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DALLE REGIONI

FIRENZE: Il presidente Panti attacca la Regione "Le tre Asl sono stati autonomi, il dipartimento sanità è indebolito"

pantiLa Repubblica di Michele Bocci Le Asl toscane sono tre piccoli Stati pressoché autonomi «affidati a un dipartimento regionale assai indebolito, in cui la programmazione è episodica e mancano i livelli intermedi di interlocuzione tra operatori e direzione aziendale». Il presidente dell'Ordine dei medici di Firenze lancia una bordata alla sanità dell'assessore Stefania Saccardi in un editoriale sulla rivista Toscana medica. Panti dice che «anche da noi i medici sono a disagio. Finora non era così. Finora avevano avuto un qualche ragionevole riconoscimento e il loro impegno era messo a confronto con il decisore politico e amministrativo. In una parola, i medici toscani erano partecipi della gestione del servizio sanitario regionale». Ma le cose sono cambiate. le Asl, pressoché autonomi «affidati a un dipartimento regionale assai indebolito, in cui la programmazione è episodica e mancano i livelli intermedi di interlocuzione tra operatori e direzione aziendale». La bordata alla sanità dell'assessore Stefania Saccardi è grossa e a lanciarla non è un esponente dell'opposizione regionale oppure il rappresentante di un sindacato autonomo ma uno di quelli che ha sempre collaborato con il sistema e ne è tra i massimi conoscitori: Antonio Panti,presidente dell'Ordine dei medici di Firenze. Il mezzo che ha scelto per fare un attacco alla politica regionale senza precedenti, almeno da parte sua, è Toscana medica, la rivista appunto dell'Ordine.
Nell'editoriale sull'ultimo numero, Panti va alla carica partendo con la sua analisi dalla Lombardia, dove di recente ci sono state grandi polemiche sulla riorganizzazione della sanità. «Anche in Toscana i medici sono a disagio. Finora non era così. Finora i professionisti toscani avevano avuto un qualche ragionevole riconoscimento e il loro impegno era messo a confronto con il decisore politico e amministrativo. In una parola, i medici toscani, forse più di altri colleghi, erano partecipi della gestione del servizio sanitario regionale». Le cose sono molto cambiate spiega Panti, che per molti anni è stato massimo consulente dell'assessorato, in particolare come capo del Consiglio dei sanitari, organo tecnico decaduto e per ora non sostituito. Il consiglio ha infatti approvato la legge sul cosiddetto "organismo di governo clinico", che dovrebbe assistere l'assessorato nelle decisioni ma ancora non è partito. Panti scrive un paio di mesi prima di lasciare l'Ordine, dopo trent'anni. Ha infatti deciso di non partecipare alle prossime elezioni e la battaglia tra i candidati che vorrebbero il suo posto, Piero Tosi, Teresita Mazzei e Fulvio Moriano, sta infuriando. I loro sostenitori più vicini stanno infatti facendo già una campagna elettorale serrata. «Proprio perché non mi candido più il mio editoriale non va visto in chiave elettorale», spiega Panti. Che nel testo prosegue. «Gli organismi autonomi di consulenza sono stati aboliti o almeno indeboliti. Le correnti interne ai partiti tolgono forza alla politica di governo, che dovrebbe essere affidata alla Giunta e che non emerge dal pantano delle divisioni», spiega riferendosi al potere eccessivo, secondo lui, del consiglio anche quando ci sono da fare atti tecnici. Panti critica la «tendenza ormai preponderante tra i politici di rivolgersi direttamente alla gente, esautorando i corpi intermedi, sindacati, ordini e società scientifiche». Il sistema sta diventando «cervelloticamente burocraticizzato» e questo contribuisce a far sentire i medici dei «forgotten men. Che chiedono di andare in pensione anticipata. Un brutto segno»

PALERMO: Aggressioni in guardia dopo Trecastagni protesta dei medici a Palermo

guardia2jpg thumb medium250 250(Giornale di Sicilia) PALERMO. Un sit-in di protesta contro le "precarie condizioni di sicurezza in cui lavorano i medici siciliani", dopo il caso di violenza nei confronti di una dottoressa a Trecastagni. Il sit-in siterrà giovedì alle 10 davanti alla sede dell'Assemblea regionale a Palermo. A promuoverlo è la Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia). Un caso quello di Trecastagni che ha scosso molto il mondo della medicina. La dottoressa vittima della violenza mentre era in servizio alla guardia medica di Trecastagni, nei giorni scorsi ha raccontato di essere "profondamente sconvolta come donna, ma anche tanto come professionista. Direi quasi umiliata".Per la violenza sessuale è stato arrestato Alfio Cardillo, operaio di 26 anni, che dopo essere stato fermato dai carabinieri, davanti al gip di Catania ha ammesso: «Non ero io, non ero in me, non so perché l'ho fatto e sono profondamente pentito».

