Dom22102017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Dalle Regioni

DALLE REGIONI

BARI: scoperta truffa sui ticket , 20 denunce

Aguardiadifinanzattestavano il falso all'atto della presentazione dell'impegnativa medica, dichiarando bassi redditi i percepiti dai rispettivi nuclei familiari, al fine di non pagare il  ticket previsto per prestazioni specialistiche ed esami di laboratorio la Guardia di finanza di Mola di Bari , a conclusione di una serie di controlli hanno denunciato 20 persone per truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale.  L'attività di controllo eseguita dai militari della Guardia di finanza si inserisce in un quadro collaborativo instaurato con la Regione Puglia, nel cui ambito è stato stipulato un protocollo d'intesa finalizzato a contrastare più efficacemente le frodi in materia di spesa sanitaria

TOSCANA: Delibera della Regione al via le case della salute con il Medici di Familgia

toscanaconsiglioFirenze, 30 dic. - (Adnkronos) - La popolazione invecchia, le malattie croniche aumentano, e le risposte non possono che venire da un rafforzamento dell'assistenza sul territorio. La delibera di riorganizzazione del sistema sanitario della Regione Toscana assegna dal 2013 un ruolo chiave ai medici di medicina generale (Mmg), i medici di famiglia, che sono, e saranno ancora di più, attori protagonisti della rete di assistenza. Saranno loro a svolgere, attraverso le diverse forme organizzative (Aft, Associazioni funzionali territoriali, e/o Uccp, Unità complesse di cure primarie), un ruolo di coordinamento dei professionisti coinvolti nel percorso di cura. E ad aiutare gli assisititi a orientarsi nell'offerta dei servizi: dalla prevenzione della malattia, all'informazione e al sostegno del malato, alla rete allargata dei servizi, anche ospedalieri. Assumerà sempre maggior rilievo il ruolo del medico di comunità, quale responsabile della promozione e del mantenimento dell'integrazione tra tutti i professionisti. Determinante individuare e potenziare tutte le modalità assistenziali extra-ospedaliere per quei pazienti che oggi accedono impropriamente all'ospedale per acuti.  Dovrà essere ulteriormente sviluppata la sanità di iniziativa, già introdotta dal Psr 2008-2010: quella che non aspetta il paziente sulla porta dell'ospedale, ma che gli va incontro, assumendo il bisogno di salute prima dell'insorgere della malattia, o prima che essa si manifesti o si aggravi, prevedendo e organizzando le risposte assistenziali adeguate. Il riferimento è il Chronic Care Model, basato sull'interazione tra il paziente, reso esperto da opportuni interventi di formazione e addestramento, e il team multiprofessionale composto da Mmg, infermieri e operatori sociosanitari. La sperimentazione di questo modello, avviata nel 2009 ed estesa oggi a circa il 40% della popolazione toscana, ha dimostrato di produrre notevoli miglioramenti nella qualità dei servizi territoriali: il 67% dei pazienti intervistati in una recente indagine sulla soddisfazione degli utenti, ha dichiarato di aver riscontrato dei benefici sul proprio stato di salute da quando è stato introdotto il nuovo modello, e l'86% di essi ha rilevato un miglioramento complessivo dell'assistenza. Il modello di presidio territoriale che possa ospitare i professionisti in forma integrata e nel quale possa svilupparsi appieno la sanità di iniziativa si identifica con le forme di Uccp/Casa della Salute/Distretto socio sanitario integrato. Nella delibera, si prevede di potenziare l'Adi (assistenza domiciliare integrata) del 10% e la distribuzione diretta dei farmaci del 20%. Di ridurre la prescrizione di diagnostica per immagini del 5%. E di estendere la sanità di iniziativa all'80% della popolazione.

