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DALLE REGIONI

BOLZANO: Consegnati i diplomi a 12 nuovi medici di medicina generale

medfamiglia thumb250 250Sono sette i medici di medicina generale che in aprile hanno concluso il loro iter formativo. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi ad altri 12 medici di medicina generale, 9 donne e 3 uomini, in possesso del patentino di bilinguismo, che hanno concluso la loro formazione. In gennaio concluderà la formazione un'altra dottoressa che ha dovuto posticipare il completamento del corso per maternità.
La formazione dei medici di medicina generale si compone di una parte teorica (129 seminari) e di una pratica che prevede 100 settimane di formazione nei reparti ospedalieri e 44 presso medici di famiglia. Il professor Olivieri, della facoltà di medicina dell'Università di Verona, uno dei sei componenti della commissione esaminatrice, ha espresso la propria soddisfazione per la serietà della formazione e l'eccellente preparazione evidenziata dai candidati.

La formazione dei medici di famiglia sinora è stata organizzata dall'Ufficio per la formazione del personale sanitario (ora Ufficio ordinamento sanitario), dall'Accademia altoatesina per la medicina generale e da una Consulta scientifica.

"Questa è l'ultima cerimonia in cui l'Accademia figura come partner nell'organizzazione dei praticantati e delle attività seminariali. Vorrei esprimere in questa sede il mio ringraziamento per il ruolo fondamentale che l'Accademia ha svolto dal 2004 ad oggi per la formazione del personale medico" ha dichiarato l'assessora Martha Stocker nel corso della cerimonia.

Attualmente è in fase di creazione un apposito Istituto per la formazione dei medici di medicina generale, unico in Italia, che avrà la propria sede, a partire dal 1° gennaio 2018, presso la Scuola superiore provinciale di sanità "Claudiana" di Bolzano. Nel corso della cerimonia è stato inoltre espresso un personale ringraziamento alla dott.ssa Maria Vittoria Habicher, dell'Ufficio ordinamento sanitario, per il suo impegno nell'organizzazione dei corsi.

CALABRIA: Sanità, Intersindacale Medicina primaria: 'Perchè non si vuole far ripartire una regione in difficoltà?'

medfamiglia thumb other250 250(Catanzaro informa) Dura analisi delle criticità. 'Non si può rimandare ancora e non si può aspettare oltre'. Dall'entrata in vigore del Piano di Rientro, - si legge in un comunicato della intersindacale medicina primaria Calabria composta anche Fimmg-medici di famiglia, Snami Smi e –INTESA SINDACALE (CGIL Medici, CISL Medici SUMAI) molto è cambiato nella Regione Calabria.

Sono stati chiusi numerosi Ospedali, sono stati ridotti i posti letto, (oggi in Calabria il rapporto posti letto/cittadini è tra i più bassi d'Italia), nessuno intervento è stato fatto nella rete territoriale.

Non si è tenuto conto dei bisogni della popolazione, che è sempre più vecchia, ma anche più colpita da malattie croniche.

Non si è strutturato nulla di organico nel territorio che potesse dare risposte efficaci alla piccola acuzie e alla cronicità.

Un Accordo Integrativo Regionale (AIR) firmato nel Novembre 2016 con il Commissario ad Acta, Ing. Scura, che tiene conto delle novità della Legge Balduzzi, con un miglioramento di assistenza per i cittadini, con una maggiore professionalità per i Medici, a distanza di 7 mesi ancora non è stato pubblicato ne è stato integrato con la parte inerente la Continuità Assistenziale e l'Emergenza Territoriale, così come non è stato firmato dal Dipartimento della Salute e conseguentemente non pubblicato il protocollo d'intesa per la stabilizzazione del personale convenzionato dell'Emergenza Territoriale.

La Intersindacale , chiede, una discussione con il Governo Regionale, alla luce degli atti emessi dal Governo per rispondere alle necessità della popolazione, i nuovi LEA, il Piano Vaccini, il Piano delle cronicità, il Piano dell'Emergenza e delle Cure Palliative.

Ad oggi i Medici delle cure Primarie, hanno sostenuto l'assistenza territoriale nella massima carenza di strumenti e altre collaborazioni Professionali, facendosi carico dei

bisogni espressi da una Regione sempre più in sofferenza.

