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DALLE REGIONI

FERRARA: Carenza medici, assunti pensionati a paga zero per frenare gli esodi

mediciospedaleDOCTOR 33 Di Mauro Miserendino : Medici in pensione impiegati gratuitamente, a titolo volontario, per incarichi di assistenza e ricerca: fin qui nessuno ha fatto domanda ma il regolamento c'è e, prima in Italia, lo ha preparato l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Anna di Ferrara, anche per ovviare all'esacerbarsi della carenza di medici. Ingaggiati dall'azienda - che non va confusa con l'Ausl e con la sanità territoriale e i medici di famiglia - camici over 65 possono fin d'ora fare consulenze, insegnare, ricoprire incarichi a costo zero, persino guidare progetti di ricerca. Tutto firmando un contratto di collaborazione con l'ente, gratuita.
Il regolamento approvato dall'Aou emiliana è aperto sia a pensionati del pubblico sia a medici in quiescenza provenienti dal privato. E si fonda su una norma italiana, approvata in piena crisi - nel 2012, decreto legge numero 95 - volto a razionalizzare la spesa delle amministrazioni pubbliche. Poi convertito, il provvedimento all'articolo 5 comma 9 vieta agli enti pubblici economici di conferire incarichi di studio. Accesso proibito a ex funzionari collocati a riposo ove abbiano svolto l'ultimo anno di servizio funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dello stesso incarico di studio e di consulenza che va in assegnazione. L'obiettivo della disposizione era vietare il prolungamento de facto dell'attività di "burocrati" andati in pensione e agevolare il ricambio. Ma, forse non abbastanza nascosta dal divieto, c'è l'altra faccia della medaglia: se l'incarico è gratuito - si evince dalla norma - l'ostracismo al pensionato cessa ed è possibile conferirgli a tempo, magari per più di un anno, incarichi di studio, consulenza o persino in organi dirigenziali.

Due successive circolari del Ministero della pubblica amministrazione (6/14 e 4/15) distinguono gli incarichi di quest'ultimo tipo in dirigenziali puri e direttivi; per gli over 65, non solo è possibile essere impiegati a oneri zero in caso di incarichi di docenza, insegnamento ad alta qualificazione, ricerca, ma è possibile inserirsi persino nell'attività sanitaria e ricoprire, da "direttivi", il ruolo di direttore scientifico. Attività e bagaglio di relazioni rimangono ma i compensi non sono ammessi. O meglio, come ci spiegano informalmente all'Aou, il lavoro può essere prestato in cambio di un rimborso spese di viaggio e vive fino a 300 euro al mese, o fino a 15 euro al giorno per attività rigorosamente svolte in azienda. E' inoltre possibile l'accesso alla mensa, ma solo se il medico si trattiene tutto il giorno. Ancora non sono arrivate richieste di impiego da medici anziani all'azienda ferrarese, anzi stanno arrivando un po' di specialisti in più che in passato a rilevare i pensionati (gli esodi crescono in tutta la Regione e molto anche sul territorio, dove in teoria pure l'Asl potrebbe applicare la norma); tuttavia, come spiega ai media locali il direttore amministrativo del Sant'Anna Savino Iacoviello, «se arriveranno saremo pronti perché abbiamo fatto tutti i passi amministrativi necessari per avviare il rapporto».

UDINE: primo corso Ecm sulle violenze contro gli operatori sanitari

violenzaMEDICI thumb other250 250È Udine il primo Ordine dei medici a organizzare un corso Ecm per prevenire aggressioni e violenze sul posto di lavoro, dopo che l'Agenas ha inserito l'argomento tra le tematiche di interesse nazionale (v. 'Medici a scuola di autodifesa, 5-4-2018). L'Ordine dei medici di Udine infatti, condividendo la posizione della FNOMCeO e le iniziative messe in campo per combattere il fenomeno della violenza contro il personale sanitario, ha deciso di organizzare il corso Ecm "Aggressioni sul posto di lavoro: come riconoscerle per prevenirle", che avrà luogo il 29 giugno presso la sede dell'Omceo.
Il corso è destinato a 40 colleghi coinvolti in prima linea: quelli della continuità assistenziale, del pronto soccorso e i medici di medicina generale, cui saranno forniti gli strumenti per comprendere le dinamiche alla base degli atteggiamenti e dei comportamenti aggressivi, per conoscere il proprio stile comunicativo e per approdare a modi funzionali nell'affrontare le situazioni di conflitto, evitando così di essere travolti dall'emozione trovando soluzioni negoziali efficaci.
Il corso di formazione vedrà come docente Vito Cortese, Medico Chirurgo Specialista in Anestesia e Rianimazione

