Lun18122017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Dalle Regioni

DALLE REGIONI

LIGURIA: Esami e visite in farmacia, un flop, per le prenotazioni ora cambia tutto

farmacia thumb other250 250(lastampa.it) Di ermanno branca L'Asl rivede il sistema di prenotazione di esami e visite nelle farmacie, fino ad oggi fallimentare. Il progetto che partirà in via sperimentale entro questo mese prevede che 70 farmacie dell'intera provincia diventino «sportelli» efficienti dove prenotare visite ed esami attraverso una diffusione capillare e programmata del servizio distaccato dei Cup. «Come esempio guardiamo ad altre Asl della Regione – afferma Salvatore Giuffrida, direttore amministrativo dell'Asl – a La Spezia vengono prenotate in farmacia il 51% delle prestazioni sanitarie e al call center il 13%. A Genova le prenotazioni presso le farmacie sono il 15% e al call center il 30%. A Savona i numeri sono completamente diversi: 3,1% di prenotazioni in farmacia e 12,9% al call center. Ci sono molte prestazioni sanitarie che non vanno nel circuito del Cup ma restano nei singoli reparti; e stiamo rivedendo il sistema». In base al nuovo progetto i farmacisti avranno a propria disposizione un «help desk», una servizio di assistenza nelle pratiche di registrazione delle visite e per i tempi di attesa. Nel frattempo l'Asl potenzierà anche il sistema di prenotazione tramite call center e rivedrà l'organizzazione stessa degli sportelli dei Cup unificando il servizio di anagrafe (scelta del medico, cambio di residenza, ecc) con quelli di prenotazione. «Stiamo lavorando sulla formazione del personale agli sportelli – prosegue Giuffrida, - per fare in modo che si arrivi a sportelli polifunzionali. In base al sistema attuale ci sono sportelli che si occupano di anagrafe e altri di prenotazioni; il risultato è che spesso un tipo di sportello è deserto e l'altro con lunghe code. Con gli sportelli polifunzionali l'operatore si potrà occupare sia di anagrafe sia di prenotazioni. A questo proposito voglio chiarire che l'attesa, cambia a seconda del codice inserito dai medici di famiglia sull'impegnativa che può essere urgente, e quindi l'esame va fatto entro 72 ore, breve 10 giorni, differita 60 giorni) programmata 12 mesi». Nella prossima primavera saranno inoltre in funzione i totem, inizialmente negli ospedali, per prenotare visite ed esami; successivamente l'uso verrà esteso al ritiro dei referti e altre funzioni.

PALERMO: Test di accesso a Medicina generale nella bufera, la Regione invia le carte alla Procura

concorso thumb250 250(La Sicilia) Otto candidati avevano denunciato che uno dei commissari d'esame avrebbe suggerito le risposte esatte a Giorgia Iacolino, consigliere comunale di Fi ad Agrigento, figlia di Salvatore, ex manager dell'Asp di Palermo e candidato Udc alle Regionali. Finisce in Procura la vicenda delle presunte irregolarità denunciate per i test di accesso per il corso di Medicina generale (che permette poi di diventare medici di famiglia). L'assessorato regionale alla Sanità ha infatti annunciato di avere chiesto una relazione alle commissioni d'esame che poi sarà trasmessa alla magistratura. La vicenda, che era stata raccontata nei giorni scorsi dall'edizione palermitana di Repubblica, è relativa alla denuncia di otto candidati al test secondo cui uno dei commissari d'esame avrebbe suggerito le risposte ad un altro candidato, Giorgia Iacolino, consigliere comunale di Agrigento e figlia di Salvatore Iacolino, ex direttore amministrativo dell'Asp di Palermo, ex deputato europeo di Forza Italia e candidato alle regionali nella lista dell'Udc. Ora il passaggio successivo con il test che finirà sul tavolo dei magistrati di Palermo. "Abbiamo chiesto una relazione urgente alle sette commissioni d'esame e, una volta acquisiti gli atti, invieremo tutto in procura – ha detto Salvatore Giglione, responsabile del dipartimento attività sanitarie dell'assessorato regionale alla Sanità. Sempre Giglione ha spiegato che l'assessore Gucciardi non appena le carte saranno acquisite le trasmetterà alla Procura di Palermo. Giorgia Iacolino ha respinto le accuse e ha spiegato di non avere ricevuto alcun aiuto nel corso dell'esame ed ha anzi sostenuto che si tratta di un attacco alla sua famiglia e in particolare al padre candidato appunto alle elezioni regionali nella lista Udc.