A tal proposito vedasi le circolari emesse dal Dipartimento della Salute che hanno sconvolto l'organizzazione Sanitaria Regionale disattendendo le norme Nazionali e Regionali, provocando disagi nella popolazione .

Dopo 11 anni ancora oggi si mette in dubbio l'interpretazione normativa economica riguardante l'Emergenza Territoriale provocando disagio nella classe medica.

Ci chiediamo, perché non si vuole fare ripartire una Regione in sofferenza. Non si può rimandare ancora e non si può aspettare oltre, soprattutto per i pazienti e, pertanto, si chiede un incontro urgente sui problemi esposti.

MESSINA: 118: in stato di agitazione i medici di Fimmg, Smi e Snami

abruzzoPS(Messina ora.it) Protestano i medici aderenti alle organizzazioni sindacali FIMMG, SMI e SNAMI (settore emergenza sanitaria), che hanno proclamato lo stato d'agitazione e che nei giorni scorsi hanno anche inviato una diffida ai manager delle aziende ospedaliere e sanitarie.
A far preoccupare i sindacati le conseguenze del riordino della Rete ospedaliera e della rete d'emergenza, e il ritardo nel rinnovo del contratto di lavoro.
"I Medici dell'Emergenza Sanitaria Territoriale 118 che operano sui mezzi di soccorso avanzato, nelle Centrali Operative 118, nei Presidi Territoriali di Emergenza e nei Pronto Soccorso Ospedalieri svolgono una funzione fondamentale nella gestione dei pazienti critici a partire dal domicilio del paziente o laddove si è verificato l'evento patologico- si legge nel documento delle organizzazioni sindacali– Ancor più con la riorganizzazione della rete ospedaliera il medico dell'emergenza svolge il delicato compito di dirigere il malato nell'ospedale più idoneo alle proprie esigenze di salute e di coordinare l'intervento assistenziale da parte degli altri operatori del sistema dell'emergenza sanitaria".

La protesta dei medici riguarda anche 'eccessivo ritardo nel rinnovo del contratto di lavoro e per porre fine alla precarizzazione del settore su tutto il territorio regionale. Ulteriori timori sono relativi al tentativo di smantellamento laddove si sono raggiunti ottimi livelli organizzativi ed assistenziali.

"La necessità di dover garantire la sicurezza e la salvaguardia della salute dei cittadini impone che il servizio non venga compromesso dall'assenza della figura medica e dalla riduzione delle risorse impegnate- scrivono ancora i sindacati- La politica sta mettendo a dura prova la stabilità del sistema Sanitario Regionale nell'ambito dell'Emergenza Sanitaria Territoriale 118".

Nella diffida trasmessa ai DG di tutte le aziende ospedaliere dell'isola i sindacati evidenziavano come la normativa della Rete d'emergenza 118 preveda la presenza di "6 Medici di emergenza territoriale per ognuna delle quattro centrali operative, con compiti di supervisione del personale infermieristico e che assumono anche compiti di medico dell'automedica allocata presso la centrale operativa. Il personale previsto deve essere stabile e con orario totalmente dedicato. All'interno di ogni Centrale Operativa 118 deve essere individuato un responsabile formazione, un responsabile servizi territoriali di soccorso su ruota, un responsabile elisoccorso, un responsabile sistemi informativi e qualità. A tutt'oggi però tale disposizione risulta inopinatamente ancora inapplicata causando grave pregiudizio per i Medici di Emergenza Sanitaria Territoriale e, più in generale, per il Servizio di 118".

I sindacati chiedevano quindi ai manager di provvedere all'applicazione della normativa individuando i medici da assegnare ai ruoli previsti.

ANCONA: Aromaterapia, musica e foto. "L'ultimo viaggio" nell'hospice di San Severino Marche

