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DALLE REGIONI

CAGLIARI : Radiata dall'Ordine la dottsa Mereu guariva le malattie con la parole

mereu2Gabriella Mereu, la 'santona' che afferma di guarire le malattie soltanto con la parola, è stata radiata definitivamente dall'ordine dei Medici. Ad affermarlo è la stessa ex dottoressa in un post su Facebook in cui dà conto della sentenza d'appello sul suo caso, che ha confermato la sanzione decisa dall'Ordine di Cagliari nel 2015.

PALERMO: Ordine dei medici Amato riconfermato presidente: ecco tutti i consiglieri eletti e le cariche

amatototiPALERMO. Toti Amato è stato riconfermato presidente dell'Ordine dei medici di Palermo nella prima seduta di insediamento del neo Consiglio Direttivo, eletto per il triennio 2018-2020.

Sono stati nominati:

Presidente: Salvatore Amato
Vice presidente: Giovanni Merlino
Segretario: Maria Silvana Muscarella
Tesoriere: Maria Vita Gabriella Pantaleo

Commissione odontoiatri, Presidente: Mario Marrone
Collegio revisori dei conti, Presidente: Dott.ssa Daniela D'Angelo

Eletti per il Consiglio e voti

Amato Salvatore 1355
Di Salvo Angelo 672
Di Stefano Eugenia 956
Galvano Luigi 991
Gennaro Paola 628
Iacono Antonio 827
Leone Rosario 837
Merlino Giovanni 1061
Montalbano Giuseppe 803
Montalto Domenico 660
Muscarella Maria Silvana 903
Nicosia Antonio 847
Pantaleo Maria Vita Gabriella 795
Petrona Baviera Francesco 779
Radosti Silvia Cesarina 844
Riggio Francesco 532
Tramonte Luigi 836

Revisori dei conti
D'Angelo Daniela 1275
Modica Francesco 1189
Porrovecchio Salvatore 1166

Revisore supplente
Picone Giorgio 1345

"L'età media di tutto il consiglio si è ulteriormente ridotta rispetto al passato e già nel triennio precedente era scesa di 10 anni. Nell'esecutivo è maggiore la rappresentanza femminile con la Dott.ssa Maria Silvana Muscarella e la Dott.ssa Daniela D'Angelo. Tanti giovani hanno partecipato attivamente, dimostrando grande interesse per la vita ordinistica". Ha dichiarato il neo presidente dell'ordine palermitano «La larga partecipazione alla consultazione elettorale per il rinnovo del consiglio direttivo dell'ordine ha coinvolto molti iscritti, che voglio ringraziare per avere colto la necessità di una forte adesione, soprattutto alla luce delle difficoltà enormi che sta vivendo sia la professione medica che la stessa istituzione ordinistica», ha detto Amato, sottolineando che «l'alto numero di medici che ha votato significa un forte impegno a dare voce alle motivazioni».
«Purtroppo, per una manciata di voti, nel consiglio direttivo del prossimo triennio mancherà una rappresentanza giovane e coesa, con la quale negli anni abbiamo collaborato e raggiunto risultati importanti. E di questo sono fortemente dispiaciuto. Ma al di là della formale presenza nel nuovo consiglio, mi preme ricordare che il lavoro fin qui svolto e i progetti avviati sono il frutto anche dell'impegno di chi non ce l'ha fatta ad essere eletto perché un team è vincente se ha collaborazioni vincenti».
«Ci aspettano traguardi importanti e probabilmente anche scontri duri con il mondo politico istituzionale, che oggi nega il ruolo sociale della professione medica e degli ordini. Questo richiede un maggiore impegno e certamente il coinvolgimento di tutti, non solo dei componenti del nuovo consiglio. Sono stato sempre convinto che l'ingrediente segreto per il successo di qualunque obiettivo si può ottenere solo se tutti ne sono coinvolti, partecipando attivamente».

