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DALLE REGIONI

NAPOLI: la fuga dei medici dal 118: dopo le botte è boom di trasferimenti La violenza dei giorni scorsi contro gli equipaggi inizia gia' a dare i primi effetti negativi 10 medici ferito medico di famiglia con un coltello

Ambulanzanapolijpg thumb large300 300Medici in fuga dalla rete del 118 in Campania: con l'assegnazione di posti disponibili nell'area dell'assistenza primaria (medici di famiglia e guardie mediche) Si sono transitati dalla rete del 118 alla Continuità assistenziale. Le Carenze i Rapporti di lavoro precari, orari disagiati, ritmi forsennati tante responsabilità le aggressioni, gli insulti e le umiliazioni da parte di cittadini esasperati che trovano nei medici dell'emergenza uno sfogo alle loro frustrazioni. Un incredibile boom di richieste di trasferimento si è registrato a Napoli e provincia con i medici, che operano sulle ambulanze del 118, che hanno chiesto il trasferimento ad altre mansioni. Una situazione figlia degli eventi e di una politica che poco fa per il problema . Oltretutto circa la metà dei camici bianchi impiegati nel 118 ha rapporti di lavoro a tempo definito. Medici con molta esperienza sulle spalle, entrati nelle file del 118 anche 15 anni fa grazie a un corso professionalizzante, senza altri titoli e per i quali la stabilizzazione resta un miraggio. Di qui la fuga ada altri lavori piu' stabili e con meno resposnabilta'. Nel Frattempo i medici della Pagina facebook " nessuno tocchi ippocrate " continuano a denunciare episodi violenti. "Ricordiamo che l'aggressioni più violente al 118 le abbiamo registrate alla postazione Chiatamone" scrivono nel post " (sequestro ambulanza) ed alla postazione Pietravalle (infermiere con ferita lacero contusa medicata con 7 punti di sutura) Ricordiamo che in alcune aggressioni più ambulanze sono state coinvolte, quindi per completezza di informazione gli equipaggi aggrediti sono 31 , i fenomeni di aggressione 26. Per i medici di medicina generale ci è pervenuta solo una segnalazione (Dott. Paolo Di Pinto ferito con coltello al mento e frattura di scapola)ma crediamo che sia una delle aggressioni più efferate. Il disagio per i medici di Continuità Assistenziale è che spesso sono da soli ad affrontare l'utenza, già noti alla cronache nazionali gli stupri a carico delle colleghe di guardia medica in diverse parti di Italia. Noi lottiamo per fermare questi episodi azzerando i numeri riportati in tabella."

NICOLOSI: condannato rapinatore di guardia medica Minacciò con un'ascia dottoressa e una sua amica

guardia2jpg thumb250 250I Carabinieri della Stazione di Pedara hanno arrestato il 38enne Giuseppe SIGNORELLI, già agli arresti domiciliari, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Catania, in ordine al reato di rapina aggravata in concorso. Erano le 4 del mattino del 23 febbraio 2016 quando due soggetti travisati si erano recati alla guardia medica del Comune di Nicolosi e fingendo di avere necessita' di cure mediche si erano fatto aprire la porta dal medico di turno. Appena all'interno i due malviventi, sotto la minaccia di un'ascia, si erano fatti consegnare dalla donna e da una sua amica che le faceva compagnia, i pochi soldi in loro possesso ed i telefoni cellulari. I due, visibilmente contrariati ed in preda ai fumi dell'alcool, non contenti del magro bottino racimolato, dapprima distrussero parte degli arredi dei locali per poi costringere le vittime a salire a bordo dell'autovettura di proprietà di una delle due donne per recarsi in uno sportello bancomat e costringere la dottoressa, sotto minaccia e dopo aver malmenato l'amica, ad effettuare diversi prelievi per un totale di circa 500 euro in contanti. Per poi abbandonarle in una zona isolata del comune pedemontano da dove, grazie al cellulare di un cittadino, riuscirono a chiamare i carabinieri. I due criminali furono quella stessa notte catturati dalle pattuglie dell'Arma attivate tramite il 112 del Comando Provinciale di Catania. Giudicato colpevole dai giudici di appello il reo dovrà scontare una pena equivalente ad anni 7 di reclusione. L'arrestato, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.

CHIETI: Il giudice del lavoro dà lo stop al recupero di migliaia di euroalla Contiunuta' assistenziale il segretario della Fimmg, Campanelli: «Ora la Regione può rispondere alla Corte dei conti»

