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DALLE REGIONI

IL SOLE 24 ORE: Approfondimenti sulla legge gelli.Il rispetto delle linee guida esclude l'imperizia del medico

leggegelli6 DIC- In particolare, la punibilità per imperizia è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida (ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico- assistenziali) sempre che le raccomandazioni previste dalle linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto. La responsabilità è quindi esclusa se si seguono le linee guida, a patto che il sanitario abbia seguito
quelle appropriate al caso specifico, mentre se segue linee guida non appropriate non può beneficiare dell'esenzione.

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BARI: Medici ad alto rischio, Anelli: «Dalla politica soltanto parole»

anelli2(Corriere del Mezzogiorno) Meno di un mese fa sono scesi in piazza per chiedere sicurezza e invocare interventi urgenti. «Ma da allora non è accaduto nulla: tante promesse e nessun fatto concreto». Il presidente dell'Ordine pugliese dei medici, Filippo Anelli, segretario regionale del sindacato Fimmg, non usa mezzi termini e dice chiaro e tondo che i medici sono ancora una categoria a rischio. «Basti pensare che in Puglia - spiega - si verifica il 26 per cento delle aggressioni sull'intero territorio nazionale». La manifestazione dei medici a Bari è del 10 novembre: sono stati chiesti interventi alla Regione, il risultato è stato un vertice in prefettura per fare il punto della situazione e ipotizzare le misure da adottare. Compresa la scorta con vigilantes durante le visite domiciliari. «Per il momento però non si è visto nulla», dice Anelli. Che aggiunge: «La situazione è drammatica, ci sono medici che ormai sono costretti ad assumere guardie del corpo: abbiamo constatato che c'è un impegno delle istituzioni ad affrontare questa situazione, ma adesso c'è bisogno di passare ai fatti». La sicurezza nelle guardie mediche è diventata ormai un'emergenza. I numeri sono drammatici. Meno di un mese fa una dottoressa che stava facendo una visita domiciliare a un paziente con problemi psichici è stata minacciata con un fucile a Foggia, mentre in precedenza un paziente che pretendeva antidolorifici ha puntato una pistola, solo più tardi risultata giocattolo, contro una dottoressa di Statte. Il problema è stato affrontato anche ad Acquaviva delle Fonti, dove l'anno scorso sarebbe stata compiuta una violenza sessuale. Il sindaco Davide Carlucci da tempo ha chiesto da tempo il trasferimento della guardia medica nell'ex ospedale Miulli, dove ci sarebbe la possibilità di una vigilanza armata. Ma la burocrazia ha fermato tutto. «Ci risulta - dichiara il primo cittadino - che ci sia la disponibilità della Regione ed è stato dato il via libera alla Asl per procedere e acquisire l'immobile. Il problema è che si attende ancora una risposta del Demanio sulla congruità del prezzo». E così anche quel progetto per la realizzazione di un ambulatorio più sicuro resta ancora bloccato.

BARI: Rischio scarcerazione per il violentatore della dottoressa della guardia medica la procura impugna il provvedimento

guardiamedicasala thumb other250 250(ANSA) Minacce di morte, violenza privata, violazione di domicilio. Ci sarebbero anche questi reati tra le accuse, oltre allo stalking e alla violenza sessuale, cui la Procura di Bari si appellerà per fare restare in carcere l'uomo che avrebbe perseguitato per mesi e violentato una dottoressa della guardia medica e che, per una querela tardiva, ha ottenuto la scarcerazione e gli arresti domiciliari. Gli inquirenti baresi stanno preparando il ricorso cercando tra le maglie del diritto, le motivazioni per cui Maurizio Zecca, 51enne di Acquaviva delle Fonti, debba restare in cella. «Non siamo impazziti tanto da contestare un reato improcedibile perché denunciato troppo tardi. Stiamo predisponendo il ricorso» dice il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, annunciando che la procura ricorrerà contro la decisione del Tribunale del Riesame che ha disposto la scarcerazione sulla base dei termini previsti dalla legge. La vicenda ha sollevato nelle ultime ore polemiche e critiche, tanto che in molti hanno chiesto una modifica normativa che intervenga allungando i termini o che renda procedibile d'ufficio il reato di violenza sessuale. Lo ha fatto anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, che oggi ha telefonato alla dottoressa, dicendosi convinta che «in caso di violenza sessuale l'onere per la denuncia non può ricadere solo sulla donna che ne è stata vittima, perché è traumatizzata». Boldrini ha quindi auspicato «che si intervenga sulle legge o che in questi casi si proceda d'ufficio». La storia è ormai nota: il medico a settembre 2017 denunciò lo stalking e la violenza (che sarebbe avvenuta in ambulatorio nel dicembre 2016) da parte di un paziente che l'aveva persino minacciata di morte facendo esplodere il palazzo in cui vive. Le indagini della Polizia, coordinate dal pm Simona Filoni, hanno portato in poche settimane all'arresto di Zecca accusato di violenza e stalking. Il Tribunale del Riesame, però, accogliendo il ricorso del difensore, ha disposto la scarcerazione ritenendo improcedibile il reato di violenza sessuale perchè la denuncia è stata presentata tre mesi oltre il termine previsto. È attorno a questo termine temporale e al fatto che il reato di violenza sessuale non è perseguibile d'ufficio, che ruota tutta la vicenda giuridica. Un problema che la procura cercherà di superare dimostrando che esiste una connessione tra la violenza e gli altri reati commessi e che sono invece perseguibili d'ufficio. Dal canto suo il legale di Zecca, l'avvocato Filippo Castellaneta, conferma che «la linea difensiva non muta. Siamo comunque tranquilli». «Il mio cliente - dice - è persona incensurata e nega, al di là degli aspetti procedurali, ogni condotta violenta a lui addebitata».

