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DALLE REGIONI

BOLZANO: Via alla Carta dei servizi della medicina generale e delle AFT

medici camiceDiscussa il 4 maggio , nel corso di un incontro presso il Dipartimento alla salute, la bozza della "Carta dei servizi della medicina generale e delle Aggregazioni funzionali sul territorio - AFT", documento fondamentale per illustrare alla popolazione i servizi offerti sul territorio dalle nuove AFT. Hanno preso parte all'incontro, indetto dal direttore del Dipartimento, Michael Mayr, rappresentanti dei sindacati dei medici di famiglia, il Centro tutela consumatori ed utenti, la Federazione per il sociale e la sanità, e rappresentanti dei sindacati dei pensionati. Con la firma del contratto integrativo provinciale per i medici di medicina generale, avvenuta nel febbraio scorso, sono state poste le basi per la creazione delle Aggregazioni funzionali sul territorio. Le AFT rappresentano una rete funzionale tra vari medici di medicina generale collegati anche per via informatica, ed attraverso queste aggregazioni i medici sono ora in grado di garantire una maggiore copertura oraria del servizio ambulatoriale fornendo un approccio uniforme soprattutto per quanto riguarda l'assistenza dei malati cronici.
"Grazie alla sinergia tra i medici di medicina generale che operano nelle AFT ed i Servizi dell'Azienda sanitaria vogliamo realizzare una migliore assistenza sanitaria dei pazienti su tutto il territorio provinciale. La bozza della Carta dei servizi discussa oggi sarà uno strumento fondamentale per illustrare alla popolazione le nuove potenzialità dell'assistenza sanitaria sul territorio", sottolinea Michael Mayr il risultato raggiunto nella riunione. La "Carta dei servizi della medicina generale e delle AFT" vuole in primo luogo ottimizzare l'attività delle aggregazioni funzionali, fornire un'informazione fondamentale in merito alle prestazioni sanitarie che caratterizzano l'attività dei medici di famiglia ed illustrare nel dettaglio i diritti ed i doveri dei medici di medicina generale e dei loro pazienti. La bozza discussa oggi sarà quindi integrata con i suggerimenti pervenuti e discussa nelle prossime settimane per la sua stesura definitiva.

CATANIA Ospedale Vittorio Emanuele, Pugni e insulti ai medici durante un codice rosso individuati gli aggressori del 15 marzo

aggressorecataniaLa sala visite che si trasforma in un ring con i medici che vengono presi a pugni e insultati i fatti risalgono al 15 Marzo adesso ai domiciliari è finito Cristoforo Fuselli, classe 1979, mentre il fratello, classe 1984, è stato sottoposto all'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. I due devono rispondere violenza, resistenza a pubblico ufficiale nonché lesioni personali. Gli aggressori sono stati individuati dai carabinieri di piazza Dante. I fatti risalgono al 15 marzo scorso quando, alle 14 circa, alcuni medici erano stati chiamati d'urgenza per un paziente, arrivato privo di sensi sopra una sedia a rotelle spinta dai parenti, probabilmente era stato vittima di un incidente stradale. Stando alla ricostruzione delle forze dell'ordine la situazione sarebbe degenerata in pochi minuti con i familiari che hanno invaso la sala visite.

LECCE : Indagato per tentata violenza sessuale si ripresenta alla guardia medica

guardia medica2 4L'episodio avvenuto a Taviano - di cui dà notizia l'edizione di Lecce della Gazzetta del Mezzogiorno - riaccende i riflettori sulla mancanza di sicurezza negli ambulatori di guardia. «Si tratta - commenta il presidente dell'Ordine dei medici, il dottor Donato De Giorgi, nella intervista pubblicata su 'La Gazzetta del Mezzogiornò - di un episodio che, in sé, non ha grande rilevanza. Ma è occasione per alcuni spunti di riflessione. Attorno agli ambulatori di guardia si aggirano persone che, per le situazioni difficili in cui vivono, dovrebbero essere prese in carico da altre strutture. Accade a Taviano, ma anche in tanti altri paesi. La Direzione generale della Asl sta facendo tanto per rendere più sicure le sedi, ma tanto altro ancora c'è da fare. Non si deve abbassare la guardia. Anche l'Ordine si sta muovendo, per esempio organizzando dei corsi di autodifesa. Ma certamente tutto questo non basta. Ci sono delle persone che vanno aiutate. Se dovesse accadere qualcosa di grave, di chi sarebbe la colpa? Solo della persona coinvolta? O anche di chi non si è preso carico della situazione «Serve una guardia medica più efficiente, utile e sicura, per garantire dignità al lavoro degli operatori e rinsaldare il legame con il territorio. Bisogna ripensare il ruolo della guardia medica»

