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DALLE REGIONI

MILANO : continuità assistenziale a rischio default chiesto incontro urgente in ats, potenziare postazioni e condizione medici anche in vista festività.

guardia2jpg thumb250 250Milano, 13 nov. (AdnKronos Salute) - Ha debuttato da poco più di un mese a Milano il nuovo assetto del servizio di Continuità assistenziale (ex guardia medica) e già sono diverse le voci che esprimono preoccupazione per le «criticità riscontrate». L'ultimo monito in ordine di tempo è quello lanciato dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) del capoluogo lombardo: «Attualmente nell'area metropolitana è attivo un nuovo sistema di Centrale operativa. Tale sistema è a rischio di default se non si prenderanno provvedimenti per potenziare l'offerta ambulatoriale di continuità assistenziale», avverte il sindacato. I timori riguardano soprattutto le prossime festività in arrivo: «In previsione dell'aumento del carico assistenziale e preoccupati per l'aggravamento delle criticità riscontrate nelle sedi ambulatoriali, in seguito all'aumento esponenziale delle richieste di intervento, abbiamo chiesto un incontro urgente ai vertici dell'Ats di Milano», comunica Antonella Ferrara, vice segretario di Fimmg Continuità assistenziale Milano - Vengono ritenuti necessari interventi mirati di potenziamento delle postazioni. «Chiediamo - si legge in una nota - l'applicazione immediata dell'accordo raggiunto nell'agosto scorso che prevedeva, per ogni municipio, di individuare una sede ove fosse possibile l'apertura di uno o più ambulatori attivi tutte le sere dalle 20 alle 24 e nei prefestivi e festivi con orario 8-24». La Fimmg chiede in particolare «il potenziamento già da dicembre degli ambulatori con maggiore afflusso» e cioè «Cherasco, 2 ambulatori; Bande Nere, 3 ambulatori; Pecchio, 2 ambulatori». Vista inoltre «la difficoltà a reperire» camici bianchi, «in seguito all'ormai evidente e grave carenza di medici, pensiamo sia indispensabile trovare modalità incentivanti, anche economiche, per favorire la copertura del servizio in turni brevi».

FOGGIA: Due medici si picchiano al 118 uno subisce la frattura del naso La scena al cambio turno davanti ad altri operatori

118(Gaz. del mezzogiorno) SANTERAMO IN COLLE - Increscioso episodio, ieri mattina, domenica, alla postazione cittadina del 118 di Santeramo, che si trova nel complesso dell'ex ospedale «Monte Iacoviello», in pieno centro cittadino.
Secondo una prima ricostruzione, un medico avrebbe aggredito fisicamente un collega al cambio turno.
Il bilancio? Il dottore che ha avuto la peggio ha riportato la frattura del setto nasale e un trauma cranico. In quelle fasi concitate, gli si sarebbero rotti gli occhiali. È stato ricoverato nell'ospedale Miulli della vicina Acquaviva delle Fonti con una prognosi di trenta giorni.
L'altro protagonista della accesa lite ha pure fatto ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso del Miulli, ma è stato subito rimandato a casa senza ulteriori problemi.
Lo scontro tra i due medici del 118 di Santeramo, dapprima soltanto verbale, è subito diventato fisico. Si è verificato al momento del cambio turno, ieri mattina. Non si conoscono le ragioni del drammatico episodio che a quanto pare sarebbe riconducibile a dissapori preesistenti tra i due professionisti, comunque ricollegabili a incomprensioni o divergenze sul luogo di lavoro.
Alla accesa discussione tra i medici avrebbero assistito alcuni testimoni, in concreto anche loro addetti alla postazione del punto di primo soccorso collocata nell'ex ospedale cittadino di Santeramo in Colle «Monte Iacoviello».
Con ogni probabilità, il referto del pronto soccorso del Miulli sarà trasmesso stamattina, lunedì 13 novembre, ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, che dovrebbe aprire un fascicolo d'inchiesta sull'accaduto, allo scopo di accertare eventuali profili di responsabilità penale. Il magistrato inquirente potrebbe decidere di ascoltare i possibili testimoni dell'accaduto.

