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DALLE REGIONI

VENETO: il drone salvavita sul litorale trasportera' il defibrillatore

drone"Non è una trovata da "Odissea 2001 nello spazio", il progetto 'Apollo 4 drone salvavita' è l'occasione per ribadire che il Veneto vuole essere all'avanguardia. Anche in sanità dovremo abituarci alle novità tecnologiche e ai droni, perché questa è la grande sfida del futuro". Così il presidente del Veneto al debutto, sul litorale di Caorle, del progetto di salvataggio e assistenza in emergenza con defibrillatore trasportato in loco da droni, realizzato da Regione Veneto e Ulss 4 del Veneto Orientale, in collaborazione con il Consorzio Arenili del comune veneziano. Si tratta per ora di un progetto-pilota, unico in Italia, finanziato nell'ambito del programma 'turismo accessibile', che porta in dote 600 mila euro per migliorare i servizi dell'intero litorale veneto. Alla presentazione del nuovo dispositivo georeferenziato, che trasporta un defibrillatore utilizzabile dai bagnini di salvataggio, sono intervenuti anche il vicepresidente della Regione, l'assessore al turismo, il sindaco di Caorle, il direttore generale e i dirigenti dell'Ulss 4.
La medicina del futuro, ha ricordato il governatore del Veneto, farà sempre più impiego di droni, robot e tecnologie digitali. "In sanità sperimenteremo altri progetti con i droni, ad esempio per raggiungere zone impervie ed aumentare la tempestività degli interventi di urgenza ed emergenza portando sul posto alcuni presidi sanitari, in commessione diretta con il 118. In Veneto il sistema dell'urgenza-emergenza dimostra grande efficienza e continueremo a potenziarlo investendo su nuove tecnologie e 'devices'".
"La buona sanità non è fatta soli di posti letto e non si misura dal numero di ospedali - ha ricordato - In realtà l'efficienza dell'assistenza e delle cure è data da tecnologie, professionalità, telemedicina e tecnologie digitali. In Veneto ogni ospedale provinciale dispone già ora di un robot di chirurgia ad alta precisione "Da Vinci, che consente di operare con altissima professionalità, anche a distanza, e di abbattere il numero di giornate di degenza. E in futuro avremo ancor più tecnologie e strumenti di robotica che affiancheranno, e a volte sostituiranno, la professionalità di medici, chirurghi, operatori sanitari, migliorando e qualificando ulteriormente le loro preziose prestazioni".

LIGURIA: pronto il "piano caldo", al via la guardia medica a orientamento geriatrico

anziANIGENOVA. Come ogni anno con l'approssimarsi della stagione estiva viene attivato il piano caldo per contrastare gli effetti di eventuali ondate di calore sulla salute della popolazione a rischio. A questo proposito, Alisa ha creato una 'task force', pienamente operativa, con tutti i soggetti interessati alla tutela socio sanitaria per definire e monitorare le azioni da mettere in campo in corrispondenza di eventi climatici avversi.
Quando la combinazione tra temperata, umidità e inquinamento ambientale supera per un periodo di tempo continuo i limiti previsti, si verifica una situazione che può mettere a rischio la salute dei soggetti suscettibili (in particolare le persone di età superiore ai 75 anni con patologie croniche, non autosufficienti, persone in età neonatale, pazienti psichiatrici, diabetici, cardiopatici, nefropatici e broncopneumopatici): è qui che è prevista l'attivazione di interventi specifici, abbinati a consigli generali di prevenzione.

A livello internazionale i territori colpiti dagli effetti da ondate di calore sono le grandi aree urbane mentre al di fuori di esse le conseguenze risultano limitate. Nello specifico l'attenzione degli interventi, organizzati in Asl 3 Genovese, si rivolge primariamente ai residenti del Comune di Genova, città servita quotidianamente (dal lunedì al venerdì) da un bollettino emesso dal ministero della Salute che indica eventuali condizioni di pre-allerta (codice giallo) e di allarme vero e proprio (codice arancione e codice rosso) che potrebbero verificarsi entro le 72 ore.

