Dom27052018

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DALLE REGIONI

LOMBARDIA: vaccinazioni, cresciuto ulteriormente il numero di soggetti che si sono messi in regola

vacciniscuola2 thumb other250 250"Dalla rilevazione effettuata al 20 marzo sono diminuiti ulteriormente rispetto al 31 dicembre 2017 i soggetti inadempienti alla vaccinazione per il tetano e per il morbillo (indicatori il primo per la vaccinazione esavalente e il secondo per l'Mpr - morbillo, parotite e rosolia), appartenenti alle fasce d'eta' tra i 0 e i 16 anni interessati dalla legge sull'obbligo vaccinale che riguarda una popolazione di 1.409.500 soggetti. Per il tetano si e' passati da 121.138 a 93.729 (15% del totale popolazione), per il morbillo da 132.972 a 108.740 (12,9%)". Lo ha comunicato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in seguito all'ultima rilevazione dell'adempienza alle vaccinazioni introdotte dalla legge sull'obbligo.
VERSO IMMUNITA' DI GREGGE - "L'analisi dei dati - ha sottolineato l'assessore - indica che per entrambe le vaccinazioni siamo sulla buona strada per recuperare i non vaccinati per raggiungere la copertura del 95%, che l'Organizzazione mondiale della Sanita' indica necessaria per ottenere l'immunita' di gregge, soprattutto per quanto riguarda le coorti dal 2011 al 2015. Per il Tetano in queste coorti si e' gia' raggiunta, si va, infatti, dal 96,2% della classe 2011 al 95,7% di quella del 2015; per il morbillo dal 94,8% al 94,1%".
PRENOTAZIONI - "Percentuali e numeri destinati a salire - ha spiegato il titolare regionale della Sanita' - visto che 18.655 soggetti hanno effettuato la prenotazione per effetMORBILLO SU ADULTI - "Per quanto riguarda l'allarme lanciato dall'Istituto Superiore di Sanita' per l'aumento del numero di adulti colpiti da casi di morbillo - ha concluso l'assessore - anche in Lombardia si registra questo fenomeno. Prendendo come riferimento i 6 picchi epidemici che si sono verificati nel 2000, 2002, 2003, 2008, 2011, 2013 e 2017 si nota, oltre al numero di casi concentrato nella fascia di eta' di offerta della vaccinazione, un progressivo spostamento in avanti dell'eta' relativa al tasso di incidenza piu' elevato: dai 5 - 9 anni del 2002 ai 30-34 del 2017. A questo proposito voglio ricordare che i nostri centri vaccinali offrono la vaccinazione gratuita per il morbillo anche a tutti gli adulti e che essa e' particolarmente consigliata ai soggetti a rischio per patologia".

BOLZANO: Nel fascicolo sanitario elettronico anche dati sui ricoveri in Tirolo

sanitatelematicaIl 25 maggio prossimo entra in vigore la nuova direttiva europea sulla protezione dei dati personali con la quale verrà unificato a livello europeo il trattamento di queste informazioni. Le nuove norme saranno importanti anche per i pazienti altoatesini che vengono curati in Tirolo. "È quindi importante – ha affermato l'assessora Martha Stocker in merito ad un recente incontro al quale hanno preso parte rappresentanti delle aziende sanitarie dell'Alto Adige e del Tirolo del Nord – che gli esperti collaborino tra loro affinché il fascicolo sanitario elettronico contenga anche dati relativi ai trattamenti effettuati in Tirolo". Al centro dell'incontro anche le tematiche riguardanti la radioterapia ed i giovani cardiopatici. "Siamo riconoscenti alle cliniche tirolesi per le prestazioni altamente specialistiche che dedicano da molti anni ai pazienti altoatesini" ha dichiarato Stocker. In futuro sarà inoltre semplificata la procedura per i pazienti altoatesini ricoverati nella clinica universitaria di Innsbruck che necessitano di un'operazione o di ulteriori trattamenti a Vienna. In questo caso i sanitari di Innsbruck potranno effettuare il trasferimento del paziente a Vienna senza richiedere la preventiva autorizzazione da parte della sanità altoatesina. Per quanto riguarda la radioterapia l'assessora Stocker ha ringraziato i rappresentatati della sanità tirolese per la collaborazione sinora svolta ed ha annunciato che la sanità altoatesina è ora in grado di operare in maniera autonoma. Nel settembre scorso la Giunta provinciale ha prolungato di ulteriori tre anni l'accordo già in vigore con le strutture sanitarie tirolesi grazie al quale i pazienti altoatesini possono usufruire delle prestazioni sanitarie erogate dalla clinica universitaria di Innsbruck, dall'ospedale di Hall in Tirolo e dall'ospedale di Hochzirl-Natters. Ogni anno sono circa 1700 i pazienti altoatesini che vengono ricoverati in queste strutture ed altri 3700 utilizzano prestazioni ambulatoriali. "Questo accordo viene costantemente ampliato in quanto rappresenta già da anni una parte irrinunciabile dell'assistenza sanitaria per la popolazione altoatesina" dichiara l'assessora Stocker. Per queste prestazioni vengono erogati annualmente in media circa 17 milioni di euro.

