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DALLE REGIONI

Lombardia : la scure della spendig review la protesta del governatore Tagli per 300 milioni su sanità e trasporti

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 Avvenire Milano  DI DANIELA FASSINI

 Un incontro per procedere a oltranza. Il governatore lombardo Roberto Formigoni vuoi vederci chiaro sulla spendig review di Monti. La revisione della spesa pubblica, che colpirà le Regioni e che dovrà essere approvata venerdì,
 in allarme il Pirellone.
Nel mirino i tagli alla sanità e ai trasporti: quasi 300 milioni di euro in meno per la regione Lombardia. Dopo un primo incontro rimandato, ieri mattina, con il ministro della Salute, Renato Bal duzzi, ieri sera il vertice conclusivo aRoma con tutte le Regioni: sulla bilancia della sanità lombarda potrebbero esserci 174 milioni di euro in meno già nel 2012 e il doppio nel 2013. E per gli anni successivi potrebbe andar peggio. Si parla infatti di 3 miliardi di tagli, per tutte le Regioni, di cui solo il primo nell'anno in corso e i

restanti nel 2013.

 «La spending review è una iniziativa giusta, doverosa, da condurre con

coraggio - ha dichiarato ieri il governatore lombardo

 - Il Governo ci aveva garantito un percorso fatto di confronto che poi è

saltato». Formigoni ribadisce il suo no ai tagli lineari uguali per tutti,

soprattutto per quanto riguarda il fondo sanitario nazionale, «per di più a

metà anno

 - ha aggiunto - che comporterebbe un taglio dei servizi ai cittadini e

soprattutto ai meno abbienti». Il governatore chiede al governo Monti di

prendersi una responsabilità, che è quella di dire ai cittadini quali saranno i servizi

gratuiti che dovranno essere tagliati. «Se ci tagliate i fondi non dovete

nascondervi dietro un dito - ha aggiunto - ma dovete dire voi e non noi quali

sono i servizi gratuiti che non dobbiamo più dare».

 Ma non c'è solo la sanità a preoccupare. La revisione dei conti, infatti,

rischia di colpire anche il trasporto pubblico locale. Ieri l'assessore

Cattaneo ha lanciato l'allarme: «Se venissero confermate le cifre - ha detto -

significherebbe una diminuzione di

 100-120 milioni nell'anno in corso e di 120-170 per il prossimo anno». Che,

tradotto in termini di servizio al pubblico, porterebbe ad aumenti di biglietti

e taglio delle corse. «Colpisce che, a fronte dei tagli previsti a livello

nazionale che graveranno in maniera in

 discriminata su tutte le Regioni polemizza Cattaneo - scopriamo che vengono

attivati finanziamenti ad hoc per il risanamento delle aziende ferroviarie di

Calabria, Campania e Puglia per un totale di 240 milioni».

 Il Pirellone coglie l'occasione per snocciolare le virtuosità già applicate:

diminuzione del personale, anche di quello dirigenziale, accorpamento degli

enti e ferie non monetizzate per i dipendenti. La spending review, per rendere

snelle ed efficienti le amministrazioni pubbliche, Formigoni ricorda che

«Regione Lombardia la ha già attuata, da tempo e ben in anticipo sul governo».

Bolzano, parte la distribuzione diretta per i farmaci. E' polemica con le farmacie

img  farmaciQUOTIDIANO SANITA' I pazienti potranno acquistare in determinati casi i farmaci direttamente negli ospedali. La decisione ha fatto parlare ai farmacisti di concorrenza sleale. L'assessore alla Sanità, Richard Theiner, respingendo l'accusa, ha ricordato che "la distribuzione diretta è prevista dalla legge statale".  Dallo scorso lunedì, 2 luglio, in determinati casi i pazienti della Provincia possono acquistare i farmaci direttamente negli ospedali, dove sono disponibili appositi punti di distribuzione. L'Associazione provinciale dei farmacisti proprietari e titolari di farmacia ha preso posizione parlando di una presunta forma di concorrenza sleale e deducendo che con questa regolamentazione in futuro il Sevizio pubblico beneficerà di gran parte del volume d'affari derivante dalla vendita di farmaci. L'assessore provinciale alla Sanità, Richard Theiner, respingendo questa interpretazione, ha ricordato che la cosiddetta distribuzione diretta dei farmaci è prevista dalla legge statale 405/2001.