Di seguito le azioni attivabili in caso di condizioni di codice arancione e codice rosso:

Attivazione di ricoveri brevi presso strutture extraospedaliere accreditate per la protezione dei soggetti suscettibili esposti alle ondate di calore eccessivo nell'Estate 2017. Saranno attivativi dall'Asl3 genovese ricoveri brevi, attraverso la segnalazione - che può pervenire da: medici di medicina generale, servizi sociali del Comune di Genova, cure domiciliari, Pronto soccorso degli ospedali cittadini - di proposta di ricovero per i soggetti ad alto rischio di danni alla salute da stress termico della durata massima di 10 giorni presso posti letti extra ospedalieri di strutture accreditate con Regione Liguria.

Dimissioni 'tutelate' per anziani fragili. Durante le ondate di calore è previsto il blocco delle dimissioni nei soggetti suscettibili. Le dimissioni possono avvenire solo attraverso la valutazione della UVGO (Unità di Valutazione Geriatrica Ospedaliera) e la conseguente attivazione dell'assistenza domiciliare o del ricovero in struttura residenziale.

A partire dal 3 luglio attivazione dell'ambulatorio mobile della Asl 3 Genovese posizionato in Piazza De Ferrari per fornire ristoro (acqua, sosta climatizzata, ecc.) e informazione ai cittadini e ai turisti che transitano nel centro della Città, con personale sanitario formato per tale attività.

Permane operativo il progetto custodi sociali in atto dal 2004 che prevede il monitoraggio e interventi di aiuto domiciliare leggero da parte dei servizi sociali

Numero Verde regionale gratuito 800.99.59.88, servizio con funzioni di orientamento ai servizi, informazioni e di presa in carico delle persone anziane.

Novità di quest'anno e di prossima attivazione è un servizio di Guardia Medica ad orientamento geriatrico per la copertura di situazioni critiche nei giorni prefestivi e festivi dedicato ai soggetti ricoverati in strutture residenziali per anziani.

Giovedì 22 giugno prossimo presso Alisa, nell'ambito del GORE-Gruppo Operativo Ristretto Emergenze, verranno stabilite le modalità di attivazione di unità di crisi dedicate nei Pronto Soccorso degli ospedali cittadini. Inoltre, in ambito regionale, si sta terminando la procedura per la creazione di un registro dei soggetti suscettibili ai danni da ondate di calore, per individuare le persone a rischio e tenerle monitorate attivando interventi mirati e adeguati.

Vi sono inoltre tutta una serie di interventi/opzioni messi in campo dalla Protezione Civile e dal Comune di Genova tra le quali la produzione materiale informativo, la disponibilità dei centri sociali climatizzati nei diversi municipi della Città di Genova, l'avviso attraverso i pannelli elettronici stradali e paline di fermata elettroniche in occasione delle condizioni di allerta/allarme riportanti anche i consigli utili.
VADEMECUM:

I 15 CONSIGLI PER COMBATTERE IL CALDO

Evitare di uscire e svolgere attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle ore 11 alle ore Non rimanere all'interno di auto parcheggiate.
Se possibile recatevi qualche ora al giorno in zone ventilate o dotate di aria condizionata.
Ripararsi la testa dal sole con un cappello e in auto usare tendine parasole.
Bere molti liquidi, almeno un litro e mezzo/due litri al giorno, anche se non se ne sente l'apparente necessità; vedi anche quanto riportato al punto 15
Assumere liquidi con regolarità: ad esempio, prendere due bottiglie di acqua da litro (va bene bere anche l'acqua del rubinetto) ed ogni tanto berne un bicchiere nella giornata oppure stabilire delle abitudini come una spremuta al mattino, un the al pomeriggio ed una camomilla alla sera.
Durante il giorno usare tende per non fare entrare il sole e chiudere le finestre e le imposte, mantenerle invece aperte durante la notte.
Evitare bevande gassate, zuccherate, troppo fredde o alcooliche, in quanto aumentano la sudorazione.
Fare pasti leggeri, preferendo frutta, verdura, pesce, pasta e gelati a base di frutta. Ridurre la carne, i fritti ed i cibi molto conditi e piccanti.
Indossare abiti leggeri di cotone o lino, di colore chiaro non aderenti e privi di fibre sintetiche.
Non devono essere modificate o sospese le terapie in atto senza consultare il proprio Medico di Fiducia.
Non assumere integratori salini senza consultare il proprio Medico di Fiducia.
Evitare bruschi sbalzi di temperatura corporea (ad esempio entrare sudati in un grande magazzino condizionato). Non respirare con la bocca aperta ma solo con il naso.
Le persone affette da diabete devono esporsi al sole con cautela per il maggior rischio di ustioni, stante la minor sensibilità al dolore.
In caso di cefalea provocata da esposizione al sole, bagnarsi subito con acqua fresca per abbassare la temperatura.
Se si è affetti da patologie croniche con assunzione continua di farmaci (esempio diabete, ipertensione, scompenso cardiaco, bronchite cronica, malattie renali) consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali comportamenti particolari o misure dietetiche specifiche.

