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DALLE REGIONI

VENETO: Mille medici dicono no alle politiche territoriali della Regione

protestavenetoMille Medici in assemblea per dire no alle politiche regionali sulla sanita' territoriale questi i numeri dell'assemblea che si è svolta sabato a Padova organizzata dalla Fimmg e dalle principali associazioni sindacali della medicina di Famiglia illustrata una importante ricerca del Centro Studi CGA di Mestre che ha mostrato come gli orari effettivi di cumulo dei lavori ed impegni professionali del mmg superano le 48,5 ore settimanali. I medici di famiglia si ribellano alla Regione, e da martedì bloccheranno il trasferimento dei dati alle aziende sanitarie per le ricette dei propri pazienti. «La situazione è quanto mai grave» afferma Domenico Crisarà, segretario regionale generale della Fimmg, «e lo dimostra il fatto che per la prima volta tutti i sindacati di settore hanno aderito alla protesta. La Regione di fatto ha abbandonato qualunque politica del territorio. Gli ospedali di comunità, con una delibera discutibile, sono diventati presidi ospedalieri e non sociosanitari, trasformandosi in lungodegenze molto spesso affidate ai privati. Degli hospice non ne sente più parlare, mentre le medicine di gruppo integrate di fatto sono bloccate o mai partite nel grosso dei casi. Basti pensare che solo 12 sono state attivate in Veneto in questi ultimi due anni, a fronte delle 400 previste e del centinaio di domande che giacciono morte nei cassetti delle aziende sanitarie».«Abbiamo l'impressione che la strada della nostra Regione sia quella di seguire la Lombardia che apre alla sanità privata» conclude il segretario regionale generale della Fimmg. «Che ce lo facciano sapere almeno. O si va avanti con il nostro modello sanitario regionale o si fa altro. Non siamo più disposti a tacere su questa situazione, e l'unità che si registra tra i sindacati di settore dimostra che la misura è colma, e speriamo che questo nostro segnale serva a sbloccare la situazione e si apra il dialogo».

LOMBARDIA: Tar respinge le richieste di sospensiva alla riforma sanitaria

studiomedico copyMilano (askanews) – Il Tar della Lombardia ha respinto tutte le 5 richieste di sospensiva della riforma sanitaria di Regione Lombardia presentate da associazioni, sindacati e medici di medicina generale (mmg). Lo ha annunciato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in seguito all'ordinanza emessa dalla Terza sezione del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, presieduta dal giudice Ugo di Benedetto, nei confronti dei ricorsi presentati da Smi (Sindacato medici italiani), Umi (Unione medici italiani), Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), Medicina Democratica e Simet (Sindacato medici dei territori). "Sono molto soddisfatto – ha aggiunto Gallera – che anche il Tribunale abbia riconosciuto la bontà della nostra azione e del nostro percorso. Andiamo avanti, dunque, secondo i tempi programmati". "Sono convinto che questa decisione del Tar – ha concluso Gallera – indurrà altri medici di medicina generale, oltre al 43% di loro che già lo ha fatto, a candidarsi, entro il prossimo 30 settembre, al ruolo di gestore o co-gestore della presa in carico dei pazienti cronici, per la realizzazione della quale Regione Lombardia mette in campo significative risorse".