TRENTINO: Assistenza aggiuntiva: nuove esenzioni per sette malattie croniche invalidanti

ticket sanitariApprovate dalla Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, alcune direttive all'Azienda sanitaria che migliorano e puntano a una prima revisione di alcune prestazioni aggiuntive, forniscono le prime disposizioni attuative in materia di esenzioni per malattia cronica e aggiornano la disciplina provinciale della Procreazione medicalmente assistita; ad un successivo provvedimento viene demandato un aggiornamento complessivo. "In seguito all'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che aggiorna i LEA, i livelli essenziali di assistenza, è necessario aggiornare alcune prestazioni garantite dal Servizio Sanitario provinciale - spiega l'assessore Zeni - . In particolare, in questa revisione, viene elevata l'età delle donne per l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita da 43 a 46 anni: si tratta di una novità che, a livello nazionale, non è ancora vigente, ma che in Trentino, proprio in virtù della nostra speciale Autonomia, possiamo già rendere operativa per i residenti".

Esenzioni per malattia cronica I nuovi LEA introducono l'esenzione dal ticket per malattia cronica per sette malattie croniche invalidanti che nel precedente regime non erano previste, si tratta di: broncopneumopatia cronico ostruttiva, donatori d'organo, osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi "moderata" e "grave", sindrome di talidomide. Inoltre cesseranno di avere l'esenzione per malattia rara, acquisendo invece quella per malattia cronica-invalidante le seguenti patologie: celiachia sprue celiaca, celiachia dermatite erpetiforme, sindrome di Down, sindrome di Klinefelter, connettiviti indiffrenziate.

Procreazione medicalmente assistita I nuovi LEA includono le tecniche di PMA fra le prestazioni garantite dal Servizio sanitario definendo, per la prima volta su base nazionale, criteri e limiti di erogazione uniformi. In particolare viene fissato il limite per la donna di 46 anni di età per l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita, limite che risulta essere quindi più elevato di quello (43 anni) definito dalla Provincia autonoma di Trento. Sebbene tale novità non risulti ancora effettivamente vigente, si ritiene opportuno, tenuto conto della domanda e delle aspettative ingenerate nella stessa a seguito della pubblicazione dei nuovi LEA, allineare sin d'ora, per le coppie iscritte al Servizio Sanitario provinciale, il limite a 46 anni. Inoltre, nell'interesse di salvaguardare e tutelare il diritto delle coppie trentine affette da malattie genetiche gravi trasmissibili ad accedere sia alle procedure di PMA che alla diagnosi pre impianto, dando quindi copertura nell'ambito dei livelli aggiuntivi di assistenza.

Prestazione aggiuntiva n. 19 Va nell'ottica della "salute in tutte le politiche", l'adeguamento della prestazione aggiuntiva n. 19, riguardante la fornitura e riparazione di protesi, presidi e ausili sanitari. Si vuole favorire, in tal modo, la massima fruibilità dell'ambiente e dei servizi scolastici consentendo l'utilizzo dell'ausilio, da parte dell'avente diritto in età scolare, oltre che al domicilio anche in ambiente scolastico.

Prestazione aggiuntiva n. 24 Per la prestazione aggiuntiva n. 24, riguardante la Procreazione medicalmente assistita, i nuovi LEA introducono importanti novità anche sulle "attività di secondo e terzo livello", prevedendo che la fecondazione in vitro possa essere eseguita fino a 6 cicli, mentre nessun limite al numero di cicli viene previsto per le "attività di primo livello" (inseminazione intrauterina). In provincia di Trento invece si prevedevano, per le attività di secondo e terzo livello, un numero massimo di 4 cicli e, per le attività di primo livello, un numero massimo di 5 cicli. Anche in questo caso per le coppie iscritte al Servizio Sanitario provinciale viene applicato quando previsto dai nuovi LEA in materia di numero massimo di cicli. Inoltre, nell'interesse di salvaguardare e tutelare il diritto delle coppie trentine affette da malattie genetiche gravi trasmissibili ad accedere sia alle procedure di PMA che alla diagnosi pre impianto, si è dato copertura nell'ambito dei livelli aggiuntivi di assistenza, inoltre è stato riconosciuto un concorso spese per la diagnosi pre impianto di 3.000 euro fino a quando il Centro di PMA di Arco non sarà in grado di garantire direttamente questa procedura.