MANTOVA: Zolezzi del M5S replica all'Ordine dei medici: «Obbligo dei vaccini inutile e costoso, epidemia inesistente»

Movimento-5-stelleMANTOVA. «Siamo a favore di raccomandazioni vaccinali e non di coercizioni. Lo dice anche un testo non medico, si chiama Costituzione. Siamo pesantemente contrari a un provvedimento catalogato dal ministro Lorenzin come «necessario e urgente» per un'epidemia inesistente (dato confermato dalle audizioni in Senato); un provvedimento senza alcuna copertura in fase di tagli a molti settori sanitari vitali». Così, il deputato cinquestelle Alberto Zolezzi replica al segretario provinciale dei medicina di famiglia, Piero Parenti, che in un intervento sul nostro giornale si chiedeva il perché i due parlamentari mantovani grillini, entrambi medici, non prendessero posizione sulla vicenda vaccini.
Ecco il testo integrale della risposta del parlamentare.
"Bene che il segretario dei medici di famiglia mantovani Piero Parenti si sia accorto che esiste finalmente un gruppo politico in Parlamento. I mercenari al Governo hanno fra l'altro attaccato pesantemente la salute e l'assistenza sanitaria dei cittadini e come unico gruppo politico stiamo cercando di porre un argine. Le ricordo che il Ministro Lorenzin affermò lo scorso febbraio che alcune cure praticate da un primario del Poma erano fuori linee guida, a me risultano oltre 1.000 di tali trattamenti.
Come mai dott. Parenti non si è mai espresso sul fatto che tale collega è rimasto primario? Il sistema sanitario nazionale rischia il collasso per insufficienza di risorse. Nell'ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all'anno precedente, il 10% in più). Non solo: 7,8 milioni di italiani hanno dovuto utilizzare per le spese sanitarie tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o presso banche e istituti di credito vari. E la spesa privata per la sanità è salita a 35,2 miliardi di euro (+4,2% nel periodo 2013-2016).
Sono alcuni dei dati emersi dal VII Rapporto Rbm – Censis sulla Sanità in Italia, presentati pochi giorni fa in occasione del 7° Welfare Day. Non capiamo se il testo di Parenti sia stato condiviso con tutta la sezione Fimmg ma in ogni caso facciamo presente a lui che nel nostro territorio è in atto un'aggressione dell'aria (si vuole costruire il nono inceneritore), del suolo e delle falde (nitrati sempre più elevati anche in acqua potabile, nascosti dalla multiutility locale che non pubblica più i dati di qualità dell'acqua, fanghi da fuori regione -oltre 1.600 tonnellate sparse a Canneto dove risiede Parenti nel 2015- e rifiuti di ogni tipo sparsi ovunque), sarebbe auspicabile sentire la sua voce su questi problemi sanitari che penalizzano soprattutto i più piccoli (vedi metaemoglobinemia), visto che cogliamo una sua preoccupazione sul vasto tema "vaccini".
Non vorrei dovergli insegnare che le condizioni igieniche e la qualità dell'acqua sono correlate alla salute. Siamo a favore di raccomandazioni vaccinali e non di coercizioni. Lo dice anche un testo non medico, si chiama Costituzione. Siamo pesantemente contrari a un decreto che è la summa antipolitica della Lorenzin. Un provvedimento catalogato dal Ministro fra una giostra a Gardaland e l'altra come: "necessario e urgente" per un'epidemia inesistente (dato confermato dalle audizioni in Senato), un provvedimento senza alcuna copertura in fase di tagli a molti settori sanitari vitali. È necessaria adeguata farmacovigilanza.
Sulle frasi del parlamentare Sibilia le facciamo presente che il Ministro ha annunciato querela, lasciamo a chi di dovere dirimere il merito; le facciamo presente che Sibilia, laureato in biotecnologie, ha espresso la sua opinione sulla non laureata Lorenzin; che l'ex Sottosegretario Vicari dopo le dimissioni per aver accettato un rolex dopo un emendamento, ha detto che altri membri del Governo hanno accettato più di un rolex senza essere querelata, non sono stati resi noti i nomi per cui è lecito pensare che ci sia una certa complicità fra questi personaggi che stimola considerazioni spiacevoli su tutti loro.
Sibilia è il primo firmatario di 8 proposte di legge, fra cui alcune sul sistema bancario e l'istituzione della commissione d'inchiesta su MPS che riguarda anche il nostro territorio. Il Movimento 5 Stelle sta facendo politica per difendere tutti i cittadini, classe medica compresa, attaccata anche dall'interno da un certo atteggiamento disorientato che traspare dall'articolo pubblicato oggi con ampio spazio sulla Gazzetta di Mantova. Abbiamo tenuto numerosi incontri pubblici sul tema sanità e salute a cui Parenti non si è affacciato; tenteremo nelle prossime occasioni di far arrivare un invito diretto a Parenti visto che da quel che scrive non sembra seguire la cronaca locale né sanitaria né ambientale e questo rischia di sminuire tutta la classe che rappresenta e di ridurre l'empatia con tutti i pazienti in particolare i più piccoli.
Siamo a disposizione per confrontarci con lui sulle notevoli criticità del settore, fra cui quelle della progressiva sostituzione con "gestori" dei medici sul territorio".