VENETO: Fumata nera, i medici confermano: «Ambulatori chiusi per due giorni»

mediciospedale thumb other250 250(Il Gazzettino) di Alda Vanzan L'assessore dice che l'incontro è andato bene («Siamo a buon punto»), i medici ribattono confermando lo sciopero di mercoledì 8 e giovedì 9 novembre, quando trovare un ambulatorio aperto sarà un'impresa. Quindi, un incontro a vuoto? A leggere la nota diffusa ieri da Palazzo Balbi pareva che la vertenza che vede contrapposti Regione Veneto e sindacato dei medici di medicina generale fosse a un punto di svolta. «È stata una riunione positiva e improntata alla concretezza – ha detto l'assessore alla Sanità, Luca Coletto, presente alla riunione assieme al direttore generale Domenico Mantoan – nel corso della quale abbiamo consegnato ai medici un documento che considero una buona base per definire e arrivare a sottoscrivere un accordo complessivo in tempi brevi». Meno ottimisti, ma più realisti, i medici che al termine della riunione in Regione hanno diffuso una nota firmata dalle quattro sigle sindacali confermando lo sciopero della prossima settimana. «L'incontro - hanno scritto Domenico Crisarà (Fimmg), Salvatore Cauchi (Snami), Liliana Lora (Smi), Ildo Antonio Fania (Intesa Sindacale) - pur svolgendosi in un clima di collaborazione e di franco confronto, non ha portato ad un accordo che renda possibile la sospensione dello sciopero già proclamato. Rimangono ancora molti punti da chiarire sul ruolo del medici di famiglia, sullo sviluppo delle cure primarie e dell'integrazione ospedale territorio»...

TOSCANA: Vaccino antinfluenzale: 476.882 le dosi disponibili per il territorio dell'AUSL centro

vaccinoter thumb other250 250di Camillo Cipriani - FIRENZE – L'influenza è alle porte, difendiamoci con il vaccino, è l'invito rivolto dall'Azienda Usl Toscana centro alla popolazione per promuovere la vaccinazione antinfluenzale. Non sempre l'influenza è un malanno banale che si risolve in poco tempo ma può rappresentare una malattia importante nelle persone più fragili e maggiormente a rischio di complicanze, come i malati cronici e gli anziani. Il vaccino rappresenta il modo più sicuro per prevenire e proteggersi dall'influenza ed è particolarmente raccomandato agli over 65enni. Secondo l'Organizzazione Mondiale di Sanità la vaccinazione antinfluenzale nella popolazione anziana, riduce fino al 75% la mortalità legata all'influenza e un'alta percentuale di copertura nei soggetti più a rischio ha una ricaduta importante nella protezione di tutta la popolazione. Anche per questa stagione, la vaccinazione contro l'influenza è offerta gratuitamente per gli anziani di età pari o superiore ai sessantacinque anni e per le categorie a rischio. E' comunque indicata per tutti i soggetti che desiderano evitare l'infezione e che non hanno controindicazioni specifiche. Sono 476.882 le dosi di vaccino per il territorio dell'AUSL Toscana centro (81.050 nell'area pistoiese, 61.990 nell'area empolese, 252.792 in quella fiorentina e 81.050 in quella pratese). I vaccini sono già a disposizione negli ambulatori dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e nelle sedi distrettuali dell'Azienda Sanitaria. La gratuità del vaccino, oltre agli anziani ultra 65enni è offerta alle seguenti categorie a rischio:
Bambini di età superiore ai sei mesi, ragazzi e adulti con patologie predisponenti alle complicanze
Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico a rischio di sindromi di Reye in caso di infezione influenzale
Donne al secondo o al terzo mese di gravidanza
Medici e personale sanitario di assistenza
Ricoverati in strutture per lungodegenti
Familiari a contatto di soggetti ad alto rischio
Persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo
Personale che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonti di infezione da virus influenzali non umani
Alla campagna vaccinale hanno aderito, anche quest'anno, la totalità dei medici di medicina generale e pediatri ( oltre 1.300 nell'AUSL Toscana centro) con grande impegno e collaborazione in modo da assicurare un'ampia copertura vaccinale. In occasione della campagna di vaccinazione antinfluenzale sarà proposto agli anziani la somministrazione gratuita di fialette di vitamina D. Lo scopo è quello di favorire la prevenzione di fratture le cui conseguenze, spesso, per gli anziani sono molto pesanti. Infatti la somministrazione adeguata di vitamina D riduce sensibilmente l'incidenza di fratture dovute alla fragilità ossea. La carenza di vitamina D è correlata con patologie reumatiche, malattie cardiovascolari e neurologiche, oltre al rischio di tumori. Assumendo la vitamina D viene migliorata la forza muscolare e ridotta la frequenza di cadute accidentali, soprattutto durante i mesi invernali, quando senza l'esposizione al sole, è più alto il rischio di ipovitaminosi.Nella campagna di vaccinazione antinfluenzale dello scorso anno (2016/2017) la copertura vaccinale antinfluenzale nei soggetti di età uguale o superiore a sessantacinque anni è stata di 62,6% nell'area pratese; 54% nell'area empolese e valdarno inferiore; 51,1% nell'area pistoiese e valdinievole e 55,5% nell'area fiorentina e mugello.Anche la vaccinazione del personale sanitario ha una importante e positiva ricaduta nella protezione di tutta la popolazione. L'AUSL Toscana centro invita i 15.000 dipendenti a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale che sarà effettuata nelle sedi di lavoro: ospedali, presidi territoriali, case della salute, RSA ecc...
Altre vaccinazioni raccomandate:
Da quest'anno, l'offerta gratuita della vaccinazione anti-pneumococcica per i soggetti a rischio e i sessantacinquenni si estende alla coorte dei nati nel 1952. I nati nel 1950 e 1951 mantengono comunque la gratuità. Il vaccino anti-pneumococco può essere somministrato in qualsiasi stagione dell'anno. Quando ci si sottopone alla vaccinazione antinfluenzale, nella stessa seduta, si può essere vaccinati anche per lo pneumococco. Questa vaccinazione, a differenza dell'influenza non dovrà essere ripetuta ogni anno.Inoltre, sempre da quest'anno, il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 ha introdotto la vaccinazione anti-Herpes Zoster, che sarà offerta gratuitamente alla coorte dei nati nel 1952.
INFO: da rete fissa 840 003003, da rete mobile 199 175955, dalle 07.45 alle 18.30 dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 07.45 alle 12.30 scegliendo l'opzione tasto 5 per il servizio di informazione Pronto Salute.

