Dom27052018

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DALLE REGIONI

BARI: Vivicitta, Fimmg 118 «Bene avere i defibrillatori ma serve chi li sappia usare»

barivivicita02(Gazzetta del Mezzogiorno) BARI - «Il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo molto utile, ma è importantissima la formazione degli operatori. Quanto accaduto domenica a Bari durante Vivicittà è molto grave, perché dimostra quanta approssimazione ci sia». Nicola Gaballo, segretario provinciale della Fimmg 118, interviene sul caso di domenica mattina quando un 50enne si è sentito male subito dopo lo start della gara e gli addetti all'assistenza - un'ambulanza privata - non sono stati in grado di praticare le manovre di rianimazione (notizia data in anteprima dalla nostra Redazione on line). «Indossare una divisa arancione - dice Gaballo - non conferisce competenza. Non vogliamo dare colpe a nessuno. Associazioni e cooperative hanno sicuramente ottimo personale, volontari che donano il proprio tempo, ma gestire l'emergenza è tutt'altra cosa. Tra gli iscritti alla gara di domenica (come ha raccontato questo giornale, ndr) c'erano un rianimatore e personale qualificato del 118 che hanno eseguito immediatamente le manovre rianimatorie. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se non si fosse verificata questa fortunata circostanza». Anche perché, spiega Gaballo, è tutta questione di rapidità: «Le manovre di rianimazione devono essere rapidissime. Gli americani dicono "time is brain" perché ogni minuto di arresto cardiaco comporta la perdita del 10% di funzionalità del cervello. Quindi un intervento effettuato dopo 5-6 minuti fa perdere alla vittima il 50-60% di funzioni cerebrali». È qui che si innesta l'importanza di avere defibrillatori, ma è necessaria competenza. «Il concetto è questo: servono persone in grado di effettuare le manovre rianimatorie, rapidamente, nell'attesa che intervenga il personale qualificato del 118 con il medico e le appropriate dotazioni». Quindi, visto che la Puglia è stata riempita di defibrillatori semiautomatici, cosa manca? «Manca la formazione. È fondamentale promuovere la cultura della rianimazione sul territorio. La Regione ha approvato una legge che stanzia un piccolo budget, ed è importante che tutti si adoperino e che i corsi partano. Non basta prendere un foglio di carta per avere le carte a posto, il valore aggiunto è nella qualità della formazione». Il sistema dell'emergenza è interessato anche all'imminente chisura dei Ppi, i Punti di primo intervento, su cui i medici di settore invitano a guardare aspetti specifici. «Siamo a favore - dice Gaballo - di tutte le soluzioni che garantiscano per i cittadini l'assistenza sul territorio e lo standard qualitativo attuale. Il cronoprogramma era stato già stabilito nel 2016, ora siamo in fase di attuazione di questa riforma. Il passaggio dai Ppi alle ambulanze del 118 ci crea qualche perplessità, ma solo per quanto riguarda la copertura del servizio: bisognerà tenere presente che servirà più personale. Ad oggi abbiamo chiesto alla Regione tavoli di confronto che non si sono mai concretizzati».[m.s.]

BARI: Maratona Vivicittà uomo colto da infarto a i soccorritori volontari non sanno usare il defibrillatore, organizzazione; soccorsi tempestivi

1523786254174.jpg--malore vivicitta bariBARI - Un uomo di 50 anni è stato colto da infarto subito dopo la partenza da Largo 2 Giugno durante la stracittadina di Vivicittà manifestazione podistica da 12 a 4 chilometri.
Sul posto erano presenti i soccorritori volontari di una ambulanza - che era lì per l'assistenza alla gara - dotata di defibrillatore ma che gli addetti, a quanto pare, non sarebbero stati in grado di saper utilizzare. Fortunatamente un medico rianimatore e alcuni esperti paramedici che erano iscritti alla gara hanno iniziato le manovre di rianimazione il malcapitato concorrente fortunatamente si sarebbe ripreso dopo la terza "scarica" con il defibrillatore. E' poi intervenuta sul posto un altro equipaggio del 118 che ha trasportato il corridore in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico. Il vice presidente della commissione sport Filippo Marchionne punta il dito sulle certificazioni di idoneita' per l'iscrizione alle gare podisitiche"Faremo luce anche sulle modalità di iscrizione a questo tipo di gare podistiche amatoriali e se è richiesto, in questi casi, il certificato medico di sana e robusta costituzione. Non basta sentirsi bene per partecipare ad una gara podistica o maratona, occorono adeguate visite di idoneità sportiva per scendere in campo, oltre che essere sufficientemente allenati" , anche se molti anche tra gli addetti ai lavori puntano il dito sulla scarsa copertura medica, chiedendosi come è possibile che un ambulanza debba chiamare un altra ambulanza per soccorrere un corridore poi salvato effettivamente dalla prontezza del corridore stesso, e a cosa serva un ambulanza se non ha personale qualificato al seguito. Di parere diverso è il responsabile sanitario della manifestazione, il dott. Antonio Tota
che ha spiegato i passaggi del soccorso:
"Durante l'evento podistico Vivicittà partito alle ore 10.30, un atleta partecipante, a pochi minuti dalla partenza, ha presentato un malore che ha richiesto un intervento urgente del servizio sanitario preposto all'assistenza sanitaria della gara. La richiesta d'aiuto è stata comunicata dai vigili urbani al presidio medico alle ore 10.35 che ha inviato un'ambulanza medicalizzata dell'organizzazione giunta tempestivamente in soccorso dell'atleta dopo circa due minuti".

