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DALLE REGIONI

ABRUZZO : Commissione sanita' sospendere il bocco per le indennita' delle Guardie

guardia-medica-webApprovata all''unanimità, dalla Commissione Sanità al Consiglio regionale, una risoluzione con la richiesta di sospensiva per la delibera di giunta di agosto che ha bloccato l'erogazione dell'indennità aggiuntiva ai medici di continuità assistenziale considerate illegittime dalla Corte dei Conti, Nella stessa Risoluzione si chiede che vengano restituiti gli arretrati dal 2006. Una risoluzione presentata da Mauro Febbo di Forza Italia, e votata anche dai componenti di commissione della maggioranza, che prendono una posizione opposta rispetto alla loro giunta, creando un caso politico. Appoggio alla risoluzione lo ha dato l'assessore regionale Donato Di Matteo, oramai in rotta con il presidente Luciano D'Alfonso e la sua maggioranza, e che in una nota ribadisce la sua "posizione critica e di condanna all'operato dell'assessore Paolucci e agli altri colleghi di giunta che hanno deliberato".

ABRUZZO: Indennità a guardia medica sospesa per i medici rischio restituzione per danno erariale

guardia2jpg thumb250 250DOCTOR 33- Un vento di crisi investe la guardia medica e la medicina generale in Abruzzo. I medici di continuità assistenziale rischiano di restituire diverse decine di migliaia di euro ciascuno che percepiscono dal 2006 "per i rischi legati alla tipologia dell'incarico". Sono 4 euro l'ora previsti dall'accordo regionale tuttora vigente. In undici anni sono diventati un tesoro, ma per la Corte dei Conti, che ha chiamato la Regione guidata da Luciano D'Alfonso a rispondere di possibile danno erariale, potrebbero esserci stato un esborso improprio e ripetuto. Con delibera 398 del 14 luglio, la Regione Abruzzo ha disposto, senza sentire i sindacati, la sospensione delle indennità orarie, a partire dalla busta paga di agosto. Nelle Asl trapela la convinzione che ove fosse accertato il danno erariale i medici dovranno restituire tutto. «Un'Asl ha anticipato che alla morte del medico il debito si trasmette agli eredi ma fin qui di restituire il pregresso hanno parlato principalmente i giornali. Da ambienti vicini alla Presidenza della Regione viene fuori che il rischio era ricompreso nell'onorario orario di 21 euro. Questo secondo la Corte dei Conti, che non sappiamo quanto possa spingersi nell'interpretazione di contratti collettivi. Altre regioni hanno promosso un'indennità a parte rispetto all'onorario (identica quella lucana, 4 euro, in Calabria sono 5,5 euro/ora ma non esattamente per il rischio, ndr), ma ad esempio la Basilicata ha solo congelato l'indennità e non si parla di retroattività del debito del medico», dice Walter Palumbo segretario Simet e membro dell'intersindacale che con Fimmg, Snami, Smi - e come Tribunale dei Diritti del Medico - sta prendendo in mano la vicenda. Intanto, la segreteria Fimmg, ricevuta la prima busta paga con il prelievo dell'indennità operata dall'Asl, ha fatto ricorso contro la delibera ai giudici del lavoro, conferma Palumbo. «Dal nostro punto di vista, la motivazione dell'indennità è legata a problematiche diverse, regionali, esterne alle funzioni contenute nella quota oraria nazionale. Alcuni colleghi già in estate hanno ricorso al Tar, che però non ha dato la sospensiva: non ravvisa pregiudizi immediati dalla direttiva e si riserva di decidere più avanti. Qualche collega pensa di sospendere le prestazioni aggiuntive, di chiudere gli ambulatori notturni, quelle stesse sedi importantissime per la popolazione ma talora luoghi rischiosi per l'incolumità dei medici». Palumbo aggiunge che l'articolo 2226 del codice civile sui vizi della prestazione d'opera potrebbe venire incontro ai medici, anche se forse non alla parte pubblica che ai tempi della giunta Del Turco firmò quel famigerato articolo 13 comma 1 dell'accordo regionale. Prevede infatti che il committente ove scopra vizi in una prestazione d'opera deve denunciarli entro 8 giorni dalla scoperta con prescrizione ad un anno dalla consegna. «Una sentenza "per analogia" di questo tipo ha consentito al personale dell'università di Chieti di mantenere corrispettivi concordati con il precedente direttore generale Asl». Altro fatto nuovo e confortante: la commissione di garanzia del consiglio regionale di cui fa parte pure il Pd che esprime la giunta D'Alfonso ha chiesto di sospendere la validità della delibera. «Noi abbiamo chiesto un incontro alla Regione per condividere le delucidazioni che si intendono produrre alla Procura contabile. Se ci fossero stati errori, cosa che non penso, forse non tutti sono stati fatti qui. La Regione è commissariata dal 2007 ed è uscita dal commissariamento un anno fa -dice Palumbo - perché in nove anni a Roma al Tavolo sul Piano di Rientro nessuno ha eccepito nulla ai nostri dirigenti?»

SICILIA : Ricette facili, maximulte ai medici

farmaci thumb medium250 250(Sicilia Oggi) Un milione e 300mila euro di multe in tre anni a medici di famiglia, specialisti ospedalieri e farmacisti di Palermo per prescrizioni inutili di medicine. Un boom di sanzioni per contenere la spesa farmaceutica ancora alle stelle. Adesso, dopo la stretta sugli antibiotici, la Regione prova ad abbattere il consumo di gastroprotettori con un decreto firmato in pieno agosto ma osteggiato dai medici di famiglia e congelato fino alla vigilia delle elezioni regionali. Se i consumi non caleranno entro un mese, da novembre i medici dovranno compilare una complicata scheda di monitoraggio come quella già introdotta per la prescrizione degli antibiotici.