"La distribuzione diretta dei farmaci è prevista dalla legge statale - ha detto - il suo aggiornamento permette un monitoraggio dettagliato della qualità e dei costi dell'erogazione farmacologica nonché dell'appropriatezza della prescrizione medica." In Alto Adige era stata introdotta parecchi anni fa con delibera della Giunta provinciale, "ma - ha spiegato Theiner - era limitata solo a quelle persone che, per il loro quadro clinico, dovevano recarsi frequentemente e ripetutamente all'ospedale". La consegna è avvenuta finora attraverso i singoli reparti, "però questa modalità impedisce un monitoraggio dettagliato della qualità e dei costi dell'erogazione farmacologica nonché dell'appropriatezza della prescrizione medica, come richiesto dallo Stato", ha osservato ancora l'assessore.

"Ora la lista dei trattamenti per i quali potrà essere effettuata la distribuzione diretta negli ospedali è stata ampliata – ha precisato Theiner - e in tal modo i farmaci potranno essere consegnati per il primo ciclo di trattamento dopo la dimissione ospedaliera. Quindi i pazienti non si dovranno preoccupare di reperire i farmaci nelle farmacie sul territorio". Tutto ciò, secondo quanto previsto dall'assessorato, non dovrebbe comportare grosse perdite per le farmacie presenti sul territorio, se si confronta il volume complessivo delle vendite dei farmaci effettuate tramite la distribuzione diretta e quello tramite le farmacie di tutti i farmaci.

Per l'assistenza farmaceutica dei suoi assistiti il Servizio sanitario provinciale si fa carico di una spesa annuale complessiva di 123 milioni di euro, di cui circa 81 milioni passano attraverso le farmacie private. Poiché, specialmente negli ospedali, vengono distribuiti farmaci molto costosi, il servizio sanitario potrebbe risparmiare, con questa modalità, almeno 3 milioni di euro all'anno.

Pescara: in ginocchio il pronto soccorso chiusi gli ambulatori dei mmg presso il nosocomio pescarese.

8 75 20080723163355Pescara, pronto soccorso in tilt: file di 8 ore per le visite  Convenzione coi medici di famiglia scaduta e organici ridotti all'osso. La protesta di un paziente: "É inconcepibile"
IL CENTRO: di Laura Venuti

PESCARA. «Sono arrivato questa mattina alle 12.15 e sono uscito dal Pronto soccorso alle 20. Non ho potuto mangiare, non ho potuto bere. Sono un paziente molto paziente, ma non si può arrivare a questo punto». Claudio Santurbano, tecnico informatico della Provincia, è uno dei tantissimi cittadini che ieri si sono trovati a fare i conti con la fila chilometrica che si è creata al Pronto soccorso dell'ospedale civile. Un intasamento che fortunatamente non ha creato problemi per la gestione dei casi gravi, ma che ha messo in croce decine di cittadini che si sono presentati in ospedale per problemi non gravi e sono rimasti intrappolati per ore dentro il pronto soccorso.

Colpa del caldo, che ha moltiplicato gli accessi, ma colpa anche di un organico ridotto all'osso dalla burocrazia e dai vincoli di bilancio. Colpa soprattutto della scomparsa dei medici di base, che da due anni assicuravano lo smaltimento dei pazienti meno gravi in pronto soccorso grazie a un progetto scaduto il primo giugno e non rinnovato. «Il pronto soccorso piomberà nel caos», aveva pronosticato il presidente del sindacato medici Silvio Basile quando la convenzione non era stata rinnovata. E così è stato.

Alle 18 di ieri c'erano da visitare circa 40 persone. Molte erano arrivate in tarda mattinata e avevano sulle spalle già 6 o 7 ore di attesa.Tra loro anche tanti anziani, finiti in ospedale per per malori legati al caldo. «Qui ci sono tantissimi pazienti tutti nella stessa situazione», racconta Santurbano mentre è ancora in fila e aspetta di essere visitato, «nessuno ha detto niente, nessuno ha ancora fatto una scenata, anzi, ho visto una grande civiltà nei pazienti. Ma questa non è una situazione da terzo mondo e neppure da quarto, è una situazione da quinto mondo. Il problema non è il personale, che è molto gentile e fa tutto quello che può. É proprio la sanità che non va», lamenta.

