sentenza è di grande importanza per l'Alto Adige - sottolinea l'assessora alla sanità Martha Stocker - in quanto attualmente sono 40 i medici che stanno svolgendo la formazione per diventare medici di medicina generale: 13 di questi la concluderanno in luglio, mentre altri 18 la inizieranno in settembre. Grazie al pronunciamento della Corte Costituzionale sarà più semplice individuare un numero adeguato di tutor in grado di accompagnare i futuri medici di base nel loro percorso formativo".
Come noto, il pensionamento di molti medici di base in Alto Adige ha generato una forte necessità di inserire nuovi professionisti sul territorio, spingendo la Provincia a organizzare i corsi triennali di formazione che prevedono un tirocinio pratico di 44 settimane presso un medico che svolge il ruolo di tutor. Essendo difficile trovare un numero sufficiente di tutor in possesso dei 10 anni di esperienza professionale fissati a livello statale, la legge provinciale del 2016 ha rivisto questo "paletto" riducendolo a 6 anni (in Trentino è di 5 anni, ndr). La normativa è stata ora avallata dalla sentenza della Corte Costituzionale.

ABRUZZO: Oncologia, ''medici di famiglia fondamentali'' nella prevenzione e cura

mediciospedale thumb other250 250(Abruzzo Web) CANISTRO - "Nella prevenzione e cura delle malattie oncologiche, il ruolo dei medici di famiglia è importantissimo, perché conoscono la storia del paziente, possono indicare quali sono gli screening da fare ed esortare la popolazione ad avere uno stile di vita sano, che è la principale prevenzione contro il tumore".
Lo ha spiegato Gaetano Lanzetta, oncologo di fama internazionale, davanti alla sala gremita, in particolare da medici di base, nel corso del convegno dedicato alle nuove frontiere nella prevenzione e nella cura del cancro, organizzato dall'Istituto traumatologico italiano (Ini) di Canistro (L'Aquila), nella struttura di Villa Alba.
Lanzetta, attualmente medico responsabile di Oncologia medica nella casa di cura Ini di Grottaferrata (Roma), ha puntato l'attenzione non solo sui progressi che si stanno compiendo sul fronte delle terapie, ma anche e soprattutto sulla prevenzione delle patologie oncologiche.
"La cultura della prevenzione deve rimanere il caposaldo e deve partire dalle scuole. Lo stile di vita è fondamentale, se è corretto riduce il rischio del 50 per cento - ha aggiunto - Questo significa una dieta ricca di frutta, verdura e carboidrati, limitare gli alcolici e la carne rossa, significa lotta al tabagismo, visto che 20 sigarette al giorno per 20 anni fanno sì che per il fumatore aumenti dell'80 per cento il rischio di tumore".
Purtroppo, secondo Lanzetta, "si aderisce ancora in modo insoddisfacente agli inviti delle Asl a effettuare screening periodici, come mammografia, pap test e ricerca del sangue occulto. Dobbiamo far passare il messaggio che trovare una malattia in fase molto precoce consente di debellarla. Nella lotta al cancro la cosa più importante è giocare di anticipo".
In questa strategia della prevenzione e della diagnosi precoce si inquadrano gli investimenti effettuati dalla struttura Ini di Canistro per dotarsi di apparecchiature all'avanguardia.
Il dottor Luigi Azzarri, specialista radiologo, ha evidenziato che "abbiamo una sezione di Rm con apparecchiatura ad alto campo magnetico, da 1,5 Tesla, adatta allo studio delle patologie neuroradiologiche, encefaliche, del midollo spinale e del rachide, nonché addominali e pelviche, mammarie, muscolo-sceletriche e articolari".
"Inoltre è presente una sezione di Tc (tomografia computerizzata, ndr) multistrato con cui è possibile eseguire studi neuro e toraco-addominale anche con mezzo di contrasto. È infine possibile effettuare con tale apparecchiatura esami di colonscopia virtuale (colon TC) - ha aggiunto - Sono presenti nel reparto di Radiodiagnostica anche un'apparecchiatura Rx telecomandato e due ecografi".
Tra i tanti medici di base intervenuti il dottor Liborio Caputi, di Avezzano. "Si stanno facendo importanti progressi nella terapia, nel campo dell'immunoterapia e dei farmaci oncologici - ha premesso - ma è importante ribadire, com'è stato fatto oggi, l'assoluta centralità della prevenzione".
La direttrice della casa di cura di Canistro, Daniela Stati, nel ringraziare la partecipazione dei medici di base al convegno, ha rimarcato "l'importantissimo e fondamentale ruolo di interfaccia con i loro pazienti e le strutture specialistiche dei medici di base".
"In particolare il medico di base può indirizzare presso la nostra struttura pazienti che abbiano necessità di indagini di secondo livello qualora presentino sintomi o storia clinica di patologie oncologiche o abbiano semplicemente fattori di rischio verso malattie oncologiche meritevoli di interesse diagnostico", ha concluso.

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VARESE: La Guardia Medica trasloca in ospedale

guardia-medica-web(Varese NEWS) Novità nel presidio ospedaliero di Saronno: il direttore generale dell'Asst Giuseppe Brazzoli, nel corso di un incontro organizzato con l'Amministrazione comunale saronnese, voluto per fare il punto degli investimenti in corso nella struttura ha annunciato, l'arrivo della guardia medica.
Al momento il servizio di continuità assistenziale ha sede alla Fondazione Gianetti, un edificio storico situato davanti al Municipio probabilmente non completamente idoneo ad ospitare il servizio. Negli ultimi mesi è stato studiato il trasferimento all'interno dell'area dell'ospedale. Si stanno già predisponendo i locali dell'ex casa del cappellano. Una soluzione che permetterebbe al servizio di guardia medica di avere un accesso dedicato da via Frua.
«Una soluzione interessante sotto diversi aspetti – ha spiegato Giuseppe Brazzoli direttore generale dell'Asst Valle Olona – anche perchè consentirà una forte interazione con il pronto soccorso». L'idea è quella di sfruttare le sinergie legate alla vicinanza dei due servizi e così, nei momenti di apertura, i codici bianchi del pronto soccorso potrebbero essere dirottati alla guardia medica: «Del resto – conclude Brazzoli – una diversa gestione delle tipologie di emergenze è uno dei progetti che siamo portando avanti anche nelle novità organizzative che stiamo realizzando in pronto soccorso»