VENETO Medici di famiglia , scatta lo sciopero bianco

decreto sanita nuove norme medicina medico ospedale(La Nuova) di Simone BianchiI medici di famiglia si ribellano alla Regione, e da martedì bloccheranno il trasferimento dei dati alle aziende sanitarie per le ricette dei propri pazienti. Una sorta di "sciopero bianco" che non inciderà sui pazienti in alcun modo, poiché potranno comunque recarsi in farmacia con la documentazione cartacea a mano, ma che andrà a colpire la Regione e il trasferimento di fondi dallo Stato, quale risposta al mancato potenziamento delle strutture territoriali previsto dall'ultimo Piano sociosanitario del Veneto. Uno scontro a tutti gli effetti che sarà attuato anche in provincia di Venezia, e che se non basterà, porterà dai primi giorni di novembre a una sorta di fase 2, nella quale gli studi medici verranno chiusi al pubblico almeno due giorni la settimana. «La situazione è quanto mai grave» afferma Domenico Crisarà, segretario regionale generale della Fimmg, «e lo dimostra il fatto che per la prima volta tutti i sindacati di settore hanno aderito alla protesta. La Regione di fatto ha abbandonato qualunque politica del territorio. Gli ospedali di comunità, con una delibera discutibile, sono diventati presidi ospedalieri e non sociosanitari, trasformandosi in lungodegenze molto spesso affidate ai privati. Degli hospice non ne sente più parlare, mentre le medicine di gruppo integrate di fatto sono bloccate o mai partite nel grosso dei casi. Basti pensare che solo 12 sono state attivate in Veneto in questi ultimi due anni, a fronte delle 400 previste e del centinaio di domande che giacciono morte nei cassetti delle aziende sanitarie». Situazione esplosiva. Una situazione esplosiva, alla quale i medici di famiglia hanno voluto opporre resistenza per lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni. «Con questo sciopero del trasferimento di dati non andiamo a creare alcun problema al paziente», aggiunge Crisarà, «però è significativa la minaccia di sanzioni disciplinari ricevuta dalle aziende sanitarie. Come a dire che contano di più i dati rispetto alla salute della gente, perché se chiudiamo gli studi non ci dice nulla nessuno, ma se blocchiamo il flusso di dati il sistema va in crisi». In Veneto sono circa 40 mila i malati cronici curati a domicilio dalle famiglie e dai medici di base che se ne fanno carico, mancando le strutture e i servizi necessari. Strutture intermedie. La Regione ha tagliato 1.219 posti letto negli ospedali veneti, che ormai curano solo malati acuti, ma dietro è rimasto quasi il vuoto o comunque molte strutture e servizi mai partiti. Sul territorio provinciale veneziano devono essere ancora attivati oltre 200 posti letto nelle strutture intermedie. A sorridere è solo l'area della ex Asl 12 veneziana dove sono stati attivati i 213 posti letto previsti, mentre arrancano le altre confluite con quest'ultima nella Usl 3 Serenissima. L'ex Asl 13 del Miranese e Riviera del Brenta ne attendeva 165 e ne mancano tuttora 111, mentre all'ex Asl 14 di Chioggia e Cavarzere di 45 posti letto ne vanno ancora attivati 33. Non meglio va nella attuale Usl 4 del Veneto orientale: attesi 135 posti letto ma ne mancano ancora 72 da rendere operativi. Modello lombardo? «Abbiamo l'impressione che la strada della nostra Regione sia quella di seguire la Lombardia che apre alla sanità privata» conclude il segretario regionale generale della Fimmg. «Che ce lo facciano sapere almeno. O si va avanti con il nostro modello sanitario regionale o si fa altro. Non siamo più disposti a tacere su questa situazione, e l'unità che si registra tra i sindacati di settore dimostra che la misura è colma, e speriamo che questo nostro segnale serva a sbloccare la situazione e si apra il dialogo»