TOSCANA, regione punta a migliorare la qualità del ricovero

 
toscanaconsiglioFirenze, 30 dic. - (Adnkronos) - Speculare al potenziamento dell'assistenza sul territorio è la riorganizzazione della rete ospedaliera, ispirata a maggior equità, qualità, appropriatezza ed efficienza. Obiettivi: migliorare l'efficienza di funzionamento degli ospedali toscani e aumentarne l'appropriatezza di utilizzo. Insomma, in ospedale quando è necessario, nel posto giusto e per il tempo necessario, con qualità presente ovunque. È l'obiettivo che indica la delibera della Regione Toscana che ha approvato la riorganizzazione dal 2013 del sistema sanitario. Tra le soluzioni indicate nella delibera di riorganizzazione: segmentare il bisogno chirurgico garantendo un utilizzo migliore delle sale operatorie e dei reparti di degenza; realizzare focused hospital specializzati sulla media complessità; migliorare l'organizzazione degli ospedali, aggiornando e potenziando i modelli per intensità di cura, gestione dei processi e flusso del valore per il paziente. Il tasso di occupazione dei posti letto dovrà essere uguale o superiore all'85% (attualmente è molto diversificato da un presidio all'altro). Il parametro dei posti letto dovrà essere ridotto dagli attuali 3,7 per 1.000 abitanti a 3,15 (inclusa riabilitazione e lungodegenza). Anche il tasso di ospedalizzazione dovrà ridursi dagli attuali 139 ricoveri per 1.000 abitanti, allineandosi all'obiettivo di 120 ricoveri per 1.000 abitanti.  

TOSCANA: un esame di laboratorio su cinque è di troppo la regione prevede la riorganizzazione delle attività di analisi

analisi sangueFirenze, 30 dic. - (Adnkronos) - Nella delibera della Giunta regionale della Toscana che prevede per il 2013 la riorganizzazione del sistema sanitario c'è anche il rimodellamento dell'attività di medicina di laboratorio, nella convinzione che un esame su cinque è di troppo. E anche in questo caso valgono le regole della ricerca di maggior efficienza, appropriatezza organizzativa ed efficacia produttiva. Il progetto di riorganizzazione dei servizi di medicina di laboratorio dovrebbe permettere di conseguire vantaggi sul piano organizzativo ed economico, migliorare la qualità delle prestazioni, rendere omogenee le tecnologie e i processi di lavoro. Il primo passo è il miglioramento dell'appropriatezza prescrittiva: fare gli esami giusti (scegliere i test in grado di modificare la condotta clinico/diagnostico/terapeutica); fare gli esami nel modo migliore: selezionare le metodiche e i sistemi analitici più idonei; fare gli esami al momento giusto; fare gli esami a chi ne ha bisogno. Tra gli interventi, che porteranno a una riduzione degli esami, sostiene la Regione, la definizione di un elenco di test inappropriati; un elenco di prestazioni obsolete; un elenco di esami «ridondanti» (ripetuti entro un tempo più breve di quello necessario); la possibilità di modificare «in progress» gli esami richiesti; la definizione di un Catalogo unico delle prestazioni di laboratorio.  Contemporaneamente, partirà la razionalizzazione della rete dei laboratori, verso un sistema di laboratori pubblici integrato su scala provinciale/aziendale e capace di assicurare al territorio un servizio più flessibile e di alta qualità. Il ridisegno del sistema è una rete che bilanci il soddisfacimento dei bisogni assistenziali con l'eliminazione della duplicazione dei servizi, a partire da quelli ad alto investimento tecnologico. Quanto alla futura organizzazione del Sistema Trasfusionale, verrà mantenuta la capillarità della raccolta eseguita nei 40 Servizi trasfusionali e nelle 60 Unità di raccolta associative accreditate; verrà realizzata un'Officina Trasfusionale (Ot) in ciascuna delle tre sedi di Area Vasta; gli esami di laboratorio di routine da eseguire sui donatori verranno accentrati in tre laboratori. Le attività di laboratorio di Genetica Medica verranno centralizzate nei 4 Laboratori di riferimento delle Aziende Ospedaliero Universitarie: Careggi, Meyer, Pisa, Siena. Da anni in Toscana è operante un coordinamento dei Dipartimenti della Prevenzione, e la Regione Toscana è ormai da tempo impegnata sul versante della semplificazione delle procedure: per i cittadini, abolizione dei certificati inutili; sviluppo del Sistema Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva (Sispc) per la dematerializzazione dei procedimenti. Entro un mese sarà definito il repertorio delle prestazioni. Verrà poi avviata una semplificazione organizzativa, riducendo il numero delle strutture ed evitando duplicazioni. Quanto alle pratiche di prevenzione individuale, la Toscana ha puntato molto in questi anni, sia sulle iniziative di prevenzione primaria (stili di vita) che sugli screening a fini di diagnostica precoce (prevenzione secondaria), che sulla sorveglianza di persone che hanno subìto un episodio di malattia e vengono sottoposte a controlli periodici (prevenzione terziaria o follow up). La funzione di struttura di riferimento a livello regionale per tutti gli aspetti diagnostici correlati agli screening istituzionali è affidata all'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica: organizzazione, esecuzione e monitoraggio delle procedure di screening effettuati su tutto il territorio regionale e centralizzazione delle attività diagnostiche. Tra l'altro, sempre condotta da Ispo, con il 2013 partirà la progressiva sostituzione del Pap test con il test Hpv, per le donne dai 35 ai 64 anni.  