Prestazione aggiuntiva n. 27 Infine viene aggiornata la prestazione aggiuntiva n. 27, ovvero il contributo forfettario sulle spese di assistenza per favorire la permanenza a domicilio delle persone in possesso dei requisiti di eleggibilità in RSA con il livello assistenziale NAMIR o affette da malattie rare con compromissione neurologica e disabilità estremamente severa. Per ragioni di equità l'accesso alla prestazione non viene legato alla diagnosi di una determinata patologia, bensì al fabbisogno assistenziale che questa patologia comporta. L'accesso a questo tipo di prestazione viene quindi consentito alle persone iscritte al Servizio sanitario provinciale e residenti in provincia di Trento da almeno tre anni che decidono, direttamente o per il tramite del loro rappresentante, di continuare ad essere assistite a domicilio e di rinunciare quindi, almeno temporaneamente, all'ingresso in RSA o in altre strutture residenziali, in possesso dei requisiti previsti.

TOSCANA: Rivoluzione al Pronto soccorso, addio ai codici colore, arrivano i numeri

prontosocc1FIRENZE - Addio ai codici colore, utilizzati finora al pronto soccorso per il triage: dal bianco della non urgenza al rosso dell'emergenza, del pericolo di vita, passando per l'azzurro, il verde, il giallo. Dal 1° gennaio 2018, nei pronto soccorso della Toscana i codici di priorità saranno numerici: dall'1 dell'emergenza al 5 della non urgenza. Una rivoluzione, questa, che fa parte della riorganizzazione del Pronto soccorso varata dalla giunta regionale con la delibera approvata nel corso dell'ultima seduta.
L'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi ha illustrato tutte le novità nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani. Erano con lei, Maria Teresa Mechi e Luca Puccetti, del settore Qualità dei servizi e reti cliniche dell'assessorato.
"Il pronto soccorso è per sua natura una delle aree a maggiore complessità all'interno di una struttura ospedaliera - dice l'assessore Saccardi - Nei pronto soccorso della Toscana si registrano un milione e mezzo di accessi l'anno. Abbiamo voluto ripensare l'intera organizzazione del pronto soccorso, sia per accorciare i tempi di attesa che per assicurare un'attenzione maggiore alle persone più fragili. La nuova organizzazione entrerà in funzione con l'inizio del 2018. Il passaggio dai codici colore a quelli numerici è l'aspetto più evidente, ma in realtà le trasformazioni coinvolgono tutto il percorso dell'emergenza urgenza".

Il Pronto soccorso in Toscana

Ogni giorno in Toscana circa 4.100 cittadini si presentano ad un Pronto soccorso, per un totale di un milione e 500.000 accessi nello scorso anno, ovvero 4 accessi l'anno ogni 10 persone residenti. Ben 3 accessi su 4 hanno come esito la dimissione senza ricovero. Nei primi sei mesi del 2017, con 753.000 accessi si confermano i livelli dell'anno precedente. A livello di singolo ospedale, si possono raggiungere gli 88.000 accessi annui come nell'Azienda Pisana, o i 99.000 accessi dell'ospedale di Prato, fino ad arrivare ai 127.000 accessi di Careggi.

L'accesso al PS attualmente è gestito mediante i codici colore, che segnalano i criteri di priorità che regolamentano di fatto il tempo di attesa (il codice bianco evidenzia una non urgenza; il codice azzurro una urgenza minore di scarsa rilevanza clinica; il codice verde una urgenza ma differibile; il codice giallo una urgenza; il codice rosso segnala invece una emergenza, un pericolo di vita). Un accesso ogni 4 ha un codice di priorità minore (bianco e azzurro) e il verde copre oltre la metà degli accessi. La presenza di ampie fette di popolazione "fragile" (anziani, disabili, bambini, etc.) condiziona spesso le priorità di accesso, interferendo con le motivazioni puramente cliniche.

Perché ripensare l'organizzazione del PS?