VENETO: Sciopero Medici ,Consiglieri regionali, la Regione ascolti i medici

mediciepc(ANSA) – VENEZIA - Un Consiglio straordinario per discutere, e accogliere, le proposte dei medici di base, scongiurando così lo sciopero (sono state indetti 28 giorni di agitazione spalmati su otto mesi) e il blocco dei servizi. La richiesta arriva da Partito Democratico, Lista Amp, Mdp-Articolo 1, Veneto Civico e Movimento Cinque Stelle, che hanno presentato una mozione invitando la Giunta ad attivarsi rapidamente. «Da troppo tempo cittadini, sindaci, associazioni dei malati e gestori delle case di riposo attendono risposte. Il Piano sociosanitario 2012-2016 infatti - spiegano la vicecapogruppo del Partito Democratico Orietta Salemi insieme ai consiglieri Bruno Pigozzo, Alessandra Moretti e Claudio Sinigaglia - è rimasto finora lettera morta. Con questa mozione vogliamo sollecitare l'intervento della Giunta in modo da evitare la paralisi». «I problemi sono noti, ma non hanno trovato ascolto. Entro il 2016 era prevista l'attivazione di nuovi ospedali di comunità, Unità riabilitative territoriali (Urt) e hospices, ma siamo in fase di assoluto stallo. Dei 1263 posti letto previsti non c'è ancora traccia, mentre ne sono già stati tagliati 1219 negli ospedali - sottolineano -. Con la delibera 433 dello scorso 6 aprile la Giunta ha fatto una retromarcia stravolgendo quanto previsto dal Pssr, riportando i posti letto dentro gli ospedali, senza prevederne le dotazioni, mettendo così in grave difficoltà i Centri Servizi che si erano già dotati di strutture ed erano pronti ad operare. Anche sulle Medicine di gruppo integrate siamo indietro: dal 2015 ne sono partite 55 su 87, che coprono appena il 12% della popolazione veneta». Anche per le famiglie con malati terminali o anziani bisognosi di assistenza e disabili la situazione è critica: «le case di riposo devono sostenere le cure con dotazioni inadeguate, considerato che dal 2009 c'è il blocco dell'aumento del numero delle impegnative e del loro valore. L'alternativa quindi per le famiglie è ricorrere alle strutture non convenzionate, pagando fino a 3000 euro al mese - proseguono gli esponenti del Partito Democratico - Nel frattempo le abitazioni private sono diventate il più grande ospedale del Veneto per per anziani fragili e malati, si calcola circa 40mila posti letto, con l'assistenza che grava quasi totalmente sulle famiglie. I nuclei di cure palliative sono ancora inadeguati, i servizi infermieristici limitati a poche ore al giorno e anche qua il carico di lavoro, specialmente nelle ore notturne e nei giorni festivi, è tutto sulle spalle dei parenti».

VENETO : Sindacati Sciopero telematico all'80 percento

scioperomedici"Dalle nostre rilevazioni risulta che stamattina l'adesione allo sciopero è stata in media del 79,60 % con punte dell'87,8%." Questa la notizia diffusa in un comunicato stampa dalle sigle aderenti allo sciopero telematico di oggi e che proseguira' anche nella giornata di domani. "Non ci sono commenti da fare se non prendere atto dell'unità della professione e della massiccia adesione alla protesta nell'interesse dei cittadini e del mantenimento del SSR pubblico." Continua il comunicato" Questa è anche la dimostrazione che i Medici di Famiglia non si fanno intimidire da minacce e ricatti.I Medici di Medicina Generale del Veneto sperano che tale volontà sia rispettata dagli organi dirigenziali e politici della Regione riaprendo al più presto il dialogo e l'ascolto.Speriamo che, perché questo succeda, non sia necessario ricorrere alle già preannunciate forme di lotta più dure le cui conseguenze, non per nostra volontà, avrebbero ripercussioni sull'assistenza ai cittadini.Il nostro interesse è quello di assistere e curare sempre meglio i Veneti: confidiamo che chi li governa abbia gli stessi sentimenti!"

CATANIA : dottoressa violentata: direttore ASP, saremo parte civile

guardia-medica-web(ANSA) - CATANIA, - «Un atto ignobile, offensivo della dignità della persona, perpetrato ai danni di un medico, una collega, nell'atto di compiere il proprio dovere di aiutare i cittadini. Esprimiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarietà alla collega e alla famiglia. Le assicuriamo, da ora e in tutte le sedi, il nostro sostegno e la nostra attenzione». Lo afferma, commentando in una nota quanto accaduto la notte scorsa nel Catanese, dove un 26 enne ha violentato una dottoressa in servizio nella Guardia Medica, il direttore generale dell'Asp di Catania Giuseppe Giammanco, rendendo noto inoltre di aver già «dato mandato al nostro legale per la costituzione di parte civile a tutela dell'Azienda e, soprattutto, dei lavoratori». «Il responsabile - continua Giammanco - è stato arrestato dai Carabinieri intervenuti su segnalazione dei cittadini. Le misure di sicurezza attive non lo hanno fatto desistere dal perseguire il suo scopo delittuoso. Siamo sicuri che la risposta della giustizia sarà rapida, severa ed esemplare». «Rivolgo un pensiero grato sia ai cittadini - conclude Giammanco - per il senso civico e il senso del dovere che hanno manifestato sia ai carabinieri».