MILANO: pugno duro dell'assessore Gallera. Sanzioni a Mmg che scoraggino passaggio cronici a gestori

gallera thumb250 250DOCTOR 33-Mauro Miserendino Si infiamma la polemica tra Ordine dei Medici di Milano e Regione Lombardia dopo che l'assessore alla salute lombardo Giulio Gallera ha affermato di valutare sanzioni per i medici di famiglia che espongano cartelli in studio per invitare gli assistiti a "riflettere" sulla proposta della Regione Lombardia di affidare la cura delle loro patologie croniche ad un ente gestore anziché al medico stesso. Alla vigilia delle elezioni ordinistiche, dopo che alcuni medici hanno informato gli assistiti con cartelli dell'imminente arrivo di lettere della Regione con proposte di passaggio in cura ai gestori, Gallera, che augura un cambio al vertice Omceo meneghino, ha ipotizzato per questi medici anche la sospensione della convenzione con il servizio sanitario. Pronta la replica del presidente dell'Ordine Roberto Carlo Rossi - medico di famiglia e leader Snami Lombardia - che ora ventila di procedere "in tutte le sedi opportune per salvaguardare la libertà di pensiero dei mmg e il lecito desiderio di informare i propri pazienti e di tutelarne la salute, senza vincoli di soggezione nei confronti del datore". Con il quale -ricorda Rossi- vige un rapporto libero-professionale di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Il medico in questione ha solo anticipato i contenuti che noi stessi invieremo a tutti i mmg lombardi suggerendo loro di informare i loro pazienti dei rischi che correranno se scegliessero di affidarsi ad un gestore».
Toni diversi aveva usato Rossi con la Regione qualche giorno prima alla presentazione della lista Riscatto Medico che guida l'Ordine milanese da un trentennio (prima con Enrico Bergonzini, poi con Roberto Anzalone ed Ugo Garbarini). Nell'occasione Rossi aveva precisato che «Riscatto Medico non è una lista contraria alla riforma della sanità lombarda. Però la regola per un ordine è tutelare il paziente a costo di essere scomodi, scontrosi, scorbutici, sconvenienti come scrive Ivan Cavicchi in un suo editoriale». Aggiunge Rossi che non esiste una contrapposizione medici di famiglia-ospedalieri all'ordine di Milano, dove pure si è verificata una scissione e quattro consiglieri di lungo corso oggi animano la lista concorrente "Noi Medici"- il vicepresidente Giuseppe Bonfiglio, l'oncologo Alberto Scanni, il responsabile di Medicina d'urgenza Pietro Marino e l'odontoiatra Luigi Paglia - «, gran parte del programma Omceo Mi è stata dedicata a questi ultimi, al precariato in corsia, ai contratti non rispettati delle donne medico, agli specializzandi». «In altri campi collaboriamo bene con la Regione - ribadisce il segretario Ugo Tamborini - abbiamo anche situazioni di fattiva collaborazione come l'elenco cui stiamo pervenendo delle scuole accreditate per l'insegnamento delle medicine non convenzionali. Replica Alberto Scanni figura di punta della lista concorrente "Noi medici" che così come si è dimostrato negli ultimi anni l'ordine non va. «Ci eravamo impegnati per un ordine che rappresentasse cambiamento e pluralismo ma il consiglio è "militarizzato" da 11 consiglieri Snami, la campagna verte su un argomento e quest'anno è la delibera cronici, noi preferiamo articolare proposte di metodo e di contenuto». Da quest'ultimo punto di vista "Noi Medici" ha proposte compatibili con "Riscatto Medico", ma punta programmaticamente sul dialogo fra le anime della medicina. Non siamo dalla parte della Regione e della riforma, lo dimostra che nelle nostre file c'è chi medico di famiglia ha fatto ricorso contro la delibera cronici chiedendo la sospensiva (Pasqualino Foca' di Smi ndr) c'è chi accetta la scommessa, anteponiamo il dialogo a tutto, ci siamo dati un regolamento per cui l'esecutivo vincente non starà in carica oltre due mandati, vogliamo un ordine collegiale, prendere posizione per l'Agenzia del Farmaco a Milano, dare più voce al mondo ospedale, aprire la comunicazione dell'Omceo a tutte le sue componenti».


