Mer28062017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Dalle Regioni

DALLE REGIONI

NAPOLI: Nella Terra dei fuochi la gente muore". Medici contro la "scienza di Stato"

inquina2ADN Kronos- Si riaccendono i riflettori sui tumori nella Terra dei fuochi. I dati elaborati dal Registro tumori della Asl Napoli 2 Nord, confermano per il triennio 2010-2012 "un eccesso di incidenza e di mortalità" per cancro "in entrambi i sessi, rispetto al Sud e alla media nazionale, per le sedi testa-collo, stomaco, fegato, polmone, vescica, ed encefalo". Un elemento che "necessita di attenzione da parte delle Istituzioni preposte - si legge nel rapporto - affinché siano potenziati e migliorati gli strumenti di prevenzione rivolti sia alla tutela della persona che a quella dell'ambiente di vita".
E mentre il nuovo report veniva presentato a Giugliano in Campania (Napoli), dal mondo medico si levavano parole dure per un "balletto dei numeri" che sembra non avere fine . Il caso si è aperto nei giorni scorsi, dopo una discrepanza fra i dati riferiti dal governatore della Campania Vincenzo De Luca sulla base del Registro tumori regionale ("in linea con quelli nazionali", ha assicurato il presidente) e i risultati dello studio 'Epikit', pubblicato sull''International Journal of Environmental Research and Public Health' da un gruppo di scienziati coordinato da Annamaria Colao dell'università Federico II di Napoli. Un lavoro, quest'ultimo, condotto analizzando le schede di dimissione ospedaliera Sdo, quindi i ricoveri per nuove diagnosi di cancro. Dal confronto le cifre dei tumori fra bambini e adolescenti sembravano non tornare, con un 'gap' di oltre 2 mila unità. Poi la precisazione di alcuni degli autori della ricerca: "La comunicazione relativa alle province della Regione Campania, diffusa a mezzo stampa nei giorni scorsi - ha spiegato in una nota Prisco Piscitelli, ricercatore e medico dell'Istituto scientifico biomedico euro mediterraneo (Isbem), primo firmatario dello studio scientifico - va riferita al numero di ospedalizzazioni per patologia oncologica in età pediatrica e nei giovani adulti, non già al numero di casi incidenti". Se di casi incidenti si volesse parlare, bisognerebbe "tener conto dell'effetto di sovrastima insita nei database Sdo ministeriali". Una marcia indietro? "No - ha assicurato Piscitelli all'AdnKronos Salute - Solo una doverosa precisazione. Lo studio è sui ricoveri", ribadisce. "I casi incidenti sono un'altra cosa e sono confermati dai Registri tumori". Anche secondo Colao, responsabile dell'Area complessa di endrocrinologia della Federico II, il comunicato firmato dal presidente e direttore scientifico dell'Isbem, Alessandro Distante, "chiarisce la falsa 'guerra dei numeri'". Ma c'è chi non ci sta. Insorge Luigi Costanzo, medico di famiglia nella Terra dei fuochi: "Allergie, tireopatie, autismo, infertilità, malformazioni e tumori si evidenziano in maniera allarmante sul campo, negli studi delle uniche e vere antenne epidemiologiche del territorio: i medici e i pediatri di famiglia che potrebbero offrire a costo zero e in tempi rapidissimi la fotografia reale del territorio". Il camice bianco si sfoga e consegna all'AdnKronos Salute quelle che chiama "riflessioni senza pretese di un medico di famiglia". Perché "mentre si studiano i numeri (e non le persone), la gente continua ad ammalarsi". Per questo "non è più tempo di giocare con la vita delle persone, non è più il tempo di dare i numeri - incalza il medico - Il dramma che stiamo vivendo necessita di azioni credibili per ridare un briciolo di speranza a un popolo che si sente abbandonato, e che ha perso la fiducia nelle istituzioni e in una 'scienza di Stato' lenta, contraddittoria, omertosa che dà risposte ambigue, lontane dai problemi della gente". Avverte ancora Costanzo: "E' una sconfitta, per tutti noi e per un Paese che si definisce 'civile', quando una persona, anche una sola persona o un solo bambino, si ammala e muore per una causa evitabile. Una causa che noi medici, le Istituzioni, un Paese, potevamo evitare, innanzitutto e soprattutto attraverso la prevenzione primaria, difendendo e tutelando l'aria, l'acqua, la terra, l'ambiente in cui viviamo". Il dibattito cresce e arriva Oltreoceano. "E' difficile mantenere autonomia scientifica e indipendenza lavorativa quando la politica cerca di condizionare la scienza", dichiara all'AdnKronos Salute Antonio Giordano, professore di Anatomia e Istologia patologica dell'università degli Studi di Siena e direttore dello Sbarro Institute della Temple University di Philadelphia (Usa), che proprio per questo si dice "relativamente sorpreso rispetto alla precisazione dell'Isbem". Lo scienziato ritiene "che il dato importante sia proprio il fatto che sia emersa una discrepanza di dati pari a 2 mila circa. Mi resta il dubbio se siano tutti ascrivibili alla differenza tra casi incidenti e dati delle Sdo. D'altra parte - conclude il ricercatore - mentre si litiga sui numeri la gente della Campania continua ad ammalarsi e a morire, pagando le conseguenze di un ambiente inquinato da rifiuti tossici".