CESENA: Preside di una scuola annulla un evento sui vaccini , cedendo alle pressioni dei NO-VAX

novax thumb medium250 250A Cesena si terra' il CICAP Festival, all'interno del quale avrebbe dovuto svolgersi un incontro su fake news e notizie certificate sui vaccini con Alice Pignatti di IoVaccino all'Istituto Tecnico Agrario della cittadina. Ma a quanto pare l'incontro è stato annullato dal dirigente scolastico dell'istituto. Perché? Lo spiega la stessa Pignatti su Facebook: «L'incontro era a calendario da tempo e aveva già avuto l'ok dall'istituto. Questa mattina ricevo una telefonata dall'organizzazione del festival che mi comunica che l'evento è saltato. Motivazione? Il preside ha ricevuto un mail bombing da parte dei genitori dei ragazzi in cui si invitava a far saltare l'evento poiché sarei stata presente IO».
Alice Pignatti di IoVaccino è spesso finita nel mirino per le campagne sulle vaccinazioni. «Il preside non ha verificato se il contenuto dell'intervento fosse in qualche modo erroneo o criticabile, ha semplicemente fatto saltare l'evento. Questo perché loro possono essere liberi di parlare, io no e lui non vuole creare polemiche o discussioni coi genitori antivax», racconta sempre lei su Facebook.
La CICAP-Fest si terrà a Cesena dal 29 settembre al primo ottobre: sarà un evento di divulgazione scientifica che approfondirà temi come quello delle fake-news, delle pseudoscienze, delle bufale e della disinformazione scientifica. Ma senza la partecipazione dell'istituto di agraria, a quanto pare. Anche se c'è chi ha deciso di rispondere con le stesse armi, per comunicare il suo dissenso rispetto alla scelta del preside con un lettera dei genitori della scuola rivolta al preside per ripristinare l'evento. (next quotidiano)

VENETO: Sciopero dei medici di famiglia , guerra di cifre Sindacati siamo all'87%, Regione solo il 6% ha aderito

medicinfermieri3IL GAZZETTINO (F.C.) È guerra di cifre sullo sciopero dei medici di famiglia, la cui prima tranche si è conclusa ieri. A partecipare tra Padova e provincia, secondo gli organizzatori è stato il 76% dei dottori di base, secondo la Regione appena il 6%. Lo sciopero, per il momento esclusivamente telematico, è promosso dalle sigle Fimmg, Snami, Smi e Intesa sindacale. Dunque, una fetta molto grande o molto piccola in rapporto ai punti di vista (anche se a favore della vision regionale pesa il fatto che il loro bilancio si basa su dati informatici) dei 700 dottori di base in servizio tra città e hinterland ha fatto proprio lo strumento del blocco telematico delle prescrizioni dematerializzate, ricorrendo quindi solo all'uso delle cartaceo (la ricetta cosiddetta rossa). Un successo a detta dei promotori, con una media veneta di adesione del 79% e punte dell'87%. Non ci sono commenti da fare se non prendere atto dell'unità della professione e della massiccia adesione alla protesta nell'interesse dei cittadini e del mantenimento del Sistema sanitario regionale pubblico. Questa è anche la dimostrazione - hanno scritto Domenico Crisarà (Fimmg), Salvatore Cauchi (Snami), Liliana Lora (Smi) e Ildo Antonio Fania (Intesa Sindacale) in una nota rivolta agli iscritti - che i medici di famiglia non si fanno intimidire da minacce e ricatti. Il nostro interesse è quello di assistere e curare sempre meglio i veneti: confidiamo che chi li governa abbia gli stessi sentimenti. Oggi la protesta rientra mentre replica il 26 e il 27 settembre con cessazione dell'invio telematico delle ricette, cosa che si ripeterà il 10, 11 e 12 ottobre mentre l'8 e il 9 novembre lo sciopero (se non si troverà unaccordo) si trasformerà in serrata con la chiusura degli ambulatori dei dottori di famiglia, idem il 13 e 14 dicembre, quindi ogni mese, fino a maggio compreso. Ricordiamo che la categoria manifesta contro, a suo dire, lo smantellamento della rete di cure primarie nella medicina territoriale, la mancata attivazione delle medicine di gruppo integrate, la farraginosa realizzazione dei percorsi necessari al processo di informatizzazione, l'arbitraria riorganizzazione dell'assistenza medica nelle case di riposo

CATANIA: Violenza sessuale, Direttore Asp, No ai vigilantes, la Guardia Medica sara' sostituita da nuovi sistemi entro 5 anni

guardiamedicaCatania Today :- La violenza sessuale subita ieri notte dalla dottoressa in servizio presso la guardia medica di Trecastagni accende un faro sulle reali condizioni di un servizio che, fino ad oggi, i professionisti della sanità hanno dovuto svolgere in totale solitudine. Pronti a risolvere qualsiasi tipo di problematica di natura sanitaria - parte del proprio mandato - ed esposti ai pericoli connessi all'attività notturna. Un lavoro che, in moltissimi casi, soprattutto in provincia di Catania, è svolto in strutture isolate all'interno dei paesi etnei. Proprio per questo motivo i medici, spesso giovani e in molti casi donna, si aiutano tra loro, chiedendo ai colleghi compagnia durante i turni notturni. Dopo i fatti di ieri, Giuseppe Giammanco, direttore generale dell'Asp di Catania ha subito stigmatizzato l'azione dell'aggressore e, intervistato da CataniaToday, ha spiegato quali sono le principali criticità del sistema delle guardie mediche.

