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DALLE REGIONI

NAPOLI, Vaccini, Fimmg no al patrocinio del comune ai no vax, pronti a invadere le strade

novax thumb other250 250Napoli, (Adnkronos) - La sezione napoletana della Federazione italiana dei Medici di Medicina generale (Fimmg) pronta a «invadere le strade» per fare «una corretta informazione» sui vaccini. Il gesto è legato alle polemiche nate ieri sulla partecipazione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e di due assessori comunali a un convegno in programma mercoledì prossimo nella Sala consiliare di Santa Maria la Nova e organizzato da Valica (Vaccini liberi Campania). I medici di medicina generale hanno scelto di «sostenere le vaccinazioni mettendoci la faccia, turbati anche dalle discutibili scelte istituzionali» del Comune di Napoli«. La sezione napoletana della Fimmg ha messo in campo una campagna informativa veicolata con manifesti affissi in città e nei 1.200 studi associati al sindacato, con il messaggio »Io mi vaccino, fallo anche tu«. L'idea, spiegano Corrado Calamaro e Luigi Sparano della Fimmg Napoli, »è quella di sostenere i buoni consigli con i fatti, dando l'esempio per far comprendere ai propri assistiti quanto sia importante vaccinarsi. La campagna era programmata già da mesi, ma la grande polemica che oggi è su tutti i giornali ci conferma che sul tema c'è molto da dire. La nostra posizione, in linea con quella dell'Ordine dei Medici di Napoli, è quella di stigmatizzare la decisione del Comune di garantire il patrocinio ad occasioni di confronto che appaiono dichiaratamente no vax«.

NAPOLI: Vaccini, maxi campagna Fimmg i medici si autotassano

vaccinazioneee thumb other250 250Roma, (AdnKronos Salute) - «Io mi vaccino, fallo anche tu». È l«invitò della campagna con cui la sezione partenopea della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) si prepara a invadere Napoli, con manifesti affissi in città e nei 1.200 studi associati al sindacato. Non solo. I camici bianchi di Fimmg Napoli hanno deciso di autotassarsi per realizzare questa campagna, e far capire ai cittadini che i vaccini »non devono essere vissuti come un obbligo, bensì un diritto alla salute«. Mentre ancora tiene banco la polemica fra medici, non solo napoletani, e il Comune partenopeo, l'idea è dare l'esempio e far comprendere l'importanza della vaccinazione. »La campagna - spiegano Corrado Calamaro e Luigi Sparano, della Fimmg Napoli - era programmata già da mesi, ma la grande polemica che oggi è su tutti i giornali ci conferma che sul tema c'è molto da dire. La nostra posizione, in linea con quella dell'Ordine dei medici di Napoli, è quella di stigmatizzare la decisione del Comune di garantire il patrocinio a occasioni di confronto che appaiono dichiaratamente no vax«. Per i due camici bianchi, »appuntamenti come questi, ambigui e contraddittori, rischiano di sfociare in vere e proprie campagne di disinformazione che, in maniera strisciante, si muovono poi sul web. Dai ragazzini alle giovani mamme, e continuando per questa linea sino ai nonni, serpeggia il sospetto di chissà quale complotto ordito ai danni dei cittadini. Molti non si rendono conto del grande privilegio che abbiamo oggi a poter somministrare i vaccini senza particolari difficoltà«.

PADOVA: Influenza, vaccini gratuiti per le persone in difficoltà

poveri(Il Gazzettino) PADOVA Partirà anche a Padova da oggi, in occasione del pranzo offerto dalla Comunità di Sant'Egidio alle persone senza dimora e in difficoltà economiche della città, il progetto nato dalla collaborazione con la Fimmg, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, per promuovere le vaccinazioni antinfluenzali nelle persone fragili. E' il frutto di un protocollo d'intesa tra i due soggetti siglato all'inizio di ottobre. L'iniziativa, diffusa a livello nazionale, è realizzata grazie all'impiego di vaccini donati da alcune industrie farmaceutiche. Il progetto di volontariato parte in cinque città italiane: Genova, Messina, Napoli, Padova, Roma. I medici di famiglia iscritti alla Fimmg effettueranno così gratuitamente i vaccini nelle sedi individuate con la Comunità di Sant'Egidio, in collaborazione anche con le altre realtà che in città operano a beneficio delle persone più povere. L'iniziativa prende avvio il oggi in occasione del pranzo che la Comunità di Sant'Egidio prepara presso i locali della parrocchia di San Pio X, in via Grassi.