CATANIA: incontro fra i Medici di Medicina Generale e l'Oncologia dell'Ospedale

mediciepcStretto WEB di Stefano Scibilia Si è svolto giovedi 25/05/2017, presso la sede della MediCoop S. Agata, un importante incontro fra i Medici di Medicina Generale e soci della cooperativa con il primario di oncologia Dott Correale coaudiovato dall'aiuto di oncologia Dott.Gianicola. L'incontro, fortemente voluto dai Medici di Medicina Generale e prontamente accettato dal neo Primario, ha avuto come obiettivo quello di creare una proficua sinergia fra il Territorio e l' Ospedale Metropolitano , in particolare con il Reparto di Oncologia degli Ospedali Riuniti. Ad inizio riunione il presidente della cooperativa Dottor Giuseppe Galletta ed il Dottor Francesco Biasi, componente del Consiglio dell'Ordine dei Medici reggini, hanno illustrato gli obiettivi della cooperativa e l'esigenza fondamentale di creare una duratura quanto proficua collaborazione con il reparto, punto di riferimento da sempre per i pazienti oncologici reggini . I Medici Territoriali hanno con determinazione rappresentato la centralità del Medico di Famiglia nell'ambito del sistema Sanitario Nazionale, non già come semplice prescrittore , ma come protagonista attivo di una Sanità che deve mettere al centro delle proprie dinamiche i bisogni del cittadino ed il suo diritto ad avere una sanità efficiente ed efficace. I Medici di Famiglia hanno, con altrettanta determinazione, rivendicato questo ruolo che deve rappresentare solido anello di congiunzione fra il cittadino/paziente e la struttura ospedaliera.
È stato poi dato il benvenuto al neo primario di oncologia augurando allo stesso un proficuo lavoro a vantaggio della collettività . Da parte loro i sanitari del reparto di oncologia hanno molto apprezzato le iniziative che la cooperativa Medi Coop "S Agata" sta avviando e che, per l'impronta fortemente innovativa delle attività che svolge, si pone, nel panorama nazionale, come una buona prassi, una novità nello scenario sanitario del territorio, in stretta sintonia con le procedure che il neo primario vuole avviare per la gestione dei pazienti oncologici e nello specifico dei pazienti affetti da neoplasie polmonari. L'obiettivo finale sarà quello di ridare dignità al paziente, ma soprattutto creare quelle condizioni ottimali affinché, una volta dimesso dalla struttura ospedaliera, venga, in sinergia con la struttura stessa, assistito e curato nel migliore dei modi.

EMILIA ROMAGNA: Solo il 26% dei medici sceglie il gestionale regionale

sanità-digitale-1Si è conclusa il 31 maggio la possibilità' per effetuare  l'opzione di scelta per i MMG , tra il software regionale gratuito per la gestione dello studio medico  e il mantenimento del proprio software . Dai primi dati solo il 26% dei medici di famiglia ha scelto l'opzione regionale mentre il 74% ha ritenuto opportuno mantenere il proprio software . Nell'Opzione del software gratuito regionale era compresa anche la dotazione di PC e stampante.