TOSCANA: troppe 20 Asl al via la riorganizzazione

toscanaconsiglioFirenze, 28 dic. - (Adnkronos) - La giunta regionale presenterà a primavera un «progetto di riorganizzazione della sanità toscana, perchè in tempi di crisi 20 aziende sanitarie locali sono troppe: l'accentramento della spesa diventa fondamentale per poterla controllare». Lo ha annunciato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel corso della conferenza stampa di fine anno. «È già stata assunta la decisione di superare le Società della Salute», ha ricordato Rossi, sottolineando che il sistema sanitario regionale chiuderà il bilancio 2012 «in equilibrio». «È stato un anno con grande difficoltà, ma anche quest'anno in equilibrio con i conti sanitari - ha affermato il governatore toscano - nonostante i pesanti tagli che sono stati fatti». A proposito del buco nei conti della Asl 1 di Massa, secondo Rossi è un caso «trasparente e cristallino, e nel 2013 sarà in pareggio anche il bilancio di Massa. Io però mi diverto a sfidare tutto il Paese - ha concluso - affinchè siano certificati i bilanci di tutte le Asl, come facciamo noi, e come avevamo invitato a fare il governo».

VENETO: L'elenco dei nuovi direttori generali

veneto29 dicembre 2012 - Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha comunicato l'elenco dei nuovi direttori generali delle 22 Unità sanitarie locali del Veneto e delle due Aziende ospedaliere di Padova e Verona. I direttori resteranno in carica per cinque anni.

 Ecco la lista che è stata ufficializzata:

Azienda Ospedaliera Padova:  Claudio Dario

Usl 1 Belluno:                               Pietro Paolo Faronato

Usl 2 Feltre (Bl):                           Adriano Rasi Caldogno

Usl3 Bassano del Grappa (Vi):  Fernando Antonio Compostella

Usl4 Alto Vicentino:                     Daniela Carraro

Usl5 Ovest Vicentino:                 Giuseppe Cenci

Usl 6 Vicenza:                               Ermanno Angonese

Usl 7 Piege di Soligo:                  Gian Antonio Dei Tos

Usl8 Asolo:                                    Bortolo Simoni

Uls9 Treviso:                                Giorgio Roberti

Usl 10 Veneto Orientale:            Carlo Bramezza

Usl 12 Veneziana:                         Giuseppe Dal Ben

Usl 13 Mirano:                               Gino Gumirato

Usl 14 Chioggia:                            Giuseppe Dal Ben (commissario)

Usl 15 Alta Padovana:                 Francesco Benazzi

Usl 16 Padova:                              Urbano Brazzale

Usl 17 Este:                                   Giovanni Pavesi

Usl18 Rovigo:                                Arturo Orsini

Usl 19 Adria:                                 Pietro Girardi

Usl 20 Verona:                             Maria Giuseppina Bonavina

Usl 21 Legnago:                           Massimo Piccoli

Usl 22 Bussolengo:                     Alessandro Dall'Ora