BELLUNO. Tutti i medici di famiglia, entro quest'anno, dovranno associarsi.

medici-anzia(Corriere della Alpi) BELLUNO. Tutti i medici di famiglia, entro quest'anno, dovranno associarsi. Lo impone il nuovo Piano triennale delle cure primarie per lo sviluppo delle medicine di rete e delle medici di gruppo, vale a dire la progettazione per il triennio 2018-2020 delle associazioni tra medici di medicina generale per il potenziamento dell'assistenza territoriale. Il piano, condiviso con i sindacati medici, «vuole equilibrare le esigenze di organizzazione del lavoro in gruppo dei camici bianchi di famiglia per migliorare la qualità dell'assistenza e, al tempo stesso, la necessità di presidiare, con studi individuali di medici, i territori decentrati della nostra provincia che spesso hanno anche alti indici di vecchiaia e di popolazione fragile», precisa il direttore sociale dell'Usl, Gian Antonio Dei Tos.
Cosa prevede. Il piano prevede, entro il 2018, l'inserimento dei medici di medicina generale che attualmente operano ancora singolarmente (sono due in provincia) o in medicine di rete o di gruppo. Inoltre, entro il 2020 saranno attivate altre sette medicine di gruppo cioè aggregazioni di medici di medicina generale che condividono informazioni sugli assistiti e una sede unitaria con personale di segreteria e infermieristico aperta almeno 7 ore al giorno e che prevedono la possibilità di un confronto sui casi clinici. Di queste, quattro saranno attivate nel distretto di Belluno: una a Belluno, una a Ponte nelle Alpi, una ad Agordo e una a Cortina; tre nel distretto di Feltre: una a Mel, una a Feltre e una a Fonzaso. Le nuove medicine di gruppo rappresentano l'evoluzione di alcune medicine di rete già presenti nel territorio. Tre saranno attivate entro il 2019 e quattro entro il 2020.
Le forme associative già operanti nel territorio, e in particolare le medicine di gruppo integrate (Longaronese-Zoldo, Belluno Dolomiti, Comelico Sappada, e Vallata Feltrina) e quelle di gruppo (Belluno 1 e Santa Giustina) proseguiranno regolarmente le loro attività.
La specificità. «Il Piano vuole rispettare la specificità del territorio», dicono dall'Usl, «tenendo conto delle distanze che separano i centri abitati e i relativi tempi di percorrenza, soprattutto durante l'inverno. Perciò, per le zone centrali le medicine di gruppo sono state posizionate nei due centri maggiori di Belluno e Feltre e nei comuni limitrofi, per la favorevole conformazione territoriale degli stessi che rendono non difficili i trasferimenti. Per le zone periferiche, invece, saranno localizzate nei paesi centrali dei fondovalle a minor dispersione territoriale. Ma viene assicurata la permanenza degli studi medici nei Comuni e nelle frazioni più decentrate».
«Sicuramente si tratta di un passo indietro rispetto alle aspettative che avevamo», precisa Fabio Bortot, fiduciario della Fimmg, «tutto è incerto, anche cosa succederà delle medicine di gruppo
integrate che con fatica abbiamo messo in piedi. Speriamo che i cittadini, dopo aver provato come dovrebbe essere la sanità territoriale, si oppongano a queste novità che vanno a scapito del servizio territoriale. Noi, dal canto nostro, ormai siamo stanchi e sfiduciati».

