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DALLE REGIONI

Pescara: in ginocchio il pronto soccorso chiusi gli ambulatori dei mmg presso il nosocomio pescarese.

8 75 20080723163355Pescara, pronto soccorso in tilt: file di 8 ore per le visite  Convenzione coi medici di famiglia scaduta e organici ridotti all'osso. La protesta di un paziente: "É inconcepibile"
IL CENTRO: di Laura Venuti

PESCARA. «Sono arrivato questa mattina alle 12.15 e sono uscito dal Pronto soccorso alle 20. Non ho potuto mangiare, non ho potuto bere. Sono un paziente molto paziente, ma non si può arrivare a questo punto». Claudio Santurbano, tecnico informatico della Provincia, è uno dei tantissimi cittadini che ieri si sono trovati a fare i conti con la fila chilometrica che si è creata al Pronto soccorso dell'ospedale civile. Un intasamento che fortunatamente non ha creato problemi per la gestione dei casi gravi, ma che ha messo in croce decine di cittadini che si sono presentati in ospedale per problemi non gravi e sono rimasti intrappolati per ore dentro il pronto soccorso.

Colpa del caldo, che ha moltiplicato gli accessi, ma colpa anche di un organico ridotto all'osso dalla burocrazia e dai vincoli di bilancio. Colpa soprattutto della scomparsa dei medici di base, che da due anni assicuravano lo smaltimento dei pazienti meno gravi in pronto soccorso grazie a un progetto scaduto il primo giugno e non rinnovato. «Il pronto soccorso piomberà nel caos», aveva pronosticato il presidente del sindacato medici Silvio Basile quando la convenzione non era stata rinnovata. E così è stato.

Alle 18 di ieri c'erano da visitare circa 40 persone. Molte erano arrivate in tarda mattinata e avevano sulle spalle già 6 o 7 ore di attesa.Tra loro anche tanti anziani, finiti in ospedale per per malori legati al caldo. «Qui ci sono tantissimi pazienti tutti nella stessa situazione», racconta Santurbano mentre è ancora in fila e aspetta di essere visitato, «nessuno ha detto niente, nessuno ha ancora fatto una scenata, anzi, ho visto una grande civiltà nei pazienti. Ma questa non è una situazione da terzo mondo e neppure da quarto, è una situazione da quinto mondo. Il problema non è il personale, che è molto gentile e fa tutto quello che può. É proprio la sanità che non va», lamenta.

Che ieri sia stata una giornata dura lo ammette senza difficoltà anche il primario Alberto Albani. «Abbiamo avuto tantissimi incidenti e traumi maggiori», spiega Albani, «e ovviamente quelli hanno precedenza assoluta. Anche i codici gialli sono stati visitati al massimo in mezz'ora. Il personale, però, è quello che è, quindi in giornate come oggi i tempi di attesa per i codici verdi e bianchi si allungano. Abbiamo un organico che è come quello di Lanciano», denuncia Albani, «i concorsi per riempire i vuoti vanno a rilento a causa della burocrazia, ho dieci infermieri in aspettativa che non sono stati sostituiti perché c'è il vincolo di bilancio. In più dal primo giugno i medici di famiglia che garantivano lo smaltimento dei codici bianchi e verdi dalle 8 alle 23 non ci sono più. E poi c'è il problema degli accessi impropri: spesso la gente viene da noi per problemi che potrebbe curare il medico di base. Per questo invito tutti a rivolgersi ai medici di base il più possibile. Adesso, poi, ci sono anche le reti di reperibilità composte da più medici che garantiscono la copertura dalle 8 alle 20».

