Mer23082017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Dalle Regioni

DALLE REGIONI

TOSCANA: Fascicolo sanitario elettronico e ricetta medica, ecco le novità

certificati online thumb medium250 250FIRENZE - Con il mese di luglio, si registrano due novità che riguardano il Fascicolo sanitario elettronico e rendono più semplice e veloce l'accesso dei cittadini ai servizi sanitari: al Fascicolo sanitario elettronico si può accedere anche con le credenziali SPID; alla ricetta medica dematerializzata il cittadino può accedere direttamente attraverso il proprio Fascicolo sanitario elettronico. Ecco nel dettaglio di cosa si tratta.

Accedere al Fascicolo sanitario elettronico con le credenziali SPID

A partire dal mese di luglio 2017 per accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico, si potrà usare, oltre alla carta sanitaria (TS/CNS), anche credenziali SPID con livello di sicurezza SPID 2.

SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è la soluzione che permette ai cittadini di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un'unica Identità Digitale (username e password). Per l'uso dell'identità SPID non è necessario alcun lettore di smart card e può essere utilizzata in diverse modalità (da computer fisso o da mobile).

L'identità SPID è rilasciata dai gestori denominati Identity Provider, soggetti privati accreditati da AgID, che forniscono le identità digitali e gestiscono l'autenticazione degli utenti.

Ottenere l'identità SPID è semplice e per chi ha già la carta sanitaria attiva è ancora più veloce, si può fare comodamente on line da casa, senza doversi recare ad uno sportello.

Tutte le istruzioni alla pagina dedicata http://open.toscana.it/spid

Vai alle pagine del sito della Regione Toscana dedicate ai servizi on line con accesso SPID

Vai alle pagine del sito della Regione Toscana dedicate al Fascicolo Sanitario Elettronico Ricetta medica dematerializzata: anche il cittadino può avere accesso diretto alla sua prescrizione medica farmaceutica

Con il Decreto Ministeriale del 2 novembre 2011 è stato normato, a livello nazionale, il processo di dematerializzazione della ricetta medica. In questi ultimi anni ogni cittadino, nella propria esperienza, ha potuto constatare il passaggio dalla ricetta cartacea medica (ricetta rossa) al semplice "promemoria" in carta bianca.

Ad un occhio inesperto potrebbe sembrare che si tratti solo del cambio di modulistica, in realtà dietro al cambio di supporto cartaceo è celata una grande rivoluzione digitale che il SST sta portando avanti in un'ottica di ottimizzazione e semplificazione dei processi interni. In effetti, il passaggio da un documento cartaceo firmato ad un semplice promemoria è stato reso possibile grazie ad una evoluzione tecnologica che parte dalle infrastrutture di rete ed arriva alla informatizzazione degli attori coinvolti nel processo, passando dall'introduzione di tecniche innovative che hanno permesso di dematerializzare in modalità sicura le informazioni contenute all'interno della ricetta medica.

LIGURIA : il testo dell’accordo Regionale sulla gestione dei pazienti cronici

medici camiceIn allegato il testo dell'accordo sottoscritto tra l'assessorato alla Sanità della Regione Liguria, Alisa e i rappresentanti delle sigle sindacali dei Medici di Famiglia sulla gestione dei pazienti affetti da patologia cronica, così come previsto dal Piano Nazionale Cronicità. L'accordo sarà operativo da gennaio 2018 solo per i pazienti con diabete e la Bpco, per poi essere esteso ad altre patologie. Entro ottobre i medici dovranno aderire all'intesa e poi contattare i propri pazienti per sottoscrivere l'adesione al percorso di cura entro la fine del 2017.