"L'atleta era già stato sottoposto a manovre di rianimazione cardiopolmonare effettuate da medici che partecipavano alla gara Il personale sanitario dell'organizzazione arrivato con l'ambulanza è prontamente intervenuto fornendo assistenza e presidi medicalizzati. A tal proposito si evidenzia che al runner venivano prontamente applicate le piastre del defibrillatore, protette le vie respiratorie con cannula orofaringea e ventilazione con pallone Ambu e infine assicurato un accesso venoso con posizionamento di un ago cannula dallo stesso personale sanitario presente in ambulanza. Come prevede il protocollo poi, alle ore 10.38 è stato allertato il servizio di 118 con richiesta di supporto di un ambulanza per un codice rosso".

"L'ambulanza del 118 è giunta sul luogo dell'incidente dopo pochi minuti – spiega ancora il medico -, provvedendo al trasporto del paziente al Pronto Soccorso del Policlinico dove è giunto alle ore 11.14. Il paziente è stato cosi sottoposto a cure intensive presso il reparto di cardiologia ospedaliera".

PORDENONE : Guardie mediche aggredite di notte. Ora a scortarle saranno gli alpini

alpiniNon saranno più sole le guardie mediche della provincia di Pordenone di notte e nei luoghi disagiati: con loro ci saranno gli alpini. Raggiunta un'intesa nel Pordenonese, è quanto prevede un protocollo sperimentale per l'accompagnamento e il supporto dei medici di continuità assistenziale della provincia di Pordenone, approvato dall'Azienda per l'assistenza sanitaria pordenonese (Aas5). Un accordo stretto con l'Ordine dei medici e il Gruppo Alpini volontari che saranno di aiuto e assicureranno l'assistenza nelle sede della guardia medica; manterranno le distanze nel caso di visita medica; accompagneranno il medico, con l'auto dell'Aas5, nelle visite che deve fare a domicilio aiutandolo a individuare il percorso

BARI: terrore per i soccorritori del 118: paziente psichiatrico li aggredisce e insegue con una spada

barellabariTerrore per l'equipaggio dell'ambulanza della postazione del 118 San Paolo che questa notte è intervenuta a Palese per un trattamento sanitario obbligatorio (TSO), un uomo di circa 50 anni che ha incominciato a rincorrerli brandendo in pugno una spada. Inizialmente i soccorritori hanno iniziato a parlare con l'uomo e con i suoi familiari ma il paziante ha estratto una katana dal fodero rincorrendo i sanitari che hanno cercato riparo dentro l'ambulanza. Fortuna ha voluto che il cancelletto d'ingresso fosse stato lasciato aperto tanto da permettere al medico, autista, infermiere e soccorritore di raggiungere il mezzo per barricarsi all'interno, mentre il folle ha letteralmente devastato la barella. Solo l'intervento dei carabinieri ha riportato l'ordine che nella successiva persecuzione hanno trvato e sequestrato un arsenale di armi bianche. L'uomo è stato poi tradotto in ospedale .

