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DALLE REGIONI

PARMA: Accordo tra la AUSL e i medici di famiglia; assistenza dei mmg dalle 8 alle 20 per 5 giorni a settimana le restanti ore coperte dalla Guardia Medica

decretoneSottoscritto a Parma l'accordo tra la AUSL e i medici di famiglia il protocollo per ¡I triennio 2012-2014 per la Continuità assistenziale con le Organizzazioni Sindacali Fimmg, Snami, e Smi, attraverso l'associazionismo medico e la medicina di gruppo, si avrà la garanzia della disponibilità di almeno un professionista di medicina generale dalle 8 alle 20, cinque giorni alla settimana.
Il restante coperto dalla Continuità assistenziale che risiederà all'interno delle Case della Salute , 9 nella provincia che diventeranno 26 entro il 2014. Con il collegamento telematico ci saranno scambi di informazioni e cio' consentirà al cittadino di avere veramente sempre a disposizione un medico, che sia il proprio dottore di famiglia, un associato, o una guardia medica:
L'accordo tra Ausl e medici di Medicina generale, prevede anche la partecipazione dei medici al collegio aziendale,
Infine, non meno importanti, le linee guida sull'appropriatezza prescrittiva delle visite specialistiche e dei farmaci, per un utilizzo consono delle risorse pubbliche. Il tutto senza incremento di risorse da circa otto anni.

«L'accordo ha spiegato il direttore generale dell'Ausi di Parma, Massimo Fabi ben s'inserisce nel quadro di presa in carico globale, di continuità assistenziale, prevista anche dal decreto Sanità del ministro Balduzzi».

ILVA:medici di famiglia di Taranto, disturbi della tiroide in aumento

  fimmgest ignazioaprileRoma, 20 set. - (Adnkronos Salute) - Disturbi alla tiroide in aumento a Taranto e nelle zone limitrofe. «Anche se non siamo mai stati coinvolti in un progetto ufficiale di rilevazione dati, posso dire che noi medici di famiglia osserviamo nella zona un aumento costante delle disfunzioni tiroidee. Non solo tumori». È quanto afferma il segretario provinciale della Federazione italiana dei medici di famiglia, Ignazio Aprile, che all'Adnkronos Salute denuncia: «Sono anni che chiediamo alle Istituzioni un coinvolgimento più attivo dei medici di medicina generale». Per Aprile, l'ideale sarebbe «entrare in percorsi di rilevazione coordinati dalle istituzioni preposte, così da poter portare il nostro contributo». D'altro canto il medico di base rappresenta da sempre il primo interlocutore per il cittadino/paziente. «Siamo un punto di osservazione privilegiato e - aggiunge il segretario provinciale della Fimmg Taranto - potremmo portare il nostro contributo in favore soprattutto della prevenzione. I nostri dati permetterebbero infatti di valutare in modo costante e continuo l'andamento delle malattie. Insomma - conclude Aprile - noi siamo pronti a mettere a disposizione la nostra esperienza e i nostri database

VENETO:autoassicurazione in Sanità costi ridotti e risarcimenti più celeri dal primo gennaio 2013 parte la sperimentazione nelle aziende padovane

venetoVENÈZIA - Saranno le Aziende sanitarie della provincia di Padova (Azienda Ospedaliera, Istituto Oncologico Veneto, e Uiss 15, 16 e 17) le prime a sperimentare le nuove modalità assicurative per la responsabilità civile verso terzi, secondo un modello che prevede l'autogestione interna alle aziende stesse dei sinistri al di sotto dei 500 mila euro e l'accensione di polizze con compagnie assicurative per quelli superiori, i cosiddetti "danni catastrofali",nonché la rinegoziazione dei contratti in essere sulla base delle nuove indicazioni decise dalla Regione. Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, nel corso del consueto punto stampa seguito alla seduta della Giunta, dando notizia dell'approvazione di una specifica delibera, presentata dall'assessore alla sanità Luca Coletto.

 « le coperture assicurative costano alle aziende oltre 70 milioni di euro l'anno, contro liquidazioni di sinistri per 25-26 milioni. Con la nuova organizzazione la stragrande maggioranza dei sinistri sarà trattata direttamente tra azienda e cittadino, con evidenti risparmi di spesa, maggior celerilà di liquidazione del danno e meno burocrazia e spese legali per tutti».