ABRUZZO: La rabbia dei medici di guardia contro restituzione delle indennita' (video)

guardiamedicasala thumb other250 250(Abruzzo web) di Filippo Tronca L'AQUILA - Erano oltre una trentina i medici di guardia oggi tra il pubblico del Consiglio regionale, e che più volte hanno rumoreggiato e protestato, affrontando poi in un duro battibecco il presidente della Regione Luciano D'Alfonso fuori dall'aula. Motivo della loro mobilitazione la richiesta della cancellazione della delibera di giunta che ha eliminato i 4 euro l'ora di indennità di rischio introdotta nel 2006, anche retroattivamente. Una decisione presa a seguito del decreto 4366 della Procura Regionale dei Corte dei Conti, del giugno scorso, in cui si evidenzia l'illegittimità di questa indennità, e che ora espone oltre 400 medici di guardia abruzzesi in servizio, che in convenzione con le Asl garatiscono gli interventi anche a domicilio nelle ore notturne e nei festivi, più altri circa 600 che hanno cessato l'attività, al rischio di dover restituire anche 70 mila euro a testa, a carico anche di chi non lavora, di chi è andato in pensione, e persino degli eredi, in caso di decesso del medico. Le cartelle sono già arrivate. Nel corso della seduta, l'assemblea ha approvato due attesi provvedimenti, l'istituzione della Film Commission e dei Cammini d'Abruzzo, oltre a dare il placet ai bilanci dell'Adsu di Chieti, dell'Agenzia sanitaria Asr e dell'Arta. Salta, al solito, l'elezione del garante dei detenuti, rinviate anche le risoluzioni che erano all'ordine del giorno. Quanto alle guardie mediche, l'occasione della mobilitazione è stata un'interrogazione del consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, che nel suo intervento ha definito "assurdo e ingiustificato" questo provvedimento visto che "non c'è nessuna sentenza da parte della Corte dei Conti, ma solo una richiesta di chiarimento", e dunque "si potrebbe semplicemente per ora sospendere l'erogazione dell'indennità, ma non richiedere in nessun modo gli arretrati, come hanno fatto altre regioni". Del resto la Corte dei Conti ipotizza Pettinari, "nel caso dovesse rivalersi per danno erariale, lo farebbe su quei dirigenti e funzionari che nel 2006 firmarono il provvedimento, non sull'attuale giunta". Il medico Valentino Di Majo, segretario provinciale Fimmg L'Aquila, a margine del Consiglio regionale spiega poi ad Abruzzoweb che "già ci hanno tolto una parte importante dello stipendio, anche 500 euro al mese, a cui corrispondeva l'indennità. Soldi che ci sono stati erogati in questi anni a seguito di un accordo sidnacale tuttora legittimo e valido. Ma la cosa assurda è che vogliono pure gli arretrati pari a dieci anni di presunto illecito guadagno, li chiedono a chi lavora, e anche a chi non lavora più, a chi nel frattempo è andato in pensione". "Addirittura ad un collega - si sfoga Di Majo - che non esercita più e che ha la sclerosi multlipa, vengono richieste decine di migliaia di euro. E devono restituire quello che secondo qualcuno è 'un maltolto', persino gli eredi, se il medico è venuto a mancare. Molti rischiano di finire sul lastrico, parliamo anche di 70 mila euro a carico di persone che magari hanno acceso mutui, hanno fatto investimenti, che questi soldi non ce li hanno, e che non hanno colpa, se ora si cambiano le regole in corso d'opera". L'assessore Silvio Paolucci prima, e il presidente D'Alfonso poi, i cui interventi sono stati accompagnati da qualche isolato gesto di disapprovazione da parte dei medici presenti in aula, hanno evidenziato che si