VACCINAZIONI: FIMMG Napoli ci 'mette la faccia' al via la campagna con manifesti in strada

vaccinazioneee(Corriere del Mezzogiorno) I medici della FIMMG di Napoli hanno scelto di sostenere le vaccinazioni 'mettendoci la faccia'. Proprio in questi giorni la sezione napoletana della FIMMG ha messo in campo un'iniziativa che, per i medici di famiglia, non ha precedenti: una campagna informativa veicolata con manifesti affissi in città e nei 1.200 studi associati al sindacato. Il messaggio? «Io mi vaccino, fallo anche tu». L'idea è quella di sostenere i buoni consigli con i fatti, dando l'esempio per far comprendere ai propri assistiti quanto sia importante vaccinarsi.«Nonostante se ne parli molto - spiegano i leader provinciali Fimmg, Corrado Calamaro e Luigi Sparano - tantissime persone non sono correttamente informate su questo tema, ecco perché abbiamo deciso di mettere a disposizione dei nostri assistiti tutta la nostra esperienza, così che possano recepire le principali informazioni e fare scelte sensate e consapevoli».Molte delle preoccupazioni dei camici bianchi sono legate ai timori che i pazienti esprimono nella privacy dei loro studi. «Ormai è palese - aggiungono Calamaro e Sparano - che anche i più anziani siano fortemente condizionati da vere e proprie campagne di disinformazione che, in maniera strisciante, si muovono sul web. Dai ragazzini alle giovani mamme, e continuando per questa linea sino ai nonni, serpeggia il sospetto di chissà quale complotto ordito ai danni dei cittadini. Molti non si rendono conto del grande privilegio che abbiamo oggi a poter somministrare i vaccini senza particolari difficoltà». E pensare che nel 1973, quando lo spettro del colera sconvolse Napoli, la battaglia fu vinta proprio con la vaccinazione. In quell'occasione il vaccino fu chiesto a gran voce dai napoletani, scesi addirittura in piazza per ottenerlo. L'infezione fu sconfitta grazie a «un'organizzazione che permise di vaccinare 800 mila persone in due settimane. Molti ricordano la paura della malattia, pochi l'efficienza del sistema e la centralità del vaccino», ricorda Silvestro Scotti. «Quello che colpisce nelle foto e nelle immagini del 1973 - aggiunge Scotti, che da sempre ha promosso campagne informative sui vaccini - è la partecipazione di tutta la popolazione. La protesta per chiedere il vaccino, le file in attesa di essere vaccinati. E traspare la fiducia verso l'immunizzazione». Questo, prosegue Scotti, «era un segno di grande civiltà. Qualcosa che si sta perdendo con la diffusione della cultura anti vaccino legata all'individualismo crescente. Chi si vaccina, infatti, oltre a non ammalarsi, contribuisce a non far ammalare gli altri. Questo elemento oggi viene considerato sempre meno, ci si preoccupa assai più del minimo effetto collaterale rispetto al vantaggio sociale».