PESARO: Ordine dei Medici Mecozzi convocato per il 6 giugno

omeopatia thumb medium250 250Roma, (AdnKronos Salute) - «Ho parlato personalmente con Massimiliano Mecozzi, che è  stato convocato all'Ordine per il prossimo martedì mattina». Lo afferma all'Adnkronos Salute il  presidente dell'Ordine dei medici di Pesaro, Paolo Maria Battistini, che si è subito attivato non appena venuto a conoscenza della vicenda del piccolo Francesco, morto a 7 anni per un'otite curata con l'omeopatia. «Un caso grave. In tanti anni non ne ricordo di così eclatanti. Mecozzi comunque avrà un tempo congruo per preparare, penso, una memoria difensiva. Dopodiché deciderò se aprire
un procedimento disciplinare». Una decisione che sembra quasi scontata, vista la gravità della  vicenda, «ma mi riservo qualsiasi iniziativa dopo aver ascoltato Mecozzi». Il medico rischia fino  alla radiazione dall'Ordine. La convocazione, anticipata telefonicamente a Mecozzi, arriverà per
raccomandata all'omeopata. Dopodiché, in caso Battistini decida di avviare il procedimento, il caso sarà valutato dalla Commissione disciplinare formata dai consiglieri effettivi dell'Ordine, spiega lo stesso Battistini. «Sono stato segretario per oltre 20 anni, sono presidente da 3 e non ricordo un caso
così eclatante».

TORINO: arriva il sito contro le bufale, da medici e Asl un portale per combattere le “fake news”

fake news copyLA STAMPA: Vostro figlio ha la febbre? Altro che ricorrere agli antiepiretici. Fategli indossare per qualche giorno un paio di calzini bagnati nell'aceto e vedrete che la temperatura scenderà. È una delle ultime bufale in rete - ha fatto capolino in una chat di mamme che hanno i bambini iscritti alla medesima scuola dell'infanzia, in quel di Torino, e si scambiano consigli gratuiti - contro le quali istituzioni e medici combattono battaglie sovente vane. Vane perchè la presunta infallibilità di questi metodi, evidentemente sperimentati da chi poi li spaccia, si salda alla diffidenza verso la medicina ufficiale. Partendo da questa consapevolezza l'Ordine dei Medici e l'Asl Città di Torino intendono unire le forze per contrastare le «fake news» - le notizie false che impazzano sui social, con una predilezione per i temi di carattere sanitario - combattendole sul loro stesso terreno: ovvero aprendo a Torino un «portale» dove le notizie farlocche, una volta intercettate, vengono smontate pezzo dopo pezzo da chi ha la competenza per farlo. Basta ramanzine e appelli sui giornali o in tv. Meglio: per starci ci stanno, ma non bastano. Non a caso, l'iniziativa del «portale» ricalcherà, in chiave locale, quella su scala nazionale alla quale sta già lavorando la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo). L'annuncio è arrivato durante la presentazione di «Torino Taking Care», evento che sabato 10 giugno aggiungerà un nuovo, temporaneo e inedito ambulatorio a quelli in servizio a Torino: per la precisione al Sermig. Parola d'ordine: «Prevenzione». Su un'area di 3500 metri quadrati professionisti medico-sanitari eseguiranno controlli gratuiti fino alle ore 19. Dalla prostata alla tiroide, dall'oculistica alle malattie sessualmente trasmissibili, l'iniziativa - nata da un'idea di Federica Miraglia, presidente dell'Associazione Gineceo, e con l'organizzazione di Sgi (Società generale dell'immagine) - è aperta a tutti (si prende il numero direttamente sul posto).
Un appuntamento inedito per ora nel Torinese, che però ha già riscosso l'interesse di Milano, ed è stato approvato dall'assessore Saitta: hanno partecipato alla presentazione, tra gli altri, il direttore generale dell'Asl Torino, Valerio Fabio Alberti, il presidente dell'Ordine dei Medici di Torino e provincia, Guido Giustetto, la stessa Miraglia ed Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. Come ha precisato Giustetto, per intercettare le bufale «bisognerà allearsi con qualche blogger che già si occupa di fake news». Della demolizione si occuperanno gli specialisti. Favorevole Alberti, che in subordine pensa ad un appuntamento presso l'Asl.
Parole d'ordine: chiarezza e competenza. Di chiarezza c'è bisogno anche sul fronte dei vaccini, tra i più esposti alle «fake news», a maggior ragione dopo l'approvazione del decreto legge che amplia il numero degli antidoti e li rende obbligatori per la frequenza degli asili nido e delle scuole dell'infanzia. Finora pochi hanno potuto leggere il testo del provvedimento, nulla si sa della parte attuativa: particolare non trascurabile dato che il nuovo corso scatterà dal prossimo anno scolastico. Vale anche per Torino. Nel caso dell'esavalente, i «rifiuti consolidati» da parte delle famiglie sono stati 130 nel 2015 (meno dei 174 del 2013, più dei 78 del 2006). Nel caso di morbillo-parotite-rosolia, vaccini ad oggi raccomandati, i dinieghi salgono a 500-600 l'anno. Ai primi di maggio Scr, la Società di committenza regionale, ha bandito una gara per la fornitura di vaccini. Importo (presunto): 25,2 milioni.