FOGGIA: Guardia Medica paziente minaccia la dottoressa in visita con il fucile.

guardiamedicaImbraccia un fucile e minaccia la dottoressa in visita questo è l'ennesimo episodio di violenza
ai danni di un medico di continuita' assistenziale di Foggia. Il soggetto psicotico, non intendeva seguirla in ospedale per essere sottoposto alle cure del caso. La situazione si è fortunatamente risolta senza feriti grazie all'intervento della sorella del paziente, dei medici del 118 sul posto e dei carabinieri che sono intervenuti quando la situazione stava degenerando. L'uomo, che si trovava in uno stato di agitazione incontrollata, è stato bloccato e ricoverato in ospedale.
"Il tempo trascorre senza che la politica riesca ad individuare i correttivi necessari affinché la sera, quando lasciamo i nostri cari per raggiungere il servizio, non dobbiamo dare loro il nostro saluto, come se fosse l'ultimo, "ha commentato Maria Cassanelli. segretario del settore Continuità Assistenziale della F.I.M.M.G " perché non sappiamo se faremo ritorno alle nostre case sane e salve. In attesa che dalla Regione si promuovano finalmente misure necessarie a garantire le minime condizioni di sicurezza agli operatori della salute, in qualità di segretario del settore chiedo adesso ufficialmente alla direzione generale della azienda un incontro per condividere con i medici protocolli specifici utili ad affrontare le situazioni di maggior rischio e pericolo, come quelle dei malati psichiatrici, per garantire l'incolumità psico-fisica dei medici"
"Venerdì scorso eravamo più di mille davanti alla sede Consiglio Regionale, a Bari, ad urlare il disagio e la paura di tutta la categoria per la assoluta mancanza delle minime condizioni di sicurezza in cui si svolge il nostro lavoro ed ieri sera è successo ancora una volta che un medico, anzi, una donna medico, sia stata oggetto di un atto di violenza, minacciata con un fucile da un paziente che non intendeva dare seguito ai consigli terapeutici del sanitario" ha concluso Maria Cassanelli segretario provinciale del settore Continuità Assistenziale della F.I.M.M.G

PUGLIA,: Medici in corteo chiedono più coinvolgimento

protestabari(ANSA) - BARI, - Le decisioni sulla sanità pugliese siano preventivamente condivise e concordate con i medici. È la principale richiesta avanzata oggi dagli oltre seicento sanitari pugliesi, quasi un migliaio secondo gli organizzatori, che hanno manifestato a Bari in corteo chiedendo un maggior coinvolgimento nelle politiche sanitarie della Regione Puglia. Una richiesta di ascolto avanzata al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, anche nell'assemblea che ha chiuso la manifestazione, con i referenti regionali ed i segretari nazionali dei principali sindacati di categoria, rappresentativi di medici di famiglia, ospedalieri pubblici e privati, medici del territorio, specialisti convenzionati e accreditati. «Chiediamo ad Emiliano di incontraci e di non limitarsi ad ascoltarci, ma di tradurre - ha spiegato Filippo Anelli, il segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale - le nostre indicazioni nel sistema sanitario, a tutela della salute dei cittadini ed a tutela delle condizioni lavorative dei medici. Ora ci aspettiamo di essere davvero ascoltati dalla Regione». Tra le istanze avanzate dai medici le indicazioni di appropriatezza prescrittiva, le carenze organizzative e la sicurezza dei luoghi di lavoro. Nel corteo, snodatosi sino alla sede del Consiglio regionale, lo slogan più incalzante è stato «sicurezza, equità e buona sanità», mentre tra gli striscioni spiccavano «più medicina e meno burocrazia» e «basta con le morti annunciate».

VENETO: I medici denunciano i manager Usl. «Sciopero, dati falsi», si acuisce lo scontro, i sindacati si rivolgono alla procura