Per ricercare nuove soluzioni per affrontare le problematiche delle lunghe attese. Per assicurare maggiore attenzione alle persone con fragilità. Mediamente, il 75% del tempo speso da un paziente in PS è un tempo di attesa, del quale buona parte dopo il triage, ma anche dopo l'inizio del percorso assistenziale con la visita medica, il paziente trascorre altre attese, più o meno lunghe: per l'esecuzione degli esami diagnostici di laboratorio o strumentali e la loro risposta, per le consulenze, per la rivalutazione finale da parte del medico del PS. Altre attese si verificano, una volta deciso il ricovero, per il posto letto in reparto o, in caso di dimissione, per l'uscita dal PS, sia per l'attesa del mezzo di trasporto, sia, quando prevista, per l'organizzazione della continuità delle cure sul territorio.

Il nuovo modello di organizzazione del Pronto soccorso

Nel nuovo modello l'organizzazione del PS è stata ridisegnata a partire dalla funzione di triage che non si limiterà a "mettere in fila" i pazienti per essere visitati dal medico dando priorità alle situazioni a maggiore gravità, ma orienterà da subito i pazienti verso i percorsi di cura interni al PS. Diversamente dall'attuale PS, organizzato per codice di priorità, nel nuovo modello il paziente viene accolto in base al suo bisogno clinico ed alla complessità assistenziale, grazie alla individuazione a partire dal triage del percorso più appropriato in base alle caratteristiche clinico-assistenziali del paziente ed al potenziale assorbimento di risorse.

Il nuovo triage utilizza codici numerici con una numerazione crescente al decrescere della priorità in base alla valutazione del rischio evolutivo, dei bisogni assistenziali e dell'impegno di risorse stimato per il trattamento. I pazienti valutati con codice 1 vengono assegnati all'area ad alta complessità clinico-assistenziale, i pazienti valutati con codice 2 e 3 all'area a complessità clinico-assistenziale intermedia e quelli con codice 4 e 5 all'area a bassa complessità clinico-assistenziale.

I nuovi codici di Triage (vedi tabella tra i Documenti)

- Codice di priorità 1: emergenza - tempo massimo di attesa: immediato

- Codice di priorità 2: urgenza indifferibile - entro 15 minuti

- Codice di priorità 3: urgenza differibile - entro 60 minuti

- Codice di priorità 4: urgenza minore - entro 120 minuti

- Codice di priorità 5: non urgenza - entro 240 minuti

La scelta del percorso

Le attività all'interno del PS sono organizzate in modo da avviare il paziente verso il percorso di cura più idoneo, grazie ad una segmentazione dei flussi (streaming) che prevede l'inizio della fase clinico-assistenziale quanto più precocemente possibile.

La scelta del percorso appropriato avviene sulla base di una valutazione di più dimensioni: "condizioni cliniche e rischio evolutivo", "assorbimento di risorse", "bisogni assistenziali". Dalla combinazione di queste tre dimensioni valutative, il paziente può essere orientato verso un percorso a diversa complessità clinico assistenziale. La gestione per percorsi è considerata nella letteratura internazionale un modello efficace per rispondere in maniera tempestiva all'individuazione delle risposte più appropriate.

Questo contribuisce inoltre all'efficienza organizzativa, poiché ad aree diverse del percorso clinico-assistenziale corrispondono differenti esigenze in termini di risorse e di assistenza con possibilità di modulare le risorse tecnologiche e professionali.

Il Team di Valutazione Rapida

Sul modello di diverse esperienze internazionali, nei PS di maggiore dimensione viene inoltre introdotto, come ulteriore potenziamento della fase di assegnazione del percorso corretto, il Team di Valutazione Rapida (TVR), con il compito di un inquadramento rapido ed una valutazione medico-infermieristica per alcune tipologie di percorsi a complessità intermedia, in modo da facilitarne e sveltirne il transito, ad esempio un anziano con frattura di femore che può essere rapidamente avviato al ricovero.