guardiamedicasala thumb other250 250(Il Centro) di Gianni La Macchia Il giudice del Lavoro del Tribunale di Chieti ha dato ragione ai medici di guardia, ai quali Asl e Regione hanno sospeso le indennità di rischio, chiedendo indietro le somme già percepite. Quelle indennità pagate dalle Asl, e contestate dalla Regione, erano legittime e compatibili col contratto nazionale in base a una sentenza emessa ieri. Un pronunciamento che rappresenta una svolta nella vertenza scoppiata a luglio quando, a seguito di un'indagine avviata dalla procura regionale della Corte dei conti sulla legittimità delle indennità pagate alle ex guardie mediche per il rischio a cui erano sottoposte, la Regione ha dato mandato di bloccare tale indennità e di procedere al recupero delle somme erogate negli ultimi 10 anni. In molti casi si tratta di cifre altissime, che hanno creato non pochi problemi a centinaia di famiglie. Le pressioni sindacali avevano portato la Regione a mettere in stand by il recupero, in attesa della decisione dei giudici. Ma una nuova richiesta della Procura della Corte dei conti, aveva indotto l'ente a recedere dall'atteggiamento prudente, e a sollecitare nuovamente le Asl affinché provvedessero al recupero degli arretrati. Ieri è arrivata la sentenza che riporta i serenità tra i medici, alcuni dei quali si erano già visti recapitare richieste per decine di migliaia di euro. Il giudice del lavoro, Ilaria Prozzo, ha dunque riconosciuto legittimo l'accordo regionale, che prevedeva l'indennità per compensare i medici dei rischi a cui sono sottoposti con un lavoro di trincea, accogliendo le ragioni dello studio legale Crocetta che ha difeso i professionisti. La sentenza, a questo punto, offre alla Regione Abruzzo motivazioni autorevoli per giustificare alla Corte dei conti l'erogazione dell'indennità di rischio negli ultimi 11 anni. In particolare il giudice rileva che nemmeno la parte pubblica poteva negare la sussistenza per i medici «di particolari rischi legati alla tipologia dell'attività svolta sul territorio abruzzese», e che non si può negare che sia legittima «un'indennità che vada a compensare la pericolosità dell'attività». «È una prima vittoria che aprirà la strada agli altri ricorsi pendenti davanti a giudici del lavoro di tutto l'Abruzzo», commenta il segretario regionale della Fimmg Continuità Assistenziale, Sandro Campanelli. «In alcuni casi le somme richieste indietro dalle Asl avrebbero corso il rischio di creare seri problemi a intere famiglie, e questo non sarebbe stato giusto».
«Una sentenza che ristabilisce una giusta visione della faccenda», secondo il dottor Marco Di Clemente, segretario provinciale Chieti della Fimmg Continuità Assistenziale. «Ci auguriamo che la Regione dia mandato alle Asl di sospendere da subito le procedure di richiesta di arretrati ».
Maria Grazia Terenzio, segretario provinciale Fimmg di Pescara, ringrazia «pubblicamente l'avvocato Riccardo Crocetta per la dedizione e l'impegno profuso». Soddisfazione anche da Valentino De Majo segretario provinciale dell'Aquila: «Sono estremamente contento per tutti quei medici che trovano in questa sentenza la concreta speranza di non dover restituire le ingenti somme loro richieste».
Valentina Antonacci, segretario di Teramo, afferma: «Finalmente dopo quasi un anno un primo punto fermo per noi che non avevamo alcuna responsabilità in questa vicenda». Conclude l'avvocato Crocetta: «Un importante risultato raggiunto dallo studio legale grazie anche all'ausilio dei numerosi sindacalisti che mi hanno concesso la loro fiducia e patito con me i momenti più duri di questa vicenda. Un pensiero particolare va ai medici della continuità assistenziale con i quali ho condiviso le loro paure e le loro speranze. È una bella pagina di giustizia».

PISA: Continuità assistenziale cambiano le tariffe per i non residenti

guardia-medica-web thumb other250 250Cambiano   le tariffe delle prestazioni assicurate ai non residenti dai servizi di continuità assistenziale (ex guardia medica) e guardia medica turistica. Il tutto a seguito della  DGRT N. 488 del 07.05.2018 dispone che in tutta la Regione Toscana le prestazioni erogate dalla continuità assistenziale ad utenti non residenti/domiciliati siano soggette a pagamento prevedendo la corresponsione di 20 euro per le visite ambulatoriali e 30 euro per la visita domiciliare.
Il servizio di guardia medica turistica prevede per utenti non residenti, sia italiani sia stranieri in soggiorno temporaneo presso località turistiche, il pagamento di 10 euro per visita breve finalizzata alla continuità terapeutica, 15 euro per visita ambulatoriale e 25 euro per prestazioni domiciliari.
Le guardie mediche vincono la battaglia per le indennità