LOMBARDIA : FIMMG Gabriella Levato nuovo segretario regionale

levatoGabriella Levato è il nuovo segretario generale regionale di Fimmg Lombardia ha 53 anni, medico di famiglia a Cologno Monzese, Vice segretario vicario sara' Angelo Rossi, segretario della Fimmg di Brescia. vice segretario e segretario amministrativo. Guido Marinoni di Bergamo e Claudio Rovescala di Pavia . Cooptati in esecutivo Tommasa Maio, segretario nazionale e regionale di Fimmg Continuità assistenziale, e Fiorenzo Corti, vice segretario nazionale.. Il mandato del nuovo esecutivo scadrà il prossimo anno. Le sezioni provinciali si sono impegnate a rinnovare i propri Consigli direttivi nei primi mesi del 2019, e a nominare i componenti di un nuovo Consiglio regionale di Fimmg Lombardia, che sarà chiamato a eleggere il prossimo esecutivo e che, a norma di statuto, rimarrà in carica per 4 anni. «Il primo pensiero - ha dichiarato Levato - va ai giovani che frequentano il Corso di formazione in medicina generale e che, nella nostra regione, appena ottenuto l'attestato entreranno in pochi mesi e a pieno titolo nella medicina di famiglia. Il nostro impegno, per evitare il default della medicina territoriale, sarà di marcare strette le Istituzioni per aumentare il numero delle borse del corso di formazione». «Se non riusciremo a sostituire appieno il numero di colleghi che nel giro di pochi anni andranno in pensione (entro il 2023 saranno circa 1.500 medici di famiglia su 6 mila, per il raggiungimento dei requisiti anagrafici) - avverte Levato - sarà difficile impedire il ritorno alla realtà della medicina generale con 5 mila assistiti e oltre, magistralmente interpretata dal Albero Sordi nel 'medico della mutuà». «Lavoreremo inoltre per potenziare il ruolo dei medici di famiglia nella presa in carico delle patologie croniche, per promuovere la dotazione negli studi medici della diagnostica strumentale (Ecg, spirometria, retinografia, Tao, telemonitoraggio domiciliare) anche in telemedicina - conclude il nuovo segretario regionale di Fimmg Lombardia - per offrire maggiori servizi ai cittadini lombardi in una logica di prossimità e per essere supportati nei nostri studi da personale non medico debitamente formato».

TRAPANI: Fimmg medicina penitenziaria, L'ASP d ancora una volta sconfitta in Tribunale; riconosciute le giuste rivendicazioni dei medici penitenziari.

carcere 1 thumb other250 250La questione è stata sollevata dal Commissario Straordinario Dott. De Nicola e dal Direttore Sanitario Dott. Ernadez dell'ASP di Trapani, che avevano messo in dubbio la piena vigenza della legge 740/1970 e s.m.i. e posto limitazioni all'attività dei medici penitenziari in servizio al carcere di Trapani. Questa organizzazione sindacale, mossa a sostegno dei medici, aveva formalmente invitato gli amministratori a recedere da dette errate posizioni, adducendo norme e giurisprudenza. L'allora Direzione Commissariale, sorda ad ogni invito, ha proseguito nell'azione che ha poi condotto al giudizio.
Alla fine la Giustizia ha trionfato; i diritti dei medici sono stati riconosciuti: infatti con sei sentenze consecutive dal 2016 al 2018 (l'ultima delle quali del mese di febbraio 2018) i Giudici del Lavoro hanno riconosciuto le ragioni dei medici penitenziari, le stesse invocate da questo sindacato, ed hanno condannato l'ASP di Trapani.
Quindi dopo Agrigento, anche a Trapani soccombe sotto il peso della Giustizia, riconoscendo il diritto al lavoro al personale che per anni ha operato garantendo la salute ai detenuti.
A dire il vero in questa inutile battaglia l'ASP di Trapani è stata sostenuta dell'ex Assessore Gucciardi e dal suo staff tecnico, cui erano stati rivolti inviti a rivedere talune posizioni ed orientare diversamente l'azione politico/organizzativa. Questa Segreteria era direttamente intervenuta in incontri presso l'Assessorato Regionale alla Salute, dovendo, però, prendere le distanze dalle scelte operate dagli uffici regionali, che si muovevano verso soluzioni non funzionali e contro gli operatori. Intanto i medici hanno subito un danno incalcolabile in questi anni e per la qual cosa dovranno essere risarciti. Purtroppo di ciò non pagherà né l'ex Commissario, né l'ex Assessore né i sui tecnici esperti, ma i contribuenti siciliani.
L'avvisaglia è chiara: intanto tutti i giudici hanno condannato l'ASP di Trapani alle spese di giudizio; il resto poi si vedrà.
Come in precedenza rilevato, l'auspicio è che il nuovo Governo Regionale ed il nuovo Assessore, dotandosi di adeguato staff di esperti conoscitori della materia, possano procedere a rivedere il modello organizzativo dell'assistenza sanitaria nelle carceri (anche ispirandosi ad esperienze da anni maturate in altre regioni come in Toscana, Veneto, ecc); possano valutare la rimodulazione dell'Osservatorio Regionale, che poco ha lavorato sulla materia; possano trovare soluzioni che non disperdano il patrimonio di esperienze e conoscenze del personale già presente negli istituti siciliani al momento del transito, esperto e formato da anni di attività professionale specifica.
L'invito è rivolto anche al Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria affinché accetti di condividere modelli organizzativi, confrontandosi con gli operatori sanitari degli Istituti Penitenziari.