Che ieri sia stata una giornata dura lo ammette senza difficoltà anche il primario Alberto Albani. «Abbiamo avuto tantissimi incidenti e traumi maggiori», spiega Albani, «e ovviamente quelli hanno precedenza assoluta. Anche i codici gialli sono stati visitati al massimo in mezz'ora. Il personale, però, è quello che è, quindi in giornate come oggi i tempi di attesa per i codici verdi e bianchi si allungano. Abbiamo un organico che è come quello di Lanciano», denuncia Albani, «i concorsi per riempire i vuoti vanno a rilento a causa della burocrazia, ho dieci infermieri in aspettativa che non sono stati sostituiti perché c'è il vincolo di bilancio. In più dal primo giugno i medici di famiglia che garantivano lo smaltimento dei codici bianchi e verdi dalle 8 alle 23 non ci sono più. E poi c'è il problema degli accessi impropri: spesso la gente viene da noi per problemi che potrebbe curare il medico di base. Per questo invito tutti a rivolgersi ai medici di base il più possibile. Adesso, poi, ci sono anche le reti di reperibilità composte da più medici che garantiscono la copertura dalle 8 alle 20».

Cagliari, ricette dei Mmg nel mirino ma Fimmg contesta

 nuovo infermiere182419 40608Dica 33 -Appropriatezza prescrittiva causa di scintille a Cagliari, dove medici di famiglia e Asl cittadina sono in polemica per le ricette a base di ranelato di stronzio che i Mmg della provincia hanno prescritto nel 2011 a pazienti di sesso maschile. Ai curanti l'Azienda sanitaria ha scritto nelle settimane scorse per chiedere le ragioni cliniche della prescrizione, in quanto il principio attivo è indicato per il trattamento dell'osteoporosi postmenopausale. Fimmg provinciale non ha gradito e alcuni giorni orsono ha risposto con una nota nella quale si contesta forma e contenuto dell'intervento: per cominciare, il sindacato ricorda la decisione dell'Ema del maggio scorso che aveva incluso tra le indicazioni per il ranelato di stronzio anche «il trattamento dell'osteoporosi maschile in uomini ad aumentato rischio di fratture». E poi sono inaccettabili le modalità del richiamo: «Diamo anche per buono il sospetto di in appropriatezza» spiega Umberto Nevisco, segretario provinciale di Fimmg Cagliari «per chiedere delucidazioni l'Asl avrebbe dovuto investire della cosa le commissioni terapeutiche distrettuali, come prevede la nostra Convenzione nazionale. Con queste lettere spedite individualmente, invece, si scatena una caccia all'untore che non possiamo condividere».
Ma quello che ancora meno piace ai Mmg cagliaritani sono le circostanze della vicenda: ancora l'Asl non ha fatto sapere quante sono le ricette "contestate" e quanti i medici di famiglia coinvolti. «E così» prosegue Nevisco «non sappiamo neanche a quanto ammonta la fetta di spesa farmaceutica imputabile a queste presunte inappropriatezze. Vorremmo tanto capirlo, perché in questa Regione la spesa per farmaci che sfonda è quella ospedaliera, non la territoriale». E poi, sempre a proposito di inappropriatezza, c'è l'irrisolta questione dei ricettari rossi per i medici del Ssn: «Mi piacerebbe mettere a confronto numero delle visite e prestazioni prescritte per vedere quanto viene impiegato» conclude il segretario della Fimmg «abbiamo l'impressione che alcuni – ospedalieri, specialisti, universitari - appaiono piuttosto "timidi" nell'uso del ricettario rosso».