BARI : Ordine dei medici alle ASL Immediata chiusura delle sedi di guardia medica e di continuità assistenziale che risultino non idonee per la sicurezza

guardia medicaImmediata chiusura delle sedi di guardia medica e di continuità assistenziale che risultino non idonee a tutelare la sicurezza di medici e cittadini. Questa la richiesta formalizzata nella seduta di ieri del Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Bari, in seguito al susseguirsi di aggressioni ai danni degli operatori sanitari e alle dichiarazioni dei direttori generali delle ASL di Bari e Taranto sulla mancata adozione delle idonee misure di sicurezza nelle sedi di continuità assistenziale.
È dal 2013, dalla tragica uccisione di Paola Labriola, che l'Ordine denuncia le diffuse condizioni di insicurezza in cui i medici sono costretti ad operare. A settembre dello scorso anno i Presidenti degli Ordini pugliesi avevano incontrato il Presidente Emiliano per discutere di possibili soluzioni alle drammatiche condizioni di sicurezza. Il 10 novembre scorso l'intero mondo sanitario, guidato dagli Ordini e dai sindacati, era sceso in piazza a Bari per protestare contro le inaccettabili condizioni di rischio in cui i medici sono costretti a svolgere il proprio servizio. Su proposta del Presidente Anelli si è costituito a livello nazionale l'Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza, la cui costituzione è stata annunciata dal Ministro Lorenzin proprio a Bari lo scorso febbraio. Eppure, nulla finora è cambiato nelle sedi in cui operano quotidianamente i medici.
"È inaccettabile che strutture pubbliche da anni non ottemperino gli obblighi di legge per garantire la sicurezza di cittadini e operatori - dichiara Filippo Anelli, Presidente dell'Ordine di Bari - "Le Asl si giustificano dicendo di non avere i soldi ed espongono quotidianamente i colleghi al rischio di aggressioni. Ma possiamo mai accampare motivazioni economico-finanziarie quando si parla di sicurezza? Quanto vale la vita di un essere umano?".
A questo proposito, a seguito delle dichiarazione del Dg dell'Asl Bari alla trasmissione "Non è l'Arena", l'Ordine ha inviato una lettera al Direttore Generale della Asl, Vito Monatanaro e ha chiesto al comandante dei Nas di poter accedere al verbale delle ispezioni svolte presso le sedi Asl.
È improrogabile che sia garantita la massima sicurezza ai cittadini ed ai medici con l'immediata chiusura delle sedi non idonee e la riorganizzazione del servizio stesso con modalità che non espongano i colleghi a condizioni di rischio, senza alcun pregiudizio economico e occupazionale per il personale medico.

AVELLINO: Guardie mediche tagliati 14 medici all'Asl di Avellino.

guardiamedicaMercogliano, Mirabella, Baiano, Montoro, Fontanarosa, San Mango sul Calore, Atripalda e Volturara. Tutte zone periferiche in cui sono state ridotte in numero le guardie mediche. La doccia fredda per 14 medici è arrivata nel corso della seduta di per l' assegnazione degli incarichi di continuità assistenziale alla Asl di Avellino. In base ai parametri di popolazione calcolati dalla Regione Campania, l'Irpinia dovrebbe rinunciare a circa 60-70 medici di continuità assistenziale dove i suddetti medici tutti sostituti dislocati, proprio , tra Avellino, Mercogliano, Mirabella, Baiano, Montoro, Fontanarosa, San Mango sul Calore, Atripalda e Volturara non sono stati richiamati in servizio. Il piano dei tagli, però, sembra destinato ad andare avanti. La deroga sul numero totale delle guardie mediche, di cui l'Irpinia ha beneficiato fino ad oggi per ovvie ragioni connesse alla sua orografia, sarebbe, infatti, definitivamente decaduta.