EMILIA ROMAGNA: Medici di famiglia e Regione Pneumococco, l'accordo è vicino

vaccinazione-300x187(Il Resto Del Carlino) di DONATELLA BARBETTA I MEDICI di famiglia e la Regione si tendono la mano sulle vaccinazioni. «Quest'anno oltre all'antinfluenzale, faremo nei nostri ambulatori anche l'antipneumococcica per i nati nel 1952, quindi i sessantacinquenni, e per i pazienti con patologie importanti, come problemi cardiovascolari e respiratori, e per gli anziani - spiega Renzo Le Pera, segretario regionale Fimmg (Federazione medici di medicina generale) -. Si tratta di una profilassi importante, perché protegge dalle broncopolmoniti, meningiti e sepsi causate dal batterio pneumococco. Il piano vaccinale prevede che il prossimo anno ci sia un richiamo per quelli che si vaccineranno nei prossimi mesi e contemporaneamente saranno chiamate le persone nate nel 1953 e così via. Alla riunione hanno partecipato anche i colleghi di Snami, Intesa sindacali e Smi: presto avremo altri incontri». Antonio Brambilla, responsabile del Servizio assistenza territoriale della Regione, sottolinea il «clima di collaborazione con i medici, anche se siamo all'inizio del percorso: abbiamo trovato un accordo che però non è stato ancora sottoscritto. Comunque, in vista del prossimo inverno, avremo due campagne informative, con tanto di manifesti, per l'antinfluenzale, di cui vogliamo aumentare la copertura, e l'antipneumococcica». Passiamo dal territorio regionale a quello bolognese. Fabio Maria Vespa, segretario provinciale Fimmg, ha incontrato nei giorni scorsi Chiara Gibertoni e Francesca Novaco, rispettivamente direttore generale e sanitario dell'Ausl, alle quali ha consegnato le bozze di due progetti. «IL PRIMO verte sulla gestione dei pazienti cosiddetti fragili, tra città e provincia circa 3mila. Abbiamo presentato un'ipotesi di intesa sull'assistenza programmata - osserva il segretario - basata sulla medicina d'iniziativa: visite periodiche nelle abitazioni o negli ambulatori, controllo dei parametri clinici e dell'assunzione di farmaci e consulenze specialistiche, di medici di riferimento di zona, inserite in agende riservate. Un'intesa di massima è stata già accettata, ma dobbiamo ancora siglare i documenti». L'altro progetto coinvolge i pazienti con scompenso cardiaco. «Sono le persone che hanno tre o più ricoveri non programmati all'anno - aggiunge Vespa -. Se i nostri modelli di assistenza verranno accettati, allora non si vede l'esigenza di svolgere queste attività in edifici come le case della salute».

IMOLA: Ricette 'scorrette' L'Ausl batte cassa dai medici

farmaci-on-line(Il Resto Del Carlino) di VALENTINA VACCARI Quattordici colloqui con altrettanti medici di medicina generale per verificare l'appropriatezza di alcune prescrizioni farmaceutiche rilasciate dagli stessi professionisti imolesi. Gli incontri, convocati dall'Ausl di Imola, si svolgono proprio in questi giorni. I controlli sono tesi ad assicurare che la prescrizione dei medicinali rimborsabili a carico del Servizio sanitario nazionale sia conforme alle condizioni previste dai provvedimenti della Commissione unica del farmaco, ma anche che i moduli del Servizio sanitario non siano stati utilizzati per medicinali non ammessi a rimborso. Si tratta di colloqui preventivi per ascoltare le ragioni dei medici convocati. Dopodiché, se l'Azienda riterrà sufficienti le motivazioni avanzate, il percorso si conclude; diversamente, la legge stabilisce che l'Ausl sottoponga il caso a un organismo istituito appositamente, deputato alla verifica dell'appropriatezza prescrittiva farmaceutica. Se verrà deciso che quest'ultima non sia stata rispettata, il professionista sarà tenuto a rimborsare al Servizio sanitario il costo del farmaco indebitamente prescritto. La spesa farmaceutica dell'Ausl di Imola è tra le più alte in regione. Per raggiungere una migliore posizione in graduatoria, già in passato l'Azienda aveva richiamato i medici alla massima attenzione nelle prescrizioni. La stretta genera malumore tra i camici bianchi. «I medici di medicina generale - dichiara il fiduciario Fimmg Mario Parenti - si trovano davanti a una direzione aziendale che in maniera non costruttiva con i partner sindacali attiva controlli su prescrizioni di farmaci, avvisando che è stato istituito l'organismo deputato alla verifica dell'appropriatezza prescrittiva, al quale devono anche partecipare due medici di medicina generale. Tuttavia non ci risulta siano state organizzate le necessarie elezioni». Altri nei, per la Fimmg, riguardano i tempi («pochi giorni fa i medici hanno ricevuto la raccomandata con la convocazione nel giro di soli 10 giorni») e la «mancata condivisione con le rappresentanze professionali dei percorsi proposti». Quindi, conclude Parenti, «i medici della medicina generale sono indignati di fronte al tentativo di imporre divieti prescrittivi, avendo come riferimenti inadeguate medie regionali o aziendali. A tali modalità non possono essere ascritti criteri di appropriatezza bensì di puro divieto prescrittivo». Ma per l'Ausl la rotta da seguire è chiara: «La nostra azienda deve migliorare il governo della spesa farmaceutica - dice Emanuela Dall'Olmi, direttore sanitario -. Abbiamo una spesa pro capite di 178 euro a fronte di una media regionale di 173. Oltre a questo, anche il dato del consumo di certe categorie di farmaci è tra i più alti, senza avere però evidenza del fatto che la nostra popolazione sia più malata». Ecco quindi i primi controlli a campione. «Abbiamo iniziato gli incontri sindacali e portato una bozza di percorso, ma la quadra non è stata trovata - prosegue -. Ciò nonostante non possiamo attendere l'accordo sindacale per iniziare il percorso, e a breve ci saranno le elezioni per istituire l'organismo».