depressione thumb other250 250Di Annalisa Appignanesi -ANCONA – Sono 230 gli hospice in Italia, dei quali 7 nelle Marche. Sono questi i dati dell'ultima stima effettuata dalla Federazione Cure Palliative. Nati sulla spinta dei finanziamenti stanziati dalla legge Bindi del 1999, gli hospice si sono affermati come l'espressione più qualificata delle cure di fine vita. Dopo il focus sulla struttura di Loreto, ecco quello su San Severino Marche. In apertura un'intervista al presidente dell'ordine dei medici della Provincia di Ancona, Fulvio Borromei.
Borromei, oggi gli hospice rappresentano l'espressione più qualificata nell'ambito delle cure palliative. A che punto siamo nelle Marche? Le strutture sono adeguate rispetto al fabbisogno?
«Porre la domanda se gli hospice rappresentano l'espressione più qualificata nell'ambito delle cure palliative a mio avviso sposta il baricentro della questione. Questo perchè gli hospice rappresentano uno dei momenti di un percorso più ampio del prendersi cura: la palliazione la si applica e la si deve applicare possibilmente nell'ultimo anno di vita del paziente ammalato di una affezione che irreversibilmente lo conduce alla morte. Dunque, se partiamo da questo presupposto, dobbiamo perseverare affinchè la palliazione la si possa applicare sia nei vari reparti dove il paziente transita e alberga sia, soprattutto, nella propria casa, nel proprio habitat quotidiano. All'hospice competono solo piccoli tragitti o fasi di aggiustamento di una situazione clinica che per vari motivi non può essere realizzata nella propria casa (difficoltà ambientali, momento difficile della famiglia, dolore non ben controllato ed altro). È indubbio che i professionisti che lavorano in hospice hanno una grande occasione di crescita professionale, umana, etica e deontologica. Quest'ultima li posiziona come componente altamente qualificata, ma questa indubbia qualità professionale non può essere confinata in questo ambito, deve fare da tutoraggio a tutto il resto dei corpi professionali, travasandosi su di loro, in particolare nel territorio».

TERAMO:la ASL organizza un corso che è un flop, Fimmg; chi paghera' le spese e i disservizi ?

medicina generale thumb medium250 250(Certa stampa) di Elisabetta Di Carlo - La federazione medici di famiglia "denuncia" la Asl e quanto accaduto lo scorso venerdì 30 giugno, quando la stessa Asl di Teramo ha convocato 250 medici di famiglia per un corso di aggiornamento obbligatorio.
Il luogo dell'evento (contrada Casalena) era assolutamente privo di segnaletica e di indicazioni utili, scrive la federazione in una nota. Il corso è stato annullato e i medici sono stati rinviati a casa per gravi carenze organizzative.
La sala era gravemente inadeguata: 60 posti per più di 250 medici; l'impianto audio non era funzionante e non c'era un tecnico per gestire l'attrezzatura multimediale.
Per l'occasione era stata attivata la Guardia Medica il cui costo è stato inutilmente caricato sul bilancio della Asl.
Gli studi dei medici di famiglia sono rimasti chiusi in tutta la provincia con gravi disagi per i pazienti.

La FIMMG Teramo chiede al Direttore Generale:

Cosa intende fare per identificare i responsabili del disservizio e del danno d'immagine di cui l'Azienda Sanitaria e l'intera categoria dei medici di famiglia sono stati vittime.
Chi pagherà le spese per l'inutile attivazione della Guardia Medica.
Chi pagherà il docente del corso che inutilmente era arrivato da fuori regione.
Se esiste un danno erariale e se qualcuno ne dovrà rispondere, conclude la nota dei medici.

FIMMG VENETO: Stato di agitazione contro la Regione

medfamiglia thumb other250 250Le Organizzazioni Sindacali FIMMG, SNAMI, SMI ed Intesa Sindacale, riunitesi in Padova il primo luglio 2017 hanno proclamato lo stato di agitazione della Medicina Generale della Regione Veneto in quanto la Regione disattende l'applicazione del Piano Sanitario Regionale ostacolandone di fatto l'attuazione per una assistenza diffusa ed omogenea sul territorio da attuarsi attraverso le Medicine di Gruppo Integrate, come previsto dalla DGRV n. 751/2015 vista la non volontà di sviluppare la residenzialità territoriale attraverso gli Ospedali di Comunità, l'Hospice e le Case di Riposo, affidate dal Piano Sanitario Regionale alla Medicina Generale constatata una politica tendente alla divisione ed all'opposizione tra il Medico di Medicina Generale e le altre figure professionali sanitarie che di fatto ne impedisce l'integrazione ipotizzando non meglio chiariti progetti di dipendenza dei Medici di Medicina Generale.

IL DOCUMENTO UFFICIALE DELO STATO DI AGITAZIONE