Cagliari, ricette dei Mmg nel mirino ma Fimmg contesta

 nuovo infermiere182419 40608Dica 33 -Appropriatezza prescrittiva causa di scintille a Cagliari, dove medici di famiglia e Asl cittadina sono in polemica per le ricette a base di ranelato di stronzio che i Mmg della provincia hanno prescritto nel 2011 a pazienti di sesso maschile. Ai curanti l'Azienda sanitaria ha scritto nelle settimane scorse per chiedere le ragioni cliniche della prescrizione, in quanto il principio attivo è indicato per il trattamento dell'osteoporosi postmenopausale. Fimmg provinciale non ha gradito e alcuni giorni orsono ha risposto con una nota nella quale si contesta forma e contenuto dell'intervento: per cominciare, il sindacato ricorda la decisione dell'Ema del maggio scorso che aveva incluso tra le indicazioni per il ranelato di stronzio anche «il trattamento dell'osteoporosi maschile in uomini ad aumentato rischio di fratture». E poi sono inaccettabili le modalità del richiamo: «Diamo anche per buono il sospetto di in appropriatezza» spiega Umberto Nevisco, segretario provinciale di Fimmg Cagliari «per chiedere delucidazioni l'Asl avrebbe dovuto investire della cosa le commissioni terapeutiche distrettuali, come prevede la nostra Convenzione nazionale. Con queste lettere spedite individualmente, invece, si scatena una caccia all'untore che non possiamo condividere».
Ma quello che ancora meno piace ai Mmg cagliaritani sono le circostanze della vicenda: ancora l'Asl non ha fatto sapere quante sono le ricette "contestate" e quanti i medici di famiglia coinvolti. «E così» prosegue Nevisco «non sappiamo neanche a quanto ammonta la fetta di spesa farmaceutica imputabile a queste presunte inappropriatezze. Vorremmo tanto capirlo, perché in questa Regione la spesa per farmaci che sfonda è quella ospedaliera, non la territoriale». E poi, sempre a proposito di inappropriatezza, c'è l'irrisolta questione dei ricettari rossi per i medici del Ssn: «Mi piacerebbe mettere a confronto numero delle visite e prestazioni prescritte per vedere quanto viene impiegato» conclude il segretario della Fimmg «abbiamo l'impressione che alcuni – ospedalieri, specialisti, universitari - appaiono piuttosto "timidi" nell'uso del ricettario rosso».

Formigoni: i nostri conti sono la miglior difesa

27820082044MILANO - «Noi efficienti e corrotti, gli altri in deficit e trasparenti?». Il governatore Roberto Formigoni torna a difendersi. Lo fa ventiquattr'ore dopo che114-Recup_1.pdfdella Sanità lombarda è arrivato dritto al cuore del Pirellone, con l'avviso di garanzia per gare d'appalto truccate recapitato ieri al supermanager Carlo Lucchina. Così, adesso che non può più essere usata come scudo l'assenza di dirigenti di Regione Lombardia sotto inchiesta, per respingere le accuse Formigoni utilizza l'arma dell'efficienza: «La Lombardia per la sanità prende dallo Stato meno soldi delle altre Regioni e nonostante ciò è l'unica in pareggio offrendo i servizi migliori ai malati - scrive -. Come mai, allora, è oggetto di indagini per corruzione così vaste, che nemmeno tutte le altre Regioni d'Italia (in deficit) messe insieme hanno?».

L'efficienza e la qualità delle cure sono insomma - almeno per il Celeste - la dimostrazione tangibile che in Lombardia non c'è corruzione (strettamente legata, invece, all'inefficienza). Eppure. L'avviso di garanzia a Lucchina, ai vertici dell'assessorato alla Sanità dal 2003, rischia di creare anche un terremoto politico-istituzionale. Dopo nove anni, infatti, si apre il rebus di possibili dimissioni del supermanager, che già giovedì ha rinunciato alla presidenza del Comitato prezzi e rimborso dell'Agenzia italiana del farmaco (un incarico appena ricevuto, tra l'altro, dal ministro Renato Balduzzi). Il Pd e Sel gli chiedono un passo indietro, ma è soprattutto lui stesso ad avere la tentazione di mollare. La prova che la questione è nell'aria arriva anche dall'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani: «Io gli ho detto di tener duro - assicura Bresciani -. Per quanto mi riguarda il rapporto di fiducia non s'è incrinato». Del resto, su Radio Padania , Bresciani invita le opposizioni alla coerenza: «Se il centrosinistra ritiene che chi riceve un avviso di garanzia debba dimettersi, allora deve chiedere la stessa cosa anche ai suoi rappresentanti in Conferenza Stato-Regioni (il riferimento è soprattutto a Vasco Errani, presidente dell'Emilia Romagna, nonché alla guida della Conferenza Stato-Regioni, indagato lo scorso marzo per falso ideologico in concorso con due funzionari regionali, ndr)».