VENETO : La guerra dei camici bianchi la Regione e le USSL dovranno difendersi dalla denuncia dei sindacati

scioperomedici(Il Gazzettino) VENEZIA Attesa la gravità e la delicatezza delle affermazioni, anche in considerazione dei soggetti destinatari e delle azioni prospettate, risulta necessario che l'Ulss 3 Serenissima affidi ad un legale di fiducia l'incarico di tutelare le ragioni e gli interessi dell'Azienda nella vertenza in questione. Firmato: Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell'azienda sanitaria veneziana. Insomma, è guerra anche legale con i medici di famiglia e, oltre al duello con la Regione, si apre pure il fronte con i direttori generali delle Ulss venete, chiamati direttamente in causa dall'esposto inviato alla Procura della Repubblica di Venezia per la divulgazione di false informazioni sullo sciopero dell'8 e 9 novembre. La Fimmg - Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, lo Snami - Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani, lo Smi Sindacato Medici Italiani e Intesa Sindacale hanno incaricato l'avvocato di Padova Giulia Businaro di contestare i dati sull'adesione resi noti dall'assessore regionale Luca Coletto. Per i promotori della obilitazione l'80 per cento dei medici aveva aderito allo sciopero, mentre per l'assessore veneto alla Sanità la percentuale era sensibilmente più bassa: solo il 52%. Dati che risultano artefatti e distorti - si legge nell'esposto trasmesso il 10 novembre a tutti i direttori generali di aziende ospedaliere e Ulss venete, oltre che alla Procura veneziana -. Trattasi infatti di rilevazioni  erroneamente ed artatamente effettuate sulla base del numero di ricette emesse nelle giornate di agitazione e non in base al numero di comunicazioni di mancata adesione allo sciopero pervenute alle aziende sanitarie, Nell'accordo collettivo nazionale i medici convenzionati sono infatti tenuti  comunicare all'azienda la propria non adesione all'agitazione entro le 24 ore precedenti allo  sciopero. E qui arriva l'affondo nei confronti dei dg delle Ulss: «Questa circostanza, oltre a configurare un evidente comportamento antisindacale, risulta idonea ad integrare la ben più grave ipotesi di delitto contro la fede pubblica - prosegue l'esposto -. Reato ulteriormente aggravato dalla circostanza di essere stato commesso da soggetti esercenti un pubblico servizio essenziale, quale quello sanitario, nel cui ambito il ruolo di responsabile conferisce a chi lo riveste un prestigio
e una visibilità ancora maggiori». E da qui parte anche un invito/diffida ai direttori generali, ai quali viene chiesto di rendere pubbliche con la massima urgenza le necessarie rettifiche relative alla reale adesione allo sciopero, anche per il ristoro dei gravissimi e forse irreparabili danni e pregiudizi ingiustamente subiti dai medici di medicina generale per queste inveritiere informazioni.