PORDENONE: Medici, il numero chiuso non permette di rispondere alle esigenze

mediciospedale2(Il Gazzettino ) Allarme medici di famiglia. Nell'arco di quattro anni una sessantina di professionisti andrà in pensione, lasciando scoperti nel Friuli Occidentale ben 75 mila assistiti. La notizia è emersa nel corso dell'incontro promosso dall'Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Pordenone, sabato scorso, nel teatro del Don Bosco. Un incontro dedicato alla
previdenza complementare di medici di medicina generale, pediatri, odontoiatri, medici  ospedalieri e liberi professionisti. «Le prossime quiescenze metteranno in crisi anche il comparto degli specialisti, ma in modo meno preoccupante, perché il ricambio
generazionale nel giro di 7-8 anni con gli 8-9 mila neo specializzati l'anno coprirà il gap determinato dai fuoriusciti (45 mila i pensionamenti attesi in 4 anni) ha spiegato alla folta  platea Guido Lucchini, presidente dell'Ordine che era affiancato da Alberto Oliveti e da  Franco Pagano, rispettivamente presidenti nazionali di  Enpam e Fondo Sanità . Per i medici di famiglia la questione è molto più seria: da qui al 2020 perderemo una sessantina di medici soltanto nel Friuli Occidentale, che non saranno sostituiti da neW entry. Si tratta di un numero impressionante: quasi il 30% degli attuali medici di famiglia pordenonesi (210 più
35 pediatri di libera scelta). Ciò accadrà perché il Ceformed di Monfalcone, Centro regionale di formazione per l'area delle cure primarie, dove i neo laureati si specializzano in medicina generale, a causa del numero chiuso, ogni anno ne può sfornare soltanto venti in Friuli Venezia Giulia. Questi numeri sono insufficienti a garantire il ricambio di quanti, raggiunti i limiti di età, andranno in pensione. Di questo passo da qui al 2020 nel nostro territorio 75 mila cittadini saranno privati dell'assistenza primaria». Nemmeno attingere dalle altre regioni può essere una soluzione: «Ci ha provato la Lombardia, inserendo medici
provenienti dal Sud Italia, ma non è stato sufficiente. Infatti a livello nazionale la questione non è molto diversa da quella che si vive qui: nonostante la medicina generale incontri l'interesse di molti neolaureati, ogni anno in Italia si specializzano in medicina generale soltanto 900 professionisti. Troppo pochi per coprire i 20 mila posti che resteranno scoperti nel giro di 4 anni. Un medico su due nel nostro paese ha più di 52,5 anni». Meno assistenza per carenza di personale: quale soluzione? «Va necessariamente ripensato l'intero sistema, perché quella della medicina generale è una branca molto interessante e gettonata che si scontra con un numero di posti molto limitato. Per questo motivo il ministero dell'Istruzione deve mettere in campo una seria politica di programmazione al fine di non disattendere le necessità delle categorie più deboli, anziani in primis». La carenza di medici di famiglia riguarda in egual misura l'Europa: secondo le proiezioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, nel 2028 ne mancheranno 60 mila rispetto al fabbisogno della popolazione europea.