sta trovando una soluzione a quella che anche a loro appare un'ingiustizia, "una soluzione però che non può esporre l'ente regionale, in attesa di un chiarimento giuridico, al rischio di condanna per danno erariale". Ecco perché era inevitabile, per il momento, attivare l'iter della sospensione dell'indennità, e la richiesta degli arretrati. Paolucci aveva già ricordato in mattinata che "si è chiarto con due pareri dell'avvocatura regionale che l'azione di recupero è atto dovuto della giunta, non una scelta. Impossibile sospendere la delibera, serve una normativa nazionale". Annunciando però che è in corso d'opera, da parte della Regione, "la ricerca di un accordo con le segreterie regionali dei sindacati di categoria, per una contrattualistica decentrata a livello delle aziende, al fine di recuperare esattamente le stesse somme per il futuro, per adeguare il contratto colettivo regionale". Nell'atto della Corte dei Conti regionale si evidenziava infatti "un elevato pregiudizio alle pubbliche finanze derivante dalla pregressa e attuale erogazione in favore dei medici di continuità assistenziale del compenso aggiuntivo orario di 4 euro a titolo indennità per i rischi legati alla tipologia dell'incarico". Indennità prevista "da un accordo integrativo approvato nell'agosto 2006 dall'allora giunta regionale, e che non trova previsione nell'Accordo Collettivo Nazionale". E la soluzione annunciata in aula da D'Alfonso, in replica all' intervento di Pettinari, è quella di una "variazione di bilancio di rimedio", da condividere con tutto il Consiglio", per trovare comunque le coperture ad una sospensione degli effetti della norma di recupero. "Stiamo lavorando per trovare soluzione a quella che riteniamo un ingiustizia, - ha detto nel suo intervento D'Alfonso - e propongo infatti una variazione di bilancio 'di rimedio', pronto a sottoscriverla in prima persona. Dobbiamo dare certezze e soddisfazione ai medici, ma non dimenticando che il legislatore non può ficcarsi in un dirupo. E poi serve norma nazionale, perché è un un problema che investe anche altre regioni italiane". Il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, ha commentato affermadno che "preso atto dell'impegno assunto da D'Alfonso, ora ci aspettiamo da parte dell'esecutivo regionale un atteggiamento serio e attento nel rispettare le attese dei medici che dopo mesi non hanno avuto alcuna risposta concreta" D'Alfonso ha infine bacchettato Pettinari: "Dico no ai tribunali speciali degli ululati che vengono portati in aula", si è rivolto al pentastellato. Affermazione quest'ultima che non è piaciuta ai medici presenti in aula, che poi D'Alfonso ha incontrato raggiungendoli sul viale dell'uscita dell'Emiciclo assieme al consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci. "Non gradisco lo spettacolo comunciativo", ha esordito senza troppi giri di parole D'Alfonso. Secca la replica di una dottoresa: "siamo venuti a sentire l'interrogazione, non siamo manipolati politicamente da nessuno, anzi io l'ho pure votata!" "Ve ne state lavando le mani!", ha urlato poi una dottoressa al presidente, che subito ha replicato: "voi vi fate portatori di una richiesta più che condivisibile, che riguarda mille persone e forse molte di più, ma se deve pagare non chi ha ricevuto le risorse, ma chi ha messo in circuito le risorse, per il fatto stesso che noi dovremmo rideliberare, saremmo noi quelli che dovrebbero pagare. Io voglio trovare una soluzione che non faccia salvi alcuni e colpiti altri, una soluzione definitiva, e non tampone".