MANTOVA: i medici di famiglia ai colleghi del M5S: «Schieratevi sui vaccini»

vaccini44(Gazzetta di Mantova) Gianluca Facente MANTOVA. «I medici mantovani eletti in Parlamento nei banchi del Movimento 5 Stelle dicano qualcosa sulle dichiarazioni dell'onorevole Carlo Sibilia sui vaccini. Non è accettabile che restino ancora muti di fronte alle stupidaggini propalate dal loro collega di partito».
La sezione di Mantova della federazione dei medici di famiglia prende spunto dagli ultimi interventi della federazione nazionale per bacchettare gli onorevoli Luigi Gaetti e Alberto Zolezzi, rispettivamente senatore e deputato di M5S, che «non hanno ancora detto nulla dopo quanto affermato dal loro collega Sibilia in merito al decreto vaccini. Che cosa vuol dire questo: che il movimento di Grillo si schiera con i "No Vax"?».
La Fimmg di Mantova, guidata da anni dal dottor Piero Parenti, si chiede inoltre se i due parlamentari mantovani, uno anatomopaologo, l'altro pneumologo, stiano in silenzio «per pudore, per paura o per altri motivi».
Ma che cosa aveva detto il deputato Sibilia? «Il vaccino obbligatorio e immediato deve essere quello contro la follia del ministro della Salute Lorenzin. Chissà se un giorno verremo a sapere quanti Rolex ha ricevuto il ministro per scrivere questo decreto?». Così in un post su Facebook il deputato avellinese M5S era pesantemente andato all'attacco del ministro Lorenzin dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto vaccini. «La coercizione su 12 vaccini è senza senso – aveva aggiunto Sibilia – in Italia non c'è nessuna emergenza per giustificare questi vaccini obbligati. Impongono il Tso ai nostri bambini. Questo decreto sarà una delle tante fesserie fatte dal governo Renzi che cancelleremo appena al governo».
La risposta del ministro della Salute non si è fatta attendere. La Lorenzin ha dato infatti subito mandato ai suoi legali di presentare querela nei confronti di Carlo Sibilia «per le sue gravissime dichiarazioni prive di fondamento e dal contenuto diffamatorio. Di queste dichiarazioni risponderà di fronte alla magistratura penale e civile competente. Sul piano del merito – ha fatto sapere il ministero – tutto ciò dimostra come il Movimento 5 Stelle faccia finta di essere a favore dei vaccini ma nella realtà li avversi in tutti i modi, facendo il controcanto ai no vax, dimostrando così la totale inadeguatezza a misurarsi sui temi scientifici e a candidarsi a governare i processi a tutela della salute pubblica». Sui contenuti espressi dalla Fimmg esprime piena sintonia anche l'Ordine dei Medici di Mantova.