mediciospedale(IL GAZZETTINO) di Michela Nicolussi Moro VENEZIA Non è andato giù ai medici di famiglia «il balletto di cifre» di cui ha parlato l'assessore alla Sanità, Luca Coletto, riferendosi all'adesione allo sciopero proclamato dalla categoria gli scorsi mercoledì e giovedì per protesta contro il «mancato potenziamento dell'assistenza territoriale» attribuito alla Regione. Le sigle dei camici bianchi, Fimmg, Snami, Smi e Intesa sindacale, hanno raccolto una partecipazione media dell'83% (Treviso 87%, Rovigo 90,5%, Padova 79,3%, Venezia 85%, Belluno 84%, Verona 75,7%), calcolata in base alle lettere di non partecipazione alla protesta inviate 24 ore prima per obbligo di legge alle Usl di riferimento dai colleghi che hanno scelto di non incrociare le braccia. Ma nelle stesse ore la Regione ha comunicato un'adesione limitata al 52 per cento. E così venerdì i quattro sindacati hanno depositato una denuncia alla Procura di Venezia contro i direttori generali delle Usl per «divulgazione di false informazioni in riferimento allo stato di sciopero in essere» (pacchetto di 81 giornate di mobilitazione, fino al dicembre 2018).

I dati

Scrive l'avvocato Giulia Businaro di Padova: «I dati divulgati dall'assessore Luca Coletto risultano artefatti e distorti. Trattasi di rilevazioni erroneamente ed artatamente effettuate sulla base del numero di ricette emesse nelle giornate di agitazione e non in base al numero di comunicazioni di mancata adesione allo sciopero pervenute alle aziende sanitarie. La circostanza, oltre a configurare un evidente comportamento antisindacale, risulta idonea ad integrare la ben più grave ipotesi di delitto contro la fede pubblica... Reato ulteriormente aggravato dalla circostanza di essere stato commesso da soggetti esercenti un pubblico servizio essenziale, quello sanitario, nel cui ambito il ruolo di responsabile conferisce a chi lo riveste un prestigio e una visibilità ancora maggiori».

La diffida

Il legale diffida i dg «a voler rendere pubbliche con la massima urgenza le necessarie rettifiche relative ai dati... anche per il ristoro dei gravissimi e forse irreparabili danni e pregiudizi ingiustamente subiti e subendi a seguito della pubblica diffusione delle suddette inveritiere informazioni». L'avvocato chiede ai responsabili delle Usl «all'immediata esibizione dei dati corretti relativi alle non adesioni allo sciopero, conteggiate secondo quanto espressamente previsto dall'Accordo collettivo nazionale».

Muro contro muro

Ma perché, in un momento in cui i medici di base cercano l'accordo con la Regione per far ripartire gli ambulatori h12 e il fascicolo sanitario elettronico, l'attivazione di nuovi letti in ospedali di comunità e hospice, scelgono la via del muro contro muro? «Non ci siamo limitati alla smentita perché di mezzo c'è la credibilità di professionisti ogni giorno in mezzo alla gente e che alla gente devono rispondere — spiega Domenico Crisarà, segretario regionale della Fimmg —. Il tentativo di ridimensionare uno sciopero indetto per ottenere una migliore assistenza per i malati è ingeneroso nei confronti di una categoria che ha comunque dimostrato senso di responsabilità, garantendo le cure e le ricette urgenti. E' giusto fare chiarezza».

GENOVA: " Malattie croniche, ok da 420 medici Hanno aderito alla sperimentazione. proporranno ai pazienti di stipulare un "patto di cura si parte dai diabetici

diabeteIl Secolo XIX : SONO 420 i medici di famiglia liguri che hanno aderito alla sperimentazione sulle malattie croniche. Il progetto è già partito con il "reclutamento" dei malati di diabete, che sono 80mila in tutta la Regione. E dovrebbe estendersi agli affetti da broncopatie croniche. Nella sede di Alisa il numero dei medici aderenti è accolto positivamente ma si spera di estenderlo alla totalità dei dottori per coprire meglio il territorio ligure. A Genova sono circa 200 i medici che hanno aderito, ognuno di loro contatterà i pazienti diabetici che ha in cura e gli proporrà un "patto di cura" che prevede un calendario annuale di appuntamenti per esami e follow-up, già prenotati e inseriti da Alisa nelle liste (per evitare lunghe liste di attesa e intasamento degli ambulatori) e la possibilità di ottenere la prescrizione dei presidi medici direttamente dal medico di medicina generale. Inoltre tutti i dati dei pazienti saranno inseriti in un unico database regionale e accessibili con una password. «Si tratta di una sperimentazione molto interessante che può aiutare noi a gestire meglio i pazienti cronici e il sistema ospedaliero ad evitare tanti accessi impropri ai pronto soccorsi», è il commento del segretario Fimmg Andrea Stimamiglio