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LIGURIA: Esami e visite in farmacia, un flop, per le prenotazioni ora cambia tutto

farmacia thumb other250 250(lastampa.it) Di ermanno branca L'Asl rivede il sistema di prenotazione di esami e visite nelle farmacie, fino ad oggi fallimentare. Il progetto che partirà in via sperimentale entro questo mese prevede che 70 farmacie dell'intera provincia diventino «sportelli» efficienti dove prenotare visite ed esami attraverso una diffusione capillare e programmata del servizio distaccato dei Cup. «Come esempio guardiamo ad altre Asl della Regione – afferma Salvatore Giuffrida, direttore amministrativo dell'Asl – a La Spezia vengono prenotate in farmacia il 51% delle prestazioni sanitarie e al call center il 13%. A Genova le prenotazioni presso le farmacie sono il 15% e al call center il 30%. A Savona i numeri sono completamente diversi: 3,1% di prenotazioni in farmacia e 12,9% al call center. Ci sono molte prestazioni sanitarie che non vanno nel circuito del Cup ma restano nei singoli reparti; e stiamo rivedendo il sistema». In base al nuovo progetto i farmacisti avranno a propria disposizione un «help desk», una servizio di assistenza nelle pratiche di registrazione delle visite e per i tempi di attesa. Nel frattempo l'Asl potenzierà anche il sistema di prenotazione tramite call center e rivedrà l'organizzazione stessa degli sportelli dei Cup unificando il servizio di anagrafe (scelta del medico, cambio di residenza, ecc) con quelli di prenotazione. «Stiamo lavorando sulla formazione del personale agli sportelli – prosegue Giuffrida, - per fare in modo che si arrivi a sportelli polifunzionali. In base al sistema attuale ci sono sportelli che si occupano di anagrafe e altri di prenotazioni; il risultato è che spesso un tipo di sportello è deserto e l'altro con lunghe code. Con gli sportelli polifunzionali l'operatore si potrà occupare sia di anagrafe sia di prenotazioni. A questo proposito voglio chiarire che l'attesa, cambia a seconda del codice inserito dai medici di famiglia sull'impegnativa che può essere urgente, e quindi l'esame va fatto entro 72 ore, breve 10 giorni, differita 60 giorni) programmata 12 mesi». Nella prossima primavera saranno inoltre in funzione i totem, inizialmente negli ospedali, per prenotare visite ed esami; successivamente l'uso verrà esteso al ritiro dei referti e altre funzioni.

PALERMO: Test di accesso a Medicina generale nella bufera, la Regione invia le carte alla Procura

concorso thumb250 250(La Sicilia) Otto candidati avevano denunciato che uno dei commissari d'esame avrebbe suggerito le risposte esatte a Giorgia Iacolino, consigliere comunale di Fi ad Agrigento, figlia di Salvatore, ex manager dell'Asp di Palermo e candidato Udc alle Regionali. Finisce in Procura la vicenda delle presunte irregolarità denunciate per i test di accesso per il corso di Medicina generale (che permette poi di diventare medici di famiglia). L'assessorato regionale alla Sanità ha infatti annunciato di avere chiesto una relazione alle commissioni d'esame che poi sarà trasmessa alla magistratura. La vicenda, che era stata raccontata nei giorni scorsi dall'edizione palermitana di Repubblica, è relativa alla denuncia di otto candidati al test secondo cui uno dei commissari d'esame avrebbe suggerito le risposte ad un altro candidato, Giorgia Iacolino, consigliere comunale di Agrigento e figlia di Salvatore Iacolino, ex direttore amministrativo dell'Asp di Palermo, ex deputato europeo di Forza Italia e candidato alle regionali nella lista dell'Udc. Ora il passaggio successivo con il test che finirà sul tavolo dei magistrati di Palermo. "Abbiamo chiesto una relazione urgente alle sette commissioni d'esame e, una volta acquisiti gli atti, invieremo tutto in procura – ha detto Salvatore Giglione, responsabile del dipartimento attività sanitarie dell'assessorato regionale alla Sanità. Sempre Giglione ha spiegato che l'assessore Gucciardi non appena le carte saranno acquisite le trasmetterà alla Procura di Palermo. Giorgia Iacolino ha respinto le accuse e ha spiegato di non avere ricevuto alcun aiuto nel corso dell'esame ed ha anzi sostenuto che si tratta di un attacco alla sua famiglia e in particolare al padre candidato appunto alle elezioni regionali nella lista Udc.