BIELLA; Case della salute, accordo coi medici di famiglia

mediciepc(Biella Cronaca) Nelle due strutture di Trivero e Cavaglià due volte alla settimana per due ore al giorno i professionisti del territorio saranno a disposizione dei cittadini
È stato siglato un accordo integrativo aziendale tra l'Asl di Biella e i rappresentanti sindacali provinciali dei medici di medicina generale, FIMMG e SNAMI, per la partecipazione dei medici di famiglia alla realizzazione del progetto casa della salute.
L'adesione è su base volontaria; ai professionisti che sceglieranno di partecipare sarà corrisposto un contributo di 50 euro orari lordi.
La firma del protocollo arriva nella fase di consolidamento e avvio delle attività in due delle sette case della salute previste nel territorio biellese: Trivero e Cavaglià, che saranno inaugurate lunedì alle 15 e alle 16,30 dall'assessore alla salute della regione Piemonte Antonio Saitta.
Il protocollo sottoscritto prevede due diversi tipi di attività. In particolare nella neo case della salute di Trivero e Cavaglià due volte alla settimana per due ore al giorno, i professionisti del territorio saranno a disposizione dei cittadini per sviluppare la medicina di iniziativa, e la medicina d'attesa per la presa in carico delle urgenze o necessità improvvise degli assistititi.
Da luglio si parte con l'attivazione dell'ambulatorio TAO (terapia anticoagulante orale) dedicato ai pazienti sottoposti a trattamenti anticoagulanti. Già oggi questi pazienti ricevono tramite sms dal laboratorio dell'Asl Bi i risultati delle analisi; qualora vi fossero alterazioni il paziente potrà rivolgersi all'ambulatorio della casa della salute dove sarà preso in carico dal medico di medicina generale presente. Quest'ultimo valuterà il range dei valori, modificherà la terapia se necessario ed eventualmente potrà indirizzare il paziente all'ambulatorio infermieristico che svolge una funzione di supporto anche in termini di educazione alla salute. Nel patto viene contemplata anche l'attivazione dell'ambulatorio delle prescrizioni indifferibili. Nell'ambito della case della salute i medici anche grazie al supporto infermieristico, potranno effettuare prestazioni più complesse: si tratta di un pacchetto di richieste già riconosciute nell'accordo collettivo nazionale di lavoro. In alcuni casi infatti i pazienti non riescono a raggiungere il proprio medico di riferimento e, dunque, potranno trovare disponibile un altro professionista all'interno della casa della salute. Si comincia, dunque, dal mese di luglio a Trivero e Cavaglià: nel primo caso lunedì e giovedì dalle 13 alle 15, a Cavaglià il martedì e venerdì, sempre dalle 13 alle 15. È già in una fase avanzata di definizione anche l'accordo con i pediatri di libera scelta.

LOMBARDIA: La riforma divide i medici di famiglia: «Flop del sistema se il progetto non decolla»