Linee di attività e percorsi specifici

All'interno di ogni PS vengono individuate tre linee di attività:

- linea di attività ad alta complessità

- linea di attività a complessità intermedia

- linea di attività a bassa complessità articolata in: codici minori (con medico); see & treat (a gestione infermieristica con supervisione medica); fast track (invio diretto dal triage alla gestione specialistica)

Inoltre per la complessità intermedia e bassa sono previsti percorsi specifici per i pazienti con bisogni particolari:

Percorso pediatrico
Percorso ostetrico-ginecologico
Percorso paziente con agitazione psico-motoria
Percorso paziente con disabilità complessa
Percorso vittime di violenza (da attivarsi anche nei casi sospetti)
Percorso malato infettivo (da attivarsi anche nei casi sospetti).

Come si arriverà alla nuova organizzazione del PS

"Il PS è un servizio estremamente mutevole - dicono gli esperti che hanno lavorato alla nuova organizzazione - Cambiando il numero e la tipologia dei pazienti che vi accedono, rapidamente cambiano le esigenze a cui deve rispondere, e questo richiede adattamenti anche nell'arco di poche ore. Pertanto la configurazione delle diverse aree del PS deve modificarsi in relazione ai volumi di lavoro e di pazienti, anche prevedendone l'espandibilità per la gestione dei picchi stagionali".

"Per favorire la fluidità dei percorsi interni al PS - spiegano ancora - è necessaria una visione unitaria del percorso del paziente basata sulla direzionalità: ogni spostamento del paziente che accede al PS deve essere finalizzato a farlo muovere verso la sua destinazione, con una progressione sia clinica che fisica basata sulla logica della "marcia avanti". Per la modulazione del dimensionamento delle linee di attività è prevista una funzione H24 di gestione operativa, che assicurerà la redistribuzione delle risorse professionali e delle postazioni tra le diverse linee in relazione alla domanda sulla base di criteri decisionali predefiniti".

Sono stati individuati nuovi standard informativi necessari all'applicazione del nuovo modello, che verranno assicurati grazie ad un nuovo software gestionale uguale per tutti i PS della Toscana, per la cui acquisizione è già pubblicato il bando di gara e che sarà disponibile tra un anno. Da gennaio sarà comunque possibile avviare l'implementazione del nuovo modello, attraverso l'inserimento dei nuovi algoritmi di triage negli attuali applicativi.

Per la predisposizione delle linee guida, la Regione ha adottato una modalità di lavoro innovativa, che ha consentito di ottenere contributi di un numero consistente di esperti, ottimizzando i tempi di lavoro. Si è lavorato per buona parte con strumenti on-line, riducendo le riunioni e gli incontri allo stretto necessario. Il gruppo di lavoro, composto da professionisti delle Aziende sanitarie, ha operato sulla base dell'analisi della letteratura e delle principali esperienze esistenti, nonché del documento di aggiornamento delle linee guida nazionali, anche mediante un modello di consensus on line ed una approvazione finale con una conferenza di consenso.

Il programma della Regione prevede un corposo intervento formativo, che interesserà tutto il personale di tutti i PS, al quale hanno lavorato in questi mesi i tecnici dell'Assessorato e professionisti delle Aziende sanitarie, che si svilupperà nell'arco di tre anni e che prevederà un ricorso importante all'e-learning e alla simulazione.

BRINDISI : Monopoli (Fimmg) riordino ospedaliero. deospedalizzazione senza investimenti sul territorio