Formigoni: i nostri conti sono la miglior difesa

27820082044MILANO - «Noi efficienti e corrotti, gli altri in deficit e trasparenti?». Il governatore Roberto Formigoni torna a difendersi. Lo fa ventiquattr'ore dopo che114-Recup_1.pdfdella Sanità lombarda è arrivato dritto al cuore del Pirellone, con l'avviso di garanzia per gare d'appalto truccate recapitato ieri al supermanager Carlo Lucchina. Così, adesso che non può più essere usata come scudo l'assenza di dirigenti di Regione Lombardia sotto inchiesta, per respingere le accuse Formigoni utilizza l'arma dell'efficienza: «La Lombardia per la sanità prende dallo Stato meno soldi delle altre Regioni e nonostante ciò è l'unica in pareggio offrendo i servizi migliori ai malati - scrive -. Come mai, allora, è oggetto di indagini per corruzione così vaste, che nemmeno tutte le altre Regioni d'Italia (in deficit) messe insieme hanno?».

L'efficienza e la qualità delle cure sono insomma - almeno per il Celeste - la dimostrazione tangibile che in Lombardia non c'è corruzione (strettamente legata, invece, all'inefficienza). Eppure. L'avviso di garanzia a Lucchina, ai vertici dell'assessorato alla Sanità dal 2003, rischia di creare anche un terremoto politico-istituzionale. Dopo nove anni, infatti, si apre il rebus di possibili dimissioni del supermanager, che già giovedì ha rinunciato alla presidenza del Comitato prezzi e rimborso dell'Agenzia italiana del farmaco (un incarico appena ricevuto, tra l'altro, dal ministro Renato Balduzzi). Il Pd e Sel gli chiedono un passo indietro, ma è soprattutto lui stesso ad avere la tentazione di mollare. La prova che la questione è nell'aria arriva anche dall'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani: «Io gli ho detto di tener duro - assicura Bresciani -. Per quanto mi riguarda il rapporto di fiducia non s'è incrinato». Del resto, su Radio Padania , Bresciani invita le opposizioni alla coerenza: «Se il centrosinistra ritiene che chi riceve un avviso di garanzia debba dimettersi, allora deve chiedere la stessa cosa anche ai suoi rappresentanti in Conferenza Stato-Regioni (il riferimento è soprattutto a Vasco Errani, presidente dell'Emilia Romagna, nonché alla guida della Conferenza Stato-Regioni, indagato lo scorso marzo per falso ideologico in concorso con due funzionari regionali, ndr)».

Lunedì Lucchina incontrerà il governatore: e sarà proprio da lì che potrebbero uscire chiarimenti sul futuro del direttore generale alla Sanità (al quale, tra l'altro, è arrivata la solidarietà del Policlinico, guidato dal leader di Cl Giancarlo Cesana). Sullo sfondo delle inchieste giudiziarie che stanno travolgendo la sanità lombarda resta una questione più ampia. Così la riassume Francesco Longo, ricercatore del Cergas della Bocconi: «Bisogna capire se in Lombardia c'è davvero un sistema basato sulla libera concorrenza, con opportunità imprenditoriali per i migliori, o se piuttosto si è creato un network di strette alleanze politico-imprenditoriali che favorisce cordate di potere che si aggiudicano gli appalti». Simona Ravizza


Indagato dg della Lombardia, in corso perquisizioni al Pirellone

sanita-11(ASCA) - Milano, 14 giu - Una trentina di persone sotto indagine tra cui anche il direttore generale della sanita' in Lombardia, Carlo Lucchina, e diversi funzionari dell'assessorato alla Sanita' della Regione Lombardia. E' questo l'esito del blitz scattato questa mattina nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Milano su presunte irregolarita' nell'assegnazione di progetti di sperimentazione clinica ad alto contenuto tecnologico finanziati dalla Regione Lombardia. Proprio in queste ore sono in corso una ventina di perquisizioni, con gli agenti della Guardia di Finanza che, tra l'altro, stanno passando al setaccio anche gli uffici dell'assessorato alla sanita' del Pirellone e diversi ospedali della Regione a Milano, Lecco, Busto Arsizio e Saronno. Il fascicolo e' stato aperto dal procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, e dal pm Carlo Nocerino, e ipotizza a vario titolo una serie di reati: associazione per delinquere, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio e peculato. fcz/sam/rob