FVG : L'Ordine dei Medici contro gli infermieri del 118

infermieriess thumb other250 250(IL FRIULI) In una delibera inviata alla Direzione Centrale, l'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri del Fvg esprime contrarietà in merito ai protocolli infermieristici in vigore in regione. L'ordine dichiara di non poterli accettare se non con le relative modifiche che prevedano che sia il medico l'unico decisore autonomo.
La causa che ha portato i medici del Friuli Venezia Giulia a scagliarsi contro i protocolli è la convinzione che gli infermieri, seppur formati, non siano in grado di poter agire come professionisti autonomi. E non sarebbero competenti, allorché, detti protocolli sono il risultato di accordi regionali, ai quali il Codice di Deontologia medica non può che porsi al di sopra di essi. L'atto deliberativo della Regione Friuli Venezia Giulia, secondo i medici, si pone in netto contrasto con la Deontologia medica, per cui non si può chiedere a loro di avallare i protocolli infermieristici in questione che demandano agli infermieri atti di loro pertinenza, come ad esempio la somministrazione di una terapia in emergenza-urgenza. Da questo punto di vista quello che si profila a carico degli infermieri sarebbe il reato dell'abuso di professione medica, ex art. 348 cp, a prescindere dalla capacità di esercitare tali atti terapeutici.
"Non può essere chiesto a noi organi elettivi, esponenti della professione, di avallare norme, comportamenti, principi contrastanti, con quanto ci siamo imposti di osservare secondo un codice di autoregolamentazione giuridicamente riconosciuto. Il punto critico è se a tale protocolli debba essere attribuita una valenza diagnostico terapeutica: seguendo questo criterio all'infermiere competerebbe solo l'applicazione del protocollo nella sua parte terapeutica; la scelta della terapia è subordinata alla presenza delle competenze diagnostiche che ne stanno alla base, diversamente per l'infermiere si configura il reato di abuso di professione medica".
L'Ordine dei Medici del Fvg spiega di non poter condividere la linea emergenza- urgenza qualora questa comprenda atti di tipo diagnostico-terapeutico demandati alla decisione degli infermieri, a meno che non vi sia una Legge Nazionale che dica chiaramente che un infermiere può fare certi atti, che sia modificato il Codice Deontologico Medico, che siano revisionati i protocolli infermieristici in modo da prevedere il medico come decisore unico autonomo e responsabile, o che vi sia una assunzione di responsabilità penale e civile in capo all'Infermiere in caso si constati l'applicazione dei protocolli in questione.

NAPOLI: aggressione in ospedale Ordine dei Medici, lavoriamo in trincea

filaaasl4(ANSA) – NAPOLI- «Ancora una volta mi trovo ad esprimere solidarietà nei confronti di colleghi che, da soccorritori, sono divenuti vittime. È vergognoso che nel 2018 in una città come Napoli essere un medico significhi mettere a rischio la propria incolumità». Queste le parole del presidente dell'Ordine dei medici di Napoli e provincia, Silvestro Scotti, a commento del «deprecabile episodio che ha coinvolto l'ospedale Vecchio Pellegrini». Scotti, che in più occasioni si è speso sul tema della sicurezza, rivolge un appello all'unione e al gioco di squadra, «unica strada che può consentirci di raggiungere l'obiettivo di una sanità migliore, più sicura per i pazienti ma anche per quanti sono chiamati a prestare soccorso». Infine un appello anche contro le strumentalizzazioni: «Stavolta l'aggressore è stato un extracomunitario, ma questo non significa nulla. Tante altre volte la violenza è arrivata da cittadini campani. Certi comportamenti sono da stigmatizzare, al di là della loro provenienza. Insisto nel dire ciò che ormai ripeto da anni, il legislatore definisca l'aggressione ai medici per quello che è: un'aggressione ad un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, con la conseguente attivazione di una procedura d'ufficio e le necessarie aggravanti di pena. Questo è ormai l'unico deterrente per finirla con queste aggressioni.