medicinfermieri3(Quotidiano di Puglia) Il vero peccato originale che affossa tutto quello che rigurda il sistema sanitario locale, regionale e anche nazionale sta nella stanza dei bottoni, dove puntualmente si fa il contrario di quello che si dice fuori, all'opinione pubblica. Come si dice in questi casi, Donato Monopoli, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, "la tocca piano" e sguaina la sciabola, riponendo il fioretto nel suo fodero. «Qualcuno deve spiegarci perché un sistema che deospedalizza e riduce i tempi di degenza, che organizza ospedali per acuti e per intensità di cura, che afferma di voler amplificare l'assistenza territoriale agisce, poi, in sede di programmazione, in maniera totalmente diversa – attacca il segretario - Qualcuno, nella stanza dei bottoni, vuole un modello di cure territoriali che affronti da solo le tante problematiche connesse alla riorganizzazione della rete ospedaliera e che fornisca strumenti e risorse al territorio, liberando i colleghi ospedalieri dalle attività territoriali, cui spesso sono chiamati a rispondere, per dedicarsi totalmente a quelle connesse alla cura delle acuzie, così come recita il decreto ministeriale 70». In soldoni, secondo Monopoli, si tende a caricare il territorio, composto non solo dai medici di medicina generale ma anche dai tanti ambulatori specialistici e da tutte le altre strutture operanti nel settore, di troppe responsabilità, senza che vengano fornite le giuste risorse per implementare una rete di cura e assistenza all'altezza del compito. «Il problema è dovuto alle croniche carenze di organico, generate da un blocco totale delle assunzioni che sta creando difficoltà da circa 8 anni e che ha ridotto al lumicino gli organici ospedalieri. Il piano di riordino e la conseguente revisione della spesa stanno certamente creando disagi in tutte le strutture pubbliche della Puglia e in particolare in quelle della provincia di Brindisi, con i poderosi tagli cui non è seguita l'attivazione di un'alternativa ai ricoveri della rete territoriale. A rimetterci sono i pazienti più fragili, in primis gli anziani: garantire loro i Lea, i livelli essenziali di assitenza, sta diventando una missione ai limiti dell'impossible. Proprio questo sarà uno dei temi che affronteremo con i colleghi ospedalieri e specialisti ambulatoriali in un prossimo incontro promosso dalla Fimmg». Monopoli, quindi, fa appello all'unità della professione per superare questo momento di dura crisi per il pianeta sanità. «La chiusura di interi ospedali si accompagna alla progressiva mancanza di servizi essenziali, rischiando di minare fortemente la credibilità del sistema e degli operatori sanitari che pure si prodigano tra estreme difficoltà. È più che evidente che la mancanza di risorse finanziarie ha esasperato gli aspetti burocratici gestionali, rendendo sempre più complessa la gestione dei pazienti, sia per il medico di medicina generale che per i medici ospedalieri e per quelli ambulatoriali, interni ed esterni». Per fare tutto questo, Monopoli ribadisce anche la necessità di un coordinamento nazionale sulla regolazione della vita professionale e organizzativa degli operatori del sistema sanitario, un tavolo che veda i sindacati protagonisti dei processi di nuova organizzazione del sistema sanitario nazionale, al fine di evitare derive regionalistiche che portano a situazioni come quella che si sta vivendo ora in terra di Brindisi.

TOSCANA: Ambiente e salute, medici e pediatri sempre più coinvolti

inquina1FIRENZE - Medici di famiglia e pediatri toscani sempre più coinvolti, impegnati e preparati sulle tematiche che riguardano l'ambiente e la salute. La giunta regionale ha approvato nel corso dell'ultima seduta il testo di un accordo, che verrà siglato a breve dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e dai rappresentanti dei sindacati medici, proprio sui temi dell'ambiente collegati alla salute.
Già una delibera regionale del 2016 prevedeva, in ottemperanza a quanto prescritto dal Piano Nazionale per la Prevenzione 2014-2018, l'istituzione di una rete territoriale di referenti per garantire una gestione capillare e appropriata delle problematiche riguardanti l'ambito ambiente e salute. Tra questi referenti, devono esserci medici di famiglia e pediatri.
Compito dei referenti, partecipare alla formazione regionale su temi quali l'inquinamento atmosferico, acustico, elettromagnetico e idrico, la gestione dei rifiuti, l'amianto e i fitosanitari; l'epidemiologia ambientale e le patologie ambiente-correlate. A loro volta, poi, i referenti possono essere formatori su queste stesse tematiche nei confronti dei colleghi. Inoltre i referenti svolgono un ruolo di raccolta di segnalazioni inerenti criticità sanitarie ambiente-correlate, e valutano un eventuale coinvolgimento dei cittadini assistiti nelle informazioni su ambiente e salute.