 «Nel frattempo - ha as  sicurato Zaia - nessuna Uiss, nessun ospedale, nessun operatore sanitario rimane senza copertura assicurativa e non c'è quindi nulla da temere».  L'inizativa partirà dal 1 gennaio 2013

TOSCANA: Il decreto Balduzzi non eviterà le file al PS

7c4aebc2e49606b699516f2449bfeecd" L`associazionismo tra medici di medicina generale, esiste già da alcuni anni, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20 ed ogni medico può vedere dal proprio computer la storia clinica dei pazienti degli altri associati, in modo che il cittadino possa rivolgersi a qualsiasi dottore associato, con la garanzia che la propria storia sia conosciuta. Eppure, durante le ore diurne non vi è stata una riduzione, ma un continuo aumento di accesso ai pronto soccorsi. "
Queste in una nota al quotidiano "La Nazione "le dichiarazioni di Musetti della Cgil che si dichiara contrario al decreto Balduzzi

RICETTARI SSN :Allarme della Fimmg Napoli, rimasti sprovvisti i medici campani

ricettaNapoli, 15 set. (Adnkronos) - Un allarme ricettari viene lanciato da Luigi Sparano segretario provinciale della federazione italiana medici di medicina generale, allarme che riguarda in modo particolare i medici di famiglia della Asl Napoli 2 Nord e della Asl Napoli 3 Sud. "Al distretto di Frattamaggiore n. 41 non e' stata possibile la distribuzione dei ricettari - spiega Sparano - e i medici di famiglia lamentano l'impossibilita' di garantire l'assistenza ai cittadini perche' il ricettario del servizio sanitario nazionale costituisce il presupposto dell'accesso alle cure. La prescrizione di medicinali, diagnostiche e specialistiche viene eseguita su foglietti di colore rosso forniti dalla Asl ai propri convenzionati e con quelle prescrizioni garantiscono i ricoveri dei propri assistiti e la gestione dei pazienti cronici".

CAMPANIA: per la Sanità, un buco da 300 milioni rischio default in arrivo un nuovo aumento dell'addizionale dal 5 all'11 per mille

 Napoli-PinoVesuvio(Repubblica.it ) Sanità, è rischio default. Tra conti in rosso e assistenza precaria, i cittadini della Campania potrebbero pagare le cure di tasca propria. In più  -  conseguenza dell'ultima verifica  -  si profila un ulteriore aumento delle imposte. Una super Irpef che, dal 5 per mille, salirebbe all'11. Una minaccia da cui rifuggono gli amministratori tesi a recuperare un deficit che, al momento, inserisce la Campania tra le regioni "cattive".

Il disavanzo ammonta, secondo le ultime analisi, a oltre 300 milioni, che saranno coperti dai tributi locali.

"In effetti, dalla verifica trimestrale non è arrivata una vera e propria bocciatura", ragiona il senatore Pdl Raffaele Calabrò che è anche il consigliere del presidente Caldoro per la Sanità. "Nel nostro caso, il trend di crescita è evidente, ma non può essere costante, nel senso che non è possibile registrarlo puntualmente ogni tre mesi". Intanto, alla Campania, proprio dopo l'ultimo controllo di luglio, è stato negato il fondo che alla precedente verifica era stato concesso. La ragione, dicono dall'Arsan, del mancato riconoscimento economico da parte del ministero, non è da attribuire al disavanzo (dopo copertura sarebbe di "soli" 7 milioni di euro) ma ai Lea, i livelli assistenziali che dovrebbero seguire, di pari passo, il contenimento della spesa: "E invece noi siamo in ritardo. Ma è un cane che si morde la coda: come facciamo a potenziare la sanità del territorio se non si può assumere personale, in sostituzione di quelli che vanno in pensione? Qui, il rischio è di non riuscire a coprire più i turni di guardia negli ospedali".  Nel merito, Calabrò caccia gli artigli: "Stiamo portando avanti il risanamento economico e ritengo di poter uscire dal commissariamento entro dicembre. Ne ho parlato col ministro Balduzzi, condivide la nostra posizione e mercoledì, quando alla Camera inizierà l'esame del decreto sanità, presenteremo un emendamento per ottenere lo sblocco almeno del 50 per cento del turnover. Senza, non potremo più garantire l'assistenza".  Ma c'è un altro fronte che impegna il senatore, il riparto del fondo sanitario che, da sempre, penalizza la Campania: "Roma distribuisce i soldi in base alla popolazione anziana e la nostra è la regione più giovane, quindi ci viene erogata una quota molto inferiore di quella delle regioni del nord. I criteri vanno riformulati in base agli indici di "privazione sociale", cioè tenendo presente disoccupazione, povertà e disagio socioambientale".  A preoccuparsi di un'assistenza al lumicino sono anche Tonino Pedicini e Angelo Montemarano. Rivela il manager del Pascale: "I pazienti che si ammalano di tumore di colon e mammella hanno in Campania una sopravvivenza a 5 anni inferiore del 5 per cento rispetto a quelli del centro nord. Delle due l'una: o arrivano tardi alla diagnosi o non ricevono trattamenti adeguati. Andrebbe potenziata l'offerta di servizi di oncologia". Il contrario di quanto accade.

Per l'ex assessore Montemarano: "ll rischio è che la gente non si curi, lo dice anche un documento del Censis: un milione e mezzo di campani non ha accesso alle prestazioni. L'attività ambulatoriale pubblica è quasi scomparsa. Dal 2006 al 2009 avevamo evitato licenziamenti e chiusure, perché arrivavano da governi di centro destra e centro sinistra fondi aggiuntivi. Fondi che oggi non vengono più erogati". Di  GIUSEPPE DEL BELLO