TORINO : Vaccini l' ordine dei medici denuncia alla procura la campagna anti vax

novaxtoroDopo le numerose segnalazioni all'Ordine Provinciale di una campagna NO vax  apparsa su  manifesti e cartelloni contro le vaccinazioni obbligatorie e affissi presso asili, scuole e ospedali come avvenne per il caso del Sant'Anna. L'Ordine di Torino ha denuncianto alla Procura della Repubblica questa campagna che definisce le vaccinazioni "una azione volontaria. "Le vaccinazioni sono misure di salute pubblica previste obbligatoriamente per legge – spiega il Presidente dell'OMCeO di Torino Guido Giustetto. I diversi cartelloni che sono apparsi in città propongono contenuti che generano allarmismo e incrementano la disinformazione a danno della sicurezza. Per questo abbiamo coinvolto l'Autorità Penale. L'Ordine ha infatti tra i suoi obiettivi proprio la tutela della salute pubblica e la promozione di una corretta informazione scientifica". "Inoltre gli articoli 15 e 55 del nostro Codice Deontologico- continua Giustetto- ci ricordano che "il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia" e che "il medico promuove e attua un'informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente, fondata sulle conoscenze scientifiche acquisite e non divulga notizie che alimentino aspettative o timori infondati o, in ogni caso, idonee a determinare un pregiudizio dell'interesse generale". Il nostro ruolo come Ordine – che non indulge in concetti astratti ma in atteggiamenti concreti di tutela della salute pubblica -si affianca a quello fondamentale dei media. A loro chiediamo però, appellandoci ancora una volta ad un loro codice etico/deontologico – una collaborazione stretta per raddrizzare un fenomeno di false credenze e paure che crea inutili allarmismi a grave danno della salute pubblica.

CATANIA: L'emergenza morbillo medici assediati dopo i quattro decessi. Via allo screening sul personale degli ospedali

ressavacciniE' ressa per le vaccinazioni anti-morbillo a Catania. In città, da giorni i nove centri per la vaccinazione, sono stati presi d'assalto da decine e decine di pazienti in cerca di notizie utili alla loro causa e pronti a sottoporsi al siero anti-morbillo. La diffusione della malattia e la morte di quattro persone che avevano contratto il virus hanno scatenato la frenesia di quanti temono di potere essere contagiati. "Dopo le notizie di cronaca siamo subissati di richieste di vaccinazioni – spiega Mario Morello, responsabile dell'ambulatorio per le vaccinazioni, ospedale San Luigi – cercheremo di soddisfare la richiesta, di accontentare tutti. Anche se è utile sapere che dopo i 50 anni non è più necessario".
La ressa è in tutti e 62 i centri per la vaccinazione disseminati in tutta la provincia di Catania:
Intanto nella riunione convocata dal sindaco di Catania Enzo Bianco nel Palazzo degli elefanti e alla quale ha preso parte l'assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza si è deeciso di procedere a uno screening dettagliato per categorie di coloro i quali sono stati sottoposti a vaccinazione.
Al tavolo c'erano anche il rettore dell'Università etnea Francesco Basile, il presidente dell'Ordine dei Medici Massimo Buscema, i direttori generali dell'Asp Giuseppe Giammanco, del Policlinico-Vittorio Emanuele Paolo Cantaro, dell'Arnas Garibaldi Giorgio Santonocito e del Cannizzaro Angelo Pellicanò, Domenico Grimaldi, in rappresentanza della commissione Sanità del Comune, Bruno Cacopardo dell'Universitá di Catania, il direttore della Scuola di Medicina di Catania, Giuseppe Sessa, i quattro direttori sanitari delle Aziende di Catania e il consulente del sindaco per le politiche sanitarie Francesco Santocono.
"Abbiamo lavorato - ha detto Bianco - in un clima di grande collaborazione istituzionale, con spirito di squadra e un atteggiamento che non è né allarmistico né di sottovalutazione. L'assessore regionale Razza nei giorni scorsi aveva promosso tutte le riunioni necessarie su un tema che non deve generare allarmismo ma che certamente non deve essere sottovalutato. Adesso abbiamo messo insieme tutti coloro che operano nel territorio cittadino: l'Università, l'Ordine dei Medici, i direttori generali e sanitari. Lo scopo era quello di coordinare ogni intervento per migliorare la nostra capacità di controllo della situazione e aiutare ulteriormente la pratica della vaccinazione". Ed è stata ribadita la necessità di far scattare la legge Lorenzin sull'obbligatorietà delle vaccinazioni qualora i non vaccinati non rispondessero all'invito. "La obbligatorietà della vaccinazione - ha affermato Razza - ha consentito di poter andare avanti sulla percentuale di soggetti vaccinati, però chi oggi è soggetto a rischio si trova in una fascia d'età tra i venti e i quarant'anni. Per questo, nelle disposizioni che abbiamo emanato, abbiamo dato la possibilità a tutte le Asp di vaccinare in esenzione ticket e abbiamo dato una disposizione che riguarda lo screening di tutto il personale degli ospedali. Sono delle misure semplici, ma che consentono di riportare la Sicilia sugli standard internazionali"

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