NAPOLI ennesima aggressione ad un ambulanza bloccata dalla folla inferocita, medici aggrediti davanti ad una discoteca

ambulanza-118Ennesima aggressione ad un ambulanza bloccata dalla folla inferocita, medici aggrediti davanti ad una discoteca il racconto pubblicato sulla pagina Facebook "Nessuno tocchi ippocreate" alle ore 5.28 del mattino, la postazione San Paolo viene allertata per "stato di ebrezza alcolica" nel parcheggio della discoteca NEASY a coroglio. In pochi minuti l'Ambulanza è sul posto, il paziente viene caricato ed il mezzo di soccorso incomincia ad uscire dal parcheggio. Parallelamente ,alle ore 5.45,fuori alla discoteca succede un grave incidente automobilistico con impatto frontale di una vettura e persona in gravi condizioni. Nell'uscire dal parcheggio del NEASY L'ambulanza viene immediatamente circondata da un 80ina di persone che incominciano a sferrare calci e pugni sui vetri e le fiancate . L'autista soccorritore aveva mezzo finestrino abbassato ed attraverso questa fessura un energumeno lo prende per il bavero della divisa e lo comincia a strattonare.
Immediatamente l'equipaggio(medico ed infermiere che erano nel vano sanitario a prestare le prime cure al giovane ubriaco),sentiti i calci vicino alle fiancate, scende dai portelloni posteriori e cerca di raggiungere il ragazzo coinvolto nell'incidente ma la folla con offese e spintoni glielo impedisce.
Alla fine la postazione San Paolo decide di affidare il ragazzo in stato di ebrezza ad un altro mezzo di soccorso in arrivo e carica immediatamente il conducente del veicolo schiantatosi.
Inizia la folle corsa verso il Cardarelli. Paziente sano e salvo. L'equipaggio ha sporto regolare denuncia contro ignoti. La postazione San Paolo è alla sua sesta aggressione da inizio anno.In molti hanno commentato e in tanti richiedono che venga adottata la bodycam, ovvero la telecamera che registra ogni momento dell'intervento di soccorso e in caso di necessità può essere  consegnata alla magistratora o a polizia e carabinieri che possono identificare gli aggressori Giulio Cavi, operatore del 118 avanza addirittura l'ipotesi che «si potrebbero dotare le ambulanze di telecamere. Almeno per identificare i responsabili invece di fare una inutile "denuncia contro ignoti" oltretutto si levaa gran voce la necessita' di equiparare i medici e gli operatori del 118 a pubblici ufficiali con le relative sanzioni d'ufficio contro i violenti.

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LECCE : Sicurezza delle Guardie mediche, ecco il piano della Asl vigilantes e auto di scorta nelle domiciliari

guardia-medica-web thumb250 250LECCE_ Presentate al prefetto Claudio Palomba, da parte del Direttore Generale Ottavio Narracci il nuovo piano per la sicurezza nelle sedi di guardia della provincia di Lecce, il piano ASL prevede tre tipi di intervento uno organizzativo, uno logistico e uno tecnologico, in primis l'apertura delle sedi di Guardia medica sino alle 22.30, in attuazione del contratto già in essere, negli orari successivi sarà possibile effettuare solo consulenze telefoniche. Formazione specifica, per i medici di continuità assistenziale, sui temi della prevenzione e gestione del rischio. Un altro intervento prevede l'istituzione di un servizio di vigilanza mobile tra le sedi di Guardia medica, a cura dell'istituto di vigilanza aziendale e dal prossimo 1° giugno sarà attivato il servizio di accompagnamento dei medici in visita domiciliare, gestito da una ditta di trasporti esterna le cosiddette "auto di sicurezza" inviate su richiesta del medico. Saranno rafforzati i sistemi di videosorveglianza e videocitofonia su tutte le sedi di continuità assistenziale, che saranno anche dotate di telefoni digitali per il riconoscimento del numero chiamante. Il piano sara' illustrato nei prossimi giorni anche all'Ordine dei medici e alle organizzazioni sindacali di categoria.