BARI: I medici di guardia riuniti in assemblea contro la violenza

guardiamedicaportaIl settore Continuità Assistenziale Fimmg Bari riunitosi in assemblea, alla presenza del Presidente dell'Ordine dei Medici di Bari Dott. Filippo Anelli, del Segretario provinciale generale FIMMG Dott. Nicola Calabrese e del Segretario Provinciale Fimmg Settore Continuità Assistenziale Dott. Pietro Drago, dopo aver recepito il "Documento congiunto sulla sicurezza" che tutte le sigle sindacali hanno condiviso e presentato in CPR (Comitato Permanente Regionale) ed al dott. Ruscitti nel mese di febbraio, denuncia la mancata applicazione degli Accordi Nazionale e Regionale sulla sicurezza delle sedi di Continuità Assistenziale (C.A.) e dei Medici addetti al medesimo servizio.
Il Governo Pugliese e le Aziende Sanitarie in tutti questi anni non hanno mai redatto un piano sia per la messa a norma di tutte le sedi di lavoro sia per garantire l'incolumità dei cittadini e dei medici, nonostante la Puglia abbia fatto registrare il triste primato delle aggressioni ai medici (26% di tutte le aggressioni a livello nazionale) e nonostante gli innumerevoli atti di denuncia fatti dai Sindacati e dagli Ordini Professionali.
Il settore FIMMG CA Bari comunica di aver ripreso e riproposto lo studio sulle condizioni strutturali, igienico-sanitarie e di sicurezza delle sedi di Guardia Medica della Asl Bari concordata nel 2009 con l'Azienda Bari e le componenti sindacali al fine di analizzare dettagliatamente le condizioni strutturali e di sicurezza esistenti ed utili a valutare l'accessibilità delle sedi stesse da parte dei medici e degli utenti e di verificare la presenza dei presidi di sicurezza previsti dall'Accordo Collettivo Nazionale e meglio individuati e specificati dall'Accordo Integrativo Regionale del 2007 vigente in Puglia.
Lo studio completo, già nelle mani del Direttore Generale della Asl Bari e che verrà, inoltre, inviato al Ministro della Salute, esprime quanto le condizioni di lavoro dei medici di Continuità Assistenziale nella ASL Bari presentino notevoli elementi di rischio, sicuramente al di sopra degli standard di sicurezza previsti dall'ACN, e dalla "Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari" del Ministero della Salute, datata 8.11.2007.
Il settore Continuità Assistenziale, che ritiene condizione pregiudiziale in tema di sicurezza l'adeguamento alle norme di legge di tutte le sedi di Continuità Assistenziale nonché l'assunzione di ogni provvedimento utile a garantire l'incolumità dei medici, la sicurezza del loro trasferimento al domicilio del paziente ovvero di ogni intervento territoriale, chiede, un incontro sindacale urgente con il Direttore Generale della Asl Bari per programmare ed intraprendere ogni provvedimento utile a garantire l'incolumità dei medici, la sicurezza del loro trasferimento al domicilio del paziente ovvero di ogni intervento territoriale.
Soltanto il raggiungimento di questi obiettivi può assicurare la qualità e l'efficacia del servizio di Assistenza medica offerto alla popolazione, abbattendo, nel contempo, i rischi per gli operatori che vi lavorano.

PALERMO : Medici in sit al Politeama in contro le aggressioni

manipalermoSit in al Politeama di Palermo contro l'escalation di violenze negli ospedali e nei pronto soccorso contro medici e personale centinaia di medici a protestare contro tute le forme di aggressioni quotidiane a cui vengono sottoposti presenti anche rappresentanti istituzionali, sindacali e associazioni di pazienti . presente il governatore Musumeci e l'assessore Razza accompagnati che dal presidente dell'Ordine dei medici, Toti Amato il direttore dell'Asp Antonio Candela, il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori Lagalla, Cordaro e Pappalardo. "Il servizio sanitario pubblico - ha detto il presidente dell'Ordine dei medici, Toti Amato - è un valore sociale e chi non lo merita deve perdere ogni beneficio, compresa l'assistenza gratuita. Siamo di fronte a una 'carneficina' incontrollata senza precedenti e le istituzioni non possono più stare a guardare senza mettere in campo risposte stringenti. Il fenomeno è talmente grave che non bastano più sanzioni, tribunali e costituzioni di parte civile, servono provvedimenti forti e immediati. Medici e personale sanitario sono diventati ormai una preda da prima linea su cui riversare l'isteria più pericolosa causata da un sentimento profondo di disagio sociale diffuso in Sicilia, come in tutto il Paese". "Lo scenario è molto grave. L'Inail ha registrato nel 2018 una media di tre episodi di violenza al giorno, che vanno dalle percosse fino ai tentativi di stupro." "Le cause sono tante, ma niente può giustificare l'escalation di questo fenomeno. Attese sfibranti nelle aree d'emergenza che frustano pazienti e chi li accompagna , personale ridotto al minimo nei momenti di attività più intensa; accesso senza alcuna restrizione negli ospedali; medici e personale sanitario non adeguatamente formati nel riconoscere tempestivamente comportamenti aggressivi in moda da poterli controllare; aree assistenziali, come i presidi territoriali, spesso isolati e poco illuminati. Queste sono solo le cause 'strutturali' che stanno scatenando una violenza senza precedenti". "E poi ci sono gli emuli - conclude Amato - le menti più fragili su cui web e cattiva informazione hanno gioco facile, aizzando una rabbia pericolosa e facendo dimenticare che gli ospedali sono luoghi di cura e di guarigione e non di prodigi soprannaturali".