IL TESTO DELL'ACCORDO

PORDENONE: Cure fai da te attraverso il web altolà dall'Ordine dei medici

ipertensione thumb250 250Messaggero Veneto: Internet è un terreno minato se si parla di salute delle persone, perché tra fake news, bufale, notizie esasperate solo per raccogliere qualche click che significa introiti pubblicitari il rischio è che gli internauti, invece di fidarsi dei medici, si affidino a ciarlatani. Basti, in tal senso, pensare a quello che sta succedendo sul fronte dei vaccini.
Il problema è che le conseguenze si rovesciano sulla salute delle persone che, soprattutto se affette da malattie gravi, sono più fragili. Recenti statistiche sostengono che l'80 per cento degli italiani consulta internet alla ricerca di rimedi ai loro disturbi e malattie e solo il 44 per cento ritiene che le notizie raccolte siano infondate e ne chiedono conto al proprio medico di famiglia. Il fenomeno è talmente diffuso che ha spinto il presidente dell'Ordine dei medici di Pordenone, Guido Lucchini, a lanciare un vero e proprio allarme.
«Recenti fatti di cronaca – sottolinea – hanno portato all'attenzione dei media, decessi di persone che si sono rivolte a pseudo medici "ciarlatani" proponenti cure alternative alla medicina ufficiale. Certo nessuno fa miracoli e prima o poi l'uomo è destinato a morire. Ma non è facile capire perché anche persone in salute, si avvicinano e abbracciano teorie e aderiscono a movimenti pseudoscientifici ponendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri. Curarsi cercando informazioni in rete è un rischio visto che sul web non c'è nessun controllo».
Bisogna allora spegnere i computer? No, ma è necessaria una consultazione consapevole. «Da privilegiare – spiega Lucchini – le pagine ufficiali delle organizzazioni scientifiche riconosciute ed affidabili. Dalla falsa correlazione tra vaccini e autismo agli effetti risolutivi di alcune sostanze contro il cancro e l'Aids, l'universo delle false bufale sanitarie corre veloce sul web come un'onda amplificata da migliaia di condivisioni sui social media».
La Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, oltre a sanzionare gli iscritti che predicano teorie assurde, «si prefigge – anticipa Lucchini – di progettare un sito internet che avrà l'obiettivo di mettere in guardia da ciarlatani e informazioni non controllate diffuse su internet, come riporta il portale prevenzione-salute. it» . Il sito sarà in grado di dare risposte semplificate ai cittadini e offrirà anche schede e video, a disposizione dei medici di base, per fugare in maniera comunicativamente efficace ogni dubbio, «tenendo presente che il medico non può allontanarsi da posizioni validate scientificamente, pena la radiazione».
«Giocando sulla debolezza delle persone fragili e malate – conclude Lucchini – si muovono, attraverso le bufale sanitarie, gli interessi
economici più disparati. Diventa sempre più importante per il cittadino, costruire con il proprio medico e con lo specialista di riferimento quel rapporto relazionale, dove la comunicazione efficace diventa essa stessa momento di cura per il paziente».

MILANO Assumevano medici amici e prescrivevano farmaci per soldi, corruzione e truffa, indagati medici e dirigenti di Fatebenefratelli, Sacco e Buzzi

carabinieri thumb medium250 250(Milano Today)Avrebbero condizionato i concorsi pubblici per favorire l'assunzione di medici e paramedici "amici". Avrebbero intascato soldi dalle case farmaceutiche per prescrivere i loro medicinali e per finanziare quelle stesse assunzioni. Il tutto in un perfetto - parole degli investigatori - "illecito e clientelare modus operandi" che aveva trovato terreno fertile in una delle Asst - agenzie socio sanitaria territoriale - di Milano.

I carabinieri del Nas, al termine di una indagine partita nell'autunno del 2016, hanno indagato quattro persone - medici e funzionari - degli ospedali Fatebenefratelli, Buzzi e Sacco per le ipotesi di reato - a vario titolo - di corruzione, induzione indebita a dare o promettere denaro o altre utilità, abuso d'ufficio, truffa e riciclaggio.

Gli stessi militari hanno eseguito ventinove perquisizioni tra Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Sicilia e ventuno "ordini di esibizione di documentazione", raccogliendo prove e atti.
Medici e funzionari indagati a Milano: le accuse

Le indagini, spiegano dal Nas, hanno scoperto nei tre ospedali - che rientrano tutti sotto la "Asst Fbf Sacco" - un "illecito e clientelare modus operandi" organizzato e gestito da medici e funzionari della struttura sanitaria, che abusavano del loro ruolo e del loro prestigio.

I dottori e i dirigenti - stando alle indagini - avrebbero "messo mano" su alcuni concorsi pubblici per far assumere medici e paramedici scelti da loro e, soprattutto, avrebbero più volte incassato soldi dalle case farmaceutiche come "premio - scrivono i Nas in una nota - in cambio dell'incremento della prescrizione dei loro farmaci".

Le stesse case farmaceutiche avrebbero finanziato convegni scientifici, corsi di aggiornamento e borse di studio - con esborsi notevoli - mascherando le operazioni come sponsorizzazioni per attività di ricerca mediche che in realtà non sarebbero mai avvenute.