SICILIA: Medici di famiglia ci sono 76 posti a disposizione

medfamiglia thumb medium250 250(lasicilia.it) PALERMO - Sono complessivamente 76 i posti vacanti in Sicilia distribuiti negli ambiti territoriali delle 9 Aziende sanitarie provinciali di assistenza primaria accertati dal Dipartimento regionale per la pianificazione strategica dell'assessorato della Salute.
Si tratta, in particolare di medici di medicina generale (gli ex medici di famiglia) che avranno l'opportunità attraverso un bando di poter accedere alla copertura di quei posti in ambiti territoriali che la legge prevede che siano di oltre 7mila abitanti superiori a quattordici anni di età.
Le graduatorie per l'assegnazione degli ambiti territoriali carenti vengono formulate sulla base dell'anzianità e dei relativi punteggi; in caso di pari posizione in graduatoria i medici di cui all'art. 2 del presente decreto sono ulteriormente graduati nell'ordine secondo la minore età, il voto di laurea e l'anzianità di laurea.
I medici che risultino già iscritti in uno degli elenchi dei medici convenzionati per l'assistenza primaria della Regione siciliana e quelli già inseriti in un elenco di assistenza primaria di altra Regione, a condizione che risultino iscritti, rispettivamente, da almeno due anni e da almeno quattro anni nell'elenco di provenienza e che, al momento dell'attribuzione del nuovo incarico, non svolgano altra attività, a qualsiasi titolo nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, eccezione fatta per attività di continuità assistenziale. I trasferimenti sono possibili fino alla concorrenza di un terzo dei posti disponibili in ciascuna azienda.. Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana venerdì 1 dicembre, quindi i medici interessati dovranno inviare entro 30 giorni apposita domanda di partecipazione indicando gli ambiti territoriali carenti per i quali intendono concorrere.
«E' una boccata di ossigeno per tanti medici di medicina generale dell'Isola - sottolinea Luigi Galvano, segretario regionale della Fimmg . Noi come sindacato ci stiamo battendo affinché nell'Isola entro il 2025 possa esserci un torn over. Infatti da oggi fino, appunto al 2015, in Sicilia andrà in pensione il 60 per cento dei medici di assistenza primaria (gli ex medici di famiglia, ndr). Sarebbe un vero dramma che se per quella data ci troveremmo scoperti ambiti territoriali di medici di medicina generale».
ASP AGRIGENTO
1 posto Belice - Montevago - Sambuca di Sicilia (obbligo di apertura studio Santa Margherita di Belice): 1 posto Santa Margherita di Belice - Montevago - Sambuca di Sicilia 1 (obbligo di apertura studio Sambuca di Sicilia); 3 posti Canicattì – Castrofilippo; 1 posto Grotte – Racalmuto; 1 posto Naro – Camastra.
ASP CALTANISSETTA
1 posto San Cataldo – Marianopoli; 1 posto Caltanissetta – Resuttano; 1 posto Niscemi; 2 posti Gela – Butera.
ASP CATANIA
2 posti Paternò; 3 posti Misterbianco ; 2 posti Catania; 1 posto Caltagirone – Mazzarrone; 2 posti Bronte; 1 posto Maletto – Maniace; 1 posto Castel di Iudica – Raddusa; 1 posto Castiglione – Linguaglossa – Piedimonte Etneo; 2 posti Mascali - Milo - S. Alfio.
ASP ENNA
1 posto Enna - Calascibetta - Villarosa 1 (obbligo di apertura studio Villarosa); 2 posti Regalbuto.
ASP MESSINA
2 posti Nizza di Sicilia - Fiumedinisi - Alì - Alì Terme; 1 posto Itala-Scaletta; 2 posti Rometta - Villafranca Tirrena – Saponara; 1 posti Roccella - Moio Alcantara - Malvagna - Francavilla di Sicilia; 1 posti Motta Camastra - S. Domenica Vittoria Lipari - Leni - Malfa - S. Marina Salina (obbligo di apertura studio Malfa); 1 posto Capo d'Orlando - Naso - Caprileone – Castell'Umberto.
ASP PALERMO
1 posto Capaci; 1 posto Gangi - Geraci Siculo; 1 posto Alia - Valledolmo (obbligo di apertura studio Valledolmo); 1 posto Villabate; 1 posto Belmonte Mezzagno; 18 posti Palermo.
ASP RAGUSA
1 posto Santa Croce Camerina; 1 posto Modica; 1 posto Ispica; 1 posto Scicli; 2 posti Vittoria; 1 posto Comiso.
ASP SIRACUSA.
1 posto ad Avola; 1 posto Lentini – Carlentini; 2 posto Francofonte; 1 posto Palazzolo – Buscemi; 1 posto Pachino – Portopalo.
ASP TRAPANI.
1 posto Salaparuta - Poggioreale - Santa Ninfa; 1 posto Alcamo.

LANUSEI : Tumori inesistenti medico indagata per truffa dopo la denuncia della trasmissione le iene

carabinieri thumb large300 300(ANSA) – NUORO- Truffa aggravata è l'ipotesi di reato formulata dalla Procura della Repubblica di Lanusei, nei confronti della dottoressa di Tertenia, Alba Veronica Puddu, di 48 anni, finita nella bufera dopo la trasmissione televisiva Le Iene andata in onda domenica scorsa su Italia 1. La professionista avrebbe curato «tumori inesistenti» e altre patologie nel suo studio di medicina estetica con gli ultrasuoni. Alcuni pazienti sarebbero morti, mentre un pensionato avrebbe perso una gamba. I primi rapporti del Nas (chiamati dall'assessorato alla Sanità) e dei carabinieri della stazione di Tertenia e della Compagnia di Jerzu (inviati dalla stessa Procura), sono arrivati tra ieri sera e stamattina sulla scrivania del Procuratore Biagio Mazzeo che ha aperto un fascicolo a carico della professionista. Nelle prossime ore si potrebbe arrivare a una delega congiunta ai Nas e ai Carabinieri per approfondire le indagini. Nei confronti del medico è stata aperta anche un'indagine interna all'ordine dei medici Nuoro -Ogliastra.Il direttivo dell'ordine prima di procedere a eventuali provvedimenti ha inoltrato una richiesta a Mediaset, per poter acquisire il filmato integrale realizzato dall'inviato della trasmissione Le Iene. Il direttivo dell'Odm ha inoltre chiesto di sentire i pazienti che si sono sottoposti alle cure e la stessa dottoressa. Nei giorni scorsi la professionista si era difesa:«Non ho mai diagnosticato tumori a l'inviato delle Iene e non ho dato assenso alla pubblicazione del filmato - ha raccontato all'ANSA -. Ho dato mandato al mio legale per tutelarmi nelle sedi opportune