medici camice thumb250 250(REPUBBLICA ) Di Simona Ravizza Milano, Pressing del Pirellone per far aderire i dottori al progetto che riguarda 3 milioni di cronici. I pazienti saranno seguiti da un gestore. Dissenso dei camici bianchi
Il primo incontro con i medici di famiglia è del 15 maggio nell'aula Moratti dell'ospedale San Carlo, da lì in avanti ne viene fissato uno al giorno, spesso anche due: il 16 maggio al Fatebenefratelli, il 18 al Sacco, il 19 a Niguarda, il 31 al San Paolo, solo per ricordare i principali. Eppoi — per un totale di 35 appuntamenti in 30 giorni (tra metà maggio e metà giugno) — a Melegnano, Rho e Lodi. I dottori incontrati dai manager dell'Ats di Milano (ex Asl) sono quasi mille. Per la settimana prossima sono fissate ancora tre riunioni, dove ne sono invitati altri 615. L'obiettivo è sempre lo stesso: convincerli a cambiare in modo radicale il modo di assistere i malati, fino ad arrivare a stilare piani di assistenza individuale, prenotare al loro posto esami e visite mediche specialistiche e monitorare telefonicamente l'andamento delle terapie.
La riforma della Sanità, che entra nel vivo tra la fine di luglio e il mese di novembre, chiede ai medici di medicina generale di rimettersi in gioco. Ma che cosa devono fare i dottori del futuro? E perché troppi di loro oggi non sono pronti ad accettare la scommessa? Soprattutto: i pazienti che cosa devono aspettarsi? Per la Sanità lombarda la partita è epocale. Se tutto va per il meglio, con i dottori che vengono convinti ad aderire al progetto del Pirellone, la vita della popolazione con malattie croniche può decisamente migliorare. In caso contrario c'è il rischio concreto di un fallimento totale del nuovo modello di cure. Con un danno per i cittadini e la perdita della faccia di chi si è speso per il cambiamento, dal governatore Roberto Maroni all'assessore della Sanità Giulio Gallera. Tutto ruota intorno alla cura dei cronici. Un numero esorbitante di pazienti: solo a Milano città sono 427 mila, nell'area metropolitana (fino all'hinterland, alla Martesana, a Melegnano e a Lodi) un milione 112 mila 547, in tutta la Lombardia oltre tre milioni.
In pratica coloro che soffrono di ipertensione, diabete, ipercolesterolemie, cardiopatie, scompenso cardiaco, ipotiroidismo e di tutte le altre patologie croniche (complessivamente ce ne sono sessantacinque tipi) rappresentano il 30 per cento degli assistiti, come mostrano i documenti dell'Ats cittadina. Uno su tre. A partire dal prossimo inverno tutti i malati cronici hanno diritto ad avere un «piano di assistenza individuale». Nessuno di loro deve più preoccuparsi di prenotare gli esami necessari a tenere sotto controllo la malattia, ricordarsi le date dei controlli, fare salti mortali per fissare una visita specialistica: a tutto ciò deve pensare un tutor, che tecnicamente viene chiamato «gestore», perché si occuperà in toto del suo percorso di cura (con una retribuzione di 45, 40 o 35 euro a secondo della gravità e complessità dei pazienti). È quello che prevede, come spiegato più volte dal Corriere della Sera, la riforma della Sanità, approvata nel lontano agosto 2015.
In questo scenario, negli incontri ancora in corso, i vertici della Sanità lombarda stanno illustrando ai medici di famiglia le tre strade che possono intraprendere: essere loro i «gestori» del malato cronico; partecipare al percorso di cura dei loro assistiti come «co-gestori»; oppure decidere di restare ai margini. L'ultima ipotesi è quella che il Pirellone vuole evitare a tutti i costi perché decreterebbe il fallimento della riforma. Ma il pericolo che ciò accada esiste.
A Milano, al momento, solo 101 medici di famiglia sui 2.169dell'area metropolitana sono pronti a diventare «gestori», ossia i tutor responsabili in toto del percorso di cure. Per farlo è necessario essere riuniti in forme associative, in modo che sia possibile farsi carico dell'organizzazione con corsie preferenziali delle prestazioni sanitarie utili ai pazienti (esami e visite che si svolgeranno nei poliambulatori o in ospedale). Le cooperative esistenti sono solo due: la Medici Milano Centro guidata da Davide Lauri, con 67 dottori soci, al lavoro in via Quadrio 26; e la CReG Servizi capitanata da Mauro Martini, con 34 soci. I medici di medicina generale pronti a seguire completamente i cronici sono destinati, dunque, a restare una minoranza. Almeno per ora i pazienti possono contare limitatamente su questa opportunità.
La chance che i malati hanno a disposizione è di avere dottori di famiglia «co-gestori». Il loro compito è la definizione dei piani assistenziali individuali (retribuiti 10 euro ciascuno) che saranno attuati in collaborazione con un altro «gestore», in grado di organizzare ed eseguire visite ed esami. Così i pazienti non perdono un punto di riferimento prezioso e allo stesso tempo dispongono di un tutor operativo che li accompagna passo passo nel percorso di cure. Ma il numero di medici che pensa a defilarsi anche dal ruolo di «co-gestore» rischia di essere elevato: è di pochi giorni fa l'invito del sindacato Snami, che a Milano rappresenta il 50 per cento dei medici di famiglia, a non partecipare alla riforma. «Invitiamo tutti i colleghi — si legge in un documento dello Snami appena diffuso — a non aderire alle richieste dell'Ats (l'Azienda di Tutela della Salute, ex Asl), che consideriamo lesive della libertà di scelta del cittadino».
Resta da vedere se il tour de force organizzato dai vertici della Sanità regionale per convincere i dottori ad aderire avrà successo. In caso contrario, i medici di famiglia perderanno un'occasione di riqualificare la loro professione. I pazienti saranno disorientati e, forse, ancora più soli. C'è da sperare che non succeda.