Gli indagati - secondo l'accusa - avrebbero nascosto i soldi grazie ad alcune società "provider di servizi" che formalmente organizzavano gli eventi. All'atto pratico, però, i soldi sarebbero poi stati indirizzati sui conti correnti personali dei dottori. Quegli stessi dottori che, stando alle indagini, accettavano anche cellulari e computer come "ricompense".

SAVONA : anestesista donna il paziente rifiuta l'intervento, FnomCeo gravissimo episodio

medici-sala-operatoria-id0 thumb other250 250Roma, 20 lug. (AdnKronos Salute) - «Un episodio gravissimo. Spero si tratti di un caso isolato». Lo afferma all'Adnkronos Salute il vicepresidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), Maurizio Scassola, dopo la vicenda accaduta a Savona, all'ospedale San Paolo, dove un anziano si è rifiutato di sottoporsi a un intervento per ernia inguinale quando ha saputo che sarebbe stata una dottoressa ad addormentarlo. L'uomo, supportato dalla moglie, ha preferito lasciare l'ospedale, sotto sua responsabilità. Alla base della decisione, alcune 'vocì sulle capacità delle anestesiste dell'ospedale. «Esprimo alla collega coinvolta tutta la solidarietà dell'Ordine e la mia personale. Ormai il 60% dei giovani colleghi è donna, abbiamo delle professioniste di altissimo livello e non mi stanco mai di ricordarlo», sottolinea Scassola. Un'eccellenza, quella delle donne medico, che emerge fin dagli anni dell'università. «I risultati degli esami sono brillanti, le donne si laureano prima in Medicina e con punteggi più alti. Bisogna dirlo con forza: il mondo femminile è prezioso e le colleghe sono una risorsa importantissima per la sanità», conclude Scassola, esecrando «un episodio incredibile, che spero assolutamente isolato»

LIGURIA: Malati di diabete, la "regia" passa ai medici di famiglia

medfamiglia thumb250 250(Secolo XIX )Genova - Nel documento viene definito "passaggio da ruolo passivo a ruolo pro-attivo" del medico di famiglia. Di fatto, è una piccola rivoluzione della sanità genovese nell'ambito della gestione dei malati cronici, che rappresentano una buona fetta dei ricoveri e degli accessi al pronto soccorso della città. Una rivoluzione di approccio e di metodo che riguarderà per primi i malati di diabete e di "Bpco" (broncopatie cronico ostruttive) e poi, se avrà successo, si estenderà a chi soffre di scompensi cardiaci, malattie renali croniche, ipertensione, entro il 2020.
Cosa succede? Il medico di famiglia diventa una sorta di "regista" del percorso di cura, a cui il paziente potrà aderire volontariamente con un "patto" scritto, per sottoporsi a tutti gli accertamenti raccomandati per la propria patologia. Non si attende più che la malattia cronica si acutizzi e crei problemi, che il malato si sposti per andare dal medico o al pronto soccorso, ma si cerca di gestire e prevenire a monte: i medici di base andranno a prendere direttamente (e non solo tra i loro assistiti) i malati di diabete e li aiuteranno con un "piano di assistenza individuale" concordato sulle linee guida degli specialisti. Con corsie riservate per gli esami e "screening" programmati (da cui si attende un effetto benefico sulle liste d'attesa per la diagnostica) e distribuzione dei farmaci controllata.
Alisa, che coordina l'operazione in tutta la regione, riconoscerà ai medici di base che aderiranno un corrispettivo economico (si parla di una quota annuale di dieci euro a paziente) e un supporto tecnico-operativo, oltre a favorire la collaborazione con gli specialisti ospedalieri. L'obiettivo è duplice: un miglior controllo della salute dei pazienti cronici, seguiti sul territorio, e un minore afflusso di questi in ospedale, con benefici non da poco sui costi dei ricoveri e sull'intasamento dei pronto soccorso. Basti pensare che i malati di diabete sono stimati intorno all' 8% dei pazienti seguiti dai medici di medicina generale: a Genova circa 40mila persone, in Liguria il doppio. E sommati ai pazienti affetti da Bpco si arriva al 12%.
L'accordo prevede che i medici di famiglia che intendono partecipare al programma lo comunichino entro il 30 ottobre di quest'anno. Partirà poi una seconda fase, da settembre a fine 2017, per il"reclutamento" dei pazienti.