Lunedì Lucchina incontrerà il governatore: e sarà proprio da lì che potrebbero uscire chiarimenti sul futuro del direttore generale alla Sanità (al quale, tra l'altro, è arrivata la solidarietà del Policlinico, guidato dal leader di Cl Giancarlo Cesana). Sullo sfondo delle inchieste giudiziarie che stanno travolgendo la sanità lombarda resta una questione più ampia. Così la riassume Francesco Longo, ricercatore del Cergas della Bocconi: «Bisogna capire se in Lombardia c'è davvero un sistema basato sulla libera concorrenza, con opportunità imprenditoriali per i migliori, o se piuttosto si è creato un network di strette alleanze politico-imprenditoriali che favorisce cordate di potere che si aggiudicano gli appalti». Simona Ravizza


Indagato dg della Lombardia, in corso perquisizioni al Pirellone

sanita-11(ASCA) - Milano, 14 giu - Una trentina di persone sotto indagine tra cui anche il direttore generale della sanita' in Lombardia, Carlo Lucchina, e diversi funzionari dell'assessorato alla Sanita' della Regione Lombardia. E' questo l'esito del blitz scattato questa mattina nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Milano su presunte irregolarita' nell'assegnazione di progetti di sperimentazione clinica ad alto contenuto tecnologico finanziati dalla Regione Lombardia. Proprio in queste ore sono in corso una ventina di perquisizioni, con gli agenti della Guardia di Finanza che, tra l'altro, stanno passando al setaccio anche gli uffici dell'assessorato alla sanita' del Pirellone e diversi ospedali della Regione a Milano, Lecco, Busto Arsizio e Saronno. Il fascicolo e' stato aperto dal procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, e dal pm Carlo Nocerino, e ipotizza a vario titolo una serie di reati: associazione per delinquere, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio e peculato. fcz/sam/rob

Campania - Il Dossier sulla sanità preparato della Cisl (video)

Ambulanza-al-Pronto-SoccorsoCampania - Il Dossier sulla sanità preparato della Cisl. Una sanità allo sbando: punto per punto, nero su bianco, in un lungo dossier di 94 pagine preparato della Cisl Campania ecco tutte le criticità del settore. Si parte dai posti letto. Sono 2.402 i posti di emergenza tagliati, ma dei 953 posti per la riabilitazione e la lungodegenza nemmeno l'ombra. La media nazionale è di 4 posti ogni mille abitanti, in Campania





 

TREVISO: guerra nella sanità medici di famiglia verso lo sciopero

mediciTREVISO Dottori in stato di agitazione contro l'Usl 9 – I medici di famiglia dichiarano guerra ai vertici dell'azienda sanitaria di Treviso. Adesso è ufficiale. L'attesa assemblea straordinaria convocata in fretta e furia venerdì sera dalla Fimmg ha visto la partecipazione di un centinaio di dottori e si è chiusa con l'approvazione praticamente unanime, con un solo astenuto, dello stato di agitazione.

Le tappe, pesanti come macigni, sono segnate. Gli iscritti al sindacato hanno dato mandato al segretario, Brunello Gorini, tra l'altro vicepresidente dell'Ordine dei medici, di sporgere quattro diverse denunce contro l'Usl 9 per inadempienze e condotte antisindacali. Ma non solo. Oggi, infatti, la federazione dei medici invierà all'azienda sanitaria una comunicazione in cui spiega per filo e per segno cosa non è più disposta a sopportare e poi farà scattare una sorta di ultimatum lungo 60 giorni. Dopodiché si arriverà addirittura allo sciopero e alla serrata degli ambulatori.

"Auspichiamo ci sia una soluzione – spiega Gorini – altrimenti autorizzeremo lo sciopero che verrà portato avanti continuando la nostra attività ma facendo pagare a tutti i cittadini il prezzo pieno per ogni visita e ogni prescrizione: spiegheremo che siamo costretti a farlo perché l'azienda sanitaria non si comporta bene e indicheremo loro la possibilità di chiedere il rimborso presso la stessa Usl 9". Protesta che, ovviamente, farebbe andare in tilt i servizi aziendali in men che non si dica.

Insomma, si è davanti a un muro contro muro mai visto prima. Sul piatto ci sono parecchie questioni: quella dei "facilitatori" assunti dall'Usl in barba al parere dei medici, la decisione dell'azienda di invitare le donne in lista per un controllo di routine al seno a cambiare l'esame clinico-strumentale prescritto dal proprio dottore di fiducia con una più veloce mammografia, la sicurezza delle strutture delle guardie mediche e la partita dell'informatizzazione degli ambulatori, con ripercussioni economiche piuttosto consistenti.

In tutto ciò che fa l'azienda sanitaria? Per ora resta alla finestra. "La situazione è all'attenzione della direzione – spiegano dall'Usl 9 – ma attendiamo la formalizzazione delle posizioni del sindacato, che ad oggi non ci sono state". Già da oggi, però, dovrebbe partire la rincorsa per evitare la clamorosa serrata degli ambulatori.