Direttore, quali sono i punti dolenti del servizio delle guardie mediche in provincia di Catania?

"Se dico che io non vedo problematiche, può sembrare una battuta, ma in realtà è così. Da un anno abbiamo attuato una serie di interventi per attuare una legge regionale per adeguare il servizio alle esigenze dei nostri professionisti, investendo molti milioni nella messa in sicurezza e nell'adeguamento delle strutture. Visto quello che abbiamo verificato in questi giorni, su cui manteniamo il riserbo per rispetto della collega, ci stiamo tuttavia facendo le ovvie domande per migliorare le condizioni di sicurezza. Credo però che ad essere rivalutata debba essere la funzione stessa delle guardie mediche. Noi abbiamo fatto il possibile, attuando interventi sulle porte, sulle grate, e sui sistemi di allerta della polizia. Abbiamo investito sull'illuminazione di tutte le 60 guardie mediche del territorio di Catania. Se osserviamo le immagini della sede di Trecastagni, per esempio, si renderà conto che è una struttura nuova e funzionante, dove purtroppo un deliqunete ha strappato i fili del telefono, sganciato i sistemi di allarme, una cosa indicibile. Ma era tutto in perfetto ordine".

Si può pensare a soluzioni per incrementare la sicurezza come, ad esempio, la presenza dei vigilantes nelle sedi?

"Le nuove normative, sia nazionali che regionali, vanno oltre. Non dobbiamo pensare di militarizzare le strutture assistenziali e renderle apparentemente più sicure, anche perché ci sono altri momenti di pericolo come le visite domiciliari e gli spostamenti in ospedale che non possono essere controllate. La guardia medica deve cambiare e consentire ai professionisti di lavorare in modo tranquillo e ai cittadini di fornire un servizio efficente. Questo servizio, lo posso assicurare, cambierà volto nell'arco di 5 anni. Credo che non sia logico modificare le guardie mediche ma pensare a sistemi per sostituirle".

Come si comporterà l'azienda nel procedimento penale che nascerà nei confronti del violento?

"Ho già dato mandato al legale dell'azienda, ieri, per una costituzione di parte civile nei confronti del responsabile di questa vicenda e a supporto della collega a cui esprimo la mia vicinanza totale e completa, e la comprensione per ciò che sta succedendo".
http://www.cataniatoday.it/cronaca/dottoressa-violentata-avvocati-20-settembre-2017.htmlI legali della dottoressa violentata

ABRUZZO: Paolucci, su risoluzione indennità guardie mediche

guardia-medica(REGFLASH) Pescara, "Una risoluzione che da sola non può produrre alcun effetto e che rappresenta solo un documento elettoralistico privo di qualunque valore a fini pratici, perché non può andare a modificare decisioni assunte in altre sedi". Lo puntualizza l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci, commentando l'approvazione - avvenuta questa mattina in Commissione Sanità al Consiglio regionale - di una risoluzione che punta a sospendere gli effetti della delibera di giunta che ha bloccato l'erogazione dell'indennità aggiuntiva ai medici di continuità assistenziale. "Il Consiglio regionale è il massimo organo della Regione ed è sovrano - spiega Paolucci - ma se davvero l'Assemblea vuole determinarsi diversamente rispetto alla decisione assunta dalla giunta (sulla base di un decreto della Corte dei Conti), deve presentare non una risoluzione, ma un provvedimento amministrativo, seguendo tutto l'iter previsto dalle norme e dai regolamenti, oltre al rilascio dei necessari pareri delle strutture regionali. Solo così l'atto è idoneo a produrre effetti, con tanto di responsabilità amministrativa e contabile in capo a coloro che ne votano l'approvazione. E' troppo semplice licenziare invece una semplice risoluzione, che non implica alcuna responsabilità patrimoniale per i consiglieri regionali, lasciando la stessa solo in capo alla giunta regionale e in particolare all'assessore alla sanità. Il documento approvato oggi serve solo a generare caos e false aspettative nei medici e nell'opinione pubblica al fine di accrescere il proprio consenso personale. Voglio infine ringraziare le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale, che insieme alle Asl e all'assessorato alla Sanità, stanno individuando le forme legittime per restituire un'indennità aggiuntiva dietro specifici obiettivi. Quanto al passato è di tutta evidenza che saranno i giudici, dunque né giunta né consiglieri a definire la questione. E naturalmente, se i magistrati dovessero ritenere legittima quella indennità definita nel 2006, siamo pronti a prenderne positivamente atto"-