PIEMONTE: Nominati i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie regionali

medfamigliaLa Giunta regionale, nella riunione di quest'oggi, ha nominato i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie piemontesi, con mandati di durata triennale. Sono 17 gli incarichi assegnati e 8 le conferme (in un caso, in sede diversa da quella attuale). L'Asl Città di Torino non rientrava tra le nomine, in quanto l'incarico del direttore generale Valerio Fabio Alberti scadrà nel 2019.
Le nomine che riguardano le tre aziende ospedaliere universitarie (Torino, Orbassano e Novara) sono frutto di una condivisione con l'Università degli Studi di Torino e l'Università del Piemonte Orientale. Per quanto riguarda la Città della Salute di Torino, l'assessorato alla Sanità sta studiando una modalità per consentire al commissario uscente, Gian Paolo Zanetta, di continuare a collaborare a titolo gratuito per seguire il percorso che porterà all'avvio del nuovo Parco della Salute, in virtù della competenza e della conoscenza puntuale di tutte le procedure necessarie alla realizzazione dell'opera.
Ecco l'elenco dei direttori, azienda per azienda:
Aou Città della Salute e della Scienza di Torino:
Silvio Falco, attualmente direttore generale dell'azienda ospedaliera Mauriziano di Torino, già direttore sanitario della Città della Salute dal 2012 al 2015.
Aou San Luigi di Orbassano:
Stefano Manfredi, direttore generale dell'Asl di Lecco. Era stato direttore generale del San Luigi nel 2015.
Aou Maggiore della Carità di Novara:
Mario Minola, confermato
Ao Ordine Mauriziano:
Maurizio Dall'Acqua, oggi direttore sanitario alla Città della Salute di Torino, in precedenza direttore generale dell' ex Asl To2
Ao S. Croce e Carle di Cuneo:
Corrado Bedogni, confermato
Ao SS. Antonio, Biagio e C. Arrigo di Alessandria:
Giacomo Centini, già direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera universitaria Senese, attualmente è consulente strategico della McKinsey&co, società internazionale di consulenza manageriale
Asl Torino 3:
Flavio Boraso, confermato
Asl Torino 4:
Lorenzo Ardissone, confermato
Asl Torino 5:
Massimo Uberti, confermato
Asl Vercelli:
Chiara Serpieri, confermata
Asl Biella:
Gianni Bonelli, confermato
Asl Vco:
Angelo Penna, attualmente direttore sanitario dell'Asl di Biella
Asl Novara:
Arabella Fontana, unica new entry al femminile, fino ad oggi direttore sanitario della stessa Asl
Asl Cuneo 1:
Salvatore Brugaletta, commissario dell'azienda sanitaria provinciale di Siracusa, dove era già direttore generale
Asl Cuneo 2:
Massimo Veglio, direttore sanitario all'Asl Città di Torino, in precedenza direttore generale dell'azienda Usl della Valle d'Aosta
Asl Alessandria:
Antonio Brambilla, dirigente responsabile del servizio di assistenza territoriale dell'assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna
Asl Asti:
Mario Nicola Alparone, direttore generale dell'Asst Melegnano e Martesana. In precedenza era stato direttore amministrativo dell'Asl Monza e Brianza

ABRUZZO: Medici di continuità assistenziale sul piede di guerra in Abruzzo

guardiamedicasala thumb other250 250MD Doctor Il dado è tratto e la decisione è presa. I medici della continuità assistenziale dell'Abruzzo sono sul piede di guerra e non intendono restituire l'indennità di rischio percepite negli anni passati. Hanno deciso di indire una conferenza stampa per sensibilizzare l'opinione pubblica su una questione che definiscono paradossale.
Non solo si sono visti sospendere l'indennità di rischio, ma ora le Asl chiedono indietro le somme percepite a tale titolo nel corso degli anni. Al momento sono circa 500 le lettere delle Asl arrivate ai medici delle guardie mediche che intimano di pagare quanto ottenuto in busta paga dal 2006. Si tratta di cifre ingenti che in qualche caso raggiungono anche i 70mila euro da restituire in 4 anni, a fronte di stipendi mensili che mediamente si aggirano sui 1.600 euro. Tale pretesa è la conseguenza della famigerata delibera di Giunta regionale che dava seguito alla segnalazione della Corte dei Conti, numero 398 del 18 luglio 2017, sull'illegittimità del'accordo siglato con i sindacati nel 2008 che garantiva l'indennità di rischio per i medici di CA.
Da allora sono seguite molte proteste che hanno provocato l'ingolfamento dei pronto soccorso per attività che le guardie mediche non hanno più svolto (mansioni che non rientrano nei compiti degli stessi ma che venivano garantiti comunque fino ad allora). Dopo le proteste dei responsabili dei pronto soccorso abruzzese, la Regione si è attivata per cercare di trovare una soluzione e calmare gli animi in vista delle elezioni di marzo 2018. Dopo un autunno di proteste, si è arrivati ad un accordo. L'accordo integrativo aziendale per la continuità assistenziale, stabiliva che a partire dal primo febbraio 2018 per prestazioni aggiuntive dei medici, venivano erogati 4 euro lordi l'ora per le attività ambulatoriali, come stabilito nel lontano 2008 dall'Accordo Regionale Integrativo, ma mai attuato, anche con il silenzio dei sindacati. Le Asl a febbraio hanno richiesto ai medici la disponibilità a svolgere l'incarico aggiuntivo e i medici hanno risposto positivamente. Ma nelle buste paga di febbraio, marzo e aprile, il compenso per aver svolto servizio aggiuntivo come previsto dall'Air, non c'era. E nel frattempo la pratica di riscossione degli arretrati è andata avanti ed ora è diventata realtà.