SICILIA: Vertenza 118 botta e risposta tra i medici e Gucciardi Il sit-in . Sospesa al momento l 'agitazione grazie a Crocetta

ambulanza-ortigia- thumb other250 250(LA SICILIA) P ALERMO . Non si è fatta attendere la replica all ' assessore alla Salute, Baldo Gucciardi da parte dei medici di Emergenza Sanitaria Territoriale del 118 aderenti a Fimmg-Smi e Snami che in questi giorni sono in stato di agitazione e che hanno preannunciato tre giorni di sciopero per il 23 settembre, il 3 e l ' 11 ottobre prossimi. Com ' è noto l ' assessore alla Salute non ha preso bene l ' iniziativa di un sit-in tanto da dichiarare al nostro giornale: «Se vogliono trattare sospendano agitazione mi chiedano l ' incontro poi decidano cosa fare». Sulla vicenda interviene Emanuele Cosentino, responsabile regionale Smi Est e portavoce intersindacale regionale Fimmg Es-SmiEst- Snami Est: «Mi faccio portavoce dell ' Intersindacale Regionale dei Medici dell ' Emergenza Sanitaria Territoriale - 118 nell ' affermare che dal febbraio scorso l ' Assessore Gucciardi ha ricevuto dalla stessa Intersindacale non una ma decine di lettere di incontro, diffide, indizione dello stato di agitazione e relativo cronoprogramma delle manifestazioni di protesta indette senza mai degnarsi di rispondere, compreso l ' annuncio del sit-in programmato dall ' 11 al 14 settembre. Lo stesso sit-in è stato temporaneamente sospeso a seguito della comunicazione del presidente Crocetta di voler incontrare l ' Intersindacale, alla presenza dello stesso assessore, mercoledì 13 settembre (ieri, per chi legge, ndr). Per quanto riguarda la esiguità dei presenti al sit-in che erano circa 30, mi preme, altresì, chiarire ed informare che i medici di Emergenza Territoriale in Sicilia sono in totale circa 450, di cui circa 100 precari, e di cui circa 110 in servizio nelle postazioni mobili e altrettanti smontanti dal turno notturno mentre altri 100, cosa che pochi sanno, vanno a coprire i turni carenti presso i pronto soccorso ospedalieri delle Asp, motivo per cui l ' affluenza di un presidio